Segui la strada di mattoni gialli, Dorothy
22 lug 2008 – 18:47 Archiviato in:
Random

Termini come Olocausto, Santa Inquisizione, Guerra Santa, non gli dicono nulla?
Un suggerimento: quel “Santa” non si riferisce a Babbo Natale.
Cinquecento anni di Santa Inquisizione, al grido di “ammazza l'infedele”, le crociate, le invasioni spagnole ai danni delle popolazioni dei nativi d'America e tutte le attuali guerre in medio oriente non sono sufficienti a capire che le religioni istituzionalizzate possono essere veicoli di conflitti, invece? Esattamente come qualsiasi altro mezzo di controllo delle masse? Perché i cosiddetti cristiani, si ricordano più facilmente e con più partecipazione i dieci comandamenti, che non gli insegnamenti di quel buon uomo frichettone protagonista del nuovo testamento? Perché si ricordano più frequentemente “Non avrai altro dio al di fuori di me”, che non “Beati i miti, perché erediteranno la terra. Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia. Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio.”?
Benedetto XVI ai leader delle altre confessioni presenti in Australia
La spiritualità "stimola le nazioni a sanare i conflitti, i singoli a tutelare l'ambiente"
Papa: "Religioni veicolo di pace
Sesso e potere sono falsi dei"
In 200mila per seguire le 13 stazioni della Via Crucis
SYDNEY - "In un mondo minacciato da sinistre e indiscriminate forme di violenza" le religioni stimolano "le nazioni e le comunità a risolvere i conflitti con strumenti pacifici nel pieno rispetto della dignità umana". Lo ha detto il Papa nell'incontro interreligioso nella Sala capitolare della St. Mary's Cathedral di Sydney, ai leader delle diverse chiese e confessioni cristiane presenti in Australia.
E' mettendo in luce la "innata aspirazione a vivere con magnanimità, intessendo legami di amicizia" che le fedi aiutano la pace, ricordando che "le relazioni umane non si possono definire in termini di potere, dominio e interesse personale".
Continua su Repubblica.it
Tanto per gradire… Leggi il resto…
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Sgraaaaaat!
21 lug 2008 – 20:43 Archiviato in:
Diario

Eccomi reduce dalla mia prima esperienza in pista, nel circuito di Franciacorta. Giornata spettacolare! Credo di aver imparato un sacco in quelle due ore di giri… E… finalmente ho grattato quelle benedette saponette! E che grattate! :-D
Il primo turno è stato abbastanza tranquillo. Ho inizialmente sorpassato tutti per mettermi in coda all'istruttore. Faccio un po' di giri con lui davanti, che mi mostra le posizioni e le traiettorie da seguire (e qua già faccio la prima grattatina a sinistra), poi si fa sorpassare. Tre giri senza il riferimento dell'istruttore: un casino! Ci sono due esse (una stretta a metà circuito ed una finale che riporta sul rettilineo del traguardo), che sbaglio sempre. Finito il turno, esco, mi riposo un po' e dopo 15 minuti si rientra. Il secondo turno va che è una meraviglia. Seguendo uno del mio gruppo, sorpassiamo quasi subito l'istruttore, ed inizio a cercarmi dei punti di riferimento per le traiettorie. Miglioro istantaneamente e tocco le saponette in continuazione. Vado come un disperato! Purtroppo, il mio amico, davanti, scivola dopo pochi giri. Io proseguo assieme agli altri e ci troviamo nel paddock alla fine del turno. Niente di grave per lui.

Non vedo l'ora di tornare in pista!! :-D
Le mail enigmatiche
17 lug 2008 – 19:37 Archiviato in:
Diario
A fare il sistemista, talvolta ti
capitano certe email dagli utenti, che sono delle chicche.
Questo mi dice (sottolineo: per email).
Oggetto: quesito
ho alcuni problemi con la posta e ci sei ?
Cosa diavolo gli puoi rispondere?? True? False?
Io so di sicuro di esserci (sono qui, percepisco chiaramente di essere me e di essere qui), ma non so se lui ha problemi con la posta, quindi come posso trovare la verità di quell'enunciato?
Allora penso: gli faccio la tabellina di verita della AND…
problemi AND ci sono = esito
V AND V = V
V AND F = F
F AND F = F
F AND V = F
…e gli dico che c'è una possibilità su quattro che sia vero.
Alla fine gli ho risposto sul poetico:
"se hai problemi con la posta, non dovresti poter leggere questa mia risposta."
Per poi scoprire da lui, quando è venuto di persona a chiedere, che il problema era che, in seguito ad una sua email mandata in massa ad un miliardo e mezzo di indirizzi, qualcuno gli aveva risposto consigliandogli di mettere i destinatari in CCN, la prossima volta, perché non aveva (giustamente) piacere che mezzo mondo vedesse il suo indirizzo. Il mio utente però, non sapeva come fare per cliccare sulla ben visibile voce A: e poi scegliere la ben visibile voce CCN: in Thunderbird…
Questo mi dice (sottolineo: per email).
Oggetto: quesito
ho alcuni problemi con la posta e ci sei ?
Cosa diavolo gli puoi rispondere?? True? False?
Io so di sicuro di esserci (sono qui, percepisco chiaramente di essere me e di essere qui), ma non so se lui ha problemi con la posta, quindi come posso trovare la verità di quell'enunciato?
Allora penso: gli faccio la tabellina di verita della AND…
problemi AND ci sono = esito
V AND V = V
V AND F = F
F AND F = F
F AND V = F
…e gli dico che c'è una possibilità su quattro che sia vero.
Alla fine gli ho risposto sul poetico:
"se hai problemi con la posta, non dovresti poter leggere questa mia risposta."
Per poi scoprire da lui, quando è venuto di persona a chiedere, che il problema era che, in seguito ad una sua email mandata in massa ad un miliardo e mezzo di indirizzi, qualcuno gli aveva risposto consigliandogli di mettere i destinatari in CCN, la prossima volta, perché non aveva (giustamente) piacere che mezzo mondo vedesse il suo indirizzo. Il mio utente però, non sapeva come fare per cliccare sulla ben visibile voce A: e poi scegliere la ben visibile voce CCN: in Thunderbird…
Mirtillo il fusillo
16 lug 2008 – 13:32 Archiviato in:
Cadaveri
Ero eretto nel mio piccolo: Tracce
d'orgoglio dopo l'andropausa.
Al mercato del pèto, per due soldi un azarbaigian mio padre gli demolì la Panda.
Ranocchia storpia colui che viene nel nome del signore
Mai scorderai pèti strèti contràti a 2 a 2 sfuggitimi dallo sfintere reverso
Polsando montagne s'incollano trenta langi di javellotti
Fosfi e Tacci
Balbuzie intestinale incurabile
La roccia fria
ma non è mia
mangerò gamberetti a colazione nel bronx
Mirtillo il fusillo passeggiando quà e là, s'imbatte bel bello s'incasina l'uccello
"Cos'è successo quà sotto?!" esclama Mirtillo.
Intanto il druido Guttalax sghignazza nell'ombra.
Mirtillo rinviene, ma è morto!
La nocciolina triste, di un gheriglio abbisogna, suo cugino gaio se lo mena col mortaio.
Astrometalnatica incorpora lo sfrantegaballe dei mondi. È più grosso Pasticciometalciuccio anale, ma non compete con Tezcatlipokemon De La Carbeza O' Hara/O' Connor in Brambilla.
Al mercato del pèto, per due soldi un azarbaigian mio padre gli demolì la Panda.
Ranocchia storpia colui che viene nel nome del signore
Mai scorderai pèti strèti contràti a 2 a 2 sfuggitimi dallo sfintere reverso
Polsando montagne s'incollano trenta langi di javellotti
Fosfi e Tacci
Balbuzie intestinale incurabile
La roccia fria
ma non è mia
mangerò gamberetti a colazione nel bronx
Mirtillo il fusillo passeggiando quà e là, s'imbatte bel bello s'incasina l'uccello
"Cos'è successo quà sotto?!" esclama Mirtillo.
Intanto il druido Guttalax sghignazza nell'ombra.
Mirtillo rinviene, ma è morto!
La nocciolina triste, di un gheriglio abbisogna, suo cugino gaio se lo mena col mortaio.
Astrometalnatica incorpora lo sfrantegaballe dei mondi. È più grosso Pasticciometalciuccio anale, ma non compete con Tezcatlipokemon De La Carbeza O' Hara/O' Connor in Brambilla.
Forse cercavi: blandire
10 lug 2008 – 18:10 Archiviato in:
Musica
Incappo in una famosa canzone dei Marlene
Kuntz, che si intitola Uno, ascolto il
testo e, ad un
certo punto qualcosa mi accende una lampadina di allarme. Non mi
torna… Avrò sentito male? Verifico il testo cercandolo in rete…
Uhm…
Il passaggio è questo:
Non ho mai cessato di amarti ma
non riesco più a baciare la tua faccia
Non ho mai cessato di amarti ma
non riesco più a sfiorare la tua faccia
Non ho mai cessato di amarti ma
non riesco più a brandire la tua faccia.
Ora, non voglio intromettermi nelle scelte poetiche di chi ha scritto il testo ma, sul mio vocabolario (che è molto simile a quello che si usa in Italia, specialmente da chi parla italiano), il termine brandire ha un certo significato che nel contesto della canzone e di quel particolare passaggio, non mi sembra che s'incastri bene. Al contrario, cambiando una sola lettera, quindi usando il termine blandire, il discorso cambia parecchio.
Non ho scritto io il testo e magari sto prendendo una gran cantonata. Forse il poeta intendeva davvero dire che “impugnava energicamente o agitava con forza il viso della sua amata, come fosse un bastone o un'arma”…
Ma tant'è… io non sono poeto e magari non ho capito una benamata fava. :-D
bran|dì|re
v.tr., v.intr.
1 v.tr. CO impugnare energicamente o agitare con forza un’arma o un altro oggetto che possa ferire: b. una spada, un bastone, un coltello | BU estens., agitare qcs. in aria: b. le mani
2 v.intr. (avere) RE tosc., tremare, vibrare
blan|dì|re
v.tr.
1 CO lusingare, adulare: b. qcn., b. gli animi | trattare amorevolmente, spec. rivolgendo buone parole: soccorre i piccoli infermi, li conforta, li blandisce (D’Annunzio)
2 BU lenire: b. le pene, le sofferenze altrui
3 BU lett., carezzare; lambire, sfiorare: con l’altra mano gli blandiva il mento | supplicando (Foscolo)
(definizioni prese dal De Mauro)
Il passaggio è questo:
Non ho mai cessato di amarti ma
non riesco più a baciare la tua faccia
Non ho mai cessato di amarti ma
non riesco più a sfiorare la tua faccia
Non ho mai cessato di amarti ma
non riesco più a brandire la tua faccia.
Ora, non voglio intromettermi nelle scelte poetiche di chi ha scritto il testo ma, sul mio vocabolario (che è molto simile a quello che si usa in Italia, specialmente da chi parla italiano), il termine brandire ha un certo significato che nel contesto della canzone e di quel particolare passaggio, non mi sembra che s'incastri bene. Al contrario, cambiando una sola lettera, quindi usando il termine blandire, il discorso cambia parecchio.
Non ho scritto io il testo e magari sto prendendo una gran cantonata. Forse il poeta intendeva davvero dire che “impugnava energicamente o agitava con forza il viso della sua amata, come fosse un bastone o un'arma”…
Ma tant'è… io non sono poeto e magari non ho capito una benamata fava. :-D
bran|dì|re
v.tr., v.intr.
1 v.tr. CO impugnare energicamente o agitare con forza un’arma o un altro oggetto che possa ferire: b. una spada, un bastone, un coltello | BU estens., agitare qcs. in aria: b. le mani
2 v.intr. (avere) RE tosc., tremare, vibrare
blan|dì|re
v.tr.
1 CO lusingare, adulare: b. qcn., b. gli animi | trattare amorevolmente, spec. rivolgendo buone parole: soccorre i piccoli infermi, li conforta, li blandisce (D’Annunzio)
2 BU lenire: b. le pene, le sofferenze altrui
3 BU lett., carezzare; lambire, sfiorare: con l’altra mano gli blandiva il mento | supplicando (Foscolo)
(definizioni prese dal De Mauro)
Il re degli elfi
30 giu 2008 – 21:19 Archiviato in:
Arte

Aggiornamento: Riporto a galla questo vecchio post, perché ho appena ascoltato la versione di Schubert per voce e pianoforte e mi è piaciuta assai.
Eccola:
Erlkönig
Wer reitet so spät durch Nacht und Wind?
Es ist der Vater mit seinem Kind;
Er hat den Knaben wohl in dem Arm,
Er fasst ihn sicher, er hält ihn warm.
"Mein Sohn, was birgst du so bang dein Gesicht?"
"Siehst, Vater, du den Erlkönig nicht?
Den Erlenkönig mit Kron und Schweif?"
"Mein Sohn, es ist ein Nebelstreif."'
"Du liebes Kind, komm, geh mit mir!
Gar schöne Spiele spiel' ich mit dir;
Manch' bunte Blumen sind an dem Strand,
Meine Mutter hat manch gülden Gewand."
"Mein Vater, mein Vater, und hörest du nicht,
Was Erlenkönig mir leise verspricht?"
"Sei ruhig, bleibe ruhig, mein Kind;
In dürren Blättern säuselt der Wind."
"Willst, feiner Knabe, du mit mir gehn?
Meine Töchter sollen dich warten schön;
Meine Töchter führen den nächtlichen Reihn,
Und wiegen und tanzen und singen dich ein."
"Mein Vater, mein Vater, und siehst du nicht dort
Erlkönigs Töchter am düstern Ort?"
"Mein Sohn, mein Sohn, ich seh es genau:
Es scheinen die alten Weiden so grau."
"Ich liebe dich, mich reizt deine schöne Gestalt;
Und bist du nicht willig, so brauch ich Gewalt."
"Mein Vater, mein Vater, jetzt faßt er mich an!
Erlkönig hat mir ein Leids getan!"
Dem Vater grauset's, er reitet geschwind,
Er hält in Armen das ächzende Kind,
Erreicht den Hof mit Mühe und Not;
In seinen Armen das Kind war tot.
(Johann Wolfgang von Goethe)
Su questa pagina esterna, segnalatami da chiaroscuro, è possibile ascoltare una interpretazione della poesia: Philosophie Literatur Goethe Erlkönig.
Per la traduzione in italiano… Leggi il resto…
Guardrail… qualcosa di muove
17 giu 2008 – 18:00 Archiviato in:
Motori
Riporto da motoblog.it
Il 13 giugno scorso i membri del CEN - Comitato Europeo per la Normalizzazione - hanno approvato un documento che impone l’aggiornamento degli standard di sicurezza delle barriere (guardrail), che dovranno quindi tenere conto dei motociclisti, riducendo i rischi di lesioni e di morte.
Venerdì scorso, a Milano, i componenti della Commissione Tecnica sulle Infrastrutture Stradali (TC226) hanno adottato la risoluzione 319 inserendo un nuovo elemento nel loro “programma per lo sviluppo di uno Standard Europeo che riduca la gravità dell’impatto nelle collisioni di motociclisti con le barriere di sicurezza, considerando gli standard nazionali esistenti e le attuali tecnologie”.
In sostanza, una nuova parte (8ª) dovrà essere aggiunta all’attuale norma EN1317. Essa conterrà disposizioni per la valutazione delle prestazioni delle barriere di sicurezza in caso di impatto di un motociclista che scivola sul fondo stradale”.
LA FEMA – ed in Italia il Coordinamento Motociclisti – ha combattuto per quasi 20 anni perché il problema dei motociclisti che, scivolando sul suolo in seguito ad una caduta, urtano contro le “barriere di sicurezza” o guardrail rimanendo gravemente menomati o uccisi, venisse preso in considerazione. Numerose dimostrazioni e campagne di sensibilizzazione sono state organizzate nel corso degli anni a livello nazionale ed europeo, provocando vari gradi di reazione da parte delle autorità competenti.
Molte di esse – tra cui quelle italiane - hanno rifiutato di installare qualunque dispositivo che non fosse strettamente conforme alla norma EN1317, concepita e messa a punto per proteggere ogni categoria di veicoli eccetto le motociclette. Alcuni Paesi, come la Spagna, si sono impegnati nello sviluppo di uno standard proprio,mentre il Portogallo ha reso obbligatoria per legge l’installazione di dispositivi per la protezione dei motociclisti su tutta la rete stradale nazionale.
Il 13 giugno scorso i membri del CEN - Comitato Europeo per la Normalizzazione - hanno approvato un documento che impone l’aggiornamento degli standard di sicurezza delle barriere (guardrail), che dovranno quindi tenere conto dei motociclisti, riducendo i rischi di lesioni e di morte.
Venerdì scorso, a Milano, i componenti della Commissione Tecnica sulle Infrastrutture Stradali (TC226) hanno adottato la risoluzione 319 inserendo un nuovo elemento nel loro “programma per lo sviluppo di uno Standard Europeo che riduca la gravità dell’impatto nelle collisioni di motociclisti con le barriere di sicurezza, considerando gli standard nazionali esistenti e le attuali tecnologie”.
In sostanza, una nuova parte (8ª) dovrà essere aggiunta all’attuale norma EN1317. Essa conterrà disposizioni per la valutazione delle prestazioni delle barriere di sicurezza in caso di impatto di un motociclista che scivola sul fondo stradale”.
LA FEMA – ed in Italia il Coordinamento Motociclisti – ha combattuto per quasi 20 anni perché il problema dei motociclisti che, scivolando sul suolo in seguito ad una caduta, urtano contro le “barriere di sicurezza” o guardrail rimanendo gravemente menomati o uccisi, venisse preso in considerazione. Numerose dimostrazioni e campagne di sensibilizzazione sono state organizzate nel corso degli anni a livello nazionale ed europeo, provocando vari gradi di reazione da parte delle autorità competenti.
Molte di esse – tra cui quelle italiane - hanno rifiutato di installare qualunque dispositivo che non fosse strettamente conforme alla norma EN1317, concepita e messa a punto per proteggere ogni categoria di veicoli eccetto le motociclette. Alcuni Paesi, come la Spagna, si sono impegnati nello sviluppo di uno standard proprio,mentre il Portogallo ha reso obbligatoria per legge l’installazione di dispositivi per la protezione dei motociclisti su tutta la rete stradale nazionale.
Yellow Drum Machine
16 giu 2008 – 20:02 Archiviato in:
Tecnologia
Che cosa si prova a essere un pipistrello? (seconda parte) – Thomas Nagel
14 giu 2008 – 11:46 Archiviato in:
Idee

Immagine: Com-bat baby di 333bracket.
Benché una descrizione delle basi fisiche della mente debba spiegare molte cose, questa sembra essere la più difficile. È impossibile escludere da una riduzione gli aspetti fenomenologici dell'esperienza allo stesso modo in cui si escludono gli aspetti fenomenologici di una sostanza ordinaria da una sua riduzione fisica o chimica, cioè spiegandoli come effetti sulla mente degli osservatori umani (cfr. Rorty, 1965). Se vogliano difendere il fisicalismo, dobbiamo trovare una spiegazione fisica anche per gli aspetti fenomenologici. Tuttavia, quando si esamina il loro carattere soggettivo sembra che sia impossibile riuscirci. La ragione è che ogni fenomeno soggettivo è sostanzialmente legato a un singolo punto di vista e pare inevitabile che una teoria oggettiva e fisica debba abbandonare quel punto di vista.
Voglio prima di tutto cercare di enunciare il problema in modo alquanto più preciso e completo di quanto si possa fare riferendosi semplicemente al rapporto fra il soggettivo e l'oggettivo, o fra il pour soi e l'en soi. Ciò non è affatto facile. I fatti relativi a ciò che si prova a essere un dato X sono molto peculiari, tanto peculiari che alcuni possono essere inclini a dubitare della loro realtà o a chiedersi se abbia senso sostenere qualche tesi su di essi. Per illustrare il legame tra la soggettività e un particolare punto di vista e per mettere in luce l'importanza degli aspetti soggettivi, sarà utile indagare sulla questione riferendoci a un esempio che mette chiaramente in risalto la divergenza tra i due tipi di concezione, quella soggettiva e quella oggettiva
Do per scontato che tutti siamo convinti che i pipistrelli abbiano esperienze soggettive: in fin dei conti sono mammiferi, e il fatto che abbiano esperienze soggettive non è più dubbio del fatto che le abbiano i topi, i piccioni o le balene. Ho scelto i pipistrelli anziché le vespe o le sogliole perché via via che si scende lungo l'albero filogenetico si è sempre meno disposti a credere che siano possibili esperienze soggettive. Benché siano più affini a noi che alle altre specie sopra ricordate, i pipistrelli presentano tuttavia una gamma di attività e organi di senso così diversi dai nostri che il problema che voglio impostare ne risulta illuminato vividamente (per quanto naturalmente lo si possa porre anche per le altre specie). Anche senza il beneficio della riflessione filosofica, chiunque sia stato per qualche tempo in uno spazio chiuso in compagnia di un pipistrello innervosito sa che cosa voglia dire imbattersi in una forma di vita fondamentalmente aliena.
Ho detto che la convinzione che i pipistrelli abbiano un'esperienza soggettiva consiste essenzialmente nel credere che a essere un pipistrello si prova qualcosa. Ora, noi sappiamo che la maggior parte dei pipistrelli (i microchirotteri, per la precisione) percepisce il mondo esterno principalmente mediante il sonar, o ecorilevamento: essi percepiscono le riflessione delle proprie strida rapide, finemente modulate e ad alta frequenza (ultrasuoni) rimandate dagli oggetti situati entro un certo raggio. Il loro cervello è strutturato in modo da correlare gli impulsi uscenti con gli echi che ne risultano, e l'informazione così acquisita permette loro di valutare le distanze, le dimensioni, le forme, i movimenti e le strutture con la precisione paragonabile a quella che noi raggiungiamo con la vista. Ma il sonar del pipistrello, benché sia evidentemente una forma di percezione, non assomiglia nel modo di funzionare a nessuno dei nostri sensi e non vi è alcun motivo per supporre che esso sia oggettivamente simile a qualcosa che noi possiamo sperimentare o immaginare. Ciò, a quanto pare, rende difficile capire che cosa si provi a essere un pipistrello. Dobbiamo vedere se esiste qualche metodo che ci permetta di estrapolare la vita interiore del pipistrello a partire dalla nostra situazione1 e, in caso contrario, quali metodi alternativi vi siano per raggiungere il nostro scopo.
È la nostra esperienza che fornisce il materiale di base alla nostra immaginazione, la quale è perciò limitata. Non serve cercare di immaginare di avere sulla braccia un'ampia membrana che ci consente di svolazzare qua e là all'alba e al tramonto per acchiappare insetti con la bocca; di avere una vista molto debole e di percepire il mondo circostante mediante un sistema di segnali sonori ad alta frequenza riflessi dalle cose; e di passare la giornata appesi per i piedi, a testa in giù, in una soffitta. Se anche riesco a immaginarmi tutto ciò (e non mi è molto facile), ne ricavo solo che cosa proverei io a comportarmi come un pipistrello. Ma non è questo il problema: io voglio sapere che cosa prova un pipistrello a essere un pipistrello. Ma se cerco di figurarmelo, mi trovo ingabbiato entro le risorse della mia mente, e queste risorse non sono all'altezza dell'impresa. Non riesco a uscire né immaginando di aggiungere qualcosa alla mia esperienza attuale, né immaginando di sottrarle via via dei segmenti, né immaginando di compiere una qualche combinazione di aggiunte, sottrazioni e modifiche.
Anche se mi fosse possibile avere l'aspetto e il comportamento di una vespa o di un pipistrello, senza però mutare la mia struttura fondamentale, anche in questo caso le mie esperienze non sarebbero affatto simili alle esperienze di questi animali. D'altra parte, non ha probabilmente senso supporre che io possa arrivare a possedere la costituzione neurofisiologica interna di un pipistrello. Anche se potessi trasformarmi gradualmente in un pipistrello, nulla della mia costituzione attuale mi consente di immaginare quali sarebbero le esperienze di questo mio stato futuro dopo la metamorfosi. Le indicazioni migliori verrebbero dalle esperienze dei pipistrelli, se solo sapessimo come sono.
(Continua…)
1. Quando dico “la nostra situazione” non intendo semplicemente “la mia situazione”, ma piuttosto quelle idee mentalistiche che noi applichiamo senza porci troppi problemi a noi stessi e agli altri esseri umani.
La miglior chef
14 giu 2008 – 11:35 Archiviato in:
Diario
