ago 2009
Come risolsero la questione dell'incarnazione
27 ago 2009 – 21:34 Archiviato in:
Idee
da Storia
della filosofia occidentale di Bertrand
Russell.
Uno stralcio del capitolo 5 (Quinto e sesto secolo), parte prima, secondo libro. Come fu decisa la natura di Cristo e come fu assassinata Ipazia.
La storia di Ipazia, è raccontata nel film Agorà di Alejandro Amenábar, di prossima (si spera) uscita.
Il V secolo fu il secolo delle invasioni barbariche e della caduta dell’Impero d’Occidente. Dopo la morte di Agostino nel 430, si ebbe scarsa attività filosofica; ci fu un secolo di distruzioni, che servì però ampiamente a definire le linee secondo le quali l’Europa era destinata a svilupparsi. […] Il governo imperiale venne a cessare, […] si tornò a vivere in un ambito strettamente locale dal punto di vista sia politico sia economico. Un’autorità centrale rimase soltanto nella Chiesa, ed anche qui con grandi difficoltà. […]
Durante questo periodo di confusione, la Chiesa fu turbata da una complessa controversia intorno all’Incarnazione. I protagonisti del dibattito furono due ecclesiastici, Cirillo e Nestorio, dei quali, più o meno per caso, il primo fu proclamato santo ed il secondo eretico. San Cirillo fu patriarca di Alessandria dal 412 circa fino alla sua morte nel 444; Nestorio era patriarca di Costantinopoli. La questione dibattuta era il rapporto tra la divinità di Cristo e la sua umanità. C’erano due Persone, una umana e una divina? Questa era la opinione sostenuta da Nestorio. Altrimenti, c’era una sola natura o ce n’erano due in una persona, una natura umana ed una natura divina? La controversia dette origine, nel V secolo, a passioni ed ire in misura quasi incredibile. «Una segreta ed incurabile discordia era venuta a crearsi tra coloro che più temevano che si confondessero la divinità e l’umanità del Cristo e coloro che più si preoccupavano che si separassero».
San Cirillo, il difensore dell’unità, era un uomo dallo zelo fanatico. Approfittò della sua posizione di patriarca per incitare ai pogrom contro la vastissima colonia ebraica di Alessandria. Il suo principale titolo di notorietà è il linciaggio di Ipazia, una donna di gran riguardo che, in un’epoca bigotta, aderiva alla filosofia neoplatonica e dedicava le sue facoltà intellettuali alla matematica. Ella venne «tratta giù dalla sua carrozza, denudata, trascinata fino alla Chiesa e inumanamente macellata per mano di Pietro il Lettore e di una folla di fanatici selvaggi e spietati: la sua carne fu strappata dalle ossa con taglienti conchiglie d’ostrica, e le sue membra, che ancora si agitavano, furono gettate alle fiamme. Il dovuto corso dell’inchiesta e della punizione fu arrestato mediante doni tempestivi». Dopo di che, Alessandria non fu più turbata dai filosofi.
San Cirillo fu addolorato di apprendere che Costantinopoli veniva portata fuori strada dagli insegnamenti del patriarca Nestorio, il quale sosteneva che ci fossero due persone in Cristo, una umana ed una divina. Su questa base, Nestorio si opponeva al nuovo uso di chiamare la Vergine, «Madre di Dio»; secondo Nestorio, ella era soltanto la madre di una persona umana, mentre la persona divina, che era Dio, non aveva madre. Su questo problema la Chiesa era divisa: grosso modo, i vescovi ad est di Suez appoggiavano Nestorio, mentre quelli ad ovest di Suez erano favorevoli a San Cirillo. Si stabilì di convocare un Concilio ad Efeso nel 431, per definire la questione. I vescovi occidentali arrivarono per primi, e procedettero a chiudere le porte in faccia ai ritardatari, decidendo in gran fretta per San Cirillo, che presiedeva. «Questa baraonda episcopale, alla distanza di tredici secoli, assume il venerabile appellativo di Terzo Concilio Ecumenico.».
Come risultato di questo Concilio, Nestorio fu condannato come eretico. Non ritrattò, ma divenne il fondatore della setta nestoriana, che ebbe largo seguito in Siria ed in tutto l’Oriente. Alcuni secoli più tardi il nestorianesimo era così forte in Cina che sembrò destinato a divenire la religione definitiva del paese. Dei nestoriani furono trovati in India dai missionari spagnoli e portoghesi nel XVI secolo. La persecuzione contro i nestoriani da parte del governo cattolico di Costantinopoli ebbe il risultato di provocare un malcontento che favorì i maomettani nella loro conquista della Siria.
La lingua di Nestorio, che con la sua eloquenza aveva sedotto tanti uomini, fu mangiata dai vermi; almeno così ci assicurano.
Efeso aveva imparato a sostituire Artemide con la Vergine, ma aveva ancora lo stesso zelo intemperante per la sua dea, come al tempo di San Paolo. Si diceva che la Vergine fosse seppellita appunto ad Efeso. Nel 449, dopo la morte di San Cirillo, un sinodo ad Efeso tentò di spingere oltre il trionfo e cadde quasi nell’eresia opposta a quella di Nestorio; si tratta dell’eresia monofisita, la quale sostiene che Cristo abbia soltanto una natura. Se San Cirillo fosse stato ancora vivo, avrebbe certamente sostenuta questa opinione e sarebbe divenuto eretico. L’imperatore appoggiò il sinodo, ma il Papa lo sconfessò. Infine papa Leone, lo stesso papa che distolse Attila dall’attaccare Roma, nell’anno della battaglia di Châlons, promosse la convocazione di un Concilio ecumenico a Calcedonia nel 451, che condannò i monofisiti e stabilì finalmente la dottrina ortodossa dell’Incarnazione. Il Concilio di Efeso aveva stabilito che c’è una sola Persona in Cristo, ma il concilio di Calcedonia stabilì che due sono le sue nature, una umana e una divina. L’influenza del Papa fu decisiva nell’assicurare questa decisione.
I monofisiti, come i nestoriani, rifiutarono di sottomettersi. L’Egitto, quasi come un sol uomo, adottò l’eresia monofisita, che si sparse lungo il Nilo e fino all’Abissinia. L’eresia degli Abissini fu addotta da Mussolini come uno dei motivi per conquistarli. L’eresia dell’Egitto, come l’opposta eresia della Siria, facilitò la conquista araba.[…]
Uno stralcio del capitolo 5 (Quinto e sesto secolo), parte prima, secondo libro. Come fu decisa la natura di Cristo e come fu assassinata Ipazia.
La storia di Ipazia, è raccontata nel film Agorà di Alejandro Amenábar, di prossima (si spera) uscita.
Il V secolo fu il secolo delle invasioni barbariche e della caduta dell’Impero d’Occidente. Dopo la morte di Agostino nel 430, si ebbe scarsa attività filosofica; ci fu un secolo di distruzioni, che servì però ampiamente a definire le linee secondo le quali l’Europa era destinata a svilupparsi. […] Il governo imperiale venne a cessare, […] si tornò a vivere in un ambito strettamente locale dal punto di vista sia politico sia economico. Un’autorità centrale rimase soltanto nella Chiesa, ed anche qui con grandi difficoltà. […]
Durante questo periodo di confusione, la Chiesa fu turbata da una complessa controversia intorno all’Incarnazione. I protagonisti del dibattito furono due ecclesiastici, Cirillo e Nestorio, dei quali, più o meno per caso, il primo fu proclamato santo ed il secondo eretico. San Cirillo fu patriarca di Alessandria dal 412 circa fino alla sua morte nel 444; Nestorio era patriarca di Costantinopoli. La questione dibattuta era il rapporto tra la divinità di Cristo e la sua umanità. C’erano due Persone, una umana e una divina? Questa era la opinione sostenuta da Nestorio. Altrimenti, c’era una sola natura o ce n’erano due in una persona, una natura umana ed una natura divina? La controversia dette origine, nel V secolo, a passioni ed ire in misura quasi incredibile. «Una segreta ed incurabile discordia era venuta a crearsi tra coloro che più temevano che si confondessero la divinità e l’umanità del Cristo e coloro che più si preoccupavano che si separassero».
San Cirillo, il difensore dell’unità, era un uomo dallo zelo fanatico. Approfittò della sua posizione di patriarca per incitare ai pogrom contro la vastissima colonia ebraica di Alessandria. Il suo principale titolo di notorietà è il linciaggio di Ipazia, una donna di gran riguardo che, in un’epoca bigotta, aderiva alla filosofia neoplatonica e dedicava le sue facoltà intellettuali alla matematica. Ella venne «tratta giù dalla sua carrozza, denudata, trascinata fino alla Chiesa e inumanamente macellata per mano di Pietro il Lettore e di una folla di fanatici selvaggi e spietati: la sua carne fu strappata dalle ossa con taglienti conchiglie d’ostrica, e le sue membra, che ancora si agitavano, furono gettate alle fiamme. Il dovuto corso dell’inchiesta e della punizione fu arrestato mediante doni tempestivi». Dopo di che, Alessandria non fu più turbata dai filosofi.
San Cirillo fu addolorato di apprendere che Costantinopoli veniva portata fuori strada dagli insegnamenti del patriarca Nestorio, il quale sosteneva che ci fossero due persone in Cristo, una umana ed una divina. Su questa base, Nestorio si opponeva al nuovo uso di chiamare la Vergine, «Madre di Dio»; secondo Nestorio, ella era soltanto la madre di una persona umana, mentre la persona divina, che era Dio, non aveva madre. Su questo problema la Chiesa era divisa: grosso modo, i vescovi ad est di Suez appoggiavano Nestorio, mentre quelli ad ovest di Suez erano favorevoli a San Cirillo. Si stabilì di convocare un Concilio ad Efeso nel 431, per definire la questione. I vescovi occidentali arrivarono per primi, e procedettero a chiudere le porte in faccia ai ritardatari, decidendo in gran fretta per San Cirillo, che presiedeva. «Questa baraonda episcopale, alla distanza di tredici secoli, assume il venerabile appellativo di Terzo Concilio Ecumenico.».
Come risultato di questo Concilio, Nestorio fu condannato come eretico. Non ritrattò, ma divenne il fondatore della setta nestoriana, che ebbe largo seguito in Siria ed in tutto l’Oriente. Alcuni secoli più tardi il nestorianesimo era così forte in Cina che sembrò destinato a divenire la religione definitiva del paese. Dei nestoriani furono trovati in India dai missionari spagnoli e portoghesi nel XVI secolo. La persecuzione contro i nestoriani da parte del governo cattolico di Costantinopoli ebbe il risultato di provocare un malcontento che favorì i maomettani nella loro conquista della Siria.
La lingua di Nestorio, che con la sua eloquenza aveva sedotto tanti uomini, fu mangiata dai vermi; almeno così ci assicurano.
Efeso aveva imparato a sostituire Artemide con la Vergine, ma aveva ancora lo stesso zelo intemperante per la sua dea, come al tempo di San Paolo. Si diceva che la Vergine fosse seppellita appunto ad Efeso. Nel 449, dopo la morte di San Cirillo, un sinodo ad Efeso tentò di spingere oltre il trionfo e cadde quasi nell’eresia opposta a quella di Nestorio; si tratta dell’eresia monofisita, la quale sostiene che Cristo abbia soltanto una natura. Se San Cirillo fosse stato ancora vivo, avrebbe certamente sostenuta questa opinione e sarebbe divenuto eretico. L’imperatore appoggiò il sinodo, ma il Papa lo sconfessò. Infine papa Leone, lo stesso papa che distolse Attila dall’attaccare Roma, nell’anno della battaglia di Châlons, promosse la convocazione di un Concilio ecumenico a Calcedonia nel 451, che condannò i monofisiti e stabilì finalmente la dottrina ortodossa dell’Incarnazione. Il Concilio di Efeso aveva stabilito che c’è una sola Persona in Cristo, ma il concilio di Calcedonia stabilì che due sono le sue nature, una umana e una divina. L’influenza del Papa fu decisiva nell’assicurare questa decisione.
I monofisiti, come i nestoriani, rifiutarono di sottomettersi. L’Egitto, quasi come un sol uomo, adottò l’eresia monofisita, che si sparse lungo il Nilo e fino all’Abissinia. L’eresia degli Abissini fu addotta da Mussolini come uno dei motivi per conquistarli. L’eresia dell’Egitto, come l’opposta eresia della Siria, facilitò la conquista araba.[…]
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Film che sto aspettando
27 ago 2009 – 20:06 Archiviato in:
Film
Il Berluscones archetipale
24 ago 2009 – 19:07 Archiviato in:
Random
Ieri mi è capitato di ripubblicare
sulla bacheca di quella fetecchia di facebook un evergreen
dell’idiozia, ovvero il famoso intervento di Berlusconi al
parlamento europeo.
Per chi non avesse ancora visto questo storico filmato, trasmesso in Italia da NessunaTV per intero, ve lo ripropongo qua.
Il mio commento era stato “un evergreen. è sempre bello ricordarsi ogni tanto della vergogna del nostro paese. notare la reazione del parlamento europero, con il più grande facepalm di massa che si sia mai visto nella storia dell'umanità”

Questo ha scatenato l’ira di un fan di Berlusconi. Vi lascio giudicare da soli.
Personaggi principali.
Simplicio: Il fan di Berlusconi
Masque: Io
Ipazia, Parmenide, Eraclito, Democrito, Pitagora: Non fan di Berlusconi
Ipazia: terrificante...
Simplicio: l'ironia non viene capita e quindi tollerata, gli insulti invece di quel schulz coglione non vengono ripresi... questa non è indipendenza... Leggi il resto…
Per chi non avesse ancora visto questo storico filmato, trasmesso in Italia da NessunaTV per intero, ve lo ripropongo qua.
Il mio commento era stato “un evergreen. è sempre bello ricordarsi ogni tanto della vergogna del nostro paese. notare la reazione del parlamento europero, con il più grande facepalm di massa che si sia mai visto nella storia dell'umanità”

Questo ha scatenato l’ira di un fan di Berlusconi. Vi lascio giudicare da soli.
Personaggi principali.
Simplicio: Il fan di Berlusconi
Masque: Io
Ipazia, Parmenide, Eraclito, Democrito, Pitagora: Non fan di Berlusconi
Ipazia: terrificante...
Simplicio: l'ironia non viene capita e quindi tollerata, gli insulti invece di quel schulz coglione non vengono ripresi... questa non è indipendenza... Leggi il resto…
Syd Mead

L’intervista è curata da un sito croato di utenti Mac. La prima parte dell’intervista infatti, parlerà di questo.
È dalla seconda parte però, che le cose si faranno molto più interessanti, ovvero quando Mead inizierà a parlare di futuro e, soprattutto, di intelligenza artificiale. :-)
Syd Mead: It is going to be a swell ride, folks!
Back in the renaissance Leonardo da Vinci was considered to be at least a century ahead of his time. Today, such visionary is Syd Mead. Syd's influential work forged the modern idea of the future. He is a living legend amongst designers, an artist, a futurist, conceptual and industrial designer extraordinaire. True science fiction movie fans need no introduction to this man. Syd Mead's talent is behind such Sci Fi classics as Blade Runner, Tron, Aliens, Short Circuit, Time Cop, Strange Days, Mission to Mars, 2010 Odyssey and many others. He has set the standards for modern futuristic design. His fruitful creations influenced generations of concept artists and designers. He has been called a 'visual futurist' and his work is among the best of the best. Of course, you've guessed it - Syd Mead is a Mac user too! :-)
In this interview we've covered both - the small talk about simple things like software and hardware he uses to create, but also the most fundamental questions like human consciousness, artificial intelligence and where we are heading as a civilization...
Continua sul sito originale…
Brescia: il comune rifiuta il Darwin Day per accettare una conferenza di creazionisti
20 ago 2009 – 19:14 Archiviato in:
Random

Un po' come se un museo di fisica, rifiutasse un seminario su Einstein, per accettarne uno su Harry Potter…
Da UAAR News
Brescia: il comune nega il Museo di Storia Naturale all’UAAR, ma lo concede ai creazionisti
Il circolo UAAR di Brescia chiese qualche mese fa l’utilizzo dell’auditorium del Museo di Storia Naturale per organizzarvi il suo Darwin Day, che prevedeva la partecipazione di un personaggio del calibro di Telmo Pievani. L’assessore alla cultura Andrea Arcai (PDL, in quota AN) disse di no: l’UAAR fece buon viso a cattivo gioco e organizzò la conferenza altrove, peraltro con un buon successo di pubblico. Dopo qualche tempo si è però scoperto che l’assessore aveva concesso lo stesso auditorium per un ciclo di tre conferenze creazioniste: probabilmente le prime mai svolte in Italia all’interno di un museo scientifico. La circostanza ha suscitato la reazione del presidente dell’Associazione Nazionale Musei Scientifici, Giacomo Giacobini, che ha inviato una lettera di protesta a nome dell’intero direttivo dell’associazione. L’assessore Arcai non l’ha presa bene, e ha scritto una replica al sito Pikaia, che aveva riprodotto la lettera di Giacobini. I suoi contenuti sono indegni, a nostro avviso, di un assessore che si occupa di cultura: Arcai ha inoltre minacciato sia di presentare querele, sia di togliere il museo bresciano dall’associazione nazionale. Oggi Pikaia ha pubblicato la controreplica di Telmo Pievani, con cui chiede spiegazioni sui motivi per cui l’auditorium di un museo di storia naturale può essere utilizzato per conferenze creazioniste, e non per la conferenza di un docente che l’UAAR, e non solo l’UAAR, ritiene sia tra i più importanti conoscitori (non solo italiani) dell’evoluzionismo. Anche l’UAAR si è associata alla richiesta di chiarimenti formulata da Telmo Pievani, inviando un messaggio alla casella e-mail dell’assessore.
Anno 1991, "i Cyberpunk" sulla Rai
09 ago 2009 – 19:27 Archiviato in:
Tecnologia
Anno 1991, prima della diffusione del
www, quando le connessioni dialup verso le BBS andavano per la
maggiore fra i pochissimi possessori di personal computer con modem
analogici. I temi, sono gli stessi di ora.
Riporto da gomma.tv
Nel 1991 sembrava che una delle passioni principali dei servizi segreti nostrani fosse quella di monitorare i network di bbs, che erano notoriamente pubblici per cui non c'era nessuna ragione per farli spiare da dei guardoni. Il motivo profondo - oltre a far guadagnare lo stipendio a questi tizi - giaceva nella paura che tali nuovi (allora) strumenti di comunicazione suscitavano a chi deteneva il potere politico e informativo. Non che oggi la situazione sia molto diversa, ma una cosa unica le bbs ce l'avevano: chiunque poteva aprirsi la propria senza chiedere niente a nessuno. Nessun permesso, nessuna registrazione da nessuna parte, nessuna particolare infrastruttura tecnologica a parte pc, linea del telefono di casa e modem. Punto. Questa apoteosi dell'homebrew fece sì che un infimo numero di entusiasti potesse creare grande sconcerto e preoccupazione. Pur di frenarne il dilagare ne pensarono di tutti i colori. La migliore fu quella di tentare di tassare coloro che avevano un modem perché "intasavano le linee". In realtà volevano solo che fosse identificabile chi usava l'apparecchio. Comunque pur di parlar male di una delle poche cose belle che gli anni Ottanta ci hanno regalato - oltre alla musica industrial - anche i giornali, timorosi che il popolo si facesse l'informazione da sé, cominciarono a creare i neo-mostri sociali: gli hacker. Questo simpatico mix creò tra le altre cose la seguente incredibile situazione. Il giorno della Festa dei Navigli del 1991, nota ricorrenza milanese, mentre i Pirati del Conchetta con dei gommoni attaccavano il barcone del sindaco (ma questa è un'altra storia), mi fermò sulla Darsena un tipo che mi disse: "Andreotti vi ha attaccati in Parlamento!". "Eh?", risposi. Il tipo mi fece vedere la prima pagina del "Corriere della Sera" dove effettivamente si leggeva che il ferale gobbo, presentando l'annuale relazione dei servizi segreti, informava deputati e senatori che noi di CyberNet e quelli di Ecn eravamo un pericolo pubblico. In un primo momento mi sentii gratificato per tale riconoscimento, poi, invero, un po' spaventato. Temevo infatti che come al solito alle parole seguissero i fatti e conoscendo le pratiche democratiche nel nostro paese, già pensavo a come farmi dissequestare il mio amato - e costoso - 386 col modem interno. Ma la fortuna ci assistette anche quella volta. Infatti, attirati dal clamore numerosi giornalisti contattarono la redazione di Decoder per intervistarci. Tra questi Alberto Dentice legato alla trasmissione tv Mixer. Dentice ci sembrava un tipo onesto, per cui dopo un settimana di trattativa durissima ed estenuante (per il povero Dentice), registrammo la trasmissione. Il nostro obiettivo - oltre al non dichiarato desiderio di inguaiarci per l'ennesima volta - era il seguente: qui se non spieghiamo chi sono gli hacker e cosa fanno prendendoci un po' di responsabilità politica, al più presto ingabbiano qualcuno. Di norma la tv di Stato non è il miglior mezzo di comunicazione per tentare questi esperimenti, ma sottoponendosi a training autogeno durissimo, utilizzando tecniche yippie e para-situazioniste, e avendo un allenatore come Primo Moroni ce la si può anche fare. Questo video segnò un passo importante nella storia del cyberpunk italiano, e qui viene presentato il classico CYBERPUNK ANTOLOGIA, ancora fresco di stampa - ora in edizione economica per ShaKe - e la rivista Decoder.
Riporto da gomma.tv
Nel 1991 sembrava che una delle passioni principali dei servizi segreti nostrani fosse quella di monitorare i network di bbs, che erano notoriamente pubblici per cui non c'era nessuna ragione per farli spiare da dei guardoni. Il motivo profondo - oltre a far guadagnare lo stipendio a questi tizi - giaceva nella paura che tali nuovi (allora) strumenti di comunicazione suscitavano a chi deteneva il potere politico e informativo. Non che oggi la situazione sia molto diversa, ma una cosa unica le bbs ce l'avevano: chiunque poteva aprirsi la propria senza chiedere niente a nessuno. Nessun permesso, nessuna registrazione da nessuna parte, nessuna particolare infrastruttura tecnologica a parte pc, linea del telefono di casa e modem. Punto. Questa apoteosi dell'homebrew fece sì che un infimo numero di entusiasti potesse creare grande sconcerto e preoccupazione. Pur di frenarne il dilagare ne pensarono di tutti i colori. La migliore fu quella di tentare di tassare coloro che avevano un modem perché "intasavano le linee". In realtà volevano solo che fosse identificabile chi usava l'apparecchio. Comunque pur di parlar male di una delle poche cose belle che gli anni Ottanta ci hanno regalato - oltre alla musica industrial - anche i giornali, timorosi che il popolo si facesse l'informazione da sé, cominciarono a creare i neo-mostri sociali: gli hacker. Questo simpatico mix creò tra le altre cose la seguente incredibile situazione. Il giorno della Festa dei Navigli del 1991, nota ricorrenza milanese, mentre i Pirati del Conchetta con dei gommoni attaccavano il barcone del sindaco (ma questa è un'altra storia), mi fermò sulla Darsena un tipo che mi disse: "Andreotti vi ha attaccati in Parlamento!". "Eh?", risposi. Il tipo mi fece vedere la prima pagina del "Corriere della Sera" dove effettivamente si leggeva che il ferale gobbo, presentando l'annuale relazione dei servizi segreti, informava deputati e senatori che noi di CyberNet e quelli di Ecn eravamo un pericolo pubblico. In un primo momento mi sentii gratificato per tale riconoscimento, poi, invero, un po' spaventato. Temevo infatti che come al solito alle parole seguissero i fatti e conoscendo le pratiche democratiche nel nostro paese, già pensavo a come farmi dissequestare il mio amato - e costoso - 386 col modem interno. Ma la fortuna ci assistette anche quella volta. Infatti, attirati dal clamore numerosi giornalisti contattarono la redazione di Decoder per intervistarci. Tra questi Alberto Dentice legato alla trasmissione tv Mixer. Dentice ci sembrava un tipo onesto, per cui dopo un settimana di trattativa durissima ed estenuante (per il povero Dentice), registrammo la trasmissione. Il nostro obiettivo - oltre al non dichiarato desiderio di inguaiarci per l'ennesima volta - era il seguente: qui se non spieghiamo chi sono gli hacker e cosa fanno prendendoci un po' di responsabilità politica, al più presto ingabbiano qualcuno. Di norma la tv di Stato non è il miglior mezzo di comunicazione per tentare questi esperimenti, ma sottoponendosi a training autogeno durissimo, utilizzando tecniche yippie e para-situazioniste, e avendo un allenatore come Primo Moroni ce la si può anche fare. Questo video segnò un passo importante nella storia del cyberpunk italiano, e qui viene presentato il classico CYBERPUNK ANTOLOGIA, ancora fresco di stampa - ora in edizione economica per ShaKe - e la rivista Decoder.
Percezione della criminalità
09 ago 2009 – 11:25 Archiviato in:
Segnalazioni
Guardando i dati veri, la criminalità
in Italia è in costante calo da anni. Tuttavia, la gente, a seconda
del periodo, o la ritiene un emergenza, oppure non se ne interessa
per nulla. Perché?
«Terza corsa. Diedi una guardata al bollettino. Quel giorno volevano proprio massacrarlo, il pubblico. Il 6 aveva distanziato il mucchio alla partenza e aveva vinto, così adesso il pubblico teneva d’occhio i cavalli che scattavano alla partenza e snobbava gli assi della dirittura.
La memoria del pubblico non va mai oltre l’ultima corsa. In parte per via dei 25 minuti di intervallo tra una corsa e l’altra. Riescono a pensare solo a quello che è appena successo»
Bukowski, “Post Office”, p. 96
Euristica della disponibilità
Riporto da Repubblica.it
La paura a telecomando
di ILVO DIAMANTI
Ora che il decreto sulla sicurezza è entrato in vigore siamo sicuramente più sicuri. Le ronde sono state, finalmente, istituzionalizzate. La clandestinità è reato. Tuttavia, la sicurezza si è affermata anche senza decreti.
Lo confermano i dati del Ministero dell'Interno. Nel 2008 il numero dei reati è sceso di otto punti percentuali rispetto all'anno prima. La riduzione riguarda tutti i tipi di delitti. Dalle rapine agli scippi ai furti. Resta il problema della percezione, che tanto preoccupa il centrodestra. Oggi che governa. Assai meno ieri, quand'era all'opposizione. Negli anni del governo guidato da Prodi, quando al Viminale c'era Amato, era legittimo avere paura. Anche se il calo dei reati è cominciato nella seconda metà del 2007. Ed è proseguito nel semestre successivo.
Andare troppo a fondo nell'analisi dell'evoluzione dei reati, però,
potrebbe sollevare qualche dubbio. Sul fatto che la sicurezza in
Italia costituisca un'emergenza. O almeno: un problema emergente.
Nuovo. In fondo, risalendo al 1991, quasi vent'anni fa, si scopre
che il peso dei reati è superiore a quello attuale: 4666 per
100mila abitanti, allora; 4520 oggi. In termini percentuali: lo 0,1
in più. Non molto, si dirà. Anche se, quando si tratta di reati,
ogni frazione è rilevante. Tuttavia, la verità è che la variazione
percentuale dei reati (negli ultimi dieci anni, almeno) ha un
andamento ondivago. Ma segna una sostanziale continuità. Dal 4,2%
sulla popolazione, nel 1999, si passa al 4,5% di oggi. Una
variazione minima. Che, peraltro, conferma l'Italia come uno dei
paesi più sicuri - o meno insicuri - d'Europa.
I cambiamenti più rilevanti, nello stesso periodo, riguardano, invece, la sfera delle percezioni. A fine anni novanta l'Italia era attanagliata dall'angoscia. Poi, nella prima metà del nuovo millennio si è rassicurata. Per cadere preda del terrore nei due anni seguenti. Fino a intraprendere di nuovo una strada più sicura, a partire dall'autunno del 2008. Come ha mostrato il II Rapporto Demos-Unipolis, presentato lo scorso novembre.
Un dato recente suggerisce, peraltro, che la tendenza non sia cambiata. Anzi. In occasione delle elezioni del 2008, infatti, il 21% degli elettori aveva indicato nella "lotta alla criminalità" il tema più importante ai fini della scelta di voto. Ma alle elezioni europee del 2009 questa componente si riduce sensibilmente: 12%. (Indagini post-elettorali condotte da LaPolis, Università di Urbino). Difficile vedere nel cambiamento del clima d'opinione solo - o principalmente - il riflesso della "realtà", come alcuni pretenderebbero. In fondo, l'aumento dei reati che, per quanto limitato, si verifica nel biennio 2004-2005, non accentua l'inquietudine sociale. Mentre negli anni seguenti la paura dilaga.
Un osservatore malizioso potrebbe, semmai, cogliere una costante politica, dietro ai mutamenti dell'opinione pubblica. Visto che, incidentalmente, l'insicurezza cresce quando governa il centrosinistra. E viceversa. Tuttavia, la relazione più significativa riguarda senza dubbio l'attenzione dedicata dai media. In particolare, dalla televisione. Anzi, sotto questo profilo, assistiamo davvero a una realtà - o forse a una fiction - profondamente nuova e diversa rispetto al passato.
Basta scorrere i dati del recentissimo report dell'Osservatorio di Pavia su "Sicurezza e media"
(curato da Antonio Nizzoli) per rilevare la rapida eclissi
(scomparsa?) della criminalità in tivù. Infatti, i telegiornali di
prima serata delle 6 reti maggiori (Rai e Mediaset) dedicano agli
episodi criminali ben 3500 servizi nel secondo semestre del 2007,
poco più di 2500 nel secondo semestre del 2008 e meno di 2000 nel
primo semestre di quest'anno. In altri termini: se i fatti
criminali sono calati di 8 punti percentuali in un anno, le notizie
su di essi, nello stesso periodo, sono diminuite di 20. Ma di 50
(cioè: si dimezzano) se si confronta il secondo semestre del 2007
con il primo del 2009. Più che un calo: un crollo. In gran parte
determinato da due fonti. Tg1 e Tg5, che da soli raccolgono e
concentrano oltre il 60% del pubblico. Le notizie relative ai reati
proposte dal Tg1 in prima serata, dal secondo semestre del 2007 al
primo semestre del 2009, si riducono: da oltre 600 a meno di 300.
Cioè: si dimezzano. Insomma, per riprendere i propositi del nuovo
direttore del Tg1 (poco responsabile di questo trend, visto che è
in carica solo da giugno): niente gossip; ma neppure nera. Solo
bianca. Tuttavia, è nel Tg5 che il calo di attenzione in tal senso
assume proporzioni spettacolari. Il numero di servizi dedicato a
episodi criminali, infatti, era di 900 nel secondo semestre del
2007. Nel primo semestre del 2009 scende a 400. Insomma, la
criminalità si riduce un po' nella percezione sociale e
sensibilmente nell'opinione pubblica. Ma nella piattaforma
televisiva unica di Raiset - o Mediarai - quasi svanisce. E chi non
si rassegna (come Canale 3 - pardon: Tg3) viene redarguito
apertamente dal premier. Il quale, tuttavia, non ha motivo di avere
paura. Se - come ha recitato tempo addietro - l'unica cosa di cui
dobbiamo avere paura è la paura. E la paura erompe soprattutto
dalla televisione. In questo paese dove il confine tra realtà reale
e mediale è sempre più sottile. Allora il premier non ha nulla da
temere. Ronda o non ronda. Ronda su ronda. La paura scompare
insieme alla criminalità. Oppure riappare. A (tele) comando.
«Terza corsa. Diedi una guardata al bollettino. Quel giorno volevano proprio massacrarlo, il pubblico. Il 6 aveva distanziato il mucchio alla partenza e aveva vinto, così adesso il pubblico teneva d’occhio i cavalli che scattavano alla partenza e snobbava gli assi della dirittura.
La memoria del pubblico non va mai oltre l’ultima corsa. In parte per via dei 25 minuti di intervallo tra una corsa e l’altra. Riescono a pensare solo a quello che è appena successo»
Bukowski, “Post Office”, p. 96
Euristica della disponibilità
- L’euristica della disponibilità valuta la probabilità che si verifichi un determinato evento sulla base della facilità con cui ricordiamo o siamo in grado di pensare ad esempi relativi. Generalmente elementi che appartengono a un’ampia classe sono ricordati meglio e più velocemente di elementi che appartengono, invece, a classi più ristrette; così come eventi ritenuti molto probabili sono ricordati meglio di eventi ritenuti poco probabili.
- Tuttavia, normalmente, l’immediata disponibilità alla mente di fatti o eventi costituisce un buon indizio per stimarne la frequenza, proprio perché i casi più frequenti sono più facili da ricordare o immaginare rispetto a quelli meno frequenti. Bisogna in ogni caso tener presente che la disponibilità di casi o eventi è influenzata anche da altri fattori oltre alla frequenza o alla probabilità effettive di occorrenza. Quindi, affidarsi a tale strategia per esprimere giudizi può condurre a errori prevedibili in quanto sistematici
Riporto da Repubblica.it
La paura a telecomando
di ILVO DIAMANTI
Ora che il decreto sulla sicurezza è entrato in vigore siamo sicuramente più sicuri. Le ronde sono state, finalmente, istituzionalizzate. La clandestinità è reato. Tuttavia, la sicurezza si è affermata anche senza decreti.
Lo confermano i dati del Ministero dell'Interno. Nel 2008 il numero dei reati è sceso di otto punti percentuali rispetto all'anno prima. La riduzione riguarda tutti i tipi di delitti. Dalle rapine agli scippi ai furti. Resta il problema della percezione, che tanto preoccupa il centrodestra. Oggi che governa. Assai meno ieri, quand'era all'opposizione. Negli anni del governo guidato da Prodi, quando al Viminale c'era Amato, era legittimo avere paura. Anche se il calo dei reati è cominciato nella seconda metà del 2007. Ed è proseguito nel semestre successivo.

I cambiamenti più rilevanti, nello stesso periodo, riguardano, invece, la sfera delle percezioni. A fine anni novanta l'Italia era attanagliata dall'angoscia. Poi, nella prima metà del nuovo millennio si è rassicurata. Per cadere preda del terrore nei due anni seguenti. Fino a intraprendere di nuovo una strada più sicura, a partire dall'autunno del 2008. Come ha mostrato il II Rapporto Demos-Unipolis, presentato lo scorso novembre.
Un dato recente suggerisce, peraltro, che la tendenza non sia cambiata. Anzi. In occasione delle elezioni del 2008, infatti, il 21% degli elettori aveva indicato nella "lotta alla criminalità" il tema più importante ai fini della scelta di voto. Ma alle elezioni europee del 2009 questa componente si riduce sensibilmente: 12%. (Indagini post-elettorali condotte da LaPolis, Università di Urbino). Difficile vedere nel cambiamento del clima d'opinione solo - o principalmente - il riflesso della "realtà", come alcuni pretenderebbero. In fondo, l'aumento dei reati che, per quanto limitato, si verifica nel biennio 2004-2005, non accentua l'inquietudine sociale. Mentre negli anni seguenti la paura dilaga.
Un osservatore malizioso potrebbe, semmai, cogliere una costante politica, dietro ai mutamenti dell'opinione pubblica. Visto che, incidentalmente, l'insicurezza cresce quando governa il centrosinistra. E viceversa. Tuttavia, la relazione più significativa riguarda senza dubbio l'attenzione dedicata dai media. In particolare, dalla televisione. Anzi, sotto questo profilo, assistiamo davvero a una realtà - o forse a una fiction - profondamente nuova e diversa rispetto al passato.

