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Il blog di David O’Reilly
L'etica di Star Trek (parte 2) – Valentina Piattelli
Questa seconda parte sarà completamente dedicata all’importantissimo tema della Prima Direttiva, ovvero il comportamento da tenere in caso di contatti con civiltà aliene, specialmente se si tratta, per essere, di un primo contatto.
Il tema del primo contatto è stato affrontato molte altre volte in fantascienza, ed in moltissimi casi si sono affrontate tematiche molto profonde di antropologia, psicologia e filosofia.
Altre due opere che hanno affrontato questo argomento e sono state citate su questo blog, sono Solaris, di Stanislaw Lem e Picnic sul ciglio della strada di Arkadi e Boris Strugatski.
Nel prossimo capitolo, si parlerà dei Significati profondi della Kobayashi Maru (un test simulativo senza soluzione che viene somministrato ai cadetti della Flotta Stellare) e della Società di Star Trek, come via della semplicità.
Capitoli precedenti:
La Prima Direttiva
"Poiché il diritto di ogni essere senziente a
vivere secondo la sua naturale evoluzione culturale è considerato
sacro, nessun membro della Flotta Stellare interferirà con lo
sviluppo normale e salutare di una cultura o forma di vita aliena.
Tale interferenza include l'introduzione di conoscenze, tecnologia,
armamenti superiori in un mondo la cui società sia incapace di
utilizzare saggiamente tali innovamenti. Il personale della Flotta
Stellare non può violare la Prima Direttiva, neanche per salvare le
proprie vite o le proprie navi, a meno che non agiscano per
rimediare ad una precedente violazione o ad una contaminazione
accidentale della cultura in oggetto. Questa direttiva ha la
precedenza su tutte le altre considerazioni, e comporta la massima
obbligazione morale".
- Prima Direttiva

La scelta di basare l'intera esplorazione sull'ideale di non interferenza è dovuta al profondo rispetto di Star Trek per tutto ciò che è 'altro'. Essere in grado di affrontare il problema della comunicazione con l''altro' è infatti uno dei requisiti stessi richiesti ad ogni capitano e comandante di astronavi.
Se l'intera esplorazione è basata sull'ideale di non interferenza, ciò non è un caso, ma trae origine da un altro dei valori portanti del mondo di Star Trek: la preservazione della memoria del passato.
L'essere umano ha una dimensione storica e culturale: quello che differenzia l'essere umano dagli altri animali (o in questo caso cosa differenzia gli esseri senzienti dagli altri esseri) è proprio l'avere una cultura, un retaggio, una storia. Non quindi Storia come magistra vitae, ma Storia come una studio delle fasi dell'esistenza culturale di una civiltà, indispensabile per capirne gli sviluppi presenti e quelli futuri. Solo in questo senso la storia può avere anche qualcosa da insegnare. In questo caso, le esplorazioni compiute dal genere umano nel passato ci insegnano che, anche con le migliori intenzioni, l'incontro affrettato fra due culture, è degenerato quasi sempre in scontro.
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Les litanies de Satan - Charles Baudelaire
Molta gente ha accusato, a causa di una conoscenza superficiale dei suoi lavori e della sua storia, Diamanda (e prima di lei, Baudelaire) di satanismo.
La Galás, così come Baudelaire in questa poesia, ha utilizzato la figura del diavolo come archetipo per rappresentare gli emarginati e gli esiliati. Ed è un simbolo molto forte – come lo sono le interpretazioni vocali della cantante – specialmente per chi fin dalla nascita è immerso nella nostra tradizione, che pesca dai miti cristiani ed ebraici.
Secondo essi, Satana è il primo degli esiliati, l’angelo scacciato dal paradiso per l’affronto di voler sfidare Dio.
Nelle opere che descrivono il demonio con toni compassionevoli e non dispregiativi, esso appare come un analogo di Prometeo, il titano che amava l’umanità e che rubò a Zeus lo scrigno contenente l’intelligenza e la memoria per donarle agli uomini, e che venne per questo punito. Questa analogia si può facilmente affiancare al mito biblico della cacciata dal giardino terrestre, anche se la cacciata di Lucifero, avviene cronologicamente prima del furto dall’albero della conoscenza del bene e del male.
Ciò che fa Diamanda, è prendere la figura molto forte e simbolica di Satana come icona per gli emarginati e coloro che hanno osato sfidare un potere più grande di loro, avendo la peggio.
Nella sua carriera, successivamente, si è concentrata sui dolori e le piaghe che colpiscono l’umanità, in modo particolare alla sofferenza ed all’isolamento che subivano gli individui colpiti dal AIDS (in particolare, ascoltate l’album Vena Cava), esprimendo, con il suo cantato lancinante, un dolore che arriva dal profondo, da livelli dell’essere che sono i più primordiali ed irrazionali.
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Antonio Rezza
(alcuni corti raccolti in playlist)
L'etica di Star Trek (parte 1) – Valentina Piattelli
Lo dividerò in più parti, in modo da mantenere leggera la lettura e non sovraccaricare i lettori con troppe nozioni, dando loro la possibilità di elaborare quando letto.
Perché Star Trek? Molti si saranno chiesti per quale motivo questa famosa serie televisiva continui ad essere citata in molti ambiti al di fuori del filone fantascientifico e cosa di essa attiri tanti intellettuali, studenti ed appassionati.
Una ragione è perché a questa serie sono molto affezionato, si può dire che con Star Trek io ci sia cresciuto… e se guardate ora il risultato, non potrete certamente negare che Star Trek faccia bene! ;-P
I motivi sono molteplici, come lo sono gli argomenti che man mano vengono affrontati nel corso delle sue varie serie e stagioni: dall’etica, alla politica, l’antropologia e la sociologia, la filosofia, la scienza ed il tema spesso ricorrente dell’automa e dell’intelligenza artificiale, tanto caro alla filosofia della mente.
L’appassionato di questi argomenti, in Star Trek, specialmente nelle prime serie – Star Trek e The Next Generation – ha trovato frequentemente pane per i propri denti. Tant’è vero che non capita raramente che molte situazioni del serial vengano citate da alcuni professori come esempi.
Nonostante la profondità che spesso (ma non sempre! anche una serie importante come questa, ha i suoi alti e bassi) riesce a raggiungere l’universo di Star Trek, le varie serie sono sempre riuscite a mantenersi su più livelli, rendendosi gradevoli anche a chi cerca esclusivamente l’intrattenimento.
Questo saggio, si rivolge principalmente a chi si interessa di etica, sociologia, politica ed antropologia, e a chi è curioso di capire come potrebbe evolvere nel futuro una società di stampo progressista e liberale.
In questa prima parte, i capitoli: Star Trek è cultura? Una cultura pluralista e policentrica e La ricerca come valore fondante e rispetto per il futuro.
La prossima sarà tutta dedicata ad un idea cardine della serie: La prima direttiva.
L'etica di Star Trek
Dr.
Valentina Piattelli
A
tutta l'umanità!
Che non si possano trovare spazi così vasti,
pianeti così freddi,
cuori e menti così vuoti
da non riuscire a riempirli di calore e
d'amore!
- Garth, "Il sogno d'un folle", Star Trek, TOS
Star Trek è cultura?

Le persone che guardano Star Trek condividono queste caratteristiche?
Di sicuro abbiamo un linguaggio speciale e un insieme di simboli noti soltanto a noi; chi più chi meno, tutti conosciamo la storia, le usanze, il sapere scientifico di Star Trek. Si può quindi affermare che Star Trek è una forma di cultura.
In queste pagine ci proponiamo di studiare la cultura di Star Trek e in particolare le implicazioni filosofiche ed etiche del telefilm.
Soprattutto all'estero vi è una vasta letteratura sull'argomento e Star Trek viene utilizzato perfino da professori universitari per esemplificare teorie complesse, oppure come soggetto stesso di studio, sia dal punto di vista letterario, sia per la filosofia del diritto, la filosofia morale etc. Nel nostro piccolo cercheremo di portare all'attenzione degli appassionati italiani questi temi e, per quanto possibile, di contribuire alla discussione generale su questi argomenti.
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Impariamo a rubare sul serio!
Con oggi, è tornato di grande attualità.
Riporto da repubblica.it
Il Tribunale di Milano ha condannato l'avvocato per un bonifico di 600mila dollari
La tesi dei pm, accolta dalla corte, è che servirono a evitare due condanne a Berlusconi
"Mills fu corrotto dalla Fininvest"
al legale inglese 4 anni e 6 mesi
Di Pietro: "In un paese normale il premier si sarebbe già dimesso". Forza Italia: "Giustizia politica"
MILANO - L'avvocato inglese David Mills è stato condannato a quattro anni e sei mesi per corruzione in atti giudiziari dal Tribunale di Milano. Il legale nel luglio del 2004 aveva raccontato ai pm Fabio De Pasquale e Alfredo Robledo di aver ricevuto 600mila dollari dal gruppo Fininvest per dire il falso nei processi in cui era coinvolto Silvio Berlusconi.
Successivamente, nel corso del dibattimento, Mills aveva poi parzialmente ritrattato quella versione cercando di discolpare il presidente del Consiglio. Il premier era in un primo momento imputato insieme all'avvocato, ma la sua posizione è stata stralciata in seguito all'approvazione del "Lodo Alfano" sull'impunità delle massime cariche dello Stato da parte del Parlamento, norma attualmente al vaglio della Corte Costituzionale. Mills è stato condannato a risarcire anche 250 mila euro alla parte civile Presidenza del Consiglio (paradossalmente al suo coimputato). I giudici hanno inoltre disposto la trasmissione degli atti alla Procura perché valuti la testimonianza di Benjamin Marrache, uno dei testimoni nel processo.
Anche se Berlusconi è al momento fuori dal processo, la sentenza di oggi getta comunque un'ombra pesante anche sul suo comportamento. Secondo il Tribunale, i 600mila dollari bonificati a Mills dalla Fininvest del '98 sono serviti infatti a corrompere il legale inglese per testimoniare il falso - così come sostenuto dalla Pubblica accusa - in due processi che vedevano imputato l'attuale presidente del Consiglio Silvio Berlusconi (tangenti alla Guardia di finanza e All Iberian).
"In un Paese normale - ha denunciato Antonio Di Pietro - il presidente del Consiglio avrebbe già rassegnato le sue dimissioni". "Se Mills è stato condannato in quanto 'corrotto' - prosegue il leader dell'Idv - significa che abbiamo un corrotto, ma anche un corruttore. Ma si sa come vanno le cose in Italia rispetto agli altri paesi occidentali: in America, Obama ha mandato via i ministri che avevano avuto problemi con il fisco; in Italia, se corrompi un testimone, vai a fare il presidente del Consiglio".
Forza Italia accusa invece i giudici milanesi di aver pronunciato una sentenza "scontata, politica e a orologeria". Commentando la condanna, la difesa dell'avvocato Mills ha lamentato che la presenza di Silvio Berlusconi come coimputato nel processo milanese ha impedito al collegio di giudici presieduto da Nicoletta Gandus un'attenta valutazione dei fatti. "E' un processo - ha commentato polemicamente l'avvocato Federico Cecconi - che senza l'ombra dell'altro soggetto coimputato sarebbe stato esaminato in modo più sereno". L'imputato ha limitato invece a definirsi "molto deluso".
Non trovate che sia quasi comico? Alla fine risulta che c'è stato un corrotto senza alcun corruttore, che comunque ci ha guadagnato perché il corrotto-senza-corruttore ha testimoniato in suo favore a dei processi che lo avrebbero condannato per tangenti, ed in più, il corruttore fantasma si piglia pure 250.000 euro di risarcimento.
Faccio ora un piccolo riassunto delle puntate precedenti (penali):
Sentenze a non doversi procedere:
Reati estinti per prescrizione
- Lodo Mondadori, corruzione giudiziaria (attenuanti generiche, sentenza definitiva)
- Caso All Iberian 1, 23 miliardi di lire in tangenti a Craxi (sentenza definitiva)
- Caso Lentini, falso in bilancio (sentenza definitiva)
- Falsa testimonianza P2 (amnistia applicata in fase istruttoria)
- Terreni Macherio, imputazione per uno dei due falsi in bilancio
Sentenze di assoluzione:
Assoluzioni per variazioni della legge (il fatto non costituisce più reato)
- Caso All Iberian 2, falso in bilancio (sentenza definitiva)
- Sme-Ariosto 2, falso in bilancio (stralciato in base alla nuova legge sul falso in bilancio)
- Sme-Ariosto 1 - imputazione su vendita Iri, corruzione giudiziaria (sentenza di I grado)
- 4 Tangenti alla guardia di finanza (assolto per non aver commesso il fatto, sentenza definitiva)
- Medusa cinematografica, falso in bilancio (assolto in quanto per la sua ricchezza potrebbe non essersene accorto, sentenza definitiva) [NB: Questa mi fa morire dalle risate! Quindi, più sei ricco, più ti puoi permettere di frodare il fisco! Fantastico!]
- Sme-Ariosto 1 - corruzione in atti giudiziari per due versamenti a Renato Squillante (assoluzione per non aver commesso il fatto e perché il fatto non sussiste, sentenza definitiva)
- Terreni Macherio, imputazione per appropriazione indebita, frode fiscale, e uno dei due falsi in bilancio (sentenza definitiva)
- Diritti televisivi, falso in bilancio, frode fiscale, appropriazione indebita (il fatto non sussiste, sentenza definitiva)
Procedimenti archiviati:
- Bilanci Fininvest, falso in bilancio e appropriazione indebita (archiviato a causa della nuova legge sul falso in bilancio varata dal governo Berlusconi)
- Consolidato Fininvest, falso in bilancio (archiviato in base alla nuova legge sul falso in bilancio varata dal governo Berlusconi)
- spartizione pubblicitaria Rai-Fininvest
- traffico di droga
- tangenti fiscali Pay-tv
- Stragi 92-93, concorso in strage
- Concorso esterno in associazione mafiosa assieme a Marcello Dell'Utri, riciclaggio di denaro sporco
Procedimenti in corso:
- Tangenti a David Mills, corruzione giudiziaria (rinviato a giudizio) [Da oggi, David Mills condannato a 4 anni e 6 mesi. Berlusconi, il corruttore, non può essere toccato per via della legge Lodo Alfano, che protegge dai processi penali le quattro più alte cariche dello stato, approvata nel 2008 dal governo Berlusconi]
- Corruzione nei confronti senatori per far cadere il governo Prodi (atti trasferiti da Napoli a Roma per incompetenza territoriale[131])
informazioni recuperate da Wikipedia.it
Se vi state chiedendo come mai questa persona sta ancora a capo del governo, beh, siete in ottima compagnia… ma solo se mentre ve lo chiedete siete all’estero, perché in Italia, questo delinquente ha ancora un nutritissimo nugolo di estimatori.
L’articolo sul blog del giornalista Daniele Martinelli
L’articolo sul blog del giornalista Marco Travaglio
La Chiesa del dogma in conflitto con lo Stato – Eugenio Scalfari
La Chiesa del dogma in conflitto con lo Stato
di EUGENIO SCALFARI

Si tratta d'un tema di permanente attualità; infatti ha connotato gran parte della vita pubblica italiana, sia durante la monarchia sia durante la Repubblica, attraverso le varie fasi susseguitesi in centocinquant'anni di storia: il periodo liberale, il regime fascista, il quarantennio democristiano e infine gli ultimi quindici anni a partire dal 1992, la fase di transizione tuttora in corso che ci porterà non sappiamo dove, una terra incognita resa ancora più incerta a causa della profonda crisi economica che sta squilibrando gli assetti sociali del mondo intero.
Altre persone qualificate si sono cimentate su quest'argomento. Ne cito alcune: Gustavo Zagrebelsky anzitutto, ed anche Schiavone, Prosperi, Magris, Rodotà, Mancuso. Il caso Englaro con tutto il carico di drammaticità e di umanità sofferente di cui era pervaso, ha sottolineato l'attualità del tema rendendolo ancora più palpitante e alzando i toni d'un conflitto che sembrava di natura soltanto intellettuale ed accademica e che coinvolge invece sentimenti universali come la sofferenza e la pietà. Il rapporto tra una Costituzione liberal-democratica e la Chiesa chiama in causa quello tra la fede e la ragione, tra l'etica promanante dalla religione e la libertà di ciascuno. Infine tra la verità assoluta e quella relativa. Non c'è posto per l'indifferenza.
Margini per compromessi pragmatici esistono ed è bene che siano esplorati, ma sono esigui perché mettono in gioco principi e valori che non possono essere imposti né con la spada né con la dittatura delle maggioranze. Il tema dunque è di rilievo e non eludibile.
* * *
Quali sono i pilastri che sorreggono l'architettura d'una Costituzione liberal-democratica? si è chiesto nel suo intervento sul nostro giornale Gustavo Zagrebelsky. Ed ha risposto: il diritto di tutte le opinioni a confrontarsi, la garanzia di poter esercitare i diritti di libertà, l'eguaglianza dei cittadini dinanzi alla legge senza alcuna eccezione. Questa è ciò che noi chiamiamo la legalità costituzionale e che lo Stato deve garantire e tutelare. Leggi il resto…
Studio inglese: “la religione è un effetto secondario dell’evoluzione”

Riporto un articolo appena letto su UAAR News, che sintetizza i contenuti di un testo apparso su New Scientist intitolato Born believers: How your brain creates God.
Nel finale dell’articolo riassuntivo, ho trovato una frase che mi è piaciuta parecchio, dato che riassume un’intuizione che ho avuto circa due anni fa.
La frase è «L’ipotesi che si sta ormai diffondendo a macchia d’olio è che la mente umana sia stata ‘forgiata’ dall’evoluzione per concepire personaggi fittizi, […] latori di ‘intenzioni’: di qui all’invenzione di esseri soprannaturali, e alla successiva sistemazione di tali credenze in un corpus condivisibile da una società […], il passo sarebbe stato breve.»
Al tempo, io conclusi il mio articolo scrivendo «La tendenza a credere nel soprannaturale potrebbe essere un processo di attribuzione d'intenzionalità.»
Quando lo scrissi non avevo ancora letto articoli che spiegassero l’origine delle religioni con quei termini. Le idee mi vennero in seguito ad un articolo, che non condivisi appieno, che ipotizzava l’esistenza di una zona della corteccia cerebrale adibita alla credenza nel soprannaturale, ma da quanto avevo studiato in psicologia cognitiva, e influenzato per quanto riguarda la filosofia della mente, dalle idee di Daniel Dennett, forse era naturale che avessi prima o poi una intuizione simile.
Si fanno sempre più numerosi gli studi che propongono di risolvere il ‘mistero’ delle origini della religione da un punto di vista evoluzionistico. Negli scorsi anni sono emersi almeno tre filoni di ricerca (quello sociobiologico di Sloan Wilson, quello antropologico-cognitivo di Scott Atran e Pascal Boyer e quello che evidenzia anche l’aspetto ‘memetico’ del problema di Richard Dawkins e Daniel C. Dennett). Finalmente se ne è cominciato a parlare anche in Italia, qualche mese fa, con il libro Nati per credere di Vittorio Girotto, Telmo Pievani e Giorgio Vallortigara. Ma nuovi studi si aggiungono settimana dopo settimana: tanto che Michael Brooks, sull’ultimo numero del New Scientist, ha pubblicato un lungo articolo riepilogativo dal titolo Born believers: How your brain creates God. L’ipotesi che si sta ormai diffondendo a macchia d’olio è che la mente umana sia stata ‘forgiata’ dall’evoluzione per concepire personaggi fittizi, non necessariamente ritenuti dotati di corpo ma, al contrario, latori di ‘intenzioni’: di qui all’invenzione di esseri soprannaturali, e alla successiva sistemazione di tali credenze in un corpus condivisibile da una società (e dunque imponibile a una società), il passo sarebbe stato breve.
Nell’articolo del New Scientist si prende in analisi anche un fattore che io avevo trascurato nel mio precedente articolo: quanto la sensazione di perdita di controllo della propria vita possa influire nel cercare spiegazioni soprannaturali. L’osservazione delle società e della storia infatti, ci fa pensare, intuitivamente, che la religione prosperi maggiormente laddove le condizioni siano più dure. Questo era già stato osservato da Bertrand Russell riguardo, quantomeno alle religioni monoteiste. «Possiamo constatare che, in ogni epoca, l'intensità della fede religiosa è andata di pari passo con inaudita crudeltà e scarso benessere.» «È palese che alla base della religione c'è la paura poiché – ogni qualvolta accade una disgrazia – si rivolge il pensiero a Dio: guerre, pestilenze, naufragi e cataclismi promuovono la religione.» «La fede in una vita futura non nasce da argomenti razionali, bensì da emozioni. Fra queste, la più importante è la paura della morte, istintiva e biologicamente utile. Se davvero credessimo nella vita futura, il pensiero della morte non ci spaventerebbe affatto.»
da New Scientist:
That view is backed up by an experiment published late last year (Science, vol 322, p 115). Jennifer Whitson of the University of Texas in Austin and Adam Galinsky of Northwestern University in Evanston, Illinois, asked people what patterns they could see in arrangements of dots or stock market information. Before asking, Whitson and Galinsky made half their participants feel a lack of control, either by giving them feedback unrelated to their performance or by having them recall experiences where they had lost control of a situation.
The results were striking. The subjects who sensed a loss of control were much more likely to see patterns where there were none. "We were surprised that the phenomenon is as widespread as it is," Whitson says. What's going on, she suggests, is that when we feel a lack of control we fall back on superstitious ways of thinking. That would explain why religions enjoy a revival during hard times.
L’articolo si conclude suggerendo un esperimento che, per le implicazioni etiche, non potrà mai essere fatto, ma comunque accettabile come esperimento mentale.
There is one experiment, however, that could go a long way to proving whether Boyer, Bloom and the rest are onto something profound. Ethical issues mean it won't be done any time soon, but that hasn't stopped people speculating about the outcome.
It goes something like this. Left to their own devices, children create their own "creole" languages using hard-wired linguistic brain circuits. A similar experiment would provide our best test of the innate religious inclinations of humans. Would a group of children raised in isolation spontaneously create their own religious beliefs? "I think the answer is yes," says Bloom.
Alla stessa conclusione intuitiva era già arrivato lo scrittore fantascientifico Stanislaw Lem, nel suo racconto breve Non serviam (pubblicato nella raccolta “L’io della mente” e trascritto in passato su questo blog), che narra della creazione di una società artificiale all’interno del calcolatore partendo dalle basi dell’evoluzione, fino ad osservarne i comportamenti dei singoli “personoidi” dal momento in cui si formano le prime parvenze di pensiero astratto, fino ad arrivare a discussioni filosofiche simili a quelle dei classici greci, con una particolare citazione del ragionamento di Epicuro riguardo al paradosso dell’essere onnisciente, onnipotente e benevolo.
Il grande videogame della liberazione naturale attraverso la comprensione nello stadio intermedio… circa.
Non è un videogioco nel senso classico del termine, perché non c’è una vera e propria sfida di abilità ed il suo scopo non è di arrivare alla fine o di vincere… In questo gioco, alla fine ci si arriva sempre, e la vincita sta nel comprendere cosa significhi ogni dettaglio di ciò che ci viene presentato, ed il significato del suo complesso.

Questo videogioco si chiama Passage, ed è disponibile gratuitamente per lo scaricamento, per i sistemi Windows, MacOS X e Linux (solo in formato sorgente, quest’ultimo) sul sito dell’autore.
Sullo stesso sito è presente anche una pagina con tutte le spiegazioni, ma vi consiglio di leggerla solo dopo averlo giocato un po’ di volte.
Ovviamente sono consapevole del fatto che quei pochi che capiranno il titolo di questo articolo, avranno la sorpresa un po’ rovinata, ma mi piaceva troppo la citazione. :-)
I controlli per giocare sono:
• Qualsiasi pulsante per iniziare.
• Joystick o tasti freccia (su, giù, sx, dx) per muovere il personaggio.
• F (sulla tastiera) per cambiare fra visualizzazione in finestra e a schermo pieno.
• B (sulla tastiera) per modificare l’ingrandimento.
• Q e ESC (sulla tastiera) per uscire.
La terza repubblica di Berlusconi - Marco Travaglio
Articolo chiaro ed illuminante.
"Buongiorno a tutti.
Nemmeno oggi intendo parlare di questa ragazza che da 17 anni soffre in una condizione che nessuno può sapere se sia ancora di vita, se sia di vita apparente, morte apparente, vita vegetativa.
Sono tutte cose più grandi di noi, più grandi anche dei più grandi scienziati e non intendo minimamente mettere il dito in queste cose che dovrebbero essere lasciate alla coscienza anche se sono diventate un reality show.
Non voglio neanche nominarla, questa ragazza, perché credo sia già stata violentata troppo e continuerà ad esserlo fino all'ultimo istante.
Quando si sente dal presidente del Consiglio disquisire sulle sue mestruazioni e sulla sua possibilità di avere figli, credo si debba soltanto provare una incommensurabile vergogna, visto che il nostro presidente del Consiglio non conosce la vergogna, nemmeno l'espressione “vergogna”. Credo non sia mai arrossito anche perché, se lo facesse, il suo rossore sarebbe coperto da quintali di cerone.
Vorrei però parlare di quello che sta succedendo intorno al caso di questa ragazza, che invece di essere lasciata alle cure dei suoi familiari e dei medici - gli unici che possono decidere, solo i familiari conoscono a fondo una ragazza avendoci vissuto per molti anni insieme, possono sapere, intuire, prevedere le sue volontà, solo i medici possono conoscere esattamente le sue condizioni di salute – invece che essere lasciata a queste poche persone, che nell'intimità e con la prudenza, in punta di piedi, dovrebbero poter decidere, abbiamo trasformato tutto questo in una grande gazzarra, in una grande sceneggiata che sta facendo dell'Italia lo zimbello del mondo, ancora una volta.
Non è la prima volta, ma il fatto che diventiamo uno zimbello anche su questioni così drammatiche e delicate credo segni un punto di non ritorno.
Lo scudo umano Dietro questa gazzarra, naturalmente, non c'è il tentativo di salvare una vita. Basta guardare l'espressione con cui il nostro capo del governo e i suoi sodali parlano di questo caso. Si vede chiaramente dai loro occhi che non gliene importa assolutamente niente della vita di questa persona. Usano questa persona, o quello che ne rimane, come scudo umano per i loro sporchi traffici, per i loro sporchi affari, per i loro sporchi tornaconti, tanto per cambiare. Tutto, in questi quindici anni, è stato usato dal Cavaliere per il suo sporco tornaconto, qualunque cosa capitasse lo rivolgeva immediatamente ai suoi vantaggi e ai suoi affaracci privati. Leggi il resto…
Addio democrazia, mi sarebbe piaciuto dire di averti conosciuta…
Sembra che alla fine il corpo di Eluana abbia finito il corso che aveva iniziato fin troppo tempo fa. E che le sue volontà siano state attuate. Ma dopo quanto, troppo tempo? Questo da finalmente un po' di sollievo a tutti quelli che avevano a cuore la vicenda. Quanto odioso può essere sentirsi sollevati dalla morte di una persona? Anche se essa, in realtà, era morta già da tempo… Per il fatto di aver sperato una cosa così macabra, ma che ha impedito una continuazione decisamente più macabra, disprezzo con tutta la mia coscienza, la gente che ci ha costretto ad arrivare fino a questo punto. …posso solo immaginare come sia per suo padre.
Fate comunque attenzione, perché i soliti avvoltoi potrebbero decidere di sfruttare l'occasione per utilizzarla come “esempio che non si dovrà più ripetere” e continuare così ciò che hanno iniziato sulla pelle e sui sentimenti altrui.
Intanto, in serata, s’era scatenata una rissa in parlamento, occupato per approvare in tempi record una legge (visto che il decreto precedentemente preparato, non era stato firmato dal presidente della repubblica, in quanto incostituzionale) che avrebbe bloccato la sospensione dell’alimentazione e dell’idratazione artificiali che tenevano in funzione il corpo, ormai svuotato da anni, della donna. Una legge sulla quale ricominceranno a lavorare domani e che, se approvata, si tradurrà in una minore libertà degli individui, rispetto a quella che abbiamo ora, visto che impedirà, di fatto, il controllo sul proprio corpo in questo genere di situazioni. Verrà impedito l’esercizio delle proprie volontà, eliminando quindi la possibilità di scegliere anticipatamente come i medici dovranno comportarsi. Una legge che viola gli articoli della costituzione che sanciscono il diritto dell’individuo di rifiutare le cure mediche, se ritenute inutili e degradanti. Non è ancora tempo di abbassare la guardia.
Aggiornamento 8/2/2009: aggiunte precisazioni riguardo al comportamento di Berlusconi ed allo stato fisico di Eluana.
È da un po’ che non riporto notizie di politica, ma questa volta voglio rompere il ghiaccio per una questione davvero grave che è accaduta oggi. Una cosa che non ha precedenti nella storia recente dell’Italia, a partire dal dopoguerra.
Non faccio un riassunto riguardo a tutta la vicenda di Eluana Englaro, ne troverete abbondante documentazione in rete. Sappiate che la questione non riguarda solo il suo caso, ma crea un precedente che coinvolge tutti noi.
Pensate che al posto di Eluana potrebbe esserci una persona qualunque e che un Berlusconi qualsiasi possa decidere della vostra vita e della vostra morte, strafottendosene delle sentenze di cassazione, della corte costituzionale, del tar della Lombardia, del presidente della repubblica; creare quindi un decreto apposta per voi, per forzare una decisione sulla vostra vita togliendola di fatto dalla vostra volontà e ricevendo pure gli applausi degli esponenti religiosi.
Nel giro di pochi minuti mi sono reso conto di essere niente più che uno schiavo, la cui vita è una proprietà completamente nelle mani del nostro Imperatore e del nostro Faraone.
Quello che non capiscono coloro che strepitano di tenere in vita il povero corpo di Eluana è che qua, ci va di mezzo la libertà di scelta. Che è una cosa che serve anche a loro. Se la togli da una parte, devi essere pronto ad accettare anche quando la toglieranno dalla tua.
Ma noi che ci battiamo perché la gente sia libera di scegliere, ci sentiamo chiamare assassini, infanticidi, ed insultare nei modi più disparati, quando alla fine quello per cui ci battiamo, è qualcosa che serve anche a loro, che hanno l'arroganza di imporre una scelta, credendo che possa andare bene per tutti.
Prendendo nel dettaglio le affermazioni deliranti riguardo allo stato di salute di Eluana, c’è bisogno di spiegare un paio di cose.
Molti affermano che morirà atrocemente di fame e di sete: ciò è assolutamente sbagliato. Chiunque abbia un po’ di conoscenza di neurofisiologia (non è da tutti, ma in quei casi solitamente si dovrebbe dare maggiore ascolto ad un esperto in materia, che non ad un politico o ad un prete), saprebbe che quando viene detto che in Eluana la corteccia cerebrale è morta, ma che può deglutire o avere spasmi e riflessi, significa che le “cellule cerebrali vive” sono quelle del tronco encefalico e non della corteccia, sede della ragione e della “coscienza” dell’individuo.
La corteccia cerebrale di Eluana è inattiva da anni ormai e irrecuperabile, questo significa che non può più provare né sentire nulla e che la sua coscienza, la sua mente, il pensiero, sono ormai spariti da anni!
La corteccia cerebrale è ciò che permette il pensiero cosciente, senza quella, niente coscienza, niente sensazioni, niente! I movimenti di deglutizione che può fare, il processo di digestione ed il respiro, sono gestiti dal tronco encefalico in maniera autonoma.
Nella situazione di Eluana, vi è la morte della coscienza, mentre per dichiarare legalmente la morte cerebrale, è necessario che anche il tronco encefalico cessi di funzionare. Perché cessi di funzionare, il corpo deve smettere di essere tenuto in vita artificialmente. Ed è da ciò che nasce tutto l’equivoco. Tenendo in vita il corpo di Eluana, si impedisce la morte cerebrale, senza la quale l’individuo non può essere dichiarato morto. Ma tenendo in vita il corpo di Eluana, essendo la corteccia cerebrale morta, non si tiene in vita Eluana-persona, perché la persona, la mente, sono sparite ormai da tempo, ma solo Eluana-corpo.
Scusate il paragone, ma è come quando, mozzando la testa ad una gallina, il suo corpo continua per un breve periodo a muoversi. Quello che è stato fatto con Eluana, è stato allungare indefinitamente questo “breve periodo”.
Vorrei inoltre sottolineare e poi seppellire per sempre l’affermazione di Berlusconi, secondo il quale Eluana sta bene in quanto può generare figli. Non fa affatto piacere notare come per Berlusconi, la funzione più importante di una donna sia esclusivamente quella di generare, come non fosse altro che un’incubatrice semovente che non necessita di funzioni cerebrali e di coscienza. Ma questa sue affermazione, come pure le altre che ha pronunciato, per chi segue la vicenda da molto tempo, suonano sospettosamente come già sentite, tanto da sembrare dettate. Ha usato gli stessi paragoni e le stesse frasi dette tempo fa dagli esponenti della chiesa.
Ciò che interessa a Berlusconi invece, è screditare la figura del presidente della repubblica, in modo da poterlo scavalcare e mettere quindi mano alla costituzione, come desidera da tempo, ed attuare quindi il suo progetto di presidenzialismo, che consiste appunto, nel dare massimo potere al presidente del consiglio, il quale avrà anche controllo sulla magistratura. Tutto come già descritto nel Piano di rinascita democratica della loggia eversiva P2. Conseguenza di questo: governo intoccabile ed incontrollabile, direzione univoca del potere, dall'alto verso il basso e quindi totalitarismo.
Per questo mi piacerebbe che più gente possibile ne venisse a conoscenza, si risvegliasse da quel “giardino incantato” (per citare De Andrè e Edgar Lee Masters) in cui vive, e capisse finalmente cosa sta succedendo a questo paese.
Per completezza, dovrei aggiungere anche la notizia, riguardo al Decreto Legge sulla Sicurezza… Un altro tassello che si aggiunge alla trasformazione dell’Italia in un regime totalitario. Vi lascio cercare le notizie da soli, se non le conoscete già. E aggiungerei anche il decreto – questo governo praticamente va avanti a suon di decreti – che da la possibilità ai medici di denunciare i pazienti se immigrati clandestini, che farà sì che un immigrato, anche gravemente ammalato, magari infettivo se proprio vogliamo guardare al nostro tornaconto, non possa andare a cercare soccorso medico se non vuole rischiare di essere sbattuto fuori dall’Italia assieme alla propria famiglia. Leggi il resto…
Colui che è chiamato Lumpy

...Che oggi non aveva niente di meglio da fare (come al solito) che chiedermi se gli scaricavo “la Mannoia” e gliela masterizzavo su un CD. ...e per farlo, mi porta un CD ROM argentato, stampato e tutto come-da-appena-preso-al-negozio.
Una volta appreso dalle mie parole, in ritardo di circa 20 anni rispetto al resto del mondo, che sui CD-ROM una volta fatti, non ci si può più scrivere, mi porta in tempo record un CD-R chiedendomi “quanto ci sta su”.
Gli indico le eloquenti scritte incise sull'etichetta: "80min", "700MB"… Gli dico che qua da lavoro non si può scaricare nulla primo perché non è legale e secondo perché ho appositamente messo dei blocchi per impedirlo. Quindi: Pussa via!
(Tirare a indovinare) Un uomo senza patria – Kurt Vonnegut

Per l’ultimo milione di anni o giù di lì, gli esseri umani hanno dovuto tirare a indovinare su quasi tutto. I personaggi principali dei libri di storia non sono altro che quelli di noi che hanno tirato a indovinare nella maniera più affascinante, e a volte più spaventosa.
Ne posso nominare due?
Aristotele e Hitler.
Uno ci ha azzeccato, e l’altro ha sbagliato.
E nel corso dei secoli le masse umane, sentendo di avere dei mezzi di giudizio inadeguati, proprio come noi oggi, e a ragione, si sono viste praticamente costrette a credere di volta in volta a quelli che tiravano a indovinare.
I russi che non erano d’accordo con le congetture di Ivan il Terribile, per esempio, rischiavano di ritrovarsi il cappello inchiodato alla testa.
Dobbiamo comunque riconoscere che i più persuasivi fra quelli che tiravano a indovinare – perfino Ivan il Terribile, il quale oggi nell’ex Unione Sovietica è un eroe – talvolta ci hanno dato il coraggio di sopportare immani sofferenze che non eravamo in grado di comprendere. Carestie, pestilenze, eruzioni vulcaniche, bambini nati morti: spesso quegli individui ci hanno dato l’illusione che la buona e la cattiva sorte fossero comprensibili e a volte potessero essere affrontate in maniera intelligente ed efficace. Senza questa illusione, forse il genere umano si sarebbe arreso molto tempo fa.
Ma quelli che tiravano a indovinare, di fatto, non ne sapevano più della gente comune, anzi a volte ne sapevano anche di meno, perfino quando – o specialmente quando – ci hanno dato l’illusione di avere il controllo sul nostro destino.
Tirare a indovinare in maniera persuasiva è un ingrediente fondamentale della capacità di leadership da così tanto tempo – anzi, lo è stato per tutto il corso dell’esperienza umana – che non c’è affatto da sorprendersi se ancora oggi gran parte dei leader del pianeta, nonostante tutte le informazioni di cui improvvisamente possiamo disporre, vogliono che il meccanismo continui. Adesso è il loro turno di tirare a indovinare, tirare a indovinare e avere intorno chi gli dà retta. Un posto dove questo oggi si fa nella maniera più becera, tronfia e ignorante è Washington. I nostri leader sono stufi marci delle tonnellate di informazioni valide che sono state riversate sul genere umano dalla ricerca, dallo studio e dal giornalismo investigativo. Pensano che ne sia stufa la nazione intera, e potrebbero anche aver ragione. Non è al sistema aureo che vogliono riportarci. Vogliono scendere a un livello ancora più elementare. Vogliono riportarci al sistema degli elisir dei ciarlatani.
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I'm a cyborg, but that's OK

Se non fosse già abbastanza intrigante il titolo del film che ho appena visto, aspettate di leggerne la trama quanto mai originale ed inedita. Il regista Sud Koreano Park Chan-wook, reso famoso in occidente grazie a tre suoi film – Mr. Vendetta, Old Boy e Lady Vendetta – è riuscito a sorprendere ancora per inventiva e capacità.
La protagonista di questo film è una ragazza, Young-goon, che crede di essere un cyborg. La storia inizia a venire narrata nel momento in cui la ragazza, durante il suo turno in fabbrica, seguendo delle istruzioni che escono dalla radio e che solo lei può sentire, si taglia le vene di un polso per inserivi dei cavi elettrici in modo da potersi ricaricare. In seguito a questo incidente, viene portata in un ospedale psichiatrico.
La sua convinzione è causata dalla separazione dalla nonna, schizofrenica, che credeva di essere la madre dei topi (inesistenti) che vivevano nella sua casa. Lei allevava Young-goon al posto della madre, troppo impegnata con il ristorante di cui era proprietaria. Quando la nonna viene portata via dai medici di in un istituto di salute mentale, essa “rivela” a Young-goon la sua natura di cyborg e quale sia il suo scopo nella vita. Ma quest’ultimo viene rimosso dalla mente della ragazza a causa del trauma.
Nell’ospedale psichiatrico si incontrano molti altri personaggi particolari, tutti con la loro personale patologia e le loro manie, non narcotizzati, ma liberi di esprimerle con l’aiuto psicologico dei medici. Impareremo a conoscerli durante i primi minuti del film. Uno di loro in particolare, Il-sun, un ex-elettricista e ladro, è convinto di avere il potere di rubare alle persone le loro caratteristiche e che se smettesse di rubare, scomparirebbe dal mondo.
Il film prosegue come in un’esperienza surreale e le fantasie e le allucinazioni dei protagonisti si mescolano alla realtà dei sani.

In breve tempo, Young-goon, rischia di morire per denutrizione e viene forzata a mangiare tramite un tubo infilato dal naso fino in gola. La situazione viene risolta grazie alla creatività di Il-sun che, dopo averle “rubato la compassione”, permettendole di uccidere i camici bianchi che le hanno portato via la nonna, le costruisce un dispositivo riso-convertitore.
In tutto il film, ai pazienti non viene mai forzata la visione della realtà dei “sani”, ma viene insegnato loro a vivere con le proprie allucinazioni, liberi di esprimerle. Il regista sembra quasi chiedersi se il mondo che vedono loro possa “funzionare” ed essere compatibile col nostro. Come vivono due innamorati “pazzi”?
Dal momento dell’installazione del dispositivo in poi, il film diventa sempre più surreale, in un crescendo che porterà alla nascita di sentimenti fra i due ed alla scoperta dello scopo dell’esistenza di Young-goon, fino ad un finale che solo grazie ad uno sforzo di attenzione da parte dell’osservatore, potrà dare una conclusione al film.
A tratti divertente, talvolta commovente, sempre molto interessante e esteticamente molto bello. Forse piacerà di più a chi ha apprezzato i lavori di Kim Ki-duk (L’arco, Ferro 3, La samaritana, Primavera, estate, autunno inverno… ed ancora primavera) e di Michel Gondry (Eternal Sunshine of the Spotless Mind, L’arte del sogno), che non ai fan della trilogia della vendetta di Park Chan-wook.
Intanto, spero di avervi incuriosito a sufficienza. :-)
Questo è il trailer con i sottotitoli in inglese.
Il film non è ancora disponibile in italiano (e non si ha ancora, a due anni dall’uscita, una data prevista di distribuzione), ma lo si può recuperare per vie traverse in lingua originale sottotitolato in italiano.
I'm a cyborg, but that's OK su Wikipedia
I'm a cyborg, but that's OK su Hyperreview
I'm a cyborg, but that's OK su Xinematica
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