gen 2009
IAMX
31 gen 2009 – 11:42 Archiviato in:
Musica
Segnalo alcun video di un gruppo che
inizia a prendermi bene. IAMX, progetto solista del cantante degli Sneaker Pimps.
|
Cluedo!
27 gen 2009 – 19:09 Archiviato in:
Diario
Mattinata e primo pomeriggio da
delirio, con le applicazioni che seguivano le leggi di Murphy…
Meglio lasciar perdere e fare un fast forward di qualche ora,
quando l’inferno è finito e rimane solo da sgomberare la sala usata
per la formazione.
Sto raccattando portatile, proiettore e cavi assortiti, quando irrompe nella stanza una utente.
Utente (con decisione): “IL TECNICO DEI TELEFONI!!!”.
Io (pensando): (“nella biblioteca, col candelabroooooo!!!!!!!”) – “EEEH?!”
U: “Stavo parlando col telefono, e tutto ad un tratto è morto!”
Io: (“C’è un killer in circolazione e c’è già andato di mezzo un telefono innocente…”) – “Come? Cosa?”
U: “So che è passato il tecnico dei telefoni, l’hai visto?”
Io: (“L’assassino è ancora in zona.” ) – “No, non mi pare proprio, anche perché penso che non lo riconoscerei…”
U: “Vado a cercarlo.” …Esce…
Io: “L’assassino è il tecnico dei telefoni. Nella stanza del centralino. Col doppino telefonico!! HO VINTOOOOOO!!!” :-D
Sto raccattando portatile, proiettore e cavi assortiti, quando irrompe nella stanza una utente.
Utente (con decisione): “IL TECNICO DEI TELEFONI!!!”.
Io (pensando): (“nella biblioteca, col candelabroooooo!!!!!!!”) – “EEEH?!”
U: “Stavo parlando col telefono, e tutto ad un tratto è morto!”
Io: (“C’è un killer in circolazione e c’è già andato di mezzo un telefono innocente…”) – “Come? Cosa?”
U: “So che è passato il tecnico dei telefoni, l’hai visto?”
Io: (“L’assassino è ancora in zona.” ) – “No, non mi pare proprio, anche perché penso che non lo riconoscerei…”
U: “Vado a cercarlo.” …Esce…
Io: “L’assassino è il tecnico dei telefoni. Nella stanza del centralino. Col doppino telefonico!! HO VINTOOOOOO!!!” :-D
David O'Reilly
24 gen 2009 – 14:11 Archiviato in:
Arte Segnalazioni
David
O’Reilly, animatore surreale e geniale. Per certe
atmosfere, ricorda i lavori più criptici di David Lynch. La serie Please Say
Something, ad esempio, che ho associato alla serie Rabbits
di Lynch.
Questo è un collage di vari video suoi.
Per altri video… Leggi il resto…
Questo è un collage di vari video suoi.
Per altri video… Leggi il resto…
Chi controlla le parole…
Mi è capitato ieri di leggere questo
titolo nel Feed del sito di Repubblica: Il Grande Fratello
della Gelmini “Bullismo, telecamere in classe”.
Leggetelo anche voi. Cosa vi ha rievocato?
Ora cliccate il link per proseguire la lettura.
Leggi il resto…
Leggetelo anche voi. Cosa vi ha rievocato?
Ora cliccate il link per proseguire la lettura.
Leggi il resto…
La morte è il trapano mistico di un dentista metafisico
18 gen 2009 – 21:55 Archiviato in:
Libri

Il racconto, di genere cyberpunk, è breve, ha un ottimo ritmo e delle soluzioni grafiche molto originali, personaggi ben distinti e caratterizzati, ed una storia che riprende, in parte, i classici del genere, ma li sviluppa in modo personale e gradevole.
Gli amanti della buona musica troveranno più di una citazione, alcune talmente ben integrate da trasformarsi in colonna sonora: particolarmente bella la parte del killer Jorge, con l’incedere ritmico ed ossessionante del richiamo del suo “Amore Supremo”, che rievoca il classico del jazz A Love Supreme di John Coltrane, tramutandolo sinistramente.
Il libro è disponibile in formato PDF sul sito dell’autore Luca “Puppet” Tiengo.
Sinossi
Mattia e Daniele sono due giovani hacker che si guadagnano da vivere con piccole azioni di spionaggio informatico. Ultimamente Mattia è disturbato da strani deja vu di morti che paradossalmente sembrano essere vissute in prima persona e da ricordi che, si rende conto, non sono i suoi, ma quelli di altre persone le cui menti sono misteriosamente collegate alla sua. Scoprirà di essere, suo mal grado, una delle pedine della Liquid Jesus Inc, una grossa software house che non si fa nessuno scrupolo ad eliminare delle persone ignare per rubare loro la memoria ed utilizzarla per creare una nuova generazione di giochi interattivi. Questo progetto sembra funzionare fino al momento in cui Mattia, aiutato da alcuni amici, prenderà coscienza della sua situazione e… Sullo sfondo si muovono altri personaggi: Jorge, un serial killer dalla mente fortemente disturbata, Len e Karl, due assassini professionisti, Mr. Numo, uomo d'affari in odore di Jakuza, a capo della Liquid Jesus Inc.
Il romanzo d'esordio di Puppet è un noir cyberpunk ambientato in un futuro poco distante da noi e caratterizzato da un ritmo molto veloce, un taglio quasi cinematografico, che tiene col fiato sospeso, ma che al tempo stesso si abbandona ad interessanti digressioni sia psicologiche che morali. E' un romanzo a tesi, in cui l'autore si chiede se la vera libertà sia da intendersi all'orientale, come raggiungimento di un Nirvana puramente spirituale e la negazione della propria carnalità, o all'occidentale, con la capacità di scegliere e di accettare le conseguenze di tali scelte. I due percorsi sono impersonati rispettivamente da Jorge e Mattia, ed il loro dispiegarsi porterà alle conclusioni dell'autore.
Cyriak
11 gen 2009 – 20:39 Archiviato in:
Arte Segnalazioni
Appena scoperto il sito di questo
folle animatore che si fa chiamare Cyriak. Dategli un’occhiata,
specialmente se già apprezzate quelle animazioni surreali che
costruiva Terry Gilliam per i
Monty Python.
Questo video è un mix di varie animazioni sue.
Questo video è un mix di varie animazioni sue.
Crescere bambini in una coppia omosessuale
11 gen 2009 – 19:50 Archiviato in:
Idee
Aggiornato: inserito in coda il link ad un articolo riguardo
all’omofobia, aggiunto un collegamento ai risultati dello studio
citato nella discussione e riportata e tradotta la parte più
significativa di quei risultati.
Riporto un discorso che ho fatto in Facebook sulla bacheca della causa “Firma la petizione per la decriminalizzazione universale dell’omosessualità”. Si parla della possibilità per le coppie omosessuali di crescere dei figli. Anche fra chi è favorevole alle coppie omosessuali, spesso nega quella che, secondo me, è la conseguenza logica e naturale, cioè la possibilità da parte loro di crescere dei bambini. Ora, riportando i miei interventi, cercherò di spiegare il motivo. Solitamente l’argomento usato è la “naturalità” dei comportamenti, ovvero: se la natura ha disposto l’esistenza di sessi opposti, noi dobbiamo seguire quell’orientamento.
Il primo commento che ho fatto è stato per confutare l’idea della possibilità che esistano comportamenti “non naturali”.
Fintanto che una cosa esiste, fa parte della natura e va accettata.
Riporto, dal brano “Dio è taoista?” del logico e filosofo Raymond Smullyan:
«Goethe ha espresso molto bene tutto ciò: “Nel tentare di opporci alla Natura noi, nell'atto stesso di farlo, operiamo secondo le leggi della natura!”. Non capisci che le cosiddette “leggi della natura” non sono altro che una descrizione di come appunto tu e gli altri esseri agite? Sono semplicemente una descrizione di come tu agisci, non una prescrizione di come dovresti agire, non un potere o una forza che costringe o determina le tue azioni. Per essere valida, una legge della natura deve tener conto di come tu di fatto agisci, o, se preferisci, di come tu scegli di agire.»
La risposta a questo è stato che seguire un simile ragionamento sarebbe deleterio perché si considererebbero naturali e permessi anche comportamenti “non buoni” come la violenza, la pedofila o altri orientamenti sessuali parafiliaci come la zoofilia. Viene quindi riportato il discorso nell’ambito della società umana.
Questo mi permette di ampliare e successivamente entrare più nel dettaglio dell’argomento.
Anche il tuo opporti alle opinioni nostre, è perfettamente descritto dalle leggi della natura, in quanto il tuo intelletto, la tua mente, come pure le nostre, sono il risultato di milioni di anni di evoluzione naturale. La tua mente, emergenza della relazione fra cervello, corpo ed ambiente, nel formulare i tuoi pensieri, agisce secondo le leggi della natura allo stesso modo in cui fanno le nostre.
Altra questione è la conservazione delle tradizioni di una società (anch'essa, altra emergenza della relazione fra gli individui che la compongono). Tutto in natura mira alla sopravvivenza ed essa avviene più efficacemente, quanto meglio ci si riesce ad adattare all'ambiente. Ma l'ambiente è anch'esso influenzato da noi allo stesso modo in cui noi siamo influenzati da esso (con "ambiente" intendo, mettendo su un piano dualistico, tutto ciò che non è ME), in un continuo rapporto di azione, reazione, retroazione. Infatti, la natura è un sistema dinamico complesso.
Capisci anche tu quanto sia semplicistico quindi, uscirsene equiparando sullo stesso piano pedofilia ed omosessualità. Una mente lungimirante ed attenta, potrebbe arrivare alla conclusione che se c'è da stabilire una regola etica (le regole nascono dall'uomo e valgono come regole solo nel sottosistema per cui l'uomo le concepisce) che permetta ad una società di prosperare più a lungo e fruttante la maggior soddisfazione e felicità per i suoi appartenenti, quella non può essere altro che: "non causare dolore".
Ora, riesamina il tuo paragone fra pedofilia, zoofilia ed omosessualità in base a ciò. :-)
Inoltre, tu dici, parlando di adozioni da coppie omosessuali: "E dato che i bimbi sono come spugne, cosa dovrebbero fare vedendo i due papà o le due mamme amoreggiare o litigare, cosa dovrebbero pensare, come dovrebbero orientarsi sessualmente?!?!?"
Spiegami cosa temi che accada? :-)
Perché se non hai nulla contro le coppie omosessuali, non dovrebbe esserci neppure nulla contro l'eventualità che un bambino conosca cosa sia l'omosessualità attraverso i propri genitori adottivi e la consideri, in questo modo, "naturale" e "normale". Al contrario, se pensi che il bambino non la dovrebbe considerare tale, risalendo la catena, ne consegue che in qualche modo pensi anche che ci sia qualcosa che non (non "normale", non "naturale") va nell'esistenza di coppie omosessuali. Non parlo magari di un rifiuto conscio della cosa, ma il considerarlo, sotto sotto, una anomalia che vada evitata e magari poco alla volta eliminata. Forse temi che i bambini sviluppino anch'essi una tendenza all'omosessualità? Ma se anche lo facessero, che problema sarebbe? Non credo che l'umanità si estinguerebbe solo perché finalmente accetta vari comportamenti sessuali. ;-)
Comunque, per "tranquillizzare" quelli che la pensano in quel modo, è recente uno studio per il quale la probabilità che un bambino di una coppia omosessuali sviluppi le stesse tendenze omosessuali dei genitori è esattamente la stessa che ha quello di una coppia etero.1 ...ma ripeto: anche se non fosse. dove sarebbe il problema? :-)
L’argomento contro è stato che, vivendo noi in una società nata e cresciuta grazie alla contrapposizione naturale fa i due sessi, è normale considerare l’omosessualità una devianza, pur permettendo loro di frequentarsi e sposarsi senza operare persecuzioni e discriminazione, secondo una filosofia del “vivi e lascia vivere”, ma che i figli di coppie omosessuali, in una società simile non potrebbero vivere bene.
Il discorso sulla possibilità di crescere o meno figli in coppie omosessuali non è determinante per la natura (la quale, per definizione, comprende tutto l'esistente e non può essere che perfetta ed equilibrata in ogni singolo istante), ma nel sottosistema che l'uomo (grazie alle caratteristiche che "in natura" ha sviluppato) ha delineato per permettere un miglior adattamento all'ambiente (e quindi maggiori probabilità di sopravvivenza… alla fine, tutto rientra in questo). Per fare ciò ha delineato delle regole (UMANE quindi) e vari tipi di società. La società è un insieme di regole condivise che permettono maggiori probabilità di sopravvivenza. Buona parte di queste regole non scritte, sono eredità di periodi in cui la sopravvivenza della "tribù", come identità espansa della "famiglia", dipendeva strettamente dalla procreazione e dall'allargamento della tribù stessa (mediante figli o annessioni di altre tribù creando coppie con loro). Da qui, nacquero molte regole e tabù, come appunto quello dell'omosessualità, ma anche quello dell'incesto, ad esempio. Queste regole vengono attualmente portate avanti dalle persone con ideali più tradizionalisti e conservatori, seconda la logica che "se hanno funzionato fino ad ora, non vanno cambiate". Il fatto è che l'ambiente cambia in continuazione (anche grazie all'intervento dell'uomo, ovviamente) e l'uomo si deve adattare velocemente. Attualmente, i principali problemi che minano alla sopravvivenza, non sono risolvibili tramite il metodo della procreazione. Abbiamo avuto una rivoluzione industriale che ha portato benessere, ma anche molti svantaggi, abbiamo addirittura il problema della sovrappopolazione, che causa un grande consumo di risorse e degrado (dal punto di vista delle specie che vi vivono) delle condizioni ambientali. In tutto questo, le precedenti regole nate per scoraggiare comportamenti (naturali!! In quanto non possono essere diversamente. L’argomento della naturalità, non può essere mai valido per confutare i comportamenti umani. Al contrario, sono validi argomenti sulla “convenienza” per l’uomo di un tale comportamento e la possibilità o meno che causi dolore), che impedissero il processo di procreazione massiccia, iniziano a cadere, quando addirittura non diventano peggiorative. Questo per completare il sottofondo filosofico e antropologico della questione. :-)
Torniamo quindi nel sottosistema "società" delineato dall'uomo. L'esistenza delle regole, fa sì che chi non le rispetta venga allontanato dalla società, considerato, come si dice in gergo, un deviante. Questo fino a quando buona parte delle persone considera ancora valide quelle regole.
Andando ancora più "vicino al suolo", abbiamo che l'unico problema che potrebbe avere un figlio cresciuto in una coppia omosessuale, è che la società non lo accetti, considerandolo un deviante. Questo gli causerebbe infelicità. Quindi dolore.
Ma l'origine di questa infelicità dove va cercata? Nel fatto che una coppia omosessuale l'abbia cresciuto (immagino con lo stesso affetto che avrebbe avuto una coppia etero), oppure nelle persone che seguono regole senza rendersi conto che sono ormai obsolete se non deleterie?
In base a ciò che si risponde a questa domanda, una persona arriva ad una delle due soluzioni che ritiene più ideale, cioè se impedire alle coppie omosessuali di cresce bambini, oppure far sì che l'omosessualità venga completamente accettata dalla società e con essa anche ciò che ne deriva, cioè che gli omosessuali possano avere pari diritti e quindi anche la possibilità di crescere bambini.
Colgo l’occasione anche per segnalare questo articolo molto lucido ed approfondito, che ho trovato riguardo alle varie forme di omofobia: Omofobie, ovvero: un tuffo nelle fogne italiche
1. Queste le conclusioni: «The review of these articles brings to light that children brought up by homosexual parents do not differ from other children in adjustment and psychosexual development. However, 2 out of the 8 studies, investigating peer relations, described episodes of stigma endured by the children of homosexual families. Furthermore, the quality of parenting, comparing homosexual and heterosexual parents, does not differ much. Though, findings do suggest that homosexual parents tend to reveal better parenting skills. Parents ’ sexual orientation, at least as regards lesbian mothers, does not seem to hinder the children’s development. On the other hand, stigma and the lack of social and legal recognition does impinge on homosexual families.»
Trad: «La revisione di quegli articoli porta alla luce che i bambini cresciuti da genitori omosessuali non differiscono dagli altri bambini nell'orientamento e nello sviluppo psicosessuale. Comunque, 2 degli 8 studi, investigando sulle relazione interpersonali, hanno descritto episodi di emarginazione sofferti da parte dei bambini di famiglie omosessuali. Inoltre, la qualità della vita famigliare, confrontando genitori omosessuali ed eterosessuali, non aveva differenze significative. Nonostante questo, le ricerche suggeriscono che i genitori omosessuali tendono ad avere migliori qualità genitoriali. L'orientamento sessuale dei genitori, almeno per quanto riguarda le madri lesbiche, non sembra ostacolare lo sviluppo di quello dei figli.
D'altro canto, l'emarginazione e la mancanza di riconoscimento sociale e legale hanno un effetto negativo sulle famiglie omosessuali.»
Riporto un discorso che ho fatto in Facebook sulla bacheca della causa “Firma la petizione per la decriminalizzazione universale dell’omosessualità”. Si parla della possibilità per le coppie omosessuali di crescere dei figli. Anche fra chi è favorevole alle coppie omosessuali, spesso nega quella che, secondo me, è la conseguenza logica e naturale, cioè la possibilità da parte loro di crescere dei bambini. Ora, riportando i miei interventi, cercherò di spiegare il motivo. Solitamente l’argomento usato è la “naturalità” dei comportamenti, ovvero: se la natura ha disposto l’esistenza di sessi opposti, noi dobbiamo seguire quell’orientamento.
Il primo commento che ho fatto è stato per confutare l’idea della possibilità che esistano comportamenti “non naturali”.
Fintanto che una cosa esiste, fa parte della natura e va accettata.
Riporto, dal brano “Dio è taoista?” del logico e filosofo Raymond Smullyan:
«Goethe ha espresso molto bene tutto ciò: “Nel tentare di opporci alla Natura noi, nell'atto stesso di farlo, operiamo secondo le leggi della natura!”. Non capisci che le cosiddette “leggi della natura” non sono altro che una descrizione di come appunto tu e gli altri esseri agite? Sono semplicemente una descrizione di come tu agisci, non una prescrizione di come dovresti agire, non un potere o una forza che costringe o determina le tue azioni. Per essere valida, una legge della natura deve tener conto di come tu di fatto agisci, o, se preferisci, di come tu scegli di agire.»
La risposta a questo è stato che seguire un simile ragionamento sarebbe deleterio perché si considererebbero naturali e permessi anche comportamenti “non buoni” come la violenza, la pedofila o altri orientamenti sessuali parafiliaci come la zoofilia. Viene quindi riportato il discorso nell’ambito della società umana.
Questo mi permette di ampliare e successivamente entrare più nel dettaglio dell’argomento.
Anche il tuo opporti alle opinioni nostre, è perfettamente descritto dalle leggi della natura, in quanto il tuo intelletto, la tua mente, come pure le nostre, sono il risultato di milioni di anni di evoluzione naturale. La tua mente, emergenza della relazione fra cervello, corpo ed ambiente, nel formulare i tuoi pensieri, agisce secondo le leggi della natura allo stesso modo in cui fanno le nostre.
Altra questione è la conservazione delle tradizioni di una società (anch'essa, altra emergenza della relazione fra gli individui che la compongono). Tutto in natura mira alla sopravvivenza ed essa avviene più efficacemente, quanto meglio ci si riesce ad adattare all'ambiente. Ma l'ambiente è anch'esso influenzato da noi allo stesso modo in cui noi siamo influenzati da esso (con "ambiente" intendo, mettendo su un piano dualistico, tutto ciò che non è ME), in un continuo rapporto di azione, reazione, retroazione. Infatti, la natura è un sistema dinamico complesso.
Capisci anche tu quanto sia semplicistico quindi, uscirsene equiparando sullo stesso piano pedofilia ed omosessualità. Una mente lungimirante ed attenta, potrebbe arrivare alla conclusione che se c'è da stabilire una regola etica (le regole nascono dall'uomo e valgono come regole solo nel sottosistema per cui l'uomo le concepisce) che permetta ad una società di prosperare più a lungo e fruttante la maggior soddisfazione e felicità per i suoi appartenenti, quella non può essere altro che: "non causare dolore".
Ora, riesamina il tuo paragone fra pedofilia, zoofilia ed omosessualità in base a ciò. :-)
Inoltre, tu dici, parlando di adozioni da coppie omosessuali: "E dato che i bimbi sono come spugne, cosa dovrebbero fare vedendo i due papà o le due mamme amoreggiare o litigare, cosa dovrebbero pensare, come dovrebbero orientarsi sessualmente?!?!?"
Spiegami cosa temi che accada? :-)
Perché se non hai nulla contro le coppie omosessuali, non dovrebbe esserci neppure nulla contro l'eventualità che un bambino conosca cosa sia l'omosessualità attraverso i propri genitori adottivi e la consideri, in questo modo, "naturale" e "normale". Al contrario, se pensi che il bambino non la dovrebbe considerare tale, risalendo la catena, ne consegue che in qualche modo pensi anche che ci sia qualcosa che non (non "normale", non "naturale") va nell'esistenza di coppie omosessuali. Non parlo magari di un rifiuto conscio della cosa, ma il considerarlo, sotto sotto, una anomalia che vada evitata e magari poco alla volta eliminata. Forse temi che i bambini sviluppino anch'essi una tendenza all'omosessualità? Ma se anche lo facessero, che problema sarebbe? Non credo che l'umanità si estinguerebbe solo perché finalmente accetta vari comportamenti sessuali. ;-)
Comunque, per "tranquillizzare" quelli che la pensano in quel modo, è recente uno studio per il quale la probabilità che un bambino di una coppia omosessuali sviluppi le stesse tendenze omosessuali dei genitori è esattamente la stessa che ha quello di una coppia etero.1 ...ma ripeto: anche se non fosse. dove sarebbe il problema? :-)
L’argomento contro è stato che, vivendo noi in una società nata e cresciuta grazie alla contrapposizione naturale fa i due sessi, è normale considerare l’omosessualità una devianza, pur permettendo loro di frequentarsi e sposarsi senza operare persecuzioni e discriminazione, secondo una filosofia del “vivi e lascia vivere”, ma che i figli di coppie omosessuali, in una società simile non potrebbero vivere bene.
Il discorso sulla possibilità di crescere o meno figli in coppie omosessuali non è determinante per la natura (la quale, per definizione, comprende tutto l'esistente e non può essere che perfetta ed equilibrata in ogni singolo istante), ma nel sottosistema che l'uomo (grazie alle caratteristiche che "in natura" ha sviluppato) ha delineato per permettere un miglior adattamento all'ambiente (e quindi maggiori probabilità di sopravvivenza… alla fine, tutto rientra in questo). Per fare ciò ha delineato delle regole (UMANE quindi) e vari tipi di società. La società è un insieme di regole condivise che permettono maggiori probabilità di sopravvivenza. Buona parte di queste regole non scritte, sono eredità di periodi in cui la sopravvivenza della "tribù", come identità espansa della "famiglia", dipendeva strettamente dalla procreazione e dall'allargamento della tribù stessa (mediante figli o annessioni di altre tribù creando coppie con loro). Da qui, nacquero molte regole e tabù, come appunto quello dell'omosessualità, ma anche quello dell'incesto, ad esempio. Queste regole vengono attualmente portate avanti dalle persone con ideali più tradizionalisti e conservatori, seconda la logica che "se hanno funzionato fino ad ora, non vanno cambiate". Il fatto è che l'ambiente cambia in continuazione (anche grazie all'intervento dell'uomo, ovviamente) e l'uomo si deve adattare velocemente. Attualmente, i principali problemi che minano alla sopravvivenza, non sono risolvibili tramite il metodo della procreazione. Abbiamo avuto una rivoluzione industriale che ha portato benessere, ma anche molti svantaggi, abbiamo addirittura il problema della sovrappopolazione, che causa un grande consumo di risorse e degrado (dal punto di vista delle specie che vi vivono) delle condizioni ambientali. In tutto questo, le precedenti regole nate per scoraggiare comportamenti (naturali!! In quanto non possono essere diversamente. L’argomento della naturalità, non può essere mai valido per confutare i comportamenti umani. Al contrario, sono validi argomenti sulla “convenienza” per l’uomo di un tale comportamento e la possibilità o meno che causi dolore), che impedissero il processo di procreazione massiccia, iniziano a cadere, quando addirittura non diventano peggiorative. Questo per completare il sottofondo filosofico e antropologico della questione. :-)
Torniamo quindi nel sottosistema "società" delineato dall'uomo. L'esistenza delle regole, fa sì che chi non le rispetta venga allontanato dalla società, considerato, come si dice in gergo, un deviante. Questo fino a quando buona parte delle persone considera ancora valide quelle regole.
Andando ancora più "vicino al suolo", abbiamo che l'unico problema che potrebbe avere un figlio cresciuto in una coppia omosessuale, è che la società non lo accetti, considerandolo un deviante. Questo gli causerebbe infelicità. Quindi dolore.
Ma l'origine di questa infelicità dove va cercata? Nel fatto che una coppia omosessuale l'abbia cresciuto (immagino con lo stesso affetto che avrebbe avuto una coppia etero), oppure nelle persone che seguono regole senza rendersi conto che sono ormai obsolete se non deleterie?
In base a ciò che si risponde a questa domanda, una persona arriva ad una delle due soluzioni che ritiene più ideale, cioè se impedire alle coppie omosessuali di cresce bambini, oppure far sì che l'omosessualità venga completamente accettata dalla società e con essa anche ciò che ne deriva, cioè che gli omosessuali possano avere pari diritti e quindi anche la possibilità di crescere bambini.
Colgo l’occasione anche per segnalare questo articolo molto lucido ed approfondito, che ho trovato riguardo alle varie forme di omofobia: Omofobie, ovvero: un tuffo nelle fogne italiche
1. Queste le conclusioni: «The review of these articles brings to light that children brought up by homosexual parents do not differ from other children in adjustment and psychosexual development. However, 2 out of the 8 studies, investigating peer relations, described episodes of stigma endured by the children of homosexual families. Furthermore, the quality of parenting, comparing homosexual and heterosexual parents, does not differ much. Though, findings do suggest that homosexual parents tend to reveal better parenting skills. Parents ’ sexual orientation, at least as regards lesbian mothers, does not seem to hinder the children’s development. On the other hand, stigma and the lack of social and legal recognition does impinge on homosexual families.»
Trad: «La revisione di quegli articoli porta alla luce che i bambini cresciuti da genitori omosessuali non differiscono dagli altri bambini nell'orientamento e nello sviluppo psicosessuale. Comunque, 2 degli 8 studi, investigando sulle relazione interpersonali, hanno descritto episodi di emarginazione sofferti da parte dei bambini di famiglie omosessuali. Inoltre, la qualità della vita famigliare, confrontando genitori omosessuali ed eterosessuali, non aveva differenze significative. Nonostante questo, le ricerche suggeriscono che i genitori omosessuali tendono ad avere migliori qualità genitoriali. L'orientamento sessuale dei genitori, almeno per quanto riguarda le madri lesbiche, non sembra ostacolare lo sviluppo di quello dei figli.
D'altro canto, l'emarginazione e la mancanza di riconoscimento sociale e legale hanno un effetto negativo sulle famiglie omosessuali.»
Capitan Harlock - Trailer amatoriale
05 gen 2009 – 16:23 Archiviato in:
Film
Guardate questo trailer, realizzato da
Miguel Mesas. È una versione cinematografica ispirata
alla prima serie di Capitan Harlock, quella con le
mazoniane, la migliore quanto a personaggi e storia.
Purtroppo, il progetto era solo di realizzare questo trailer come cortometraggio. Non c’è l’intenzione di realizzare un vero e proprio film, ed è un peccato, vista la cura con cui è stato fatto! Gustatevelo.
Purtroppo, il progetto era solo di realizzare questo trailer come cortometraggio. Non c’è l’intenzione di realizzare un vero e proprio film, ed è un peccato, vista la cura con cui è stato fatto! Gustatevelo.
Amanita Design

Consiglio a tutti di dare un occhiata al loro sito e “giocare” un po’ con tutto quello che trovate, in particolare ai giochi Samorost e Samorost 2.
Fidatevi di un appassionato di avventure grafiche e giochi di enigmi. :-)
Questo invece è il trailer di Machinarium
Machinarium Preview from Amanita Design on Vimeo.
Il re degli elfi
04 gen 2009 – 13:57 Archiviato in:
Arte

Aggiornamento: Riporto a galla questo vecchio post, perché ho appena ascoltato la versione di Schubert per voce e pianoforte e mi è piaciuta assai.
Eccola:
Aggiornamento 2: È incredibile! Questo credo sia il mio articolo che ho ripescato più volte, aggiornandolo. Questa volta lo riprendo perché ho trovato due nuove versioni.
Una orchestrale molto intensa, diretta da Claudio Abbado e cantata da Anne Sofie von Otter, ed una recitata in chiave comica, dall’attore tedesco Marco Rima. Aggiungo i due video in coda all’articolo (cliccate sul link Leggi il resto). :-)
Erlkönig
Wer reitet so spät durch Nacht und Wind?
Es ist der Vater mit seinem Kind;
Er hat den Knaben wohl in dem Arm,
Er fasst ihn sicher, er hält ihn warm.
"Mein Sohn, was birgst du so bang dein Gesicht?"
"Siehst, Vater, du den Erlkönig nicht?
Den Erlenkönig mit Kron und Schweif?"
"Mein Sohn, es ist ein Nebelstreif."'
"Du liebes Kind, komm, geh mit mir!
Gar schöne Spiele spiel' ich mit dir;
Manch' bunte Blumen sind an dem Strand,
Meine Mutter hat manch gülden Gewand."
"Mein Vater, mein Vater, und hörest du nicht,
Was Erlenkönig mir leise verspricht?"
"Sei ruhig, bleibe ruhig, mein Kind;
In dürren Blättern säuselt der Wind."
"Willst, feiner Knabe, du mit mir gehn?
Meine Töchter sollen dich warten schön;
Meine Töchter führen den nächtlichen Reihn,
Und wiegen und tanzen und singen dich ein."
"Mein Vater, mein Vater, und siehst du nicht dort
Erlkönigs Töchter am düstern Ort?"
"Mein Sohn, mein Sohn, ich seh es genau:
Es scheinen die alten Weiden so grau."
"Ich liebe dich, mich reizt deine schöne Gestalt;
Und bist du nicht willig, so brauch ich Gewalt."
"Mein Vater, mein Vater, jetzt faßt er mich an!
Erlkönig hat mir ein Leids getan!"
Dem Vater grauset's, er reitet geschwind,
Er hält in Armen das ächzende Kind,
Erreicht den Hof mit Mühe und Not;
In seinen Armen das Kind war tot.
(Johann Wolfgang von Goethe)
Su questa pagina esterna, segnalatami da chiaroscuro, è possibile ascoltare una interpretazione della poesia: Philosophie Literatur Goethe Erlkönig.
Per la traduzione in italiano… Leggi il resto…
I peluche dei microbi
03 gen 2009 – 19:00 Archiviato in:
Segnalazioni
Quale modo più carino per dire “ti ho
passato la sifilide”, che regalare questo tenero peluche?

…e che dire della Mucca Pazza , la Salmonella, la Malaria o la tenerissima Malattia-del-bacio?




Tutti questi simpatici virus, microbi e batteri peluche si possono comprare dal sito: GIANTmicrobes.
Averlo saputo prima delle feste… Sai che figurone?!
“Ehi!! Per natale mi hai portato la Peste Nera!! Graaaaaazie!!! SMAK!”… (e ti becchi un Herpes vero!) :-D
Segnalazione trovata sul blog Di fronte allo specchio.

…e che dire della Mucca Pazza , la Salmonella, la Malaria o la tenerissima Malattia-del-bacio?




Tutti questi simpatici virus, microbi e batteri peluche si possono comprare dal sito: GIANTmicrobes.
Averlo saputo prima delle feste… Sai che figurone?!
“Ehi!! Per natale mi hai portato la Peste Nera!! Graaaaaazie!!! SMAK!”… (e ti becchi un Herpes vero!) :-D
Segnalazione trovata sul blog Di fronte allo specchio.
La Vita, l'Universo e Tutte Quelle Persone Scomparse nei Propri Personaggi – Roberto Quaglia
02 gen 2009 – 13:46 Archiviato in:
Idee Segnalazioni

I suoi articoli sono sempre molto intelligenti ed ironici e sono stati di grandissima influenza per me, quando li lessi tempo fa, al momento della loro pubblicazione.
Solo alcuni degli articoli sono stati riportati in Fantascienza.com, dopo la trasformazione della versione on-line di Delos, tuttavia, l'intera serie è ancora reperibile presso il vecchio indirizzo, scaricando da fantascienza.com i singoli numeri di Delos Magazine in formato compresso, oppure acquistando il suo libro Pensiero Stocastico.
Questa volta, l’articolo, molto pirandelliano come contenuti, si intitola La Vita, l'Universo e Tutte Quelle Persone Scomparse nei Propri Personaggi e lo riporto per intero.
Roberto Quaglia, ovvero il rappresentante della fantascienza del nostro Paese più famoso all'estero e più sconosciuto in Italia, continua a fare tante domande e a rifiutare tutte le risposte. Leggete quanto segue a vostro rischio. Delos non si riterrà responsabile della vostra incolumità mentale.
Sicuro è, volendo fare finta di sì, che alcune cose esistono. Si tratta delle cose che crediamo che esistano, le quali esistono - volendo fare finta che esistano, proprio perché crediamo che esistano.
Poi ci sono le cose che sono vive, volendo fare finta che ci siano. Un'antica usanza umana ci rende tal compito facile e spontaneo, e noi non lo smentiremo. Ci sono quindi delle cose che sono vive, e ci sono perché noi crediamo che siano vive.
Infine ci sono delle cose che oltre ad esistere e ad essere vive, sanno di esistere e di essere vive, e soprattutto sanno di sapere di esistere e di essere vive. Naturalmente, anche questa terza categoria esiste a causa del nostro far finta che esista, mediante il trucco di crederci. Tutto ciò è alquanto mistificante, ma risulta intensamente pratico.
In realtà - e per eccesso di praticità facciamo finta che esista pure la realtà - non c'è alcuna separazione reale fra queste tre categorie immaginarie. Tuttavia, nella nostra esperienza l'immaginazione spicca laddove altrimenti ci sarebbe soltanto un denso nulla macchiato di bestia, ovvero la mente di un essere umano.
E l'immaginazione ci trascina attraverso l'esistenza, e attraverso la vita, e attraverso il fiume dei pensieri autocoscienti dispensandoci in primo luogo l'illusione dell'esistenza, della vita e dell'autocoscienza. E' da esse che quindi partiamo, per le nostre odierne divagazioni stocastiche, in virtù dell'evidenza che altra origine di noi stessi non ha dignità di essere da noi e fra noi ora intesa e menzionata.
Quante sono le cose che esistono! Praticamente tutte. Nulla si para ai nostri sensi sfuggendo alla nostra illusione che esista. Ovunque ci volgiamo, vediamo Qualcosa perentoriamente esistere, ci piaccia o non ci piaccia. Così inflazionata è questa umile categoria, che in verità ci interessa ben poco, anche se coviamo l'hobby che non sia così.
Più interessante si prospetta l'analisi della nostra seconda categoria immaginaria, la categoria delle cose che sono vive.Taluni sciocchi pensano davvero che ciò che pare vivo lo sia veramente, ed in tale credenza si perde ogni dignità e speranza di intuire pur vagamente ciò che realmente nel cosmo si verifica. Ma noi abbiamo smesso il costume di sciocco rifilatoci durante i biechi saldi della nostra nascita, e sapendo di non sapere non ignoriamo che la categoria delle cose vive sia soltanto un convenzione. Nondimeno, è utile e pratico fingere che ciò che ci pare vivo lo sia davvero. Chi non capisse nulla di quanto andasse or ora leggendo, la smetta una buona volta di preoccuparsi: egli o ella finalmente ha deviato una spanna dal solco delle false certezze, ed un bagno di confusione è il minimo che ci si possa aspettare. Ma come insegna l'igiene, ogni tanto un bagno conviene. Anche se la saggezza ci ammonisce: troppi bagni possono annegare uno sprovveduto.Le cose che sono vive, e che tali sono in virtù delle proprie apparenze, presentano un superiore grado di complessità rispetto alle cose che più semplicemente esistono, le quali esistono in virtù delle proprie apparenze. Ogni reale differenza fra queste due categorie immaginarie è rappresentata proprio e soltanto da tale differente grado di complessità. La complessità non è né bene né male, ma è in genere più complessa della semplicità.Taluni ingenui sono infine convinti che i componenti della nostra terza categoria immaginaria, le cose che oltre ad esistere e ad essere vive sanno di esistere e di essere vive, ed eventualmente sappiano di sapere di esistere e di essere vive (è così che ci immaginiamo certi esseri umani), realmente sappiano di esistere e di essere vive e addirittura sappiano di sapere di esistere e di essere vive. In realtà, il più superficiale degli approfondimenti confuta senza esitazione tale palesemente ingenua ipotesi. E' innegabile che un evento che assomigli alla comprensione di esistere e di essere vivi e forse anche del fatto di sapere di esistere e di essere vivi si compia saltuariamente all'interno di varie menti umane, ma confondere una rappresentazione con ciò che essa rappresenta è l'errore vergognoso di qualsiasi sedicente pensante, un atto che iscrive chi lo compie nel capiente novero dei poveri ingenui.
Ciò che ha più senso (o minor non-senso) dire è che i componenti della nostra terza categoria immaginaria sono contraddistinti da un grado di complessità superiore a quelli delle altre due categorie. Essendo da queste parti la complessità maggiore, c'è molto di più da dire, da notare, da distinguere. In effetti, una vita umana non basta a notare, distinguere e parlare di tutto ciò che rientra nella nostra prima categoria immaginaria, le cose che esistono, né tantomeno di tutto ciò che compone la seconda categoria, le cose che sono vive. A maggior ragione, notare, distiguere e parlare di tutto ciò che compone la terza categoria è un compito ciclopico che atterrisce, oltre a tutto perché tale terza categoria si amplia e si complica incessantemente ad una velocità incredibilmente maggiore di quella necessaria alla nostra attenzione per seguirne l'evoluzione.In tale tumultuoso caos di insorgenti nozioni destinate a sfuggirci in misura sempre maggiore, ubriacarsi o deprimersi sono due scelte ugualmente lecite. La prima è più divertente della seconda, e per questo motivo, e soltanto per questo, è ragionevole e consigliabile preferirla alla seconda.L'ubriacatura di sapere è un tuffo giù per le rapide di un impetuoso rivolo dal quale si dipartono incessantemente in mille e mille bivi una sconfinata quantità di altri rivoli che non potranno essere esplorati. Procedere fieramente a casaccio in tale frattale realtà usando ciò che ci pare l'arbitrio, per preferire, secondo criteri estetici, ad ogni bivio o trivio o polivio, una direzione rispetto alle altre è l'atteggiamento più interessante e rispondente a quelle caratteristiche che farebbero di noi, in misura maggiore o minore, titolati elementi di quella terza categoria immaginaria della quale abbiamo vaneggiato sinora, la categoria delle cose che sanno di esistere e di essere vive e che eventualmente sanno anche di sapere di esistere e di essere vive.
Venendo un po' più sul concreto, almeno apparentemente (e le apparenze sono tutto, come la scienza ci insegna, involontariamente, pretendendo talvolta di argomentare che sarebbe vero il contrario) e comunque a casaccio, come si conviene, sfoggiamo il nostro accorgimento che ogni umano possa venir scisso in due parti: ciò che egli o ella personalmente (essenzialmente) è, ed il ruolo o i ruoli nei quali egli o ella si cala per esigenze di società. I ruoli sono prefissati e ben definiti: l'Avvocato, l'Operaio, il Notaio, il Politico, il Presidente di Qualcosa, il Ladro, il Giudice e sono completamente impersonali. Come in teatro, e in particolare nella Commedia dell'Arte, i copioni, pur lasciando un margine all'improvvisazione e all'interpretazione, hanno un'indirizzo prefissato. Pur potendo addobbare le proprie gesta di qualche fronzolo personale, si deve seguire il canovaccio, poiché così esige il copione della società, senza di quale la società non sarebbe come è. Questa colossale recita teatrale che si chiama "la Società" è innanzitutto utile a se stessa, e secondariamente può essere utile a chi ne fa parte, ed in genere lo è, in misura variabile. Visto che esiste, è indubbiamente necessaria, e gli sciocchi che vorrebbero infantilmente abolirla farneticando di anarchia o di altri vocaboli magici senza sapere cosa stanno dicendo sono appunto sciocchi bambinoni, alcuni dei quali fieri e splendidi nella loro vitale ma immatura posizione, altri - come al solito la maggioranza - decisamente fastidiosi in un ruolo come tanti altri interpretato senza personale fantasia.Triste, noioso, fastidioso o tragico - soprattutto noioso e fastidioso - è il fatto che la maggior parte degli individui, i quali, facendo come tutti parte di una società, ne interpretano un ruolo, smarriscano il senso autentico della loro identità nella confusione fra sé ed il ruolo che interpretano. E allora troviamo avvocati che sono davvero convinti di essere innanzitutto avvocati, politici davvero convinti delle posizioni che assumono per esigenze di scena, medici davvero convinti di essere soprattutto medici, ladri convinti di essere davvero dei ladri, prostitute convinte di essere davvero delle prostitute, e potrei continuare così fino ad esaurimento di tutti i ruoli interpretabili in società. In tale confusione fra persona e personaggio, non di rado la persona scompare, ed avanza il personaggio, un vuoto involucro condannato alla coatta replicazione dei propri copioni finché la consunzione del proprio organismo non ne decreti la definitiva uscita di scena. Quanto più bello ed interessante sarebbe il mondo e la società se coloro che ne fanno parte fossero consapevoli della distinzione fra la propria persona ed il ruolo che rivestono in società. Avremmo così individui che fanno l'avvocato, invece di esserlo, donne che fanno la puttana, invece che esserlo, uomini che fanno i giudici, invece che esserlo, uomini che fanno i ladri, anziché essere tali. Che differenza farebbe? dirà qualcuno...
Pensateci. Io lo so che differenza ci sarebbe. E spero di avere fornito a chi legge l'input per meditarci in proprio, qualsiasi cosa ciò significhi.Ma cosa c'entra con questo la fantascienza? Da queste parti - c'è scritto sulla confezione! - si parlerebbe di fantascienza. Cosa c'entra allora la fantascienza con tutto quanto detto sinora quest'oggi (qualsiasi sia l'"oggi" che noi si intenda)? E io che ne so? Anzi! Cosa me ne importa?! Ma sono pronto a dare soddisfazione ai maniaci, convinto come sono che la fantascienza ragionevolmente c'entri con qualsiasi cosa, come tutto abbia sempre a che fare con se stesso, d'altronde, qualsiasi cosa ciò significhi in chi stia leggendo.Ecco allora sorgere la suprema tristezza e soprattutto noia quando anche nel campo della science fiction, della fantascienza, il panorama si orna qua e là di personaggi di cartapesta che hanno dimenticato di non essere i personaggi che interpretano. Cosa intendo dire? E che ne so!? L'importante è che lo sappia chi sta leggendo questa roba. Prendete il mio testo come un testo di Rorschach: ognuno vi colga i significati che preferisce. La cosiddetta comunicazione umana funziona così comunque.Continuiamo allora con questo testo di Rorschach.Essendo la science fiction, idealmente, in prima linea per ciò che attiene all'immaginario dell'umanità, ma soprattutto essendo lo scrittore... anzi, il "pensatore" di science fiction per natura un creatore di se stesso (ognuno è ciò che pensa, ed un pensatore di science fiction è tale se pensa sempre cose diverse), risulta palesemente assurdo assistere a "pensatori" di science fiction cessare di essere tali cristallizandosi in un ruolo, sia esso quello di scrittore, o di critico, o di esperto o di fan veterano, pretendendo tuttavia di essere ancora ciò che la loro stasi teatrale non gli consente più di essere. Il fatto è che l'entropia o qualcosa che ci assomiglia incalza alle spalle di noi tutti, e che per qualsiasi sistema dinamico instabile (come una mente fertile) è prevista da qualche parte uno stato di quiete.Mi sembra che per oggi ciò possa bastare.Chiunque, a questo punto, non si sia ancora slogato il cervello, clicchi da queste parti per precipitarsi laddove io persevero con tal genere di verbosissimo andazzo, oppure clicchi da queste altre parti per infilzare i propri neuroni con un testo del sottoscritto che è idealmente l'assoluto contrario di quanto contenuto in questa pagina, ovvero un rigido esempio di stringente linearità: si tratta di una mia mozione e relativo discorso per impegnare il sindaco di Genova ad organizzare un congresso internazionale di fantascienza o qualcosa del genere...Chi vivrà, vedrà, oppure no.


