Time

Ticking away the moments that make up a dull day
You fritter and waste the hours in an offhand way
Kicking around on a piece of ground in your home town
Waiting for someone or something to show you the way

Tired of lying in the sunshine staying home to watch the rain
And you are young and life is long and there is time to kill today
And then one day you find ten years have got behind you
No one told you when to run, you missed the starting gun

And you run and you run to catch up with the sun, but it's sinking
Racing around to come up behind you again
The sun is the same in a relative way, but you're older
Shorter of breath and one day closer to death

Every year is getting shorter, never seem to find the time
Plans that either come to naught or half a page of scribbled lines
Hanging on in a quiet desperation is the English way
The time is gone, the song is over, thought I'd something more to say

Home, home again
I like to be here when I can
When I come home cold and tired
It’s good to warm my bones beside the fire
Far away across the field
The tolling of the iron bell
Calls the faithful to their knees
To hear the softly spoken magic spells.


(Time, Pink Floyd)
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Il sarto

…ci si fa un vestito, lavorandoci anni. il bello è che nemmeno ci si rende conto. lo si perfeziona, tendendo conto del proprio gusto e dei giudizi dell'altro. per piacersi e piacere, oppure per allontanare chi non ci è gradito o, ancora, per autodifesa. alcuni la chiamano corazza, altri, maschera. quando comincia a prendere forma, lo si inizia ad indossare. si nota che ci sta bene, che ha una certa coerenza e, dove non ne ha, lo si corregge, in modo da tendere alla perfetta coerenza. alla fine, diventa talmente plausibile, credibile e coerente che, quando ci si entra, sembra quasi di non indossarlo neppure. sei lì nel tuo abito e provi a ripensare a com'eri senza di esso, ma non ti ci riconosci. tu ora sei l'abito, il tuo abito pubblico, quello da indossare per i rapporti sociali. la cosa curiosa è che quando lo togli, allo stesso modo, provi a ripensare a com'eri quando avevi l'abito, ma anche in questo caso, non ti ci riconosci. “quello? non sono io… non capisco perché mi sia comportato così…” un principio di pazzia? personalità multiple? ma quanti abiti hai costruito, ed indossi, finora? è difficile contarli, perché quasi tutti sembrano avere delle parti comuni. si sovrappongono e compenetrano l'un l'altro. dopo tutto questo cambiare d'aspetto, diventa difficile trovare come si è da nudi. quand'è che sono nudo? quando sono da solo a meditare fra me e me? non è detto: quello potrebbe essere semplicemente l'abito che ho scelto perché più adatto per l'occasione, così come negli altri casi. l'introspezione la si fa semplicemente cercando di uscire da se stessi ed osservandosi con gli stessi parametri con cui si osservano gli altri. (curiosamente, quando si osserva l'altro, si pensa di usare gli stessi parametri che si usano quando si osserva se stessi) se non ci fossero altri da osservare, sarebbe impossibile riconoscere il sé ed osservarlo, perché l'osservazione si basa sul confronto, e non è possibile confrontare una cosa con se stessa. allora, dov'è il sé? quello che comunemente identifichiamo come sé, esiste, oppure è anch'esso un abito, a nostra insaputa? oppure non esiste. magari, lo si può ricondurre a ciò che di comune c'è fra i vari abiti in cui ci caliamo ma, le cui caratteristiche unite, lo rendono diverso o superiore alla caratteristiche stesse, se prese singolarmente ed unite? intangibile, seppur identificabile. un'altra emergenza. ho la tendenza a ricondurre sempre tutto ad un sistema dinamico ed osservare le cose in maniera olistica… mi rendo conto che, con un solo post, ho motivato la scelta dei nomi di chi collabora a questo blog, anche se non l'ho fatto volontariamente. ma adesso che ho aperto tutti questi quesiti, cosa faccio?
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Bimba che canta i Magma

Mi hanno segnalato questo carinissimo clip. Il video è di 2 minuti scarsi. Guardate le espressioni della bambina mentre canta in Kobaïano!! :-D
I Magma, sono un gruppo progressive rock nato negli anni 70. Fondono jazz, rock, musica classica e operistica in un amalgama molto originale che, più di una persona ha pensato di definire “musica dell'opera Klingon”. I loro testi sono scritti in una lingua inventata chiamata Kobaïano ed il genere musicale viene chiamato Zeuhl.

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Space Invaders umano

Un filmato davvero simpatico. :-)
Il vecchio Space Invaders fatto con persone sulle poltrone di un cinema, al posto dei pixel.

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A scanner darkly, il film

È possibile vedere i primi 24 minuti del film di A Scanner Darkly di Richard Linklater, tratto dall'omonimo romanzo di Philip K. Dick, sul sito di IGN.
È sufficiente inserire la propria data di nascita, per un rapido controllo dell'età, dato che il film è ha delle restrizioni. Fate attenzione, perché la data va messa nel formato anglosassone, ovvero mese/giorno/anno.
Il film promette davvero bene. Non vedo l'ora che arrivi anche in Italia.
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Una casa per i connettivisti

Da ieri è finalmente on-line il sito ufficiale del movimento connettivista.
T H E : N e X T : S T A T I O N
Sul sito sono già presenti dei racconti e delle poesie, oltre ad una nuova versione del manifesto.
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Alienazione del sistemista

..o.no parte del sistema, della macchina. cosa sono al di fuori di essa? sono? emergenza della sopravvivenza del sistema. riparo ergo sum. mente estesa, estremizzazione dell'approccio incarnato e situato, andy clark, ma al contrario. non, non poter definire i confini della mente. non, superare il livello dell'epidermide come limite per l'estensione della cognizione. non, ambiente, oggetti, macchine, persone, tutto ciò con cui si interagisce come parte della propria mente, ma vice-versa. focus, centro: la macchina. il tecnico, sistemista, amministratore, talvolta rincuorato nel pensarsi un novello bastard operator from hell, favola che nutre il proprio ego, lui… un estensione carnosa delle utility di diagnostica e riparazione della macchina. la macchina si estende al di fuori dell'involucro di ferro, talvolta alluminio, titanio, o policarbonato bianco o nero. il flusso dell'estensione della mente incarnata e situata riceve un impulso di feedback che ne inverte la direzione. daemon o servizio che risponde alle chiamate del sistema. tutto ciò di cui il sistema ha bisogno. il sistema serve gli utenti, l'amministratore serve il sistema. siamo borg, verrete assimilati, ogni resistenza è inutile. fatti una vita! sembra fico! dove si scarica? non necessaria umanità, creatività quel poco che basta per il debug, di emozioni basta la preoccupazione per la salute del sistema, sentimenti non necessari. concentrarsi sul piano della metrica. esistono solo gli stimoli. elaborazione degli stimoli. un pixel è un pixel è un pixel. un albero è irrilevante e comunque sarebbe una griglia di pixel. mera somma degli stimoli. non superiore o diversa dalla somma, ma matematicamente uguale alla somma. qualità irrilevanti. l'arte non ci interessa. debug. riparo ergo sum. dove sono nella macchina? cosa sono al di fuori di essa? son.o.?
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A quanti è successo?

pcweenies_0894
Da PcWeenies
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Frammenti

Special_Collectors_Edition_by_DivineError
%£$&%upo perde il pelo ma non il vi%"%£$%rinasc"£&gatt£$%"%$£"%lmen&/£!*&tar//&&$£ino))/£$%$£&chi dice che non ho poesia?#[$&%$beh, ne sono pieno! solo che non la esprimo. mi rim!$%&$sempre tutta dentro e si marcisce… così poi quando la tiro fuori è ormai tutta putrefatta! ;-)

Immagine di DivineError
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Criminalcivico

Questa sera c'è la prima delle sei serate di gialli che la compagnia metterà in scena presso il Museo Civico di Rovereto (in Borgo S.Caterina) . Si tratta di un totale di otto brevi racconti gialli e thriller, che verranno rappresentati all'interno del museo, in mezzo al pubblico visitante.
Oggi verranno rappresntati Civico museo di scienze criminali di Gaetano Masino e L'appuntamento di Biagio Proietti.
Ci hanno pure dedicato un articolo su ThrillerMagazine!!
Le storie sono degli scrittori del Club dei Vedovi Neri.
Altre informazioni sul sito del museo civico.
Avrò una parte nel primo giallo: Civico museo di scienze criminali… e mi sto già agitando un bel po'! paura paura paura :-o
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SinFest

Sembra che Tatsuya Ishida di Sinfest abbia deciso di continuare la serie delle strisce domenicali colorate! Adoro quel fumetto!! :-)
Se a qualcuno interessa un Feed Atom per seguilo, può sottoscrivere questo.
Ecco quella della settimana:
2006-07-23
…e questa è quella della settimana precedente:
2006-07-16
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Bill the Demon

Carinissimo giochino in flash. A quanto pare, è il remake di un vecchio gioco per Mac. Si tratta di un platform, nel quale si impersona un demone, Bill appunto, che dovrà scendere i vari gironi dell'inferno mangiando le anime degli uomini che trova strada facendo, evitando di venire colpito dagli altri demoni. La sua unica arma è l'urlo, con il quale può spaventare anime e demoni inferiori. Scopo della sua missione? Farsi fare un autografo dal suo idolo: Satana! :-)

Clic qui per giocarci on-line e qui per scaricarlo.
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Val Ridanna e Innsbrück

Rimesse al loro posto le foto che avevo precedentemente inserito.
Tutte le foto sono di Oscar che, visto tutti i blog che segue, quasi quasi, potrebbe farsene uno pure lui. (io, l'idea l'ho lanciata…) ;-)
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Nuovo posto, nuovo tema, nuovo nome.

Pian piano, si esce dalla fase “beta” (seguo un po' la moda di Google :-))… Il sito evolve, ma sono ancora in fase di smanettamenti compulsivi e modifiche (semi)radicali. Attivati anche i commenti.
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The fishmaster!

Ovvero: Wishmaster, the misheard lyrics! (l'originale è una canzone dei Nightwish)
Non so voi, ma a me sono venute le lacrime dal ridere!!! :-D

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Le intermittenze della morte

intermitt
- Il giorno seguente non morì nessuno. Il fatto, poiché assolutamente contrario alle norme della vita, causò negli spiriti un enorme turbamento, cosa del tutto giustificata, ci basterà ricordare che non si riscontrava notizia nei quaranta volumi della storia universale…

Il libro non è una riflessione filosofica o ontologica sulla morte. Il tono è ironico, sarcastico. Non è nemmeno un’ipotesi, è una situazione assurda… Succede come negli altri romanzi: organizzo una situazione impossibile e ho bisogno che il lettore accetti la mia proposta. Se lo fa, vi posso assicurare che tutto diventa implacabilmente logico.

José Saramago


Questa, la quarta di copertina di uno dei libri più belli che mi sia capitato di leggere ultimamente: Le intermittenze della morte, appunto, di José Saramago. …un simpatico ottantaquattrenne, Nobel per la letteratura nel 1998… Avviso: leggendo queste mie parole, non pensate di trovarvi davanti un libro barboso, pretenzioso e pieno di retorica! NO! :-)
I toni sono sempre molto ironici, spesso sarcastici: humor nero, specie nella prima parte, dove viene descritta la reazione del paese a questa improvvisa immortalità. Le compagnie assicurative, gli ospizi, gli ospedali, la gente, la chiesa “senza morte non c'è più resurrezione, e senza resurrezione non c'è più chiesa” e, non ultimi, la gente comune e la maphia (col PH). Vi lascio immaginare… ma quello che immaginerete, non sarà abbastanza. ;-) Lo stile, come dicevo, è molto ironico e potrebbe ricordare vagamente quello di Douglas Adams (La guida galattica per autostoppisti, L'investigatore olistico Dirk Gently), ma molto più elaborato, arzigogolato ed originale, in alcune scelte. Talvolta anche troppo elaborato! Inizialmente, si fa abbastanza fatica a seguire questa specie di flusso di pensiero continuo. Se sospendete l'incredulità, come dice l'autore, vi accorgerete, effettivamente, di quanto tutto quadri alla perfezione.
La seconda metà del racconto cambia leggermente di tono. La morte smette la sua tregua e ritorna in attività, ma con una novità: non andrà più a cogliere la gente all'improvviso, quando meno se l'aspettano, ma l'avviserà una settimana prima con una missiva in busta viola, in modo, sostiene lei ingenuamente, di dare loro il tempo di sistemare le ultime cose, i debiti, salutare la gente cara, e così via… Insomma, pare quasi che questa morte si diverta a studiare le reazioni delle persone a questi cambiamenti apocalittici!
In questa parte, si arriva a conoscere meglio la morte (ah, non scrivetela con la emme maiuscola, si arrabbierebbe moltissimo!), in qualche modo, diventa simpatica, pur non facendo nulla più del proprio solito crudele ed implacabile lavoro. Si arriverà anche a tifare per lei, ad averne un po' pena, quando, per la prima volta nella sua esistenza, non riuscirà nel suo compito, cioè recapitare la fatidica busta viola ad un violoncellista. Il recapito fallisce per tre volte. Per tre volte torna al mittente. Da quest'evento inaudito, inizia la bellissima ultima parte… nella quale sarà impossibile, per chiunque, non rimanere col fiato sospeso… Non voglio anticipare altro, anche se vorrei tanto. Mi rendo conto che nel descrivere le mie sensazioni, quasi sicuramente, farei intuire parti della storia che è più bello leggere facendosi sorprendere. Ma se sono qui, alle due di notte a scriverne, vuol dire che davvero vale la pena di superare quello che può essere lo shock iniziale dovuto allo stile particolare e leggere questo libro fino in fondo. ;-)

Su Fantascienza.com, un'altra recensione, con la trama un po' più dettagliata.

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Il salto: orario sbagliato!

Sul sito de La repubblica avevano sbagliato a calcolare il fuso orario!!
A quanto pare, il salto è alle 12:39, ora Italiana!
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La trentunesima ora

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Oggi mi è arrivato il dvd del corto La Trentunesima Ora, dei ragazzi del movimento connettivista di NeXT.

Il cortometraggio, della durata di circa 30 minuti, narra di un matematico, prossimo alla morte. Un cancro lo sta divorando così come un gusto per lo studio dei numeri primi sta divorando la sua creatività: egli è convinto che dietro ogni numero primo si celi un messaggio, un criptico esistere delle dottrine occulte che hanno attraversato le ere degli uomini.
Feynman, il matematico, ha una storia con Ilaria, che è anche l'infermiera che segue i suoi frequenti soggiorni in ospedale; lei non sembra interessarsi ai numeri primi e non riesce a capire perché lui si ostini a rincorrere quelle bizzarre teorie, perdendoci il sonno e quel residuo di salute che gli è rimasta. Feynman è tormentato e fa fatica a discernere la realtà dai suoi pensieri, vede cose strane accadergli intorno che s'intrecciano, apparentemente, con i suoi deliri; tutto l'universo sembra parlargli e lui è ora certo di aver trovato la soluzione ai suoi supplizi cerebrali.
Ma Feynman è davvero al sicuro quando ritiene la sua scoperta attinente soltanto al mondo sottile delle dottrine occulte e non, invece, passibile di applicazioni pratiche?

Il corto, mi ha ricordato un po' PI di Darren Aronofsky (ma l'associazione, era abbastanza scontata, avendo entrambi dei matematici ossessionati e malati come protagonisti ;-) ).
Belle le inquadrature, ed anche i colori mi sono piaciuti molto, specie il contrasto fra i colori accesi delle scene nell'ostello ed il buio delle inquadrature esterne. Non so se l'effetto grana nelle inquadrature notturne fosse voluto, ad ogni modo, ci stava bene. :-)
È un film che, mentre lo guardi, al pari di PI, riesce a trasmetterti la paranoia e l'ossessione del protagonista. Capiterà di accorgersi di fare particolare attenzione ai numeri degli autobus che si vedono ed, in generale, a qualsiasi numero che appare sullo schermo. Verrà spontaneo cercare di trovare dei pattern nella grana delle inquadrature notturne. Gli eventi non seguono una cronologia lineare, quindi, è necessaria una seconda visione per cogliere certi particolari. Questo anche perché i dialoghi o, più comunemente, le didascalie (essendo un film quasi muto), sono molto ermetici. La trama sembra quasi funzionale all'atmosfera ed allo scopo dichiarato di coinvolgere lo spettatore nelle paranoie del protagonista.

Chiaramente, ci sono alcuni piccoli difetti, qualche sbavatura, specialmente nei movimenti con la camera in spalla, ma come prima prova, si può considerare eccellente e fa ben sperare che un iniziativa del genere venga ripetuta.
Un buon cortometraggio per il quale, se si è appassionati dell'argomento, vale la pena di spendere quei 10€ per farselo spedire.

Riporto qua sotto i collegamenti ai blog dei principali autori del movimento connettivista e della loro rivista NeXT:
uno Strano Attrattore
Domist.net
Cybergoth

Il blog de La trentunesima ora, è ancora raggiungibile ma, essendosi ormai conclusa la realizzazione, non viene più aggiornato.
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Per salvare il mondo

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Oh, io lo faccio… per il bene del mondo, ovviamente… ma soprattutto per vedere la faccia della gente quando le spieghi perché stai saltando!

Giovedì 20 alle 10:39 e 13 secondi. Sincronizzate gli orologi.

Su questo sito potete vedere l'ora esatta dall'orologio atomico dell'università di Torino:
http://toi.iriti.cnr.it/it/rightime.shtml

Da “Repubblica”

La bizzarra teoria è nata su internet e ora dilaga in Rete.
L'ora x è il 20 luglio 2006: su un sito già milioni di iscrizioni

Seicento milioni di salti “Così salveremo la terra”

“Se tutti salteranno nello stesso momento cambierà l'orbita e la temperatura del pianeta si ridurrà di due gradi”

di MARCELLA MIRIELLO

IN un mondo soffocato dall'inquinamento atmosferico e surriscaldato dall'effetto serra c'è chi si affanna a ratificare il protocollo di Kyoto e chi ritiene che per salvare il pianeta sia sufficiente saltare. Si sceglie una superficie dura, si prende una lunga rincorsa, e via, si spicca un bel salto. E al momento dell'atterraggio si modifica l'orbita terrestre, cambiando il corso della storia. Perché la stravagante teoria funzioni però, è necessario che a compiere il balzo siano almeno 600 milioni di persone, tutte residenti nell'emisfero occidentale. Ma soprattutto è fondamentale che l'esercito dei saltatori spicchi il balzo nello stesso istante. […]
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