lug 2009
Peter Hammill: stoico o epicureo?
26 lug 2009 – 22:58 Archiviato in:
Musica
Cosa succede quando un fan dei
Van der Graaf Generator, si mette a leggere “Storia della filosofia occidentale” di Bertrand
Russell?
Che nel capitolo dedicato alla scuola di Epicuro, trova una nota a margine che spiega di Epitteto, stoico, che calunniava Epicuro accusandolo: «Questa è la vita che secondo te è apprezzabile: mangiare, bere, accoppiarsi, defecare e russare».
Come può, a questo punto, il fan dei VdGG non ricordare al volo il testo di Still Life, che ha come argomento l'immortalità, immaginando il degrado di una civiltà che non può morire? Accorgendosi, solo ora, del legame con Epicuro, ma anche dei primi stoici, che nei loro insegnamenti negavano l'immortalità dell’anima?
Infatti, non può non ricordarselo! :-)
Citadel reverberates to a thousand voices, now dumb:
what have we become? What have we chosen to be?
Now, all history is reduced to the syllables of our name -
nothing can ever be the same now the Immortals are here.
At the time, it seemed a reasonable course
to harness all the force of life without the threat of death,
but soon we found
that boredom and inertia are not negative,
but all the law we know
and dead are Will and words like survival.
Arrival at immunity from all age, all fear and all end....
Why do I pretend? Our essence is distilled
and all familiar taste is now drained
and though purity is maintained it leaves us sterile,
living through the millions of years,
a laugh as close as any tear....
Living, if you claim that all that entails is
breathing, eating, defecating, screwing, drinking,
spewing, sleeping, sinking ever down and down
and ultimately passing away time
which no longer has any meaning.
Take away the threat of death
and all you're left with is a round of make-believe;
marshal every sullen breath
and though you're ultimately bored by endless ecstasy
that's still the ring by which you hope to be engaged
to marry the girl who will give you forever -
that's crazy, and plainly
it simply is not enough.
What is the dullest and bluntest of pains,
such that my eyes never close without feeling it there?
What abject despair demands an end to all things of infinity?
If we have gained, how do we now meet the cost?
What have we bargained, and what have we lost?
What have we relinquished, never even knowing it was there?
What chance now of holding fast the line,
defying death and time
when everything we had is gone?
Everything we laboured for and favoured more
than earthly things reveals the hollow ring
of false hope and of false deliverance.
But now the nuptial bed is made,
the dowry has been paid;
the toothless, haggard features of Eternity
now welcome me between the sheets
to couple with her withered body - my wife.
Hers forever,
hers forever,
hers forever
in still life.
Che nel capitolo dedicato alla scuola di Epicuro, trova una nota a margine che spiega di Epitteto, stoico, che calunniava Epicuro accusandolo: «Questa è la vita che secondo te è apprezzabile: mangiare, bere, accoppiarsi, defecare e russare».
Come può, a questo punto, il fan dei VdGG non ricordare al volo il testo di Still Life, che ha come argomento l'immortalità, immaginando il degrado di una civiltà che non può morire? Accorgendosi, solo ora, del legame con Epicuro, ma anche dei primi stoici, che nei loro insegnamenti negavano l'immortalità dell’anima?
Infatti, non può non ricordarselo! :-)
Citadel reverberates to a thousand voices, now dumb:
what have we become? What have we chosen to be?
Now, all history is reduced to the syllables of our name -
nothing can ever be the same now the Immortals are here.
At the time, it seemed a reasonable course
to harness all the force of life without the threat of death,
but soon we found
that boredom and inertia are not negative,
but all the law we know
and dead are Will and words like survival.
Arrival at immunity from all age, all fear and all end....
Why do I pretend? Our essence is distilled
and all familiar taste is now drained
and though purity is maintained it leaves us sterile,
living through the millions of years,
a laugh as close as any tear....
Living, if you claim that all that entails is
breathing, eating, defecating, screwing, drinking,
spewing, sleeping, sinking ever down and down
and ultimately passing away time
which no longer has any meaning.
Take away the threat of death
and all you're left with is a round of make-believe;
marshal every sullen breath
and though you're ultimately bored by endless ecstasy
that's still the ring by which you hope to be engaged
to marry the girl who will give you forever -
that's crazy, and plainly
it simply is not enough.
What is the dullest and bluntest of pains,
such that my eyes never close without feeling it there?
What abject despair demands an end to all things of infinity?
If we have gained, how do we now meet the cost?
What have we bargained, and what have we lost?
What have we relinquished, never even knowing it was there?
What chance now of holding fast the line,
defying death and time
when everything we had is gone?
Everything we laboured for and favoured more
than earthly things reveals the hollow ring
of false hope and of false deliverance.
But now the nuptial bed is made,
the dowry has been paid;
the toothless, haggard features of Eternity
now welcome me between the sheets
to couple with her withered body - my wife.
Hers forever,
hers forever,
hers forever
in still life.
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Cecità
18 lug 2009 – 17:25 Archiviato in:
Libri

Come nell’altro romanzo che avevo letto, lui crea un espediente per modificare la realtà – in questo caso una improvvisa inspiegabile e dilagante epidemia di cecità “bianca” – e seguire il comportamento dei propri personaggi, nei loro tentativi di adattarsi a questa nuova situazione. Ma non sarà un freddo osservatore. Nei panni del narratore, egli sarà molto presente, descriverà, spiegherà, esprimerà comprensione e compassione per i personaggi.
Sarà con loro. Anche lo stile di scrittura, compatto, visivamente omogeneo, con la punteggiatura ridotta al minimo, sembra studiato appositamente per creare nel lettore lo stesso senso di smarrimento ed isolamento che i suoi personaggi provano. Con la sua stupenda tecnica vi farà sentire come loro, immersi in quel “mare di latte”, più inquietante e anomalo di una semplice tenebra e dentro il quale solo ciò che è a portata di tatto e di memoria, è conosciuto. Se non vi sentirete ciechi, sono sicuro che almeno in una manciata di casi, noterete la vista, in qualche modo, annebbiarsi. :-)
I protagonisti stessi, non avranno alcun nome, ma saranno identificati per quello che fanno o per le caratteristiche più salienti che avevano, quando ancora si potevano vedere reciprocamente. Quindi avremo: il medico, la moglie del medico, il primo cieco, la ragazza con gli occhiali scuri, il vecchio con la benda, e via dicendo.
Questo è certamente uno dei più bei romanzi che abbia letto quest’anno. Lo consiglio a tutti.
«In una città qualunque, di un paese qualunque, un guidatore sta fermo al semaforo in attesa del verde quando si accorge di perdere la vista.
All'inizio pensa si tratti di un disturbo passeggero, ma non è così. Gli viene diagnosticata una cecità dovuta a una malattia sconosciuta: un «mal bianco» che avvolge la sua vittima in un candore luminoso, simile a un mare di latte. Non si tratta di un caso isolato: è l'inizio di un'epidemia che colpisce progressivamente tutta la città, e l'intero paese. I ciechi, rinchiusi in un ex manicomio e costretti a vivere nel più totale abbruttimento da chi non è stato ancora contagiato, «scoprono - come ha scritto Cesare Segre - su se stessi e in se stessi, la repressione sanguinosa e l'ipocrisia del potere, la sopraffazione, il ricatto, e peggio di tutto, l'indifferenza». Saramago denuncia con intensità di immagini e durezza di accenti la notte dell'etica in cui siamo sprofondati. E, paradossalmente, è proprio il mondo delle ombre a rivelare molte cose sul mondo che credevamo di vedere.»
Android Lust
03 lug 2009 – 20:49 Archiviato in:
Musica
Meno tumori tra i vegetariani
01 lug 2009 – 23:24 Archiviato in:
Random
Nel mio precedente articolo sui motivi per
cui sono vegetariano, fra le varie cose avevo scritto di essere
consapevole di poter rinunciare alla carne pur mantenendomi sano ed
in forma. Da questo recente studio, svolto su un arco di tempo di
dodici anni, risulta che la dieta vegetariana addirittura riduca
moltissimo la possibilità di contrarre tumori. Quindi, non è un
rimanere sano “nonostante”, bensì un “essere ancora più
sano”.
Riporto l’articolo da Repubblica.it
"Meno tumori tra i vegetariani"
Lunga e sistematica ricerca in Gran Bretagna conferma le stime: chi evita la carne ha il 12% in meno di possibilità di ammalarsi, il 45% nel caso delle leucemie
dal nostro corrispondente ENRICO FRANCESCHINI
LONDRA - E' un diffuso luogo comune: mangiare più
frutta e verdura fa bene alla salute. Ora una vasta ricerca rivela
che non solo ciò è vero, ma chi fa una dieta vegetariana ha meno
probabilità di ammalarsi di cancro rispetto a chi fa una dieta a
base di carne. Non è la prima volta che un'affermazione di questo
genere proviene dalla comunità scientifica internazionale: la
novità, tuttavia, è che non c'era mai stato uno studio così ampio e
prolungato nel tempo sulla questione. I risultati sono
impressionanti: i vegetariani hanno il 45 per cento di probabilità
in meno di ammalarsi di cancro del sangue e un 12 per cento in meno
di ammalarsi di qualsiasi tipo di cancro, rispetto a coloro che
fanno una dieta carnivora.
Pubblicato sul British Journal of Cancer e ripreso oggi con grande rilievo dalla stampa nazionale britannica, lo studio ha seguito lo stato di salute di 61 mila persone nel corso di 12 anni. "Ricerche precedenti avevano indicato che la carne può aumentare il rischio di cancro all'intestino, cosicché i nostri risultati sono apparsi plausibili da questo punto di vista", dice al quotidiano Guardian di Londra la dottoressa Naomi Allen, ricercatrice del Cancer Research della Oxford University e co-autrice del rapporto. "Ma non sappiamo perché il cancro del sangue ha un'incidenza più bassa nei vegetariani". La differenza, un 45 per cento di probabilità di ammalarsi in meno, è enorme, e riguarda sia la leucemia che altri tipi di cancro del sangue. Non solo, ma chi si nutre di verdura, frutta e pesce, evitando la carne, ha anche il 12 per cento di rischio in meno di ammalarsi di qualsiasi altro tipo di tumore, afferma la ricerca.
"Sono dati significativi", osserva la dottoressa Allen, "anche se vanno presi con un po' di cautela poiché si tratta del primo ampio studio di questo genere in materia. Abbiamo bisogno di farne altri e di saperne di più. Per esempio dobbiamo scoprire quale aspetto di una dieta a base di verdura, frutta e pesce protegge dal cancro. E dobbiamo stabilire quanto influisce positivamente una dieta vegetariana, così come quanto influisce negativamente una a base di carne". Lo studio fa parte di un progetto internazionale a lungo termine chiamato "European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition", che andrà avanti, ad Oxford e in altri centri di ricerca sul cancro.
Altri studi hanno comunque già dimostrato che mangiare carne, o perlomeno mangiarne troppa, può essere nocivo. Non solo per la salute degli umani, tanto per cominciare, ma pure per quella del pianeta: l'anno scorso un rapporto della Commissione dell'Onu sul Cambiamento Climatico ha esortato a rinunciare alla carne almeno una volta alla settimana poiché la produzione di carne, ovvero gli allevamenti di bovini, produce da sola un quinto delle emissioni di gas nocivi. Un rapporto della World Cancer Research Fund, dua nni or sono, ha raccomandato di non mangiare più di 300 grammi di carne alla settimana a causa del rapporto tra una dieta altamente carnivora e il cancro all'intestino. E nel 2005 uno studio finanziato dal Medical Research Council britannico e dalla International Agency for Research on Cancer, ha riscontrato che mangiare due porzioni di carne al giorno, l'equivalente di un panino con la pancetta e di una bistecca, aumenta del 35 per cento il rischio di cancro all'intestino.
Riporto l’articolo da Repubblica.it
"Meno tumori tra i vegetariani"
Lunga e sistematica ricerca in Gran Bretagna conferma le stime: chi evita la carne ha il 12% in meno di possibilità di ammalarsi, il 45% nel caso delle leucemie
dal nostro corrispondente ENRICO FRANCESCHINI

Pubblicato sul British Journal of Cancer e ripreso oggi con grande rilievo dalla stampa nazionale britannica, lo studio ha seguito lo stato di salute di 61 mila persone nel corso di 12 anni. "Ricerche precedenti avevano indicato che la carne può aumentare il rischio di cancro all'intestino, cosicché i nostri risultati sono apparsi plausibili da questo punto di vista", dice al quotidiano Guardian di Londra la dottoressa Naomi Allen, ricercatrice del Cancer Research della Oxford University e co-autrice del rapporto. "Ma non sappiamo perché il cancro del sangue ha un'incidenza più bassa nei vegetariani". La differenza, un 45 per cento di probabilità di ammalarsi in meno, è enorme, e riguarda sia la leucemia che altri tipi di cancro del sangue. Non solo, ma chi si nutre di verdura, frutta e pesce, evitando la carne, ha anche il 12 per cento di rischio in meno di ammalarsi di qualsiasi altro tipo di tumore, afferma la ricerca.
"Sono dati significativi", osserva la dottoressa Allen, "anche se vanno presi con un po' di cautela poiché si tratta del primo ampio studio di questo genere in materia. Abbiamo bisogno di farne altri e di saperne di più. Per esempio dobbiamo scoprire quale aspetto di una dieta a base di verdura, frutta e pesce protegge dal cancro. E dobbiamo stabilire quanto influisce positivamente una dieta vegetariana, così come quanto influisce negativamente una a base di carne". Lo studio fa parte di un progetto internazionale a lungo termine chiamato "European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition", che andrà avanti, ad Oxford e in altri centri di ricerca sul cancro.
Altri studi hanno comunque già dimostrato che mangiare carne, o perlomeno mangiarne troppa, può essere nocivo. Non solo per la salute degli umani, tanto per cominciare, ma pure per quella del pianeta: l'anno scorso un rapporto della Commissione dell'Onu sul Cambiamento Climatico ha esortato a rinunciare alla carne almeno una volta alla settimana poiché la produzione di carne, ovvero gli allevamenti di bovini, produce da sola un quinto delle emissioni di gas nocivi. Un rapporto della World Cancer Research Fund, dua nni or sono, ha raccomandato di non mangiare più di 300 grammi di carne alla settimana a causa del rapporto tra una dieta altamente carnivora e il cancro all'intestino. E nel 2005 uno studio finanziato dal Medical Research Council britannico e dalla International Agency for Research on Cancer, ha riscontrato che mangiare due porzioni di carne al giorno, l'equivalente di un panino con la pancetta e di una bistecca, aumenta del 35 per cento il rischio di cancro all'intestino.
