mar 2008
Irina Skassalkazzaia
27 mar 2008 – 20:06 Archiviato in:
Random
Hai vinto uno spregevole inconveniente
21 mar 2008 – 20:45 Archiviato in:
Cadaveri
Ansia e Fastidio sono i figli di
Pornominchia
Sgambettoso bue partorisce finti conigli e si chiede se fa bene
Concludendo la pipì: E' passato asa' tempo... sgoccio
Iride ha le cornea ma non c'entra niente Pornominchia
Vivo di stenti, prenderò il treno per venire a troverti
Un quadro a righine:
Sul pianeta Sfrangiacazzi, felice correva Ginevra Zozzona tra i fallici arbusti.
Sodomite ninfee scrotavan nel laghetto, un pesce sobobava triste e solo nell'angolino.
All'improvviso fu il caos tondo tondo che stette, messo alle strette dall'impotente mostro marino Cippì.
Petronilla studia i cachi e i cachi studiano
Esegesi della Panasokia, soffro quando carta vetrata fa break-dance sul mio pens.
Corna svitabili a volte salvano il rapporto.
Hai vinto uno spregevole inconveniente.
Cosa sono queste frasi?
Sgambettoso bue partorisce finti conigli e si chiede se fa bene
Concludendo la pipì: E' passato asa' tempo... sgoccio
Iride ha le cornea ma non c'entra niente Pornominchia
Vivo di stenti, prenderò il treno per venire a troverti
Un quadro a righine:
Sul pianeta Sfrangiacazzi, felice correva Ginevra Zozzona tra i fallici arbusti.
Sodomite ninfee scrotavan nel laghetto, un pesce sobobava triste e solo nell'angolino.
All'improvviso fu il caos tondo tondo che stette, messo alle strette dall'impotente mostro marino Cippì.
Petronilla studia i cachi e i cachi studiano
Esegesi della Panasokia, soffro quando carta vetrata fa break-dance sul mio pens.
Corna svitabili a volte salvano il rapporto.
Hai vinto uno spregevole inconveniente.
Cosa sono queste frasi?
Il lunedì
17 mar 2008 – 20:22 Archiviato in:
Diario

Immagine: Cute :3 di le-venin
Il primo riguarda un mio utente, soprannominato Lumpy (avete presente l'alce degli Happy Tree Friends? ne è l'incarnazione vivente: stessa espressione sveglia e stessa tendenza a distruggere inconsapevolmente cose e persone). Sfortunatamente, Lumpy ha l'ufficio attaccato al mio… Per prima cosa, mi entra in sala server senza nemmeno bussare – e già qua mi fa girare le palle – non saluta nemmeno e chiede “Ho un problema col monitor, si vede una striscia bianca.”. Già lodevole il fatto di essere stato in qualche modo specifico, dato che, solitamente, le richieste di assistenza assomigliano sempre a frasi tipo “Non funziona più”, “Aiuto ho un problema”, “Non si vede più niente”, per le quali mi vengono sempre in mente risposte tipo: “Prendi le pillole dei puffi”, “Vatti a far curare” e “Accendi la luce”.
Tornando alla sua striscia bianca chiedo: “Come mai hai una striscia bianca?” (NB: in realtà, quando me l'ha detto, avevo già un fondatissimo sospetto, dato che l'avevo visto pulire il monitor venerdì scorso), come a dire: “Che cos'hai combinato?”. Lui dice che non sa e di venire a vedere.
Mi alzo, cercando di dare a vedere quanto mi stia disturbando la sua ennesima richiesta d'aiuto e vado a vedere questo monitor con la striscia bianca. Lì per lì, pensavo che, pulendolo, gli avesse lasciato degli aloni e stavo già consigliandogli di prendere un panno, inumidirlo (e, conoscendo l'elemento, gli ho ripetuto almeno tre volte di strizzarlo per bene, che non goccioli nemmeno un po' e di spegnere tutto) e passarlo sul monitor, che è (era) un CRT da 17" ancora in ottimo stato.
Ingenuo io… Osservando più da vicino questa “striscia bianca” mi accorgo che il bordo è un groviglio di piccoli graffietti. Mi viene un piccolo sospetto: questo qua, non avrà mica strofinato e grattato fino a rimuovere lo strato antiriflesso dallo schermo? Gli domando cosa diavolo abbia usato per pulire il monitor. Lui mi indica una bottiglia con spruzzatore contenente un liquido giallo fluorescente ed un'etichetta che indica “SGRASSATORE” in maiuscolo. “Hai usato questo?” “Sì” e poi aggiunge “Ma non si dovrebbe vedere tutto come nella parte chiara? Il resto è più scuro.”… Ed è a quel punto che intuisco che il suo vigoroso strofinare con lo SGRASSATORE non era stato un errore, ma fatto di proposito, solo che ad un certo punto, notando che questo strato più scuro era più tenace del suo braccio, gli è venuto il dubbio di aver fatto una cazzata, ed allora ha lasciato trascorrere un giorno e poi, sperando che io mi fossi dimenticato di averlo visto pulire il monitor, ha cercato di far passare questa “striscia bianca” come un difetto del monitor.
Andandomene: ”Credo che tu abbia grattato via lo strato antiriflesso del monitor. Non si può farci niente. Devi tenerlo così.”.
Secondo personaggio. Questo bussa, ma ovviamente non attende il mio “Avanti” ed entra. Si tratta di una tizia, non molto brava con la tecnologia, anche se non ai livelli di Lumpy. Dice di avere il mouse che non funziona più. Ed allora parto con le domande di rito: “È senza fili? Hai cambiato le pile? Hai provato a premere il pulsantino sotto e quello sul ricevitore?” Lei risponde ”Sì Sì Sì”. Dato che so benissimo che la probabilità che non abbia fatto una delle operazioni o che le abbia fatte male è più alta di quella che il mouse sia effettivamente rotto, le ripeto le domande, chiedendo se era sicura di aver fatto bene, e se le pile le ha messe dritte e di descrivermi bene cosa intendeva quando ha detto che ha “premuto il pulsantino”. Dato che sembrava aver fatto tutto correttamente, vado a vedere questo mouse. Effettivamente non si muove e la lucetta rossa è accesa, segno che le batterie sono cariche ed inserite correttamente. Provo allora ad appaiarlo col ricevitore e – guarda un po' – funziona. “Come hai fatto?” chiede lei, stupita. “Ho premuto il bottone lì e questo qui.” (nb: il bottone sotto al mouse è di quelli da premere con un oggetto appuntito) e lei: “Ah! È quello il bottone! Io premevo questo.” indicando il sensore ottico che, in quel momento notai, era pieno di segni di matita.
Milioni di odontoiatrici posti di lavoro
14 mar 2008 – 22:12 Archiviato in:
Random

Attendiamo ancora commenti dall'illustre conte.
Campagna elettorale 2008
12 mar 2008 – 20:40 Archiviato in:
Random

• Io corro da solo (e sono contento così, visto che sicuramente vinco)
• Correvo da solo, ma ora ho fatto la pace con i miei ex alleati (e siamo contenti così, che mi sa che forse prima non vincevamo)
• Spalo merda sugli avversari (tu sei peggio di me che sono peggio di lui che è peggio dell'altro che è peggio di te… la scala di Escher che scende all'infinito…)
• Siamo invasi dai feti. Cosa farne? (Ovvero: Game Over… Insert coin? 118 credits left)
• Aspettiamo l'argomento settimanale che propone la CEI, il papa od un qualsiasi vescovo in voga e chiacchieriamo di quello. (Ovvero: Compitino in classe per l'ora di religione)
Le persone (al volante) che non capisco
11 mar 2008 – 20:26 Archiviato in:
Diario
• Quelli che di notte girano con gli
anabbaglianti spenti, ma i fendinebbia accesi (e non c'è
nebbia).
• Quelli che pur avendo un posacenere in macchina (come tutti), lanciano i propri mozziconi di sigarette fuori.
• Quelli che mentre gli sei dietro in moto, decidono di lavarsi il parabrezza e, già che ci sono, farti una doccia. (appunto mentale: installare dei tergicristalli sulla visiera del casco)
• Quelli che mettono i cartelli pubblicità progresso “Non basta il casco, ci vuole anche la testa” e poi ti lasciano un rattoppo di asfalto alto cinque centimetri, in curva, che taglia quasi perpendicolarmente entrambe le corsie, a mo' di rampa di lancio. Ma perché non metteteci direttamente delle tagliole per orsi?
• Quelli che non mettono mai la freccia, ma quando lo fanno – eeeeh! quando lo fanno… – cazzo se ti devi spostare! “Ho la freccia perdio! Non la vedi? Significa che devo entrare”. Non importa che non abbiano la precedenza, se non ti levi di mezzo, non si fanno problemi a spostarti loro.
• Quelli che sei in città con traffico molto intenso e devi uscire in retro da un parcheggio perpendicolare. Alla prima interruzione del flusso ne approfitteresti, tanto c'è una sola macchina che arriva ma è a cento metri e va piano. Esci di pochi centimetri, molto molto piano, come a comunicargli “guarda… io uscirei, se solo mi facessi questo piacere di lasciarmi” …se solo rallentasse ancora un po' per farti uscire in tranquillità… Niente! Gli fa troppa fatica rallentare. Preferisce partire con una serie di sfanalate stroboscopiche, fino a quando non è ad un metro dal tuo culo, ed a quel punto iniziare una teatralissima manovra di evitamento ostacolo, come a farti vedere “Guarda, coglione, che fatica ho dovuto fare per evitarti”. Poi finalmente esci, e te lo trovi davanti fermo in colonna come tutti.
Bonus (non al volante):
• Quelli che spendono ogni settimana almeno 10€ per giocare al lotto (perdendo la corretta quantità di volte, dettata da precise leggi statistiche), ma poi fanno una Cambogia quando gli aumentano di cinque euro l'affitto (o gas, o elettricità, o …).
• Quelli che pur avendo un posacenere in macchina (come tutti), lanciano i propri mozziconi di sigarette fuori.
• Quelli che mentre gli sei dietro in moto, decidono di lavarsi il parabrezza e, già che ci sono, farti una doccia. (appunto mentale: installare dei tergicristalli sulla visiera del casco)
• Quelli che mettono i cartelli pubblicità progresso “Non basta il casco, ci vuole anche la testa” e poi ti lasciano un rattoppo di asfalto alto cinque centimetri, in curva, che taglia quasi perpendicolarmente entrambe le corsie, a mo' di rampa di lancio. Ma perché non metteteci direttamente delle tagliole per orsi?
• Quelli che non mettono mai la freccia, ma quando lo fanno – eeeeh! quando lo fanno… – cazzo se ti devi spostare! “Ho la freccia perdio! Non la vedi? Significa che devo entrare”. Non importa che non abbiano la precedenza, se non ti levi di mezzo, non si fanno problemi a spostarti loro.
• Quelli che sei in città con traffico molto intenso e devi uscire in retro da un parcheggio perpendicolare. Alla prima interruzione del flusso ne approfitteresti, tanto c'è una sola macchina che arriva ma è a cento metri e va piano. Esci di pochi centimetri, molto molto piano, come a comunicargli “guarda… io uscirei, se solo mi facessi questo piacere di lasciarmi” …se solo rallentasse ancora un po' per farti uscire in tranquillità… Niente! Gli fa troppa fatica rallentare. Preferisce partire con una serie di sfanalate stroboscopiche, fino a quando non è ad un metro dal tuo culo, ed a quel punto iniziare una teatralissima manovra di evitamento ostacolo, come a farti vedere “Guarda, coglione, che fatica ho dovuto fare per evitarti”. Poi finalmente esci, e te lo trovi davanti fermo in colonna come tutti.
Bonus (non al volante):
• Quelli che spendono ogni settimana almeno 10€ per giocare al lotto (perdendo la corretta quantità di volte, dettata da precise leggi statistiche), ma poi fanno una Cambogia quando gli aumentano di cinque euro l'affitto (o gas, o elettricità, o …).
My dying bride
09 mar 2008 – 20:10 Archiviato in:
Musica
Oh! Sono due giorni che ascolto solo
Anathema e My dying bride… e adesso… non riesco più a parlare
normalmente… mi muovo lentissimamente, ogni tanto growlo… devono
essere gli effetti collaterali… :-D
Ehi, chiappe mosce di un emo-kid! Guarda questi video ed impara come vanno fatti i pezzi tragici e desolati! :-P
Ehi, chiappe mosce di un emo-kid! Guarda questi video ed impara come vanno fatti i pezzi tragici e desolati! :-P
Anathema
08 mar 2008 – 10:26 Archiviato in:
Musica
Per la rubrica “Masque ha pescato fra
i CD che non ascolta da secoli”, ecco a voi gli Anathema.
Grandissimo gruppone. Ascoltatene a piene orecchie!
…e visto che mi sta tornando il pallino del Doom Metal, quasi quasi mi recupero pure gli album dei My Dying Bride.
Grandissimo gruppone. Ascoltatene a piene orecchie!
…e visto che mi sta tornando il pallino del Doom Metal, quasi quasi mi recupero pure gli album dei My Dying Bride.
Tappen sie Deutch
08 mar 2008 – 10:19 Archiviato in:
Cadaveri
In piedi funghi stagliati contemplano
l'infinito, passa un glande saggio cinese ansioso dei propri
piedi... Che schifo, se li strofina sul gluteo emorroidato e io
godo dei miei criceti.
Frullato incisivo. Mi convince
Rugiada, dove sei? E i miei calzini? Scompiscio in uno scomposto elefante vaginale.
Tempo fa roteavo vigili agli incroci.
Ferruginoso muco, grazie degli auguri, oggi è il mio testosterone siciliano che al mercato s'è incollato l'inculato giovincello ma che bello, ma che bello.
La Notifica Pèti è illegale, qui ci vorrebbe "Tappen sie Deutch"
La notte borbotta stronzate, la mattina si pente.
Vorticando tassi, invoco Odino, ma lui mi sacrifica un testicolo sull'altare del riccio ingrifato. Allora, visto che è bastardo, gli inserisco tubicini mutanti nun succidi niunti.
Sagoma colui che mangia sagome le quali mangiano Colui.
L'amore calcolato:
Un piccolo calcolo cerca l'amore trillullando; una grande parentesi tonda batte il quadernino di quella roia di Pulviscolo Frolloccone.
Trillullare stufa assai, meglio sobobare sucando numeri complessi digerendoli poi convessamente.
La digestione unisce i popoli.
S'incontrano? Chi? Dove sono?
Morti, ma felice di sobobarsi l'ano trillullando.
Cosa sono queste frasi?
Frullato incisivo. Mi convince
Rugiada, dove sei? E i miei calzini? Scompiscio in uno scomposto elefante vaginale.
Tempo fa roteavo vigili agli incroci.
Ferruginoso muco, grazie degli auguri, oggi è il mio testosterone siciliano che al mercato s'è incollato l'inculato giovincello ma che bello, ma che bello.
La Notifica Pèti è illegale, qui ci vorrebbe "Tappen sie Deutch"
La notte borbotta stronzate, la mattina si pente.
Vorticando tassi, invoco Odino, ma lui mi sacrifica un testicolo sull'altare del riccio ingrifato. Allora, visto che è bastardo, gli inserisco tubicini mutanti nun succidi niunti.
Sagoma colui che mangia sagome le quali mangiano Colui.
L'amore calcolato:
Un piccolo calcolo cerca l'amore trillullando; una grande parentesi tonda batte il quadernino di quella roia di Pulviscolo Frolloccone.
Trillullare stufa assai, meglio sobobare sucando numeri complessi digerendoli poi convessamente.
La digestione unisce i popoli.
S'incontrano? Chi? Dove sono?
Morti, ma felice di sobobarsi l'ano trillullando.
Cosa sono queste frasi?
L'influenza del fumo nelle decisioni
03 mar 2008 – 18:02 Archiviato in:
Segnalazioni

Pensandoci un po', questo coinciderebbe anche con l'immagine tipica del fumatore nella fiction. Infatti, solitamente, il fumare è una caratteristica che viene data a personaggi che devono apparire sicuri di sé. E chi può essere più sicuro di sé di una persona che ha difficoltà a valutare le conseguenze di ogni scelta diversa dalla propria?
Immagine: Smoke di VIIIIZZZZ
Da La Stampa:
Studio Usa, chi fuma non calcola le possibili alternative alle sue azioni
Di fronte a una scelta i fumatori non si arrovellano sulle diverse ipotesi e conseguenze, come fa chi non ha "il vizio". E invece decidono solo in un senso. Questa la scoperta dei neurologi del Baylor College of Medicine di Houston, in Texas, pubblicata su Nature Neuroscience. Chi è fumatore da tempo, dicono i ricercatori, considera in maniera differente le scelte fatte: «E in particolare, le decisioni prese da chi fuma non sono influenzate dal calcolo delle possibili, e magari diverse conseguenze, che sarebbero derivate da una scelta differente».
Per scoprire perchè il cervello dei fumatori si arrovella di meno, gli scienziati hanno sottoposto un campione di persone, con o senza il vizio del fumo, a un test. A ciascuno veniva chiesto di giocare il loro denaro in una sorta di mercato azionario virtuale. Alla fine di ogni investimento, veniva rivelato ai “giocatori-cavie” come si era mosso il mercato e quanto avevano vinto.
Sulla base degli investimenti fatti, i ricercatori hanno scoperto di poter prevedere le mosse dei non fumatori, sulla base del rapporto tra le somme vinte e quelle che questo stesso gruppo di persone avrebbe potuto incassare se avesse puntato più denaro. Al contrario, una previsione del genere è risultata molto più ardua, se non impossibile per i fumatori, che invece puntavano senza tener conto delle altre possibili implicazioni derivanti da un investimento differente.
Sulla base di questa osservazione, e dei tracciati dell’attività cerebrale dell’intero campione registrati durante l’esperimento, gli scienziati hanno concluso che il cervello dei fumatori funziona diversamente. E precisamente, è in grado di elaborare ciò che può succedere in relazione a una decisione, ma ignora le conseguenze di altre scelte diverse.

