Sulla moderazione

Questa mattina ho abilitato la moderazione sui commenti, in seguito ad un episodio poco piacevole e pericoloso per me stesso.
La moderazione comporta che ogni commento, prima di apparire sul sito, rimanga nel mio account privato per essere controllato e successivamente approvato, rifiutato o modificato.
Chi segue il mio blog da tempo sa che, anche se ne avevo la possibilità, non ho mai eliminato né modificato i commenti pubblicati dai miei visitatori, neppure quelli offensivi nei miei riguardi. Come ho scritto in altre occasioni, preferisco che rimangano integrali e senza modifiche e che sia chi li legge successivamente a farsene un'opinione.
In passato ho modificato dei commenti solo in tre occasioni. La prima è stato un mio commento che citava un idea per un set fotografico pensato assieme ad un amico. Lui mi disse che preferiva non dire nulla finché non lo realizzavamo, e quindi ho eliminato la descrizione del set. Nella seconda occasione era scappato distrattamente in un commento il nome di dove lavoro, mentre nel caso di questa mattina, la stessa cosa è successa, ma con intenti più maliziosi.
Questo è il motivo per cui ho abilitato la moderazione, ed ora ne spiego le mie ragioni.
Su questo blog ho spesso raccontato episodi che mi sono accaduti a lavoro, senza citare nomi o allusioni particolari che facessero capire a chi io mi riferissi, perché mi è sempre interessato raccontare solo la storia in se, per quello che era, senza alcun intento sputtanatorio. Ovviamente, chi mi conosce di persona, sa dove lavoro, ma fino ad ora, mi sono sempre fidato del buon senso di amici e conoscenti.
Tuttavia, è sempre possibile che qualche collega o superiore trovi il mio blog, mi riconosca, si riconosca in uno degli episodi da me raccontati e ne abbia a male. Cosa possibilissima, dato che i motori di ricerca indicizzano sia gli articoli che commenti. Oskar ne sa qualcosa… In quel caso io potrei rischiare, nella migliore delle ipotesi un'antipatia, mentre nella peggiore potrei addirittura rimetterci il posto o beccarmi una denuncia.
Capirete che le ultime due possibilità non sono molto allettanti, soprattutto considerando il fatto che non sono affatto abbiente e non ho alcun genitore lavorante che mi possa parare le spalle nel caso dovessi difendermi tramite avvocati o mi trovassi senza posto di lavoro.
Quindi, per evitare di trovarmi sotto un ponte a chiedere le elemosine, preferisco mantenere la mia anonimità sperando che la probabilità che si verifichino quelle ultime ipotesi sia la più bassa possibile.
Per questo motivo, ho abilitato la moderazione sui commenti.

Comunque state tranquilli che tutto quello che scriverete che non rischi di mettere nei guai me od altre persone, verrà pubblicato, come è sempre stato fatto. Solamente, apparirà con un po' di ritardo.
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PD?!

Ultimamente, dalle mie parti, è in atto una campagna pubblicitaria molto intensa per il Partito Democratico. Si parte dal comune volantinaggio, ai manifesti ovunque, agli uffici di enti_di_cui_non_faccio_nome dati in prestito all'amico candidato, per finire con gente del partito che chiede ad amici di trovarsi con altri amici e discutere su argomenti di attualità per poi riferire… PD: quello che io chiamo "il partito ortogonale", ovvero dei piegati a novanta, sempre pronti a emettere deboli fiati di protesta appena sufficienti a mostrare di essere ancora in vita, per poi zittirsi immediatamente dopo e votare assieme alla maggioranza. Gli stessi che mantengono nel partito una estremista di destra retrograda come la Paola Binetti. Cosa non si fa per mantenere il sederino fuori dai guai e possibilmente su una comoda poltrona?

Bene, riporto ora un articolo molto interessante ripreso dal blog di Metilparaben.

E questo sarebbe un partito "Democratico"?

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La ragazza che vedete nella foto si chiama Giulia Innocenzi ed è la coordinatrice degli Studenti Coscioni per la Libertà di Ricerca. Per intenderci, si tratta della persona che ha reso possibie, insieme a me, il servizio "SOS Pillola del Giorno Dopo", che ha organizzato tavoli di informazione sessuale davanti alle scuole e alle università italiane coordinando la raccolta firme per l'abolizione dell'obbligo di ricetta per la contraccezione d'emergenza, che ha ideato e realizzato la proiezione del film "Nazirock" alla Casa del Cinema di Villa Borghese. Orbene, questa ragazza ha deciso di candidarsi alla carica di Segretario dei giovani del PD, partecipando alla primarie che si terranno presumibilmente (non si sa bene con quali regole) nel prossimo mese di ottobre. A tale scopo, e vista la confusione sui termini e sulle modalità di partecipazione alle elezioni, Giulia ha scritto una prima lettera (pubblicata dal quotidiano Europa) a Veltroni, invitandolo a intervenire per ripristinare la legalità e dettare regole chiare e certe per partecipare alle primarie: ovviamente (c'era bisogno di dirlo?) il buon Walter si è guardato bene dal rispondere, mentre da voci di corridoio (avete presente, quelle che conoscono solo soliti i ben informati?) è venuto fuori che le elezioni sarebbero fissate per il 17 e il 18 ottobre, e che per parteciparvi sarebbe necessario raccogliere, entro il 25 settembre (tra 3 giorni, gente!), 600 firme in 5 diverse regioni; il tutto, si badi, senza che il sito internet del PD faccia il minimo accenno alla vicenda, né renda disponibili gli "appositi moduli" che sarebbero necessari per la raccolta delle firme. La nostra amica, pertanto, si è dovuta prendere la briga di scrivere al caro Walter una seconda lettera, per denunciare questa imbarazzante e assoluta mancanza di legalità e invitarlo finalmente a chiarire le regole per concorrere democraticamente alla carica di Segretario. Siamo di fronte, evidentemente, alla solita pagliacciata: niente regole e nessuna informazione, il tutto, presumibilmente, per fare in modo che i candidati siano esclusivamente quelli "di partito", e che a tutti gli altri, nell'incertezza generale, sia del tutto impedito di partecipare. Quello che vi chiedo, se vi va e se avete un attimo di tempo, è di raccontare questa storia, in modo che quante più persone possibile possano venirne a conoscenza: scrivete quattro righe linkando questo post, e/o il blog di Giulia Innocenzi, sul quale è possibile leggere il testo delle due lettere e scaricare il modulo per la raccolta delle firme (messo a punto da noi, s'intende, ché quello ufficiale non si sa dove trovarlo). E poi, 'sto partito, lo chiamano Democratico...
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Le solite figure di cacca che facciamo all'estero (including: what if…?)

La prima parte della notizia è la seguente:

da Repubblica.it

Rissa in Senato sulla questione Rom: nel corso dell'audizione della Commissione Libè dell'Europarlamento, una parlamentare olandese ha accusato i carabinieri italiani di violenze nei confronti dei bambini Rom, in Italia, citando uno specifico episodio, con piccoli messi a testa in giù nell'acqua.

Se fossi un rappresentante dell'Italia, mi verrebbero in mente tre possibili reazioni.

Reazione diplomatica: “Siamo stati informati sul caso e verificheremo l'attendibilità delle testimonianze onde trovare la soluzione migliore.”

Reazione propositiva: “Siamo stati informati sul caso ed è già in corso un indagine per rilevare le responsabilità dell'accaduto, in modo da fare giustizia ed evitare che si ripeta nuovamente.”

Tutto questo, dando per scontato che sia male fare violenza su dei bambini (di qualunque etnia siano)… Ma ovviamente, non bisognerebbe dare per scontato nulla. Ed eccoci quindi alla seconda parte della notizia…

Reazione da mafioso:
I senatori Boldi, Pescante e Zaccaria sono intervenuti, con toni più o meno accesi. L'ex presidente del Coni Pescante, parlamentare di Fi, ha detto alla onorevole: "In Olanda fate cose ben peggiori".

Che tradotto significa: “Fatevi i cazzi vostri. Non volete che parliamo delle vostre cose? Bene. Allora voi non dovete parlare delle nostre”.

Complimenti Boldi, Pescante e Zaccaria! Ancora una volta abbiamo confermato di essere il terzo mondo dell'europa!
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Il seme è qualcosa che mi preme.

Flebo di liquame erutta sempre letame
Vorrei tanto lordume su per l'albume
Fringuellino immondo extraterrestre
Scavalca figa rupestre

Cogliendo grappoli scrotali colmi di libido, stupro sassolini mollando slinze iridescenti
Coprofilia a me!
Le spengo col culo.

L'Anzichenecchi è un mio compagno di casse. (era un beccamorto)

Pantalassa di grassa non ingrassa, ma sposta massa nei punti del corpo che prediligo.

Il seme è qualcosa che mi preme.

Inzaccherare mi ricorda la mano destra.

Secrezioni melliflue canticchiano motivetti anarchici sul ponte dei sospiri.
Non so più se me lo tiri, verificherò con una martellata.

Sono pinocchio: me lo svito e lo tiro nel fuochio.
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Caught in my web

Quando all'Anas si dedicano al bondage

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Immagine: Caught in my web di oniNON
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Test Battlestar Galactica

Strano che fino ad ora non l'avessi mai cercato. Ecco a voi il test per scoprire quale personaggio del nuovo Battlestar Galactica siete.
Io sono risultato, ovviamente, il Protagonista Fichissimo™. :-D

Immagine 11127145148bgapollo

What New Battlestar Galactica character are you?
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Toe Jam

Ed ora, meglio passare a qualcosa di un po' più allegro…

Un paio di giorni fa mi era capitato di vedere questo video musicale.
I miei pensieri nei primi 30 secondi:
«Sembra girato come un porno degli anni settanta.»
«Ehi, ma canta David Byrne! Devo ascoltarlo!!»
«Carino!!»
«FIIIIIGOOOOOOO! :-D»


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Chiesa e clero, salvezza per i criminali

Complimentoni!!! Se questo è l'uso che la stessa chiesa fa del sacramento del battesimo… :-/
Quella che viene chiamata Chiesa, ha sempre meno a che fare con le questioni dell'anima, di Dio e dell'aldilà. Mi domando come facciano la maggior parte dei cristiani a fidarsi ed ascoltare ancora queste persone! Loro dovrebbero essere i primi a sentirsi indignati, provare vergogna per queste cose e volerne prendere le distanze! Non è questione di fede o di credere o meno nell'esistenza di Dio – quello lo si può fare anche senza questi discutibili intermediari – ma se la propria coscienza se la senta o meno di essere considerata appartenente ad una associazione simile.

Riporto dal blog del giornalista Daniele Martinelli.



Se da un lato Benedetto XVI si è augurato che i politici cattolici siano eterni e sempre tanti, dall’altro si fa vivo anche il presidente della Cei Angelo Bagnasco, (costretto a girare sotto scorta a spese degli italiani da quando ha equiparato i gay ai pedofili) che al meeting di Comunione e Liberazione ha detto senza mezzi termini che la chiesa sta nella politica poiché vive i problemi della gente in prima persona. Bagnasco dice di essere preoccupato dell’anticlericalismo che serpeggia in Europa, mentre la maggior parte della gente ha dimenticato o preferisce non ricordare il ruolo che esponenti della Chiesa, hanno avuto nel proteggere e garantire fuga all’estero ai più feroci criminali di guerra.

Gerald Steinacher, storico tirolese che insegna alle università di Innsbruck e Monaco di Baviera, già consulente di alcune procure italiane nei processi sui criminali di guerra, è autore di ricerche che confermano ciò che già si sapeva a grandi linee: ossia che la Chiesa ha offerto copertura ai criminali con un secondo battesimo che consentisse loro di cambiare generalità, entrare in possesso di nuovi documenti e defilarsi con tutta tranquillità attraverso le frontiere. E’ stato così per Erich Priebke, ufficiale delle SS (come santissimo) responsabile dell’eccidio delle Fosse Ardeatine, presente sui registri parrocchiali di Vipiteno (BZ) dell’allora parroco Johan Corradini, dove è stato ribattezzato col nome di Otto Pape, attestato dalla pontificia commissione di assistenza del Vaticano e stampato sul passaporto che gli ha permesso la fuga dal Brennero.

Dal Brennero, con questo meccanismo, sono fuggiti 40 mila esponenti del Terzo Reich fra cui Klaus Barbie boia di Lione, Friederich Schwend regista dell’Operazione Odessa e del piano “Bernhard”, oltre che Franz Stangl, responsabile dell’uccisione di 900 mila ebrei, sloggiato col titolo di apolide. Il comune di Termeno (BZ) diede una carta d’identità falsa col nome di Helmut Gregor a Josef Mengele, il dottore degli esperimenti su esseri umani ad Auschwitz, che trovò rifugio in Sudamerica. Queste e altre chicche sono contenute nel libro che Gerald Steinacher presenterà il 17 settembre a Bolzano.
Vaticano e Chiesa sono ricchissimi, hanno potere e i media di questo patetico regime italiota, come per tutti gli argomenti che stimolano la memoria, tacciono. Tuttavia, un modo non tanto simbolico per far perdere importanza alla chiesa intesa come istituzione politica attiva, è quello di sbattezzarsi tramite l’invio per raccomandata di un documento al parroco della chiesa in cui si è stati battezzati, nel quale si chiede la cancellazione del proprio nome e cognome dai registri parrocchiali, tesoro elettorale di papi e cardinali. Il parroco non può rifiutare la richiesta, è tenuto a rispondere nell’arco di poche settimane.
Il sito www.uaar.it che si trova anche fra i link a lato del blog, aiuta nella procedura. Può essere un modo per i credenti che non si identificano nella chiesa politicizzata per sentirsi alleggeriti e purificati, oltre che un atto di coerenza per gli atei battezzati.
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È morto, Jim

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Rimango in attesa di sapere quali siano queste “nuove ricerche”… Intanto, nessuno mi impedisce di pensare che, essendo la questione dell'eutanasia piuttosto controversa e difficile da contrastare, si stia cercando di spostare la linea di demarcazione che separa ciò che viene definito vivo da ciò che è morto. In questo modo, ciò che fino a ieri era considerato morto, oggi, senza che sia cambiato alcunché della sua situazione, si ritrova ad essere vivo. Se non è magia questa, che con delle semplici parole, attua un rito di negromanzia talmente potente…

Aggiornamento:
• Una riflessione dal blog di Metilparaben: Implacabile arretramento
• Il Vaticano prende le distanze dalle opinioni espresse da L'Osservatore Romano: Il Vaticano smentisce l'Osservatore "Posizione su trapianti non cambia"

Osservatore Romano: marcia indietro su morte cerebrale ed espianti

Un editoriale de “L’Osservatore Romano”, firmato dall’esponente del Comitato nazionale di boetica Lucetta Scaraffia, afferma che la dichiarazione di “morte cerebrale” (definita 40 anni fa da un rapporto di Harvard e accettata dalla comunità scientifica) sarebbe insufficiente a sancire la fine della vita. La Chiesa aveva infatti accettato la definizione, permettendo anche l’espianto degli organi di pazienti con encefalogramma piatto, ma oggi il concetto andrebbe ridefinito sulla base di “nuove ricerche, che mettono in dubbio proprio il fatto che la morte del cervello provochi la disintegrazione del corpo”. In un contesto dove le macchine mantengono le funzioni vitali di persone in come irreversibile, ciò “comporta un’identificazione della persona con le sole attività cerebrali, e questo entra in contraddizione con il concetto di persona secondo la dottrina cattolica, e quindi con le direttive della Chiesa nei confronti dei casi di coma persistente”. La definizione di morte cerebrale risponderebbe forse all’interesse dei medici di trovare organi da trapiantare, continua la Scaraffia.
Il portavoce vaticano padre Federico Lombardi precisa comunque che l’articolo “non può essere considerato una posizione del magistero della Chiesa”.
Il mondo scientifico reagisce alla presa di posizione. Vincenzo Carpino, presidente dell’Associazione anestesisti e rianimatori ospedalieri, afferma che la legge italiana in materia è “una delle migliori al mondo” e che la morte cerebrale “resta al momento l’unico criterio valido, in mancanza di nuove evidenze scientifiche, per definire la morte di un individuo”. Alessandro Nanni Costa, presidente del Centro nazionale trapianti, dice che i criteri definiti da Harvard “non sono mai stati messi in discussione in 40 anni dalla comunità scientifica, e vengono applicati in tutti i Paesi scientificamente avanzati. I dubbi ci sono sempre stati, ma da parte di frange minoritarie che fanno critiche non scientifiche”. Giancarlo Umani Ronchi, ordinario di medicina legale alla Sapienza e membro del Comitato nazionale di bioetica, pone dei dubbi, al limite, sui criteri di accertamento della morte cerebrale. Maurizio Mori, presidente della Consulta di bioetica è deciso: “Sulle questioni di fine vita, la Chiesa non è più in grado di dare risposte ai nuovi problemi e diffonde inutile panico. Non sapendo più come gestire le nuove tecniche e trovandosi in serissime difficoltà sul caso Englaro, preferisce gettare discredito su tutte le nuove tecnologie, venendo anche a rimettere in discussione i trapianti d’organo. L’obiettivo è chiaro: bloccare il caso Englaro e fissare barriere alla legge sul testamento biologico che sarà tanto restrittiva da essere inutilizzabile”. Ignazio Marino afferma che la tesi della Scaraffia è “molto pericolosa e può mettere a serio rischio il futuro dei trapianti”, ricordando il “riconoscimento etico e morale” di Giovanni Paolo II sui trapianti e sul concetto di morte cerebrale.

da UAAR Ultimissime
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Pensiero nel traffico

…Ma sono automobili o cabine telefoniche con le ruote?
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