Ogni scusa è buona
La voglia era così irresistibile che, stamattina, quando sarei dovuto essere a riposo, m'è venuto in mente che c'era un lavoretto da fare alla sede di Arco e ho telefonato all'impiegato che lavora a Riva del Garda e ad Arco “Quel lavoretto… se c'è qualcuno in sede o se mi puoi dare le chiavi, potrei farvelo adesso” :-D
E quindi, sono andato ad Arco, dopo aver recuperato le chiavi… Sfortuna vuole che non abbia potuto fare nulla, dato che nella sede mancava l'elettricità a causa di un guasto.
Torno a casa. Nel pomeriggio avevo in calendario di andare a fare una installazione a Mezzolombardo. Prima però dovevo passare in sede centrale, a Trento, per recuperare la chiave.
Visto che ero solo di passaggio, non mi sono nemmeno preoccupato di togliermi la tuta, quindi per un po' mi sono fatto la sauna, facendo assistenza agli utenti che ne avevano bisogno… Dopo un oretta, entrambe le persone che avevano queste famose chiavi della sede di Mezzolombardo, non si erano ancora viste (una so che era dovuta andare ad un funerale. l'altra boh). Caso vuole che, proprio quando stavo per togliermi la tuta e mettermi comodo (non in mutande! tengo un cambio abiti in ufficio ;-) ), mi telefonino da Storo. Ci sono problemi di stampa. C'è da configurare un programma che usano loro. Ok: provo a collegarmi in remoto tramite VNC. Niente da fare. Rifiuta sempre la connessione. Provo a dare istruzioni all'utente, tramite telefono, ma non riusciamo comunque a risolvere il problema. Rimango d'accordo che sarei passato da lui la settimana prossima.
Torno ad attendere che venga qualcuno con le chiavi di Mezzolombardo. Niente. Niente. Aspetta… forse… no, niente. Quand'ecco una certa vocina all'interno della testa: “Ehi! Cretino! Fai due più due: sei in moto, a Trento, chiedono assistenza a Storo. Ti dice niente? Sì, bravo! Strada dei laghi!!”
Ritelefono a Storo: “Sì, pronto? Ciao sono di nuovo io. Posso venire da voi adesso, se volete!” :-D
Motogiro Storo-Tione-Cles. Doppio report. (19/08/2007)

Ieri (19 Agosto 2007), giretto sulle due ruote, giusto per sentirci motociclisti incalliti, che quando non sanno cosa fare, basta una scusa per mettere il culo sulla sella. Masque, s'è fatto sentire intorno alle 14.00, mentre stavo uscendo, direzione, casa di Elisotta Weinsteiner. Ero già vestito da motociclista, (anche se avevo la sensazione di aver dimenticato qualcosa, scendendo le scale.. eppure, avevo preso anche il dvd "Il settimo sigillo", e il libro "Le intermittenze della morte"; mmmm, probabile che non fosse niente di importante.. bah, sicuramente, mi sarebbe tornato alla mente più tardi) per cui il ritrovo, è stato fissato a casa della gentilissima, in circa 15 minuti.
Sul posto, conoscendo i tempi di reazione di Masque, ci si è preparato il caffè, ed intanto abbiamo lanciato un paio di idee, tanto per fare: passare dalla Val di Sole, in un posto di cui non ci si ricordava il nome, a trovare Nadia (amica di Ely) che ci sta facendo stagione.. oppure verso Tione, a trovare un suo compagno di banda.. per me un po' tutto andava bene.. mi basta poco: fare chilometri, non correre come un disperato, e fermarmi ogni tot, per qualche fotografia. Altrimenti, cosa me la sono presa a fare la macchina fotografica, no? ;-) Leggi il resto…
Non serviam (terza parte) – Stanislaw Lem

Seconda parte.
Che cos'è, allora la coscienza? Un espediente, un sotterfugio, una scappatoia, una presunta ultima risorsa, una pretesa (ma solo pretesa) corte d'appello insindacabile. E, nel linguaggio della fisica e della teoria dell'informazione, è una funzione che, una volta iniziata, non ammette alcuna chiusura, cioè alcun completamento definitivo. È dunque solo un progetto di tale chiusura, di tale “conciliazione” totale delle tenaci contraddizioni del cervello. È, si potrebbe dire, uno specchio il cui compito è quello di riflettere altri specchi, che al loro volta ne riflettono altri ancora, e così via all'infinito. Dal punto di vista fisico, ciò semplicemente non è possibile, e quindi il regressus ad infinitum rappresenta una sorta di pozzo su cui si libra e volteggia il fenomeno della coscienza umana. “Sotto il conscio” si svolge di continuo una battaglia per una piena rappresentazione – in esso – di ciò che non può raggiungerlo con pienezza; e non può raggiungerlo per pura e semplice mancanza di spazio; perché per concedere pieno e uguale diritto a tutte quelle tendenze che rumoreggiano per attirare l'attenzione dei centri della consapevolezza sarebbero necessari una capacità e un volume infiniti. Regnano quindi intorno al conscio una ressa e un pigia pigia incessanti, e il conscio non è, non è affatto, il supremo, imperturbabile e sovrano timoniere di tutti i fenomeni mentali, ma piuttosto un sughero galleggiante sulle onde agitate, un sughero la cui posizione elevata non significa il dominio su quelle onde… La teoria moderna della coscienza, interpretata sotto il profilo informazionale e dinamico, non può sfortunatamente essere espressa in modo semplice e chiaro, sicché dobbiamo costantemente ripiegare – almeno qui, in questa presentazione più accessibile sull'argomento – su una serie di modelli e di metafore visivi. Sappiamo, in ogni caso, che la coscienza è una specie di sotterfugio, uno stratagemma cui ha fatto ricorso l'evoluzione, e vi ha fatto ricorso nello spirito del suo caratteristico e indispensabile modus operandi, l'opportunismo, trovando cioè una scappatoia rapida e improvvisata quando si è scoperta con le spalle al muro. Se dunque si volesse costruire un essere intelligente procedendo secondo i canoni di un'ingegneria e di una tecnica, l'essere così costruito, in generale, non avrebbe il dono della coscienza. Si comporterebbe in modo perfettamente logico, sempre coerente, lucido e ben ordinato e potrebbe addirittura sembrare, a un osservatore umano, un genio dell'azione creativa e della decisione. Ma non potrebbe in alcun modo essere un uomo, poiché sarebbe privo della sua misteriosa profondità, delle sue complessità interne, della sua natura labirintica…
Non ci vogliamo qui addentrare ulteriormente nella teoria moderna della psiche cosciente, e del resto non lo fa neppure il professor Dobb. Ma queste poche parole erano necessarie, poiché esse forniscono la necessaria introduzione alla struttura dei personoidi. Con la loro creazione si è finalmente tradotto in realtà uno dei miti più antichi, quello dell'homunculus. Per foggiare un simulacro dell'uomo, della sua psiche, si devono introdurre a bella posta nel substrato informazionale delle contraddizioni specifiche; gli si deve impartire un'asimmetria, una serie di tendenze acentriche; in una parola si deve unificare e insieme rendere discorde. È razionale tutto ciò? Sì, e anche pressoché inevitabile, se desideriamo non semplicemente costruire una qualche sorta d'intelligenza sintetica, bensì imitare il pensiero e, con esso, la personalità dell'uomo. Leggi il resto…
Obsolescenza
Perché mai dovrei decidere di dare in mano a qualcun altro la scelta di cosa vorrei guardare? Seguire trasmissioni, film e programmi decisi da terzi, quando in altri modi potrei guardare ciò che più mi aggrada, quando voglio, per tutte le volte che voglio e senza petulanti pubblicità sparate al doppio del volume?
Perché le persone anziane e di mezza età sembrano essere per la maggior parte così dipendenti da questa stupida televisione?
Per la miseria! La TV di mia madre sta totalizzando un uptime maggiore di quello dei miei server a lavoro!! Per non parlare del videoregistratore…
Il ritorno delle frasi
Porca scrofa! Mi sono soffocato grattando crosticine gialle!!
Cigno pois trenette di ragù più latte rancido se mi sgancio missili vuoti gorgoglianti andando avanti?
Se starnuto un ossobuco mi consumo
il pattume mi opprime orco cane
schiaccio palle col badile
urlo cazzo, porca bile!
Il mondo
Oceano lacrimante di pettirossi infuocati mi grava sulle pustole
Vecchia megera frullami passerotti grondanti marsala.
Fuoco statico dall'inferno mi inghiotte la memoria.
Argentee rivelazioni scorrono fluide attraverso di me.
Ciospe mutanti mangiano pece come fosse rabbia forsennata
Mostro galattico, che culo!
Cosa sono queste frasi?
Ritrovato!
Patentato
Intanto posso circolare con i documenti provvisori. La patente la andrò a ritirare domani pomeriggio.
Ps. Ovviamente, ora sta venendo da piovere e le previsioni danno brutto fino a sabato. GRRR! :-|
Non serviam (seconda parte) – Stanislaw Lem

Ci viene descritta la struttura del mondo in cui “vivono” questi personoidi e apprendiamo che si tratta di un mondo creato al calcolatore, completamente basato sulla matematica, allo stesso modo in cui il nostro, si può dire sia basato sullo spazio fisico. A differenza del nostro mondo, quello dei personoidi, può avere più dimensioni, ma non nel senso delle nostre dimensioni spaziali quando nel senso matematico del termine. Pensate ad una matrice multi dimensionale, ad esempio.
Questa è una cosa assolutamente non banale. Solitamente, si è portati a pensare che una intelligenza artificiale e l'eventuale mondo che le viene creato attorno, debba essere riconducibile al nostro, come una sorta di realtà virtuale. Come se l'intelligenza artificiale debba per forza ricondursi ad una imitazione dell'intelligenza umana, animale, o di qualsiasi altra macchina biologica che conosciamo. Questo, seppur molto radicato nel pensiero comune e nondimeno affascinante, può non essere necessario. Una intelligenza artificiale, può benissimo svilupparsi in un ambiente completamente diverso dal nostro, senza la necessità di renderlo direttamente “leggibile” da noi. Non siamo noi a doverci vivere, ma delle entità basate sulla matematica (cosa che noi non siamo), la soluzione più semplice risulta quindi essere quella di crearvi attorno un mondo che sia fatto della stessa materia che compone queste entità. Anche in questo caso, come per Solaris e Picnic sul ciglio della strada, si cerca di combattere la tentazione di antropomorfizzare, cioè di ricondurre ad un equivalente umano, ciò che si studia.
Torna alla prima parte.
Poi ci sono ulteriori chiarificazioni. I personoidi sorgono in modo germinale in virtù del programma; essi si moltiplicano a una velocità imposta dallo sperimentatore, una velocità che solo la più recente tecnologia dell'elaborazione dell'informazione, che opera a velocità prossime a quelle della luce, può consentire. La matematica che dovrà costituire la “residenza esistenziale” dei personoidi non li attende nella sua pienezza, bensì, per così dire, ancora in “fasce”, inarticolata, sospesa, latente, poiché rappresenta solo un insieme di certe possibilità a venire, di certi percorsi contenuti in subunità opportunamente programmate della macchina. Queste subunità, o generatori, in sé e per sé non danno alcun contributo; è piuttosto un tipo particolare di attività dei personoidi che serve a meccanismo d'innesco e mette in moto un processo di produzione che via via aumenta e si definisce; in altre parole, il mondo che circonda questi esseri acquista univoca determinazione in dipendenza dal loro stesso comportamento. Dobb cerca di illustrare questo concetto facendo ricorso alla seguente analogia. Un uomo può interpretare il mondo reale in maniere diverse. Può dedicare, ad esempio, un'attenzione speciale – un'intensa indagine scientifica – a certi aspetti di questo mondo, e le conoscenze che egli così acquisisce gettano in seguito la loro luce particolare sulle restanti porzioni del mondo, quelle non considerate nella sua ricerca prioritaria. Se egli si dedica allo studio diligente della meccanica, si foggerà un modello meccanico del mondo e vedrà l'Universo come un gigantesco e perfetto orologio che con moto inesorabile procede dal passato verso un futuro determinato con precisione. Questo modello non costituisce una rappresentazione accurata della realtà, e tuttavia si può farne uso per un lungo periodo storico e ottenere grazie a esso anche molti successi pratici, come la costruzione di macchine, di strumenti, eccetera. Analogamente, se i personoidi “inclineranno”, per scelta, per un atto di volontà, verso un certo tipo di rapporto col loro universum, e ad esso daranno priorità, se in questo e solo in questo scopriranno l'“essenza” del loro cosmo, allora essi percorreranno un cammino ben definito di cimenti e di scoperte, un cammino che non sarà né illusorio né futile. La loro inclinazione “estrae” dall'ambiente ciò che meglio le corrisponde. Leggi il resto…
Non serviam (prima parte) – Stanislaw Lem

Il racconto è sviluppato in maniera abbastanza inusuale: finge di essere la recensione di un libro riguardate una disciplina, la personetica, che si può definire come una sorta di sviluppo collettivo di intelligenze artificiali con personalità. Nella prima metà viene spiegato come sono costruiti questi personoidi e l'universum matematico in cui vivono.
Chi segue questo blog da tempo, avrà una sensazione di Deja-Vu, leggendo la seconda metà del racconto, nella quale gli stessi personoidi discutono dell'esistenza o meno di un dio creatore (che nel loro caso, sappiamo esistere: sono i ricercatori che li hanno creati) e se debba o meno ricevere rispetto e riconoscenza da essi. Leggendola, mi sono sorpreso nel vedere usare gli stessi ragionamenti logici che usai io stesso tempo fa in una discussione molto simile. Ovviamente, tutto questo mi ha inorgoglito parecchio! Vuol dire che penso come Stanislaw Lem! Per la miseria! Sono proprio un figo! :-D
Ps. l'immagine è tratta dal videogioco Darwinia, molto bello e di ambientazione simile a quella del racconto di Lem.
Non serviam
di Stanislaw Lem
Il libro del professor Dobb è dedicato alla personetica, che il filosofo finlandese Eino Kaikki ha definito “la scienza più crudele che l'uomo abbia mai creato”. Dobb, uno dei più eminenti personeisti contemporanei, condivide questa opinione. Non si può, egli afferma, sottrarsi alla conclusione che la personetica, nelle sue applicazioni, è immorale; tuttavia abbiamo a che fare con un tipo d'indagine che, per quanto contrario ai princìpi etici, è per noi necessario dal punto di vista pratico. Non c'è modo nella ricerca di evitare sia la sua raffinata spietatezza sia di fare violenza agli istinti naturali dell'uomo e, se anche regge altrove, il mito dell'innocenza assoluta dello scienziato come indagatore di fatti qui è certamente crollato. Non si dimentichi che stiamo parlando di una disciplina che, con pochissima esagerazione, è stata chiamata “teogonia sperimentale”. nonostante ciò, chi scrive questa recensione è colpito dal fatto che, quando la stampa, nove anni fa, diede grande rilievo alla cosa, l'opinione pubblica rimase sbalordita dalle prospettive aperte dalla personetica. C'era motivo di credere che ai nostri giorni nulla potesse sorprenderci. L'eco dell'impresa di Colombo risuonò per secoli, mentre la conquista della Luna nel giro di una settimana fu assimilata dalla coscienza collettiva come una cosa praticamente ovvia. E invece la nascita della personetica si dimostrò un trauma.
Leggi il resto…Solaris

Entrambi i film, si rifanno all'omonimo romanzo di Stanislaw Lem, considerato un classico della letteratura fantascientifica, oltre che una piccola eccezione nello stile dell'autore, noto per essere molto preciso e razionale, e spesso accostato alla filosofia della scienza. Per sua stessa ammissione, Solaris è una storia irrazionale, enigmatica, che è nata e cresciuta come avesse vita propria. Il mistero del pianeta vivente si presta a molte interpretazioni, parecchie delle quali vengono illustrate nel libro. Come spiegare le reazioni del pianeta e le sue creazioni? Come interpretare la sua mente, sempre ammesso che possa essere considerato una mente e non solo una macchina? Come stabilire un contatto con una entità, il pianeta Solaris, così diverso da noi? In che modo comunicare? In che modo spiegare i movimenti del suo oceano, senza cadere nella trappola di antropomorfizzare ciò che si vede e ridurlo ad un equivalente umano che non ha senso di essere? Ha senso parlare di psiche ed utilizzare la comune psicologia umana? Un tema questo, del contatto con l'alieno, condiviso da un altro romanzo che ho recensito su questo blog: Pic-Nic sul ciglio della strada. Anch'esso, adattato alla pellicola da Andrej Tarkowskij nel suo film Stalker (anche se, in quel caso, l'adattamento è risultato molto diverso dal romanzo originale).
Il libro offre tantissimi spunti anche sulle classiche questioni di filosofia della mente, cioè cosa sia una mente, dove risieda la coscienza, se un fantoccio di carne contenente i propri ricordi riguardo ad una persona possa essere considerato vivo, cosciente, oppure solo una simulazione. Se sia da considerare una copia dell'originale, oppure una “persona” a sé stante, se la base organica su cui nasce una mente sia sostituibile da altre. Che cosa proverebbe questa copia, che conserva i ricordi dell'originale, nel caso scoprisse le proprie vere origini? Proverebbe qualcosa davvero, oppure sarebbe solo imitazione? La persona il cui ricordo ha generato questa copia, se l'amasse, cosa amerebbe? Il ricordo della copia, oppure la copia stessa, che come nuovo individuo andrebbe a sostituirsi al ricordo, come se fosse davvero una continuazione della persona originale?
L'autore stesso, ritiene che la fantascienza debba essere come un esperimento mentale, nel quale si pongono delle ipotesi e si ragione sul “cosa sarebbe se…?”
Nel momento della sua più gloriosa espansione – i viaggi interstellari – l'uomo s'imbatte in un enigma insolubile, una sfida impossibile. È il pianeta Solaris, un pianeta “vivo”: la sua essenza, le sue ragioni travalicano la capacità della mente umana; di fronte a esso anche la scienza più evoluta è impotente. Solaris è capace di far perdere all'individuo la propria identità, di ridurlo a brandelli di coscienza, di obbligarlo a confrontarsi con il proprio groviglio di conflitti interiori e a misurarsi con i grandi interrogativi dell'universo. Sull'oceano vivente che costituisce la sua superficie, un oceano che assume continuamente una miriade di forme effimere e incomprensibili, ruota una stazione orbitante: all'interno tre scienziati, ciascuno chiuso nella propria solitudine, ciascuno in balia degli incubi e dei miraggi che il pianeta proietta su di lui. Capolavoro che ha reso Stanislaw Lem famoso in tutto il mondo, immortalato anche da Tarkowskj in un celebrassimo film, Solaris è un grande classico della fantascienza del Novecento.
Celtic Frost
La puntualità dei comunali
Purtroppo, ieri ho smarrito il portafogli con tutti i miei documenti. Questa mattina ho fatto l'ultima guida con la scuola, prima dell'esame, senza far sapere loro che non avevo né foglio rosa né patente, se non a guida fatta, per chiedere informazioni. Dopo la guida sono andato in moto a fare la denuncia ai carabinieri (sempre circolando senza documenti), poi a fare delle fototessere per rifare la carta d'identità, necessaria per poter avere il foglio di circolazione provvisorio.
Arrivo davanti all'ufficio anagrafe alle 12.30 e qualche secondo. L'ufficio chiude alle 12.30. Pensate che fosse ancora aperto? Ovviamente no. Confido nella flessibilità mentale degli impiegati e busso. Nulla. Sbircio dalla finestra, vedo l'impiegato che sta mettendo via nel cassetto alcuni documenti (sembra che abbia appena chiuso in quel momento) e faccio qualche gesto per attirare l'attenzione e chiedergli un minuto di tempo. Lui mi risponde, sempre a gesti, di no. Lo stesso genere di gesti che si fanno ai lavavetri ai semafori quando vuoi dirgli che non vuoi nulla da loro e di levarsi dalle scatole. Insisto. Lui si alza e io penso che stia per venire ad aprire. Invece viene alla finestra per dirmi a voce che sono chiusi (guardo l'orologio e sono ANCORA le 12.30). Io mi scuso per essere arrivato proprio all'ultimo momento, ma ho urgente bisogno di rifare la carta d'identità, perché l'ho smarrita e sto circolando senza alcun documento e mi serve per fare i documenti sostitutivi. Lui insiste che sono chiusi, e che ormai ha chiuso la cassa e di tornare lunedì mattina. Io: “Per favore! Ho urgenza di rifare i miei documenti, sto circolando senza!” (Brutta faccia di cazzo! E ti facevo pure assistenza per 130 mila lire al mese quando ero a fare servizio civile al Centro Elaborazione Dati del Comune!) Lui ripete che non può e di tornare lunedì. Che si traduce in “ho solo voglia di andarmene subito a pranzo e mi ero illuso di poterlo fare, proprio per questo ho chiuso puntualissimo la porta (se non in anticipo), quindi levati dalle palle”.
Sarebbe costato tanto farmi entrare, prendere le fototessere che avevo appena fatto, controllare il foglio della denuncia di smarrimento e lanciare una stampa? Cinque minuti nel peggiore dei casi. Se fossi riuscito ad avere la carta d'identità, sarei potuto andare subito dai carabinieri, che mi avevano già preparato il modulo sostitutivo per patente e foglio rosa e, nel pomeriggio andare alla motorizzazione a richiedere un duplicato della patente ed alla ASL a fare la richiesta per la tessera sanitaria. Ed invece, dovrò fare tutto lunedì mattina, rimanendo senza documenti per tutto il fine settimana e sperando che alla scuola guida abbiano abbastanza tempo per richiedere le pratiche necessarie in modo che io possa sostenere l'esame il giorno dopo. Tutto questo non lo potrò fare, grazie ad un testa quadrata che, scattate le 12.30 e un secondo, è già con la mente fuori dal lavoro e non vuole distrazioni di sorta.
Ringrazio e me ne vado bestemmiando fra i denti.
Posso scommettere che la mattina, all'ora di apertura, non sono così solerti e puntuali.
Arcade Fire
Il congresso di futurologia

Riporto il riassunto della quarta di copertina (non vi preoccupate, non contiene spoiler):
La farmacopea adesso è il libro della vita, l’enciclopedia dell’essere, l’alfa e l’omega. Non c’è nemmeno da pensare a possibili sconvolgimenti, perché abbiamo il rivoltol, l’opposizional e l’estremina. Un celebre astronauta partecipa all’ottavo Congresso di Futurologia. Arena del congresso: un Hilton Hotel di dimensioni ciclopiche, in Costaricana. Centinaia di esperti e luminari dipingono scenari, si scannano amichevolmente sulla catastrofe urbanistica, alimentare, energetica che imperversa nel mondo. L’Hilton pullula di eventi, convention, simposi, mentre fuori, per le strade, impazza la rivoluzione. Sperduto fra le segretarie in topless del raduno degli Editori Liberati, morigerati Collezionisti di Fiammiferi, esimi psichiatri, nel mezzo dei "lavori" l’astronauta viene narcotizzato, prelevato da un elicottero dell’esercito americano e alloggiato in una casa di cura. Lì, viene ibernato. Passa qualche decennio, e nel luglio 2039, Tichy – questo è il suo nome – riprende coscienza in un mondo, ovviamente, molto diverso. Un mondo pieno di marchingegni diabolici e invenzioni sorprendenti, in cui tuttavia non sono i robot, o le "informazioni" a dominare la scena. Tutto, in realtà, sembra in balia di prodotti chimici di ogni genere e specie. Ecco vapori che modificano scenari, vernici che fungono da vestiti, soprattutto farmaci in grado di alterare la percezione della realtà. Vuoi discutere con te stesso su qualsiasi argomento? Pillole di duettina: sdoppia la personalità. Problemi religiosi, esistenziali? Teocontactol, oppure allahinodislamina. La tua città ti fa schifo? Urbafantina o costruttol, e i palazzi cambieranno come d’incanto... Leggi il resto…
Professionalità
Sfortuna vuole che la settimana di ferragosto, i miei uffici chiudano. Non c'è problema – dico io – vengo apposta e rimango ad aspettare il tecnico per farlo entrare: deve solo chiamarmi sul cellulare quando arriva, in modo che io possa scendere ad aprirgli il portone (abbiamo i portoni a chiusura temporizzata con allarme). Lascio il numero al referente, avvertendolo di darlo al tecnico che verrà. Come orario, decido per le 10:00, così almeno non devo svegliarmi troppo presto.
Sul godermi la settimana di chiusura, ci avevo già messo sopra una bella pietra. Già lunedì tredici e martedì quattordici dovevo essere in sede per aspettare un collega di Bologna, incaricato di installarci un modulo del programma per la gestione delle anagrafi sviluppato da loro e fare l'integrazione con i nostri dati.
Avanti veloce di una settimana… Sveglia alle nove e accendo subito il cellulare del lavoro per vedere se il tecnico Telecom mi ha chiamato per una eventuale conferma. Nulla. Mi chiama invece la ragazza del nostro call-center temporaneo, incaricata di fissare gli appuntamenti col pubblico. Dice che è davanti alla sede e se scendo ad aprire. “Uhm… sì ok. C'è solo un problema: sono ancora a casa. Tempo venti minuti e sono lì.” Sapendo che oggi sarei stato in sede, mi aveva chiesto se poteva venire per portarsi avanti col lavoro. Stakanovista! Avevo detto che sarei arrivato in sede fra le 9:30 e le dieci e mi chiama alle 9:30 meno qualche secondo!
Mi vesto in fretta (per quanto in fretta si possa indossare paraschiena-tuta-stivali e chiudere tutte le zip), prendo tutte le mie cose: zaino col portatile, portafogli, chiavi di casa, cellulari. Pare ci sia tutto. Salgo in moto, faccio il pieno al distributore sotto casa e parto.
Alle 10 e zero zero sono davanti al portone. Frugo nelle tasche e… “Ma porc!! ho lasciato le chiavi del lavoro a casa! Sono un pirla!”. Dico alla ragazza “C'è un piccolo problema, mi sono appena accorto di aver dimenticato le chiavi… Torno di corsa a casa per prenderle. Ti lascio qua lo zaino ed il cellulare. Se si fa vivo il tecnico Telecom, gli potresti dire di aspettare che torni? In mezz'ora, massimo quaranta minuti dovrei essere di ritorno.” Ri-salgo in moto e parto verso casa a velocità da ergastolo, prendo le chiavi e torno. Non c'è nessun tecnico e al cellulare non ha chiamato nessuno. A questo punto, avrete già capito come finirà la storia…
Passano i minuti e io me ne sto lì, ad aspettare che questo tecnico fantasma si faccia vivo. Nulla. Telefono al referente con cui avevo preso appuntamento: cellulare spento e segreteria della Tim. Inizio a cazzeggiare per passare il tempo. Riprovo a telefonare al referente: cellulare spento e segreteria della Tim. Mi vado a prendere da bere al distributore automatico, inizio un lavoro palloso che devo sbrigare prima di settembre. Sono le 12:30, provo ancora a telefonare al referente. Cellulare spento e lasciare un messaggio: “Salve sono il responsabile tecnico della [ditta_dove_lavoro], ci eravamo sentiti la settimana scorsa per fissare un appuntamento con un vostro tecnico per una nuova linea dati. Eravamo d'accordo per le dieci di questa mattina, ma a tuttora non s'è ancora visto nessuno. Mi richiami al più presto per fissare un nuovo appuntamento, grazie.”
Alle 13:30 mi sono rotto le palle di aspettare e me ne sono tornato a casa.
Adesso sono le 19:40 e nessuno mi ha ancora richiamato.
Evviva la professionalità di chi prende appuntamento, ti fa alzare la mattina di un giorno di (presunte) ferie per poi sparire nel nulla il giorno accordato.
Piece of Muppet
L'immagine richiama la copertina dell'album Piece of Mind.
Piece of Muppet by ~soul71 on deviantART
Buggy-rolling
Leggendo le sue impressioni, non può non venire in mente il tema della trasformazione del corpo e di ciò che questa implica per la percezione. In maniera molto simile a Stelarc.
“When i pull the BUGGY ROLLIN' up, there is a «click» in my head. I have the sensation of the armor on my body. If ever i touch myself, it makes a plastic noise : «TOC !» It's impossible to self-scrape. I instintively know that i am protected, and not scare about shocks, even front crashes. I am now able to roll everywhere. I am a rolling man, touching the world in a different way. My motions are unknown. I look like a robot, a crawling insect, a breathing androïd, a powerfull mutant, and people who see me identify me like this. I am not really human because every thing i touch, i can roll on. i read the space inwich i will evoluate with the capacity of rolling. i wil be able to write a choregraphy while taking adventage of spacial form. I sculpt the space with my wheeling motions. We are in the same space but i am moving in a parallele world. It's a brand new land, i discover it every instant : the buggy rollin' conquest.”
Una piccola presentazione
Leggi il resto…
Sgroppata e soddisfazioni
Quindi, partenza alle 13:30 alla volta di Lavis poi in Val di Cembra verso Cavalese. Giusto all'inizio della salita ci sono i due tornanti a tradimento (il terzo ed il quarto), che ieri mi avevano colto impreparato mentre facevo la stessa strada, però nell'altra direzione. Li faccio con molta cautela, perché sono parecchio strettini, ma in tranquillità e senza finire contromano. Proseguo per la strada che, per inciso, è spettacolare! Pochissimo traffico e la maggior parte dei veicoli che si vedono sono moto sportive!
Evidentemente la strada è molto conosciuta e tanti si divertono a farla proprio perché piena di curvoni veloci. Incredibilmente, riesco a non farmi sverniciare da tutti quelli che vanno nella mia stessa direzione. Per un tratto di strada, finisco pure col fare da capofila dando il ritmo. Poi perdo la fila. Strano, perché di solito è la fila a perdere me. :-)
Passo la metà del tempo in piega (non roba da ginocchio a terra, in fondo sono ancora un pivello! però alla fine del viaggio mi sono accorto di aver ripulito un altro bel centimetro di battistrada :-) ) e l'altra a salutare altri motociclisti.
Ho visto i saluti più fantasiosi, oltre al classico con le due dita. Gente che si sbraccia (pilota e passeggero), inchini, baci (che mi avesse scambiato per una ragazza?), saluti coi piedi, un tizio piegato che sembrava voler grattare anche i gomiti, che alza il braccio quasi a volermi dare il cinque! Robe da pazzi! Leggi il resto…
Jambi / The Separation
I guai che provocò la perfezione di Trurl – Stanislaw Lem

Vi ricorderà quella puntata dei Simpsons in cui Bart deve svolgere un compito di scienze e per caso riesce a creare la vita di un mondo microscopico all'interno di una scatola, del quale poi diventa sovrano e dittatore. O ancora meglio, quella puntata di Futurama in cui Bender finisce alla deriva nello spazio e sulla sua pancia metallica nasce una civiltà di uomini in miniatura che lo adorano come una divinità. Inoltre, a seconda che siate sadici o meno, potreste trovare un nuovo gusto nel giocare a giochi come Popolous. :-)
La settima
sortita,
ovvero I guai che provocò
la perfezione di Trurl
di
Stanislaw Lem
L'universo è infinito ma limitato, e quindi un raggio di luce, in qualsiasi direzione viaggi, se è abbastanza potente tornerà, dopo miliardi di secoli, al punto di partenza; lo stesso vale per le chiacchiere, che volano di stella in stella e fanno il giro di tutti i pianeti. Un giorno Trurl udì raccontare vaghe storie di due potenti costruttori-benefattori, così abili e così saggi da non avere uguali; corse a riferire queste notizie a Klapaucius, il quale gli spiegò che non si trattava di due misteriosi rivali, ma solo di loro due, Klapaucius e Trurl, poiché la loro fama aveva fatto il giro dello spazio. La fama, tuttavia, ha il difetto di non dire nulla dei nostri insuccessi, neppure quando certi insuccessi sono il risultato di una perfezione somma. E chi dubitasse di ciò, mediti sull'ultima delle sette sortite di Trurl, che egli compì senza Klapaucius, in quel momento trattenuto a casa da certe faccende urgenti.
Leggi il resto…Fine aggiornamento foto
È possibile che faccia qualche altro piccolo aggiustamento, ma in linea di massima, l'aspetto del blog dovrebbe rimanere questo (almeno, finché non mi stufo di nuovo).
Nei prossimi giorni probabilmente trascriverò una storiella (che dovrò decidere fra alcune candidate) presa da “L'io della mente”, per la felicità di chi ha aspirazioni mentalistico-filosofiche e per la noia di tutti gli altri. ;-)
Anche gli alberi, ogni tanto s'incazzano…
Parelio
Una delle sue varianti si è manifestata recentemente in Malaysia.

Immagine presa da repubblica.it.
In passato, fenomeni simili sono stati la fonte ispiratrice di tante profezie e presagi che possiamo leggere in molti testi religiosi.
Sul blog: Ho quasi finito di convertire tutte le gallerie delle foto al nuovo template. Miniere, Innsbrück, ArteSella, Ritorno alla Zona, Parco Avventura, Arcobaleno, Towel Day, Nuvole, Motoraduno e S. Martino.
Update
• Ora ogni post può far parte di più di una categoria ed avere dei tag. Ci ho messo un paio di ore a taggare i vecchi post!
• Nella barra laterale c'è una casella per fare delle ricerche all'interno del sito.
• Cliccando sul Permalink dei vari post, ora i commenti vengono mostrati all'interno della stessa pagina. Mentre se si clicca sul solito collegamento Commenti, si aprirà la solita finestrella.
• Fra poco farò delle modifiche anche alla galleria delle foto. Attualmente ho convertito solo la galleria Nuvole.
Nel caso ci fossero problemi con il feed RSS, sottoscrivetelo nuovamente. Il link è nella barra laterale, in fondo.
Saluti dal pinguino
Come potete vedere, è molto tondo e morbido.

Estremamente morbido. E se gli schiacci il becco, emette un graziosissimo grido di dolore!! Non è fantastico?? :-) Leggi il resto…
Elton John Cyberpunk

– BWAHAA! Internet mi ha rubbato i cidiiiììì. Brutti cattivi! Adesso vi faccio chiudere tutti! Vi chiudo internet ecco! :'(
– Su su, Johnny non fare così… Adesso vado e prendo a pugni quel cattivo Internet che non ti ha fatto vendere bene l'ultimo CD ok? Poi andiamo tutti a fare le polpettine di fango. Ok? Ti piacciono le polpettine di fango, eh?
– S… sììì :'(
– Chi è il mio bambino grande eh? Su… chi è il mio bambino grande?
– S… s… sono iooooo il tuo bambino grandeee BWAHAAAA!
(Dialogo liberamente scopiazzato da Scrubs)
Non piangere piccolino, vedrai che alla prossima principessa ammazzata, qualche soldino riuscirai a racimolarlo.
Da repubblica.it
L'artista pop britannico noto per la sua avversione alla tecnologia lancia la crociata contro la Rete
"Stiamo in casa e non socializziamo più, colpa del web. Buona musica e arte scompaiono"
La proposta shock di Elton John
"Internet ci rovina, chiudiamolo"
LONDRA - Non si esce più, non si socializza più e per colpa sua l'arte e la buona musica stanno scomparendo. A demonizzare Internet e a chiederne addirittura la chiusura è la popstar inglese Elton John in un'intervsita a The Sun.
La popstar ha inoltre auspicato una sollevazione popolare per rivoluzionare il mondo dell'arte e della musica: "Io dico alla gente: uscite, comunicate - ha detto l'artista -. Spero che il prossimo movimento musicale demolisca definitivamente Internet". E invoca un ritorno alle origini: "Dobbiamo scendere in strada e protestare, anziché stare a casa sui blog". Leggi il resto…

