La storia delle torri
13 set 2009 – 13:03 Archiviato in:
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Chi si fosse dimenticato cosa accadde
due giorni fa di qualche anno prima, non avrebbe avuto nulla da
temere, perché è quasi impossibile non venire circondati dal
desidero di quasi chiunque, di commemorare l’evento più entusiasmante
successo in occidente negli ultimi anni. Un film straordinario di
intrighi e suspance, ma anche di azione e drammi umani, che ogni
emittente televisiva non dimentica mai di riproporre a scadenza
annuale.
Perché si è così avvezzi a commemorare e farsi appassionare da accadimenti simili e non da altri?
Penso che la “storia delle torri” abbia una sceneggiatura molto più commerciabile di quella dei senzatetto, dei malati di aids e di quelli che muoiono di fame.
Pensateci. C'è un grande evento catastrofico, ci sono dei personaggi ben caratterizzati, quasi archetipali. Buoni e cattivi ben definiti. Inoltre, si presta bene a degli spin-off di tipo spionistico/complottistico, estremamente intriganti, nei quali i ruoli si invertono.
Tutto questo, si vende decisamente bene ad una popolazione abituata ad ascoltare storie.
O, meglio, è la popolazione abituata ad ascoltare storie, che si interessa più facilmente a qualcosa che soddisfi i canoni narrativi che già conosce bene.
Perché le persone si fanno coinvolgere facilmente da un evento simile, giustificando il coinvolgimento in base alle vittime causate, mentre altri eventi non da meno quanto a vittime, non sortiscono questo effetto?
Sembra che la “conta dei morti” sia l'argomento principale quando emergono questi discorsi. Forse perché è facilmente quantificabile e traducibile direttamente in una scala di gravità?
Si potrebbe anche fare un confronto fra lo sgancio delle bombe ad Hiroshima e Nagasaki ed il bombardamento di Dresda.
Perché il primo viene ricordato più facilmente dalle persone? E perché ha avuto molta più esposizione mediatica del secondo? Potrei dire anche in questo caso, che la sceneggiatura di tutta la vicenda somiglia molto di più a quella dei canoni narrativi a cui siamo abituati? Che è più “avvincente”: la ricerca forsennata della bomba più distruttiva, tramite il progetto Manhattan in concorrenza con i tedeschi, e la successiva tragica dimostrazione della sua potenza. Un classico plot da film con scienziati pazzi e strumenti che sfuggono di controllo (per non tirare in ballo Topolini apprendisti stregoni), contro un semplice bombardamento con delle banali bombe.
Sembrerebbe che giudichiamo la realtà con i canoni che abbiamo imparato ad usare per la finzione.
ps. Il filmato in questione non è in realtà nemmeno stato proposto sulla rete televisiva MTV. Era stato pensato per la stampa e pubblicato sulla rivista Brasiliana MTV Magazine. Si tratta di un falso, in questo senso, tuttavia il messaggio che fa passare (al di là della falsa censura) dovrebbe far riflettere.
Perché si è così avvezzi a commemorare e farsi appassionare da accadimenti simili e non da altri?
Penso che la “storia delle torri” abbia una sceneggiatura molto più commerciabile di quella dei senzatetto, dei malati di aids e di quelli che muoiono di fame.
Pensateci. C'è un grande evento catastrofico, ci sono dei personaggi ben caratterizzati, quasi archetipali. Buoni e cattivi ben definiti. Inoltre, si presta bene a degli spin-off di tipo spionistico/complottistico, estremamente intriganti, nei quali i ruoli si invertono.
Tutto questo, si vende decisamente bene ad una popolazione abituata ad ascoltare storie.
O, meglio, è la popolazione abituata ad ascoltare storie, che si interessa più facilmente a qualcosa che soddisfi i canoni narrativi che già conosce bene.
Perché le persone si fanno coinvolgere facilmente da un evento simile, giustificando il coinvolgimento in base alle vittime causate, mentre altri eventi non da meno quanto a vittime, non sortiscono questo effetto?
Sembra che la “conta dei morti” sia l'argomento principale quando emergono questi discorsi. Forse perché è facilmente quantificabile e traducibile direttamente in una scala di gravità?
Si potrebbe anche fare un confronto fra lo sgancio delle bombe ad Hiroshima e Nagasaki ed il bombardamento di Dresda.
Perché il primo viene ricordato più facilmente dalle persone? E perché ha avuto molta più esposizione mediatica del secondo? Potrei dire anche in questo caso, che la sceneggiatura di tutta la vicenda somiglia molto di più a quella dei canoni narrativi a cui siamo abituati? Che è più “avvincente”: la ricerca forsennata della bomba più distruttiva, tramite il progetto Manhattan in concorrenza con i tedeschi, e la successiva tragica dimostrazione della sua potenza. Un classico plot da film con scienziati pazzi e strumenti che sfuggono di controllo (per non tirare in ballo Topolini apprendisti stregoni), contro un semplice bombardamento con delle banali bombe.
Sembrerebbe che giudichiamo la realtà con i canoni che abbiamo imparato ad usare per la finzione.
ps. Il filmato in questione non è in realtà nemmeno stato proposto sulla rete televisiva MTV. Era stato pensato per la stampa e pubblicato sulla rivista Brasiliana MTV Magazine. Si tratta di un falso, in questo senso, tuttavia il messaggio che fa passare (al di là della falsa censura) dovrebbe far riflettere.
