Diario
Sgraaaaaat!
21 lug 2008 – 20:43

Eccomi reduce dalla mia prima esperienza in pista, nel circuito di Franciacorta. Giornata spettacolare! Credo di aver imparato un sacco in quelle due ore di giri… E… finalmente ho grattato quelle benedette saponette! E che grattate! :-D
Il primo turno è stato abbastanza tranquillo. Ho inizialmente sorpassato tutti per mettermi in coda all'istruttore. Faccio un po' di giri con lui davanti, che mi mostra le posizioni e le traiettorie da seguire (e qua già faccio la prima grattatina a sinistra), poi si fa sorpassare. Tre giri senza il riferimento dell'istruttore: un casino! Ci sono due esse (una stretta a metà circuito ed una finale che riporta sul rettilineo del traguardo), che sbaglio sempre. Finito il turno, esco, mi riposo un po' e dopo 15 minuti si rientra. Il secondo turno va che è una meraviglia. Seguendo uno del mio gruppo, sorpassiamo quasi subito l'istruttore, ed inizio a cercarmi dei punti di riferimento per le traiettorie. Miglioro istantaneamente e tocco le saponette in continuazione. Vado come un disperato! Purtroppo, il mio amico, davanti, scivola dopo pochi giri. Io proseguo assieme agli altri e ci troviamo nel paddock alla fine del turno. Niente di grave per lui.

Non vedo l'ora di tornare in pista!! :-D
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Le mail enigmatiche
17 lug 2008 – 19:37
A fare il sistemista, talvolta ti
capitano certe email dagli utenti, che sono delle chicche.
Questo mi dice (sottolineo: per email).
Oggetto: quesito
ho alcuni problemi con la posta e ci sei ?
Cosa diavolo gli puoi rispondere?? True? False?
Io so di sicuro di esserci (sono qui, percepisco chiaramente di essere me e di essere qui), ma non so se lui ha problemi con la posta, quindi come posso trovare la verità di quell'enunciato?
Allora penso: gli faccio la tabellina di verita della AND…
problemi AND ci sono = esito
V AND V = V
V AND F = F
F AND F = F
F AND V = F
…e gli dico che c'è una possibilità su quattro che sia vero.
Alla fine gli ho risposto sul poetico:
"se hai problemi con la posta, non dovresti poter leggere questa mia risposta."
Per poi scoprire da lui, quando è venuto di persona a chiedere, che il problema era che, in seguito ad una sua email mandata in massa ad un miliardo e mezzo di indirizzi, qualcuno gli aveva risposto consigliandogli di mettere i destinatari in CCN, la prossima volta, perché non aveva (giustamente) piacere che mezzo mondo vedesse il suo indirizzo. Il mio utente però, non sapeva come fare per cliccare sulla ben visibile voce A: e poi scegliere la ben visibile voce CCN: in Thunderbird…
Questo mi dice (sottolineo: per email).
Oggetto: quesito
ho alcuni problemi con la posta e ci sei ?
Cosa diavolo gli puoi rispondere?? True? False?
Io so di sicuro di esserci (sono qui, percepisco chiaramente di essere me e di essere qui), ma non so se lui ha problemi con la posta, quindi come posso trovare la verità di quell'enunciato?
Allora penso: gli faccio la tabellina di verita della AND…
problemi AND ci sono = esito
V AND V = V
V AND F = F
F AND F = F
F AND V = F
…e gli dico che c'è una possibilità su quattro che sia vero.
Alla fine gli ho risposto sul poetico:
"se hai problemi con la posta, non dovresti poter leggere questa mia risposta."
Per poi scoprire da lui, quando è venuto di persona a chiedere, che il problema era che, in seguito ad una sua email mandata in massa ad un miliardo e mezzo di indirizzi, qualcuno gli aveva risposto consigliandogli di mettere i destinatari in CCN, la prossima volta, perché non aveva (giustamente) piacere che mezzo mondo vedesse il suo indirizzo. Il mio utente però, non sapeva come fare per cliccare sulla ben visibile voce A: e poi scegliere la ben visibile voce CCN: in Thunderbird…
La miglior chef
14 giu 2008 – 11:35
Il famoso modo di dire
08 giu 2008 – 08:21

Signor Meteo, l'abbiamo capito e comunque lo sapevamo già da un pezzo. Ora, per favore, potresti smetterla con tutta questa pioggia?
Tanti auguri a lei
26 mag 2008 – 07:55
Un blogger in fase di sbattezzo
19 mag 2008 – 19:26
Questa mattina ho spedito la mia bella
raccomandata per chiedere l'annullamento del mio battesimo ed
essere quindi rimosso dalle liste degli appartenenti alla chiesa
cattolica romana.
Questo significa che, quando qualche sacerdote in tonaca dai ricchi finimenti e babbucce di Prada, esterna le sue opinioni riguardo ai diritti delle donne, alla ricerca scientifica, ai gay, all'eutanasia e chi più ne ha più ne metta, cercando di influenzare la politica italiana, forte del suo 97% di cittadini italiani battezzati, io potrò dire di non fare parte di quel numero che rende la sua opinione così forte ed influente. Ed anzi, quel numero sarà diminuito, seppur di pochissimo.
Perché se il papa od il vescovo di turno ritengono che un cristiano non possa decidere della propria vita, che un embrione abbia più diritti di un neonato e della madre che lo porta in grembo, queste possono benissimo rimanere delle regole valide per chi si ritiene cristiano praticante, ma non possono venire imposte tramite legge anche a chi non appartiene a quella confessione religiosa. Questo però, è ciò che purtroppo accade. In fondo, non siamo tanto diversi dai paesi di fede musulmana che tanto biasimiamo.
Per chi vuole saperne di più riguardo allo sbattezzo: “Sbattezzo” come cancellare gli effetti civili del battesimo
Una piccola presentazione in flash.
(clic sull'immagine per andare avanti)
Questo significa che, quando qualche sacerdote in tonaca dai ricchi finimenti e babbucce di Prada, esterna le sue opinioni riguardo ai diritti delle donne, alla ricerca scientifica, ai gay, all'eutanasia e chi più ne ha più ne metta, cercando di influenzare la politica italiana, forte del suo 97% di cittadini italiani battezzati, io potrò dire di non fare parte di quel numero che rende la sua opinione così forte ed influente. Ed anzi, quel numero sarà diminuito, seppur di pochissimo.
Perché se il papa od il vescovo di turno ritengono che un cristiano non possa decidere della propria vita, che un embrione abbia più diritti di un neonato e della madre che lo porta in grembo, queste possono benissimo rimanere delle regole valide per chi si ritiene cristiano praticante, ma non possono venire imposte tramite legge anche a chi non appartiene a quella confessione religiosa. Questo però, è ciò che purtroppo accade. In fondo, non siamo tanto diversi dai paesi di fede musulmana che tanto biasimiamo.
Per chi vuole saperne di più riguardo allo sbattezzo: “Sbattezzo” come cancellare gli effetti civili del battesimo
Una piccola presentazione in flash.
(clic sull'immagine per andare avanti)
Meglio di Lupin!
13 mag 2008 – 18:48

Un utente, tutto sommano di quelli svegli, mi chiama chiedendomi se do un occhiata al lucchetto Kensington in dotazione col suo portatile nuovo perché, dice, non riesce a capire come funziona.
Appena mi riesco a liberare, vado lì prendo il lucchetto dalla confezione, prendo le istruzioni ed inizio a leggerle e ad armeggiare.
Per modificare il codice di quattro cifre, è necessario comporre quello vecchio (il predefinito è 0000) e ruotare con una moneta o simile una vite posta in cima al cilindretto. Provo, riprovo, ma questa vite non gira. In più, è abbastanza difficile tenere il lucchetto, mentre si gira la vite, senza inavvertitamente far scattare qualcuno dei selettori.
Dopo alcuni minuti di tentativi falliti, vengo a sapere che lui aveva già impostato un codice che era – diciamo – 5153. Inserisco il codice ma ancora nulla: la vite non gira.
Faccio vari tentativi, cercando di mettere i selettori il più possibile allineati. Nessun risultato. Improvvisamente mi è venuta un illuminazione: “Vuoi vedere che quando lui ha impostato il codice, al momento di rimettere a posto la vite, ha girato inavvertitamente qualcuno dei selettori, impostando così un codice diverso?”
Così inizio a provare varie combinazioni modificando di uno le cifre. Parto prima da una estremità, perché è più probabile che siano le rotelle esterne a girare, se si tiene il cilindro con le dita per tenerlo fermo mentre si gira la vita.
Provo… 4153… niente. 6153… niente… Alla fine lo trovo: 4243. Erano le prime tre rotelle.
Mi bulleggio un po' spiegando la mia deduzione ed il metodo per trovarla, poi me ne vado fico & fiero. :-D
E se volete scassinare un lucchetto kensington con la chiavetta invece che con la combinazione, ecco il metodo.
Quando la gente non coglie…
11 apr 2008 – 19:56
Una settimana fa… Suonano al
campanello del portone.
TdG (forse) – Buon giorno, volevamo parlarle del nostro signore Gesù Cristo bla bla fede bla il mondo e bla bla la società e bla…
Io – Guardi, davvero non sono interessato, sono felicemente ateo
TdG(f) – Ma è sicuro? Forse potremmo discutere un po'…
Io – Sicuro al cento percento, non mi interessano le vostre cose religiose.
TdG(f) – Se ci apre, potremmo almeno lasciarle un opuscolo nella cassetta delle lettere…
Io – Beh, le cassette sono all'esterno, dall'altro lato del palazzo. C'è anche un contenitore apposito per opuscoli e simili, è quel contenitore giallo, grande, a fianco di quello verde.
TdG(f) – Va bene. Grazie mille. Buona giornata!
Io – LOL! (interno)
Ieri, al lavoro. Pomeriggio che più merdoso non si può con due lavori che cerco di portare avanti contemporaneamente, continuamente scocciato da utonti scassapalle. Come al solito, percorro il corridoio verso la sala server con passo deciso e veloce. Mi si affianca uno ed inizia a seguirmi facendomi domande.
ScassaB – Già che ti vedo volevo chiederti una cosa…
Io rallento un attimo, giusto per sentire dall'inizio della frase se si tratta di una cosa seria e di lavoro o meno, mentre penso a come procurarmi un mantello dell'invisibilità.
ScassaB – Quel router netgear che c'è in ufficio…
Io – Non c'è nessun router nell'ufficio, quello è uno switch.
ScassaB – Ah. A casa ne ho uno uguale ed è un router.
Io (accelerando nuovamente il passo: non faccio assistenza privatamente a nessuno!) – La netgear fa tutti i suoi apparecchi con lo stesso aspetto. Il tuo è un router, quello dell'ufficio uno switch.
ScassaB – Ah ok… Beh ti volevo chiedere perché non riesco a far… (e poi un "bla bla" indistinto…)
Io (non ascoltando nemmeno una parola e proseguendo dritto come un treno) – Non so. Probabilmente il problema sarà fra monitor, tastiera e sedia.
ScassaB – Ma no. Non credo. Ho un portatile…
Io – WTF?! (interno)
…e via di nuovo a passo lungo.
TdG (forse) – Buon giorno, volevamo parlarle del nostro signore Gesù Cristo bla bla fede bla il mondo e bla bla la società e bla…
Io – Guardi, davvero non sono interessato, sono felicemente ateo
TdG(f) – Ma è sicuro? Forse potremmo discutere un po'…
Io – Sicuro al cento percento, non mi interessano le vostre cose religiose.
TdG(f) – Se ci apre, potremmo almeno lasciarle un opuscolo nella cassetta delle lettere…
Io – Beh, le cassette sono all'esterno, dall'altro lato del palazzo. C'è anche un contenitore apposito per opuscoli e simili, è quel contenitore giallo, grande, a fianco di quello verde.
TdG(f) – Va bene. Grazie mille. Buona giornata!
Io – LOL! (interno)
Ieri, al lavoro. Pomeriggio che più merdoso non si può con due lavori che cerco di portare avanti contemporaneamente, continuamente scocciato da utonti scassapalle. Come al solito, percorro il corridoio verso la sala server con passo deciso e veloce. Mi si affianca uno ed inizia a seguirmi facendomi domande.
ScassaB – Già che ti vedo volevo chiederti una cosa…
Io rallento un attimo, giusto per sentire dall'inizio della frase se si tratta di una cosa seria e di lavoro o meno, mentre penso a come procurarmi un mantello dell'invisibilità.
ScassaB – Quel router netgear che c'è in ufficio…
Io – Non c'è nessun router nell'ufficio, quello è uno switch.
ScassaB – Ah. A casa ne ho uno uguale ed è un router.
Io (accelerando nuovamente il passo: non faccio assistenza privatamente a nessuno!) – La netgear fa tutti i suoi apparecchi con lo stesso aspetto. Il tuo è un router, quello dell'ufficio uno switch.
ScassaB – Ah ok… Beh ti volevo chiedere perché non riesco a far… (e poi un "bla bla" indistinto…)
Io (non ascoltando nemmeno una parola e proseguendo dritto come un treno) – Non so. Probabilmente il problema sarà fra monitor, tastiera e sedia.
ScassaB – Ma no. Non credo. Ho un portatile…
Io – WTF?! (interno)
…e via di nuovo a passo lungo.
Benedizione delle moto
07 apr 2008 – 15:16
Dopo un po' di resistenza, sono stato
convinto (mi era stata assicurata la presenza di moto&gnocca) a
partecipare alla benedizione annuale delle moto, svoltasi in piazza
del duomo a Trento.
Tutto sommato è stato un bel raduno, a cui ho partecipato assieme agli amici del Motoclub Tingavert ed Oskar (che ho convinto ad iscriversi).
Ovviamente, due adoratori del demonio come noi, stonano un po' in quella circostanza, ma tutto è stato fatto con uno scopo. Qualcuno avrà notato che il vescovo non si è presentato (come d'altronde hanno annunciato al microfono). Il motivo è presto detto: entrambi abbiamo avuto la stessa malvagia idea. Io ho messo del guttalax nel suo cappuccino, mentre Oskar mi ha confessato di averlo messo nel chierichetto… O_O
Aggiungo un paio di foto della moto di Oskar ed una panoramica della piazza.
In totale si stima che ci fossero circa quattromila motociclette.
Un report un po' più dettagliato ed altre foto sul sito del Motoclub Tingavert.


Tutto sommato è stato un bel raduno, a cui ho partecipato assieme agli amici del Motoclub Tingavert ed Oskar (che ho convinto ad iscriversi).
Ovviamente, due adoratori del demonio come noi, stonano un po' in quella circostanza, ma tutto è stato fatto con uno scopo. Qualcuno avrà notato che il vescovo non si è presentato (come d'altronde hanno annunciato al microfono). Il motivo è presto detto: entrambi abbiamo avuto la stessa malvagia idea. Io ho messo del guttalax nel suo cappuccino, mentre Oskar mi ha confessato di averlo messo nel chierichetto… O_O
Aggiungo un paio di foto della moto di Oskar ed una panoramica della piazza.
In totale si stima che ci fossero circa quattromila motociclette.
Un report un po' più dettagliato ed altre foto sul sito del Motoclub Tingavert.


Il lunedì
17 mar 2008 – 20:22

Immagine: Cute :3 di le-venin
Il primo riguarda un mio utente, soprannominato Lumpy (avete presente l'alce degli Happy Tree Friends? ne è l'incarnazione vivente: stessa espressione sveglia e stessa tendenza a distruggere inconsapevolmente cose e persone). Sfortunatamente, Lumpy ha l'ufficio attaccato al mio… Per prima cosa, mi entra in sala server senza nemmeno bussare – e già qua mi fa girare le palle – non saluta nemmeno e chiede “Ho un problema col monitor, si vede una striscia bianca.”. Già lodevole il fatto di essere stato in qualche modo specifico, dato che, solitamente, le richieste di assistenza assomigliano sempre a frasi tipo “Non funziona più”, “Aiuto ho un problema”, “Non si vede più niente”, per le quali mi vengono sempre in mente risposte tipo: “Prendi le pillole dei puffi”, “Vatti a far curare” e “Accendi la luce”.
Tornando alla sua striscia bianca chiedo: “Come mai hai una striscia bianca?” (NB: in realtà, quando me l'ha detto, avevo già un fondatissimo sospetto, dato che l'avevo visto pulire il monitor venerdì scorso), come a dire: “Che cos'hai combinato?”. Lui dice che non sa e di venire a vedere.
Mi alzo, cercando di dare a vedere quanto mi stia disturbando la sua ennesima richiesta d'aiuto e vado a vedere questo monitor con la striscia bianca. Lì per lì, pensavo che, pulendolo, gli avesse lasciato degli aloni e stavo già consigliandogli di prendere un panno, inumidirlo (e, conoscendo l'elemento, gli ho ripetuto almeno tre volte di strizzarlo per bene, che non goccioli nemmeno un po' e di spegnere tutto) e passarlo sul monitor, che è (era) un CRT da 17" ancora in ottimo stato.
Ingenuo io… Osservando più da vicino questa “striscia bianca” mi accorgo che il bordo è un groviglio di piccoli graffietti. Mi viene un piccolo sospetto: questo qua, non avrà mica strofinato e grattato fino a rimuovere lo strato antiriflesso dallo schermo? Gli domando cosa diavolo abbia usato per pulire il monitor. Lui mi indica una bottiglia con spruzzatore contenente un liquido giallo fluorescente ed un'etichetta che indica “SGRASSATORE” in maiuscolo. “Hai usato questo?” “Sì” e poi aggiunge “Ma non si dovrebbe vedere tutto come nella parte chiara? Il resto è più scuro.”… Ed è a quel punto che intuisco che il suo vigoroso strofinare con lo SGRASSATORE non era stato un errore, ma fatto di proposito, solo che ad un certo punto, notando che questo strato più scuro era più tenace del suo braccio, gli è venuto il dubbio di aver fatto una cazzata, ed allora ha lasciato trascorrere un giorno e poi, sperando che io mi fossi dimenticato di averlo visto pulire il monitor, ha cercato di far passare questa “striscia bianca” come un difetto del monitor.
Andandomene: ”Credo che tu abbia grattato via lo strato antiriflesso del monitor. Non si può farci niente. Devi tenerlo così.”.
Secondo personaggio. Questo bussa, ma ovviamente non attende il mio “Avanti” ed entra. Si tratta di una tizia, non molto brava con la tecnologia, anche se non ai livelli di Lumpy. Dice di avere il mouse che non funziona più. Ed allora parto con le domande di rito: “È senza fili? Hai cambiato le pile? Hai provato a premere il pulsantino sotto e quello sul ricevitore?” Lei risponde ”Sì Sì Sì”. Dato che so benissimo che la probabilità che non abbia fatto una delle operazioni o che le abbia fatte male è più alta di quella che il mouse sia effettivamente rotto, le ripeto le domande, chiedendo se era sicura di aver fatto bene, e se le pile le ha messe dritte e di descrivermi bene cosa intendeva quando ha detto che ha “premuto il pulsantino”. Dato che sembrava aver fatto tutto correttamente, vado a vedere questo mouse. Effettivamente non si muove e la lucetta rossa è accesa, segno che le batterie sono cariche ed inserite correttamente. Provo allora ad appaiarlo col ricevitore e – guarda un po' – funziona. “Come hai fatto?” chiede lei, stupita. “Ho premuto il bottone lì e questo qui.” (nb: il bottone sotto al mouse è di quelli da premere con un oggetto appuntito) e lei: “Ah! È quello il bottone! Io premevo questo.” indicando il sensore ottico che, in quel momento notai, era pieno di segni di matita.
Le persone (al volante) che non capisco
11 mar 2008 – 20:26
• Quelli che di notte girano con gli
anabbaglianti spenti, ma i fendinebbia accesi (e non c'è
nebbia).
• Quelli che pur avendo un posacenere in macchina (come tutti), lanciano i propri mozziconi di sigarette fuori.
• Quelli che mentre gli sei dietro in moto, decidono di lavarsi il parabrezza e, già che ci sono, farti una doccia. (appunto mentale: installare dei tergicristalli sulla visiera del casco)
• Quelli che mettono i cartelli pubblicità progresso “Non basta il casco, ci vuole anche la testa” e poi ti lasciano un rattoppo di asfalto alto cinque centimetri, in curva, che taglia quasi perpendicolarmente entrambe le corsie, a mo' di rampa di lancio. Ma perché non metteteci direttamente delle tagliole per orsi?
• Quelli che non mettono mai la freccia, ma quando lo fanno – eeeeh! quando lo fanno… – cazzo se ti devi spostare! “Ho la freccia perdio! Non la vedi? Significa che devo entrare”. Non importa che non abbiano la precedenza, se non ti levi di mezzo, non si fanno problemi a spostarti loro.
• Quelli che sei in città con traffico molto intenso e devi uscire in retro da un parcheggio perpendicolare. Alla prima interruzione del flusso ne approfitteresti, tanto c'è una sola macchina che arriva ma è a cento metri e va piano. Esci di pochi centimetri, molto molto piano, come a comunicargli “guarda… io uscirei, se solo mi facessi questo piacere di lasciarmi” …se solo rallentasse ancora un po' per farti uscire in tranquillità… Niente! Gli fa troppa fatica rallentare. Preferisce partire con una serie di sfanalate stroboscopiche, fino a quando non è ad un metro dal tuo culo, ed a quel punto iniziare una teatralissima manovra di evitamento ostacolo, come a farti vedere “Guarda, coglione, che fatica ho dovuto fare per evitarti”. Poi finalmente esci, e te lo trovi davanti fermo in colonna come tutti.
Bonus (non al volante):
• Quelli che spendono ogni settimana almeno 10€ per giocare al lotto (perdendo la corretta quantità di volte, dettata da precise leggi statistiche), ma poi fanno una Cambogia quando gli aumentano di cinque euro l'affitto (o gas, o elettricità, o …).
• Quelli che pur avendo un posacenere in macchina (come tutti), lanciano i propri mozziconi di sigarette fuori.
• Quelli che mentre gli sei dietro in moto, decidono di lavarsi il parabrezza e, già che ci sono, farti una doccia. (appunto mentale: installare dei tergicristalli sulla visiera del casco)
• Quelli che mettono i cartelli pubblicità progresso “Non basta il casco, ci vuole anche la testa” e poi ti lasciano un rattoppo di asfalto alto cinque centimetri, in curva, che taglia quasi perpendicolarmente entrambe le corsie, a mo' di rampa di lancio. Ma perché non metteteci direttamente delle tagliole per orsi?
• Quelli che non mettono mai la freccia, ma quando lo fanno – eeeeh! quando lo fanno… – cazzo se ti devi spostare! “Ho la freccia perdio! Non la vedi? Significa che devo entrare”. Non importa che non abbiano la precedenza, se non ti levi di mezzo, non si fanno problemi a spostarti loro.
• Quelli che sei in città con traffico molto intenso e devi uscire in retro da un parcheggio perpendicolare. Alla prima interruzione del flusso ne approfitteresti, tanto c'è una sola macchina che arriva ma è a cento metri e va piano. Esci di pochi centimetri, molto molto piano, come a comunicargli “guarda… io uscirei, se solo mi facessi questo piacere di lasciarmi” …se solo rallentasse ancora un po' per farti uscire in tranquillità… Niente! Gli fa troppa fatica rallentare. Preferisce partire con una serie di sfanalate stroboscopiche, fino a quando non è ad un metro dal tuo culo, ed a quel punto iniziare una teatralissima manovra di evitamento ostacolo, come a farti vedere “Guarda, coglione, che fatica ho dovuto fare per evitarti”. Poi finalmente esci, e te lo trovi davanti fermo in colonna come tutti.
Bonus (non al volante):
• Quelli che spendono ogni settimana almeno 10€ per giocare al lotto (perdendo la corretta quantità di volte, dettata da precise leggi statistiche), ma poi fanno una Cambogia quando gli aumentano di cinque euro l'affitto (o gas, o elettricità, o …).
Outing
01 mar 2008 – 20:20
Ebbene sì. Lo ammetto. Sono Emo. Ecco la foto che lo prova!

…ma un Emo sfigato, perché ho sbagliato lato del braccio. :-P
ok… in realtà è stato un piccolo incidente col bordo di uno scatolone di cartone ;-)

…ma un Emo sfigato, perché ho sbagliato lato del braccio. :-P
ok… in realtà è stato un piccolo incidente col bordo di uno scatolone di cartone ;-)
Ematomi
10 feb 2008 – 21:05

Il Bah…
08 feb 2008 – 19:21
Venditori di materassi
10 gen 2008 – 10:44
Stavo tornando a casa mia dopo aver
fatto una donazione di sangue quando, camminando sul marciapiede,
inizio a sentir provenire da davanti una voce registrata ed
amplificata. Man mano che mi avvicino (e la voce a me), mi accorgo
che si tratta di un furgone carico di materassi che, tramite
megafono, pubblicizza porta a porta la propria roba. Ora, due cose
mi hanno fatto girare le palle. Primo: Alle nove di mattina, tu ti
metti ad urlare per le strade, tirando giù la gente dal letto (ok,
magari la maggior parte è già sveglia, ma rompi comunque le palle)
per dire loro di comprare il tuo cazzo di materasso. Secondo: Ti
sei fatto tutta la via circolando sul marciapiede, costringendo i
pedoni ad uscire sulla strada per poter passare.
Se non fossi stato rincoglionito dal prelievo appena fatto, mi sarei piazzato in mezzo al loro tragitto, fingendomi un vigile in borghese e minacciandoli di sanzione. Peccato mi sia venuto in mente dopo…
Se non fossi stato rincoglionito dal prelievo appena fatto, mi sarei piazzato in mezzo al loro tragitto, fingendomi un vigile in borghese e minacciandoli di sanzione. Peccato mi sia venuto in mente dopo…
Vecchie canzoni orate
31 dic 2007 – 12:09
Talvolta, mettendo mano ai vecchi DVD
dei backup, ne escono delle sorprese niente male. Sabato scorso,
infatti, sono riemersi dal passato i vari brani, e pezzi di brano,
che suonavo con il mio vecchio gruppo.
Nel gruppo c'eravamo io, Chiaroscuro (le due chitarre), Edoardo (basso) e Paolo (batteria). Il genere era una sorta di death metal con un aggiunta di tutte quelle cose che ci piacevano dei gruppi che ascoltavamo in quel periodo: Death, Nevermore, Overkill, Testament, Opeth.
Le canzoni le scrivevamo io e Chiaroscuro e la composizione del pezzo avveniva pressappoco nel seguente modo.
Le canzoni raccolte in questa playlist sono registrate esattamente in questo modo, infatti solo le chitarre sono registrate “live”, mentre basso e batteria le suona Pentium Cento.
Tutto questo, avveniva in più giornate, intervallate dalle prove in saletta (la cantina di Paolo), le quali, solitamente, iniziavano in questo modo.
Il nome del gruppo era abbastanza classico: Eternal Damnation, ma ne avevamo anche uno di riserva: Vagina Orata.
Nel gruppo c'eravamo io, Chiaroscuro (le due chitarre), Edoardo (basso) e Paolo (batteria). Il genere era una sorta di death metal con un aggiunta di tutte quelle cose che ci piacevano dei gruppi che ascoltavamo in quel periodo: Death, Nevermore, Overkill, Testament, Opeth.
Le canzoni le scrivevamo io e Chiaroscuro e la composizione del pezzo avveniva pressappoco nel seguente modo.
- Smanetto a casa con la chitarra fino a che non trovo qualche riff particolarmente carismatico o contorto.
- Lo scrivo su un pezzo di carta e vado a casa di Chiaroscuro, chitarra_e_ampli-munito dicendo: “Ho un nuovo riff fighissimio. Te o faccio sentire.”. Lui dice che anche lui ne ha fatti un po' e di prepararmi al peggio.
- Attacco tutte le spine e suono: SGRANGATAGRANGBADABADABADAJUGGAJUGGAWAGGAGRANGATGRANGA
- Lui: Eeeeh? Non si capisce niente. Rifallo un po'.
- Io: SGRANGATAGRANGBADABADABADAJUGGAJUGGAWAGGAGRANGATGRANGA!!!!!
- Lui: Se sa bem!! Ma che cacchio di tempo è?
- Io: Boh?! Però è fico!
- Poi lui faceva la stessa cosa con me.
Le canzoni raccolte in questa playlist sono registrate esattamente in questo modo, infatti solo le chitarre sono registrate “live”, mentre basso e batteria le suona Pentium Cento.
Tutto questo, avveniva in più giornate, intervallate dalle prove in saletta (la cantina di Paolo), le quali, solitamente, iniziavano in questo modo.
- Io (o Chiaroscuso): Abbiamo roba-nuova.
- Attacchiamo tutte le spine e suoniamo un po' di quella roba.
- SGRANGATAGRANGBADABADABADAJUGGAJUGGAWAGGAGRANGATGRANGA BADABADABADABADBIMBADABADABABEM PIRULILRUPIRUPIRU.
- Edo e Paolo: EEEH?! Che è sta robba?
- Io e Chiaroscuro: Ma dai. È facile. Ascoltate un po'… SGRANGATAGRANGBADABADABADAJUGGAJUGGAWAGGAGRANGATGRANGA BADABADABADABADBIMBADABADABABEM PIRULILRUPIRUPIRU!!!!!!! …E così via.
Il nome del gruppo era abbastanza classico: Eternal Damnation, ma ne avevamo anche uno di riserva: Vagina Orata.
Wurstel shakerato & C.
13 dic 2007 – 18:43

Il primo, che chiamerò Wurstel Shakerato, l'ho incontrato recandomi al lavoro.
Sto viaggiando sul lungo rettilineo in salita che va da Calliano a Besenello ed inizio a sorpassare un camion. C'è un'automobile dall'altra parte, ma abbastanza lontana da permettermi di fare la manovra.
Ebbene, sono affiancato alla cabina del camion, che il tizio dell'altra corsia inizia a sfanalare ed io penso “eccone un altro di quelli che si agitano… sta tranquillo che non ti faccio il frontale…”. Quasi finito il sorpasso, sto rientrando e vedo il guidatore, decisamente corpulento, agitare con estremo trasporto il suo grosso dito medio fra la faccia ed il parabrezza. “TOOOOOOOOHHHHH!!!”, sembrava dire. Mi ha preso talmente alla sprovvista, che poi ho riso per un chilometro buono. :-D Ma l'ho ammirato, nel suo rimanere fiero di fronte alla morte (o quella che riteneva tale, altrimenti non mi spiego tutta l'agitazione), col dito medio alzato ed un fanculo fra i denti come fosse un coltello.
Il secondo, in realtà sono tre e li chiamerò Ira, Fastidio e Pigrizia. Sto uscendo dall'ufficio, quando vedo questo grosso furgone arretrare. Si sa che quando esci da un posteggio immettendoti sulla strada, devi dare la precedenza alle macchine che transitano. Ebbene, Ira invece se ne esce tranquillo tranquillo con la sua retro, incurante di tutto il resto del mondo e, come prevedibile, ad un certo punto si becca una bella strombazzata da Fastidio che, trovandosi davanti questo bel culone di furgone grigio recante la scritta FERCAM, deve improvvisamente cambiare i progetti che aveva riguardo a quella strada che, nella fattispecie, consistevano in: immettiti nella strada e prosegui dritto senza fermarti fino a che non l'hai finita. Poverino, ha dovuto frenare e quindi si rende necessario annunciare al mondo intero la propria frustrazione. Nell'udire lo strombazzante affronto, Ira ovviamente s'infuria ed inizia a sparare fanculi a ripetizione (a danno del proprio parabrezza). Al suo fianco, Pigrizia che se la sghignazza come il gatto di Gargamella. Ora, a parte che hai torto marcio, posso capire che uscire in retro col furgone non ti permetta di vedere bene cosa ci sia alle tue spalle, ma sapendo questo, non poteva forse Pigrizia scollare il culo dal sedile e scendere facendoti segnalazioni per la manovra, mentre nel contempo, avvisa i sardomobilisti di passaggio del sopraggiungere di un automezzo in manovra?
Come dei dinosauri… Inventiva zero, ma incazzometro sempre fuori scala.
Immagine: Snake Dino di TinyPilot
Lapsus
15 nov 2007 – 19:50
Scena: sala macchine. Personaggi: io,
tecnico_esterno venuto per aggiornamenti, ragazza_incaricata di
inserimento dati.
Appena finito di togliermi la tutona da moto e mettere la tuta da ginnastica, tiro fuori il portatile dalla borsa, attacco cavo di rete, mouse e alimentatore. Mi allungo un po' per centrare alla cieca la presa di corrente attaccata dietro al tavolone. Ragazza_incaricata è dietro al tavolo: “Vuoi una mano?… Se vuoi te la do!”
Appunto mentale: indagare su questo lapsus. :-D
…sarà per via del mio nuovo look con barbazza alla William Riker?
Appena finito di togliermi la tutona da moto e mettere la tuta da ginnastica, tiro fuori il portatile dalla borsa, attacco cavo di rete, mouse e alimentatore. Mi allungo un po' per centrare alla cieca la presa di corrente attaccata dietro al tavolone. Ragazza_incaricata è dietro al tavolo: “Vuoi una mano?… Se vuoi te la do!”
Appunto mentale: indagare su questo lapsus. :-D
…sarà per via del mio nuovo look con barbazza alla William Riker?
L'automobilista fumatore
13 nov 2007 – 18:17

All'automobilista fumatore, il pensiero di ciò che è fuori dalla macchina attiva le stesse aree cerebrali di quando pensa “posacenere”.
L'automobilista fumatore, quando non è in macchina, gioca a “centriamo il tombino col mozzicone”. L'automobilista fumatore appiedato è una persona molto sportiva e non si scompone minimamente quando non centra il bersaglio. L'automobilista fumatore, talvolta si domanda come mai i tombini di drenaggio non funzionino, facendo allagare le strade quando piove, ma non si sa mai dare una risposta, poverino.
L'automobilista fumatore è al di sopra della lotta di classe: che abbia una Panda dell'ottanta o una Porsche Cayenne, non sporcherà mai il proprio posacenere di serie, quando ha a disposizione un intero universo là fuori.
Il sottoinsieme degli automobilisti fumatori interseca ed è quasi completamente incluso in quello degli automobilisti che non usano gli specchietti.
L'automobilista fumatore ha anche evidenti problemi d'udito, visto che non riesce a sentire il macello che fa una moto dietro di lui (pure quelle che fanno un merdaio indicibile)… oppure semplicemente se ne fotte.
È frequentissimo incontrare l'automobilista fumatore. Girano comunque i coglioni se due di essi (idiota con monovolume non identificata e idiota con Land Rover Freelander) si dilettano nel lancio del mozzicone dal finestrino in faccia al motociclista di cui sopra.
Girano ancora di più se i due “atleti” sono uno in colonna dietro l'altro.
L'automobilista fumatore, la prossima volta, invece degli insulti, si troverà direttamente un bassorilievo delle nocche del suddetto motociclista sulla portiera.
Immagine: 0 mph di Nullermanden
Fare piccoli proseliti
20 ott 2007 – 20:15
Scenetta divertente.
Dopo un giretto sul Passo della Mendola assieme ad alcuni amici motociclisti, quando ormai sono a pochi km da casa, mi ritrovo dietro ad un'automobile, in attesa dello spazio per sorpassare. Sul sedile posteriore c'è una bambina piccola che si gira e mi guarda, probabilmente attirata dal rumore della moto. Io la guardo, lei continua a fissarmi. Faccio “ciao” con la mano e lei risponde con la manina, tutta sorridente, poi si gira e chiama uno dei due genitori davanti, probabilmente per dire “Ehi guarda, quel motociclista là dietro mi ha salutato”. Dopodiché si gira di nuovo, ma ora ho abbastanza visibilità per sorpassare e li supero.
Che dite? Potrebbe essere la scintilla che la renderà una futura motociclista? :D
Dopo un giretto sul Passo della Mendola assieme ad alcuni amici motociclisti, quando ormai sono a pochi km da casa, mi ritrovo dietro ad un'automobile, in attesa dello spazio per sorpassare. Sul sedile posteriore c'è una bambina piccola che si gira e mi guarda, probabilmente attirata dal rumore della moto. Io la guardo, lei continua a fissarmi. Faccio “ciao” con la mano e lei risponde con la manina, tutta sorridente, poi si gira e chiama uno dei due genitori davanti, probabilmente per dire “Ehi guarda, quel motociclista là dietro mi ha salutato”. Dopodiché si gira di nuovo, ma ora ho abbastanza visibilità per sorpassare e li supero.
Che dite? Potrebbe essere la scintilla che la renderà una futura motociclista? :D
Il re degli idioti
04 set 2007 – 18:20

Parto da Trento. Questa volta, decido di percorrere la sinistra Adige per tornare a casa. Sono sul tratto di tangenziale che passa a fianco di Mattarello ad andatura sostenuta (sopra al limite di velocità, ma non poi tantissimo) nella corsia di sorpasso quando, davanti a me, trovo un tizio in Audi A4 station wagon grigia metallizzata. Gli rimango dietro tranquillo aspettando che rientri in corsia. Non sfanalo, non suono… Semplicemente gli rimango dietro ed aspetto. Ad un tratto, il tizio deve essersi accorto di me ed invece di rientrare in corsia, per qualche ragione decide di andare a tavoletta… Anche se in quel momento, dato che non stavo guardando la velocità, ma solo lui, non avevo ancora capito che stava cercando di andare a tavoletta.
A questo punto, penso che stia cercando di dimostrare qualcosa, probabilmente a se stesso. Lui crede che, avendo una A4-checavolonesò-turbodiesel, sia legittimato a tirare come un dannato, che basti questo a renderlo una sorta di Schumacher e, come se non bastasse, che sia scontato che un tizio in motocicletta voglia gareggiare con lui (mah?!). Con queste ipotesi, il tizio finisce già con un piede nel mio cassetto mentale delle persone veramente stupide, ma vi anticipo che non ci rimarrà per molto: la promozione è a portata di mano. Insomma, siamo rimasti che questo tizio vedendo una persona su di una moto sportiva dietro di sé, invece di rientrare in corsia, come avrebbe fatto per qualsiasi altro mezzo, decide di schiacciare a tavoletta. Anche se la sua classificazione cerebrale era quasi certa, un po' di beneficio del dubbio glielo stavo ancora dando. Continuo perciò ad andargli dietro, credendo che, una volta trovato lo spazio per rientrare, si sarebbe rimesso nella corsia di scorrimento.
Beata ingenuità! Prima che finissero le due corsie, butto l'occhio al tachimetro, che non stavo guardando per fare invece attenzione al tizio davanti e mi accorgo che entrambi si sta viaggiando a velocità di molto superiori al limite! Questa scoperta, unita al fatto che stavo andando tranquillamente in quinta ed alla consapevolezza che mi sarebbe bastato pochissimo per lasciarlo lì, consapevolezza che evidentemente lui non aveva, convinto di avere sotto il culo una Ferrari, lo inserisce con entrambi i piedi nell'apposito cassetto di cui sopra.
Dato che non avevo intenzione di tirare così tanto, rallento e mi rimetto nella corsia, mentre lui continua a superare qualche altra macchina facendo il pelo al guard-rail, dato che ormai le corsie sono diventate una, fino a quando non è costretto ad inchiodare dietro ad un'altra macchina che stava facendo tipo 100km/h meno di lui. Leggi il resto…
Dov'ero oggi?
02 set 2007 – 23:30
A fare questa cosa: Tingagiro della
Lessinia, addì 2 settembre 2007.

Questo era il punto di partenza, in piazza Brà a Verona.

Questo era il punto di partenza, in piazza Brà a Verona.
Ogni scusa è buona
31 ago 2007 – 23:24
Oggi, avevo voglia di farmi in bel
giretto in moto… Peccato che dovessi andare a lavorare!
La voglia era così irresistibile che, stamattina, quando sarei dovuto essere a riposo, m'è venuto in mente che c'era un lavoretto da fare alla sede di Arco e ho telefonato all'impiegato che lavora a Riva del Garda e ad Arco “Quel lavoretto… se c'è qualcuno in sede o se mi puoi dare le chiavi, potrei farvelo adesso” :-D
E quindi, sono andato ad Arco, dopo aver recuperato le chiavi… Sfortuna vuole che non abbia potuto fare nulla, dato che nella sede mancava l'elettricità a causa di un guasto.
Torno a casa. Nel pomeriggio avevo in calendario di andare a fare una installazione a Mezzolombardo. Prima però dovevo passare in sede centrale, a Trento, per recuperare la chiave.
Visto che ero solo di passaggio, non mi sono nemmeno preoccupato di togliermi la tuta, quindi per un po' mi sono fatto la sauna, facendo assistenza agli utenti che ne avevano bisogno… Dopo un oretta, entrambe le persone che avevano queste famose chiavi della sede di Mezzolombardo, non si erano ancora viste (una so che era dovuta andare ad un funerale. l'altra boh). Caso vuole che, proprio quando stavo per togliermi la tuta e mettermi comodo (non in mutande! tengo un cambio abiti in ufficio ;-) ), mi telefonino da Storo. Ci sono problemi di stampa. C'è da configurare un programma che usano loro. Ok: provo a collegarmi in remoto tramite VNC. Niente da fare. Rifiuta sempre la connessione. Provo a dare istruzioni all'utente, tramite telefono, ma non riusciamo comunque a risolvere il problema. Rimango d'accordo che sarei passato da lui la settimana prossima.
Torno ad attendere che venga qualcuno con le chiavi di Mezzolombardo. Niente. Niente. Aspetta… forse… no, niente. Quand'ecco una certa vocina all'interno della testa: “Ehi! Cretino! Fai due più due: sei in moto, a Trento, chiedono assistenza a Storo. Ti dice niente? Sì, bravo! Strada dei laghi!!”
Ritelefono a Storo: “Sì, pronto? Ciao sono di nuovo io. Posso venire da voi adesso, se volete!” :-D
La voglia era così irresistibile che, stamattina, quando sarei dovuto essere a riposo, m'è venuto in mente che c'era un lavoretto da fare alla sede di Arco e ho telefonato all'impiegato che lavora a Riva del Garda e ad Arco “Quel lavoretto… se c'è qualcuno in sede o se mi puoi dare le chiavi, potrei farvelo adesso” :-D
E quindi, sono andato ad Arco, dopo aver recuperato le chiavi… Sfortuna vuole che non abbia potuto fare nulla, dato che nella sede mancava l'elettricità a causa di un guasto.
Torno a casa. Nel pomeriggio avevo in calendario di andare a fare una installazione a Mezzolombardo. Prima però dovevo passare in sede centrale, a Trento, per recuperare la chiave.
Visto che ero solo di passaggio, non mi sono nemmeno preoccupato di togliermi la tuta, quindi per un po' mi sono fatto la sauna, facendo assistenza agli utenti che ne avevano bisogno… Dopo un oretta, entrambe le persone che avevano queste famose chiavi della sede di Mezzolombardo, non si erano ancora viste (una so che era dovuta andare ad un funerale. l'altra boh). Caso vuole che, proprio quando stavo per togliermi la tuta e mettermi comodo (non in mutande! tengo un cambio abiti in ufficio ;-) ), mi telefonino da Storo. Ci sono problemi di stampa. C'è da configurare un programma che usano loro. Ok: provo a collegarmi in remoto tramite VNC. Niente da fare. Rifiuta sempre la connessione. Provo a dare istruzioni all'utente, tramite telefono, ma non riusciamo comunque a risolvere il problema. Rimango d'accordo che sarei passato da lui la settimana prossima.
Torno ad attendere che venga qualcuno con le chiavi di Mezzolombardo. Niente. Niente. Aspetta… forse… no, niente. Quand'ecco una certa vocina all'interno della testa: “Ehi! Cretino! Fai due più due: sei in moto, a Trento, chiedono assistenza a Storo. Ti dice niente? Sì, bravo! Strada dei laghi!!”
Ritelefono a Storo: “Sì, pronto? Ciao sono di nuovo io. Posso venire da voi adesso, se volete!” :-D
Motogiro Storo-Tione-Cles. Doppio report. (19/08/2007)
31 ago 2007 – 08:31

Ieri (19 Agosto 2007), giretto sulle due ruote, giusto per sentirci motociclisti incalliti, che quando non sanno cosa fare, basta una scusa per mettere il culo sulla sella. Masque, s'è fatto sentire intorno alle 14.00, mentre stavo uscendo, direzione, casa di Elisotta Weinsteiner. Ero già vestito da motociclista, (anche se avevo la sensazione di aver dimenticato qualcosa, scendendo le scale.. eppure, avevo preso anche il dvd "Il settimo sigillo", e il libro "Le intermittenze della morte"; mmmm, probabile che non fosse niente di importante.. bah, sicuramente, mi sarebbe tornato alla mente più tardi) per cui il ritrovo, è stato fissato a casa della gentilissima, in circa 15 minuti.
Sul posto, conoscendo i tempi di reazione di Masque, ci si è preparato il caffè, ed intanto abbiamo lanciato un paio di idee, tanto per fare: passare dalla Val di Sole, in un posto di cui non ci si ricordava il nome, a trovare Nadia (amica di Ely) che ci sta facendo stagione.. oppure verso Tione, a trovare un suo compagno di banda.. per me un po' tutto andava bene.. mi basta poco: fare chilometri, non correre come un disperato, e fermarmi ogni tot, per qualche fotografia. Altrimenti, cosa me la sono presa a fare la macchina fotografica, no? ;-) Leggi il resto…
Ritrovato!
29 ago 2007 – 13:41
Patentato
28 ago 2007 – 11:55
Sappiate che da oggi sono patente A3
dotato, ma che purtroppo non l'ho potuta ritirare subito non avendo
alcun foglio rosa e vecchia patente da restituire, causa
smarrimento. L'ho già detto quanto la burocrazia mi
stia sulle palle?
Intanto posso circolare con i documenti provvisori. La patente la andrò a ritirare domani pomeriggio.
Ps. Ovviamente, ora sta venendo da piovere e le previsioni danno brutto fino a sabato. GRRR! :-|
Intanto posso circolare con i documenti provvisori. La patente la andrò a ritirare domani pomeriggio.
Ps. Ovviamente, ora sta venendo da piovere e le previsioni danno brutto fino a sabato. GRRR! :-|
La puntualità dei comunali
24 ago 2007 – 13:11
Vorrei ringraziare l'addetto allo
sportello dell'ufficio anagrafe di Rovereto per la sua
dimostrazione di fiscalità e puntualità. Mi ha illuminato ed ora ho
una rinnovata fiducia nella precisione della burocrazia
municipale.
Purtroppo, ieri ho smarrito il portafogli con tutti i miei documenti. Questa mattina ho fatto l'ultima guida con la scuola, prima dell'esame, senza far sapere loro che non avevo né foglio rosa né patente, se non a guida fatta, per chiedere informazioni. Dopo la guida sono andato in moto a fare la denuncia ai carabinieri (sempre circolando senza documenti), poi a fare delle fototessere per rifare la carta d'identità, necessaria per poter avere il foglio di circolazione provvisorio.
Arrivo davanti all'ufficio anagrafe alle 12.30 e qualche secondo. L'ufficio chiude alle 12.30. Pensate che fosse ancora aperto? Ovviamente no. Confido nella flessibilità mentale degli impiegati e busso. Nulla. Sbircio dalla finestra, vedo l'impiegato che sta mettendo via nel cassetto alcuni documenti (sembra che abbia appena chiuso in quel momento) e faccio qualche gesto per attirare l'attenzione e chiedergli un minuto di tempo. Lui mi risponde, sempre a gesti, di no. Lo stesso genere di gesti che si fanno ai lavavetri ai semafori quando vuoi dirgli che non vuoi nulla da loro e di levarsi dalle scatole. Insisto. Lui si alza e io penso che stia per venire ad aprire. Invece viene alla finestra per dirmi a voce che sono chiusi (guardo l'orologio e sono ANCORA le 12.30). Io mi scuso per essere arrivato proprio all'ultimo momento, ma ho urgente bisogno di rifare la carta d'identità, perché l'ho smarrita e sto circolando senza alcun documento e mi serve per fare i documenti sostitutivi. Lui insiste che sono chiusi, e che ormai ha chiuso la cassa e di tornare lunedì mattina. Io: “Per favore! Ho urgenza di rifare i miei documenti, sto circolando senza!” (Brutta faccia di cazzo! E ti facevo pure assistenza per 130 mila lire al mese quando ero a fare servizio civile al Centro Elaborazione Dati del Comune!) Lui ripete che non può e di tornare lunedì. Che si traduce in “ho solo voglia di andarmene subito a pranzo e mi ero illuso di poterlo fare, proprio per questo ho chiuso puntualissimo la porta (se non in anticipo), quindi levati dalle palle”.
Sarebbe costato tanto farmi entrare, prendere le fototessere che avevo appena fatto, controllare il foglio della denuncia di smarrimento e lanciare una stampa? Cinque minuti nel peggiore dei casi. Se fossi riuscito ad avere la carta d'identità, sarei potuto andare subito dai carabinieri, che mi avevano già preparato il modulo sostitutivo per patente e foglio rosa e, nel pomeriggio andare alla motorizzazione a richiedere un duplicato della patente ed alla ASL a fare la richiesta per la tessera sanitaria. Ed invece, dovrò fare tutto lunedì mattina, rimanendo senza documenti per tutto il fine settimana e sperando che alla scuola guida abbiano abbastanza tempo per richiedere le pratiche necessarie in modo che io possa sostenere l'esame il giorno dopo. Tutto questo non lo potrò fare, grazie ad un testa quadrata che, scattate le 12.30 e un secondo, è già con la mente fuori dal lavoro e non vuole distrazioni di sorta.
Ringrazio e me ne vado bestemmiando fra i denti.
Posso scommettere che la mattina, all'ora di apertura, non sono così solerti e puntuali.
Purtroppo, ieri ho smarrito il portafogli con tutti i miei documenti. Questa mattina ho fatto l'ultima guida con la scuola, prima dell'esame, senza far sapere loro che non avevo né foglio rosa né patente, se non a guida fatta, per chiedere informazioni. Dopo la guida sono andato in moto a fare la denuncia ai carabinieri (sempre circolando senza documenti), poi a fare delle fototessere per rifare la carta d'identità, necessaria per poter avere il foglio di circolazione provvisorio.
Arrivo davanti all'ufficio anagrafe alle 12.30 e qualche secondo. L'ufficio chiude alle 12.30. Pensate che fosse ancora aperto? Ovviamente no. Confido nella flessibilità mentale degli impiegati e busso. Nulla. Sbircio dalla finestra, vedo l'impiegato che sta mettendo via nel cassetto alcuni documenti (sembra che abbia appena chiuso in quel momento) e faccio qualche gesto per attirare l'attenzione e chiedergli un minuto di tempo. Lui mi risponde, sempre a gesti, di no. Lo stesso genere di gesti che si fanno ai lavavetri ai semafori quando vuoi dirgli che non vuoi nulla da loro e di levarsi dalle scatole. Insisto. Lui si alza e io penso che stia per venire ad aprire. Invece viene alla finestra per dirmi a voce che sono chiusi (guardo l'orologio e sono ANCORA le 12.30). Io mi scuso per essere arrivato proprio all'ultimo momento, ma ho urgente bisogno di rifare la carta d'identità, perché l'ho smarrita e sto circolando senza alcun documento e mi serve per fare i documenti sostitutivi. Lui insiste che sono chiusi, e che ormai ha chiuso la cassa e di tornare lunedì mattina. Io: “Per favore! Ho urgenza di rifare i miei documenti, sto circolando senza!” (Brutta faccia di cazzo! E ti facevo pure assistenza per 130 mila lire al mese quando ero a fare servizio civile al Centro Elaborazione Dati del Comune!) Lui ripete che non può e di tornare lunedì. Che si traduce in “ho solo voglia di andarmene subito a pranzo e mi ero illuso di poterlo fare, proprio per questo ho chiuso puntualissimo la porta (se non in anticipo), quindi levati dalle palle”.
Sarebbe costato tanto farmi entrare, prendere le fototessere che avevo appena fatto, controllare il foglio della denuncia di smarrimento e lanciare una stampa? Cinque minuti nel peggiore dei casi. Se fossi riuscito ad avere la carta d'identità, sarei potuto andare subito dai carabinieri, che mi avevano già preparato il modulo sostitutivo per patente e foglio rosa e, nel pomeriggio andare alla motorizzazione a richiedere un duplicato della patente ed alla ASL a fare la richiesta per la tessera sanitaria. Ed invece, dovrò fare tutto lunedì mattina, rimanendo senza documenti per tutto il fine settimana e sperando che alla scuola guida abbiano abbastanza tempo per richiedere le pratiche necessarie in modo che io possa sostenere l'esame il giorno dopo. Tutto questo non lo potrò fare, grazie ad un testa quadrata che, scattate le 12.30 e un secondo, è già con la mente fuori dal lavoro e non vuole distrazioni di sorta.
Ringrazio e me ne vado bestemmiando fra i denti.
Posso scommettere che la mattina, all'ora di apertura, non sono così solerti e puntuali.
Professionalità
16 ago 2007 – 19:56
Giovedì scorso ricevetti una
telefonata da un referente della Telecom: finalmente è disponibile
un tecnico per portare una seconda linea dati tramite la quale il
nostro attuale provider può fornirci la connettività tramite HDSL a
4Mb che attendiamo ormai da mesi. La disponibilità sarebbe per
giovedì 16 alle 8:00 oppure alle 10:00.
Sfortuna vuole che la settimana di ferragosto, i miei uffici chiudano. Non c'è problema – dico io – vengo apposta e rimango ad aspettare il tecnico per farlo entrare: deve solo chiamarmi sul cellulare quando arriva, in modo che io possa scendere ad aprirgli il portone (abbiamo i portoni a chiusura temporizzata con allarme). Lascio il numero al referente, avvertendolo di darlo al tecnico che verrà. Come orario, decido per le 10:00, così almeno non devo svegliarmi troppo presto.
Sul godermi la settimana di chiusura, ci avevo già messo sopra una bella pietra. Già lunedì tredici e martedì quattordici dovevo essere in sede per aspettare un collega di Bologna, incaricato di installarci un modulo del programma per la gestione delle anagrafi sviluppato da loro e fare l'integrazione con i nostri dati.
Avanti veloce di una settimana… Sveglia alle nove e accendo subito il cellulare del lavoro per vedere se il tecnico Telecom mi ha chiamato per una eventuale conferma. Nulla. Mi chiama invece la ragazza del nostro call-center temporaneo, incaricata di fissare gli appuntamenti col pubblico. Dice che è davanti alla sede e se scendo ad aprire. “Uhm… sì ok. C'è solo un problema: sono ancora a casa. Tempo venti minuti e sono lì.” Sapendo che oggi sarei stato in sede, mi aveva chiesto se poteva venire per portarsi avanti col lavoro. Stakanovista! Avevo detto che sarei arrivato in sede fra le 9:30 e le dieci e mi chiama alle 9:30 meno qualche secondo!
Mi vesto in fretta (per quanto in fretta si possa indossare paraschiena-tuta-stivali e chiudere tutte le zip), prendo tutte le mie cose: zaino col portatile, portafogli, chiavi di casa, cellulari. Pare ci sia tutto. Salgo in moto, faccio il pieno al distributore sotto casa e parto.
Alle 10 e zero zero sono davanti al portone. Frugo nelle tasche e… “Ma porc!! ho lasciato le chiavi del lavoro a casa! Sono un pirla!”. Dico alla ragazza “C'è un piccolo problema, mi sono appena accorto di aver dimenticato le chiavi… Torno di corsa a casa per prenderle. Ti lascio qua lo zaino ed il cellulare. Se si fa vivo il tecnico Telecom, gli potresti dire di aspettare che torni? In mezz'ora, massimo quaranta minuti dovrei essere di ritorno.” Ri-salgo in moto e parto verso casa a velocità da ergastolo, prendo le chiavi e torno. Non c'è nessun tecnico e al cellulare non ha chiamato nessuno. A questo punto, avrete già capito come finirà la storia…
Passano i minuti e io me ne sto lì, ad aspettare che questo tecnico fantasma si faccia vivo. Nulla. Telefono al referente con cui avevo preso appuntamento: cellulare spento e segreteria della Tim. Inizio a cazzeggiare per passare il tempo. Riprovo a telefonare al referente: cellulare spento e segreteria della Tim. Mi vado a prendere da bere al distributore automatico, inizio un lavoro palloso che devo sbrigare prima di settembre. Sono le 12:30, provo ancora a telefonare al referente. Cellulare spento e lasciare un messaggio: “Salve sono il responsabile tecnico della [ditta_dove_lavoro], ci eravamo sentiti la settimana scorsa per fissare un appuntamento con un vostro tecnico per una nuova linea dati. Eravamo d'accordo per le dieci di questa mattina, ma a tuttora non s'è ancora visto nessuno. Mi richiami al più presto per fissare un nuovo appuntamento, grazie.”
Alle 13:30 mi sono rotto le palle di aspettare e me ne sono tornato a casa.
Adesso sono le 19:40 e nessuno mi ha ancora richiamato.
Evviva la professionalità di chi prende appuntamento, ti fa alzare la mattina di un giorno di (presunte) ferie per poi sparire nel nulla il giorno accordato.
Sfortuna vuole che la settimana di ferragosto, i miei uffici chiudano. Non c'è problema – dico io – vengo apposta e rimango ad aspettare il tecnico per farlo entrare: deve solo chiamarmi sul cellulare quando arriva, in modo che io possa scendere ad aprirgli il portone (abbiamo i portoni a chiusura temporizzata con allarme). Lascio il numero al referente, avvertendolo di darlo al tecnico che verrà. Come orario, decido per le 10:00, così almeno non devo svegliarmi troppo presto.
Sul godermi la settimana di chiusura, ci avevo già messo sopra una bella pietra. Già lunedì tredici e martedì quattordici dovevo essere in sede per aspettare un collega di Bologna, incaricato di installarci un modulo del programma per la gestione delle anagrafi sviluppato da loro e fare l'integrazione con i nostri dati.
Avanti veloce di una settimana… Sveglia alle nove e accendo subito il cellulare del lavoro per vedere se il tecnico Telecom mi ha chiamato per una eventuale conferma. Nulla. Mi chiama invece la ragazza del nostro call-center temporaneo, incaricata di fissare gli appuntamenti col pubblico. Dice che è davanti alla sede e se scendo ad aprire. “Uhm… sì ok. C'è solo un problema: sono ancora a casa. Tempo venti minuti e sono lì.” Sapendo che oggi sarei stato in sede, mi aveva chiesto se poteva venire per portarsi avanti col lavoro. Stakanovista! Avevo detto che sarei arrivato in sede fra le 9:30 e le dieci e mi chiama alle 9:30 meno qualche secondo!
Mi vesto in fretta (per quanto in fretta si possa indossare paraschiena-tuta-stivali e chiudere tutte le zip), prendo tutte le mie cose: zaino col portatile, portafogli, chiavi di casa, cellulari. Pare ci sia tutto. Salgo in moto, faccio il pieno al distributore sotto casa e parto.
Alle 10 e zero zero sono davanti al portone. Frugo nelle tasche e… “Ma porc!! ho lasciato le chiavi del lavoro a casa! Sono un pirla!”. Dico alla ragazza “C'è un piccolo problema, mi sono appena accorto di aver dimenticato le chiavi… Torno di corsa a casa per prenderle. Ti lascio qua lo zaino ed il cellulare. Se si fa vivo il tecnico Telecom, gli potresti dire di aspettare che torni? In mezz'ora, massimo quaranta minuti dovrei essere di ritorno.” Ri-salgo in moto e parto verso casa a velocità da ergastolo, prendo le chiavi e torno. Non c'è nessun tecnico e al cellulare non ha chiamato nessuno. A questo punto, avrete già capito come finirà la storia…
Passano i minuti e io me ne sto lì, ad aspettare che questo tecnico fantasma si faccia vivo. Nulla. Telefono al referente con cui avevo preso appuntamento: cellulare spento e segreteria della Tim. Inizio a cazzeggiare per passare il tempo. Riprovo a telefonare al referente: cellulare spento e segreteria della Tim. Mi vado a prendere da bere al distributore automatico, inizio un lavoro palloso che devo sbrigare prima di settembre. Sono le 12:30, provo ancora a telefonare al referente. Cellulare spento e lasciare un messaggio: “Salve sono il responsabile tecnico della [ditta_dove_lavoro], ci eravamo sentiti la settimana scorsa per fissare un appuntamento con un vostro tecnico per una nuova linea dati. Eravamo d'accordo per le dieci di questa mattina, ma a tuttora non s'è ancora visto nessuno. Mi richiami al più presto per fissare un nuovo appuntamento, grazie.”
Alle 13:30 mi sono rotto le palle di aspettare e me ne sono tornato a casa.
Adesso sono le 19:40 e nessuno mi ha ancora richiamato.
Evviva la professionalità di chi prende appuntamento, ti fa alzare la mattina di un giorno di (presunte) ferie per poi sparire nel nulla il giorno accordato.
Sgroppata e soddisfazioni
13 ago 2007 – 01:31
Partenza subito dopo pranzo (che poi
sarebbe colazione, dato che mi sono svegliato alle 11:00), mi
in-tuto e monto in groppa alla moto. Scopo dichiarato: macinare
chilometri su un paio di percorsi che avevo già fatto singolarmente
e mi erano piaciuti (un po' per la strada divertente, un po' per il
panorama) e vendicarmi di una coppia di tornanti che ieri mi
avevano messo in crisi. :-)
Quindi, partenza alle 13:30 alla volta di Lavis poi in Val di Cembra verso Cavalese. Giusto all'inizio della salita ci sono i due tornanti a tradimento (il terzo ed il quarto), che ieri mi avevano colto impreparato mentre facevo la stessa strada, però nell'altra direzione. Li faccio con molta cautela, perché sono parecchio strettini, ma in tranquillità e senza finire contromano. Proseguo per la strada che, per inciso, è spettacolare! Pochissimo traffico e la maggior parte dei veicoli che si vedono sono moto sportive!
Evidentemente la strada è molto conosciuta e tanti si divertono a farla proprio perché piena di curvoni veloci. Incredibilmente, riesco a non farmi sverniciare da tutti quelli che vanno nella mia stessa direzione. Per un tratto di strada, finisco pure col fare da capofila dando il ritmo. Poi perdo la fila. Strano, perché di solito è la fila a perdere me. :-)
Passo la metà del tempo in piega (non roba da ginocchio a terra, in fondo sono ancora un pivello! però alla fine del viaggio mi sono accorto di aver ripulito un altro bel centimetro di battistrada :-) ) e l'altra a salutare altri motociclisti.
Ho visto i saluti più fantasiosi, oltre al classico con le due dita. Gente che si sbraccia (pilota e passeggero), inchini, baci (che mi avesse scambiato per una ragazza?), saluti coi piedi, un tizio piegato che sembrava voler grattare anche i gomiti, che alza il braccio quasi a volermi dare il cinque! Robe da pazzi! Leggi il resto…
Quindi, partenza alle 13:30 alla volta di Lavis poi in Val di Cembra verso Cavalese. Giusto all'inizio della salita ci sono i due tornanti a tradimento (il terzo ed il quarto), che ieri mi avevano colto impreparato mentre facevo la stessa strada, però nell'altra direzione. Li faccio con molta cautela, perché sono parecchio strettini, ma in tranquillità e senza finire contromano. Proseguo per la strada che, per inciso, è spettacolare! Pochissimo traffico e la maggior parte dei veicoli che si vedono sono moto sportive!
Evidentemente la strada è molto conosciuta e tanti si divertono a farla proprio perché piena di curvoni veloci. Incredibilmente, riesco a non farmi sverniciare da tutti quelli che vanno nella mia stessa direzione. Per un tratto di strada, finisco pure col fare da capofila dando il ritmo. Poi perdo la fila. Strano, perché di solito è la fila a perdere me. :-)
Passo la metà del tempo in piega (non roba da ginocchio a terra, in fondo sono ancora un pivello! però alla fine del viaggio mi sono accorto di aver ripulito un altro bel centimetro di battistrada :-) ) e l'altra a salutare altri motociclisti.
Ho visto i saluti più fantasiosi, oltre al classico con le due dita. Gente che si sbraccia (pilota e passeggero), inchini, baci (che mi avesse scambiato per una ragazza?), saluti coi piedi, un tizio piegato che sembrava voler grattare anche i gomiti, che alza il braccio quasi a volermi dare il cinque! Robe da pazzi! Leggi il resto…
Saluti dal pinguino
03 ago 2007 – 22:23
Vi presento un pinguino il cui nome è
ancora da definire. È un regalo di compleanno fattomi da Oscar ed
Elisa.
Come potete vedere, è molto tondo e morbido.

Estremamente morbido. E se gli schiacci il becco, emette un graziosissimo grido di dolore!! Non è fantastico?? :-) Leggi il resto…
Come potete vedere, è molto tondo e morbido.

Estremamente morbido. E se gli schiacci il becco, emette un graziosissimo grido di dolore!! Non è fantastico?? :-) Leggi il resto…
Come avvelenarsi
31 lug 2007 – 19:19
…O almeno avere crampi allo stomaco
per tutta la notte.
Bisogna partire già ben carburati, con circa 70gr di caramelle gommose acidule nello stomaco, dopodiché si cena a base di peperonata. Non contenti di questo, è necessario far fuori, in sequenza (ma credo che vada bene anche in ordine sparso):
• 1/3 di tubetto Pringles al gusto pomodoro e mozzarella (nuova varietà: dovevo provarla!)
• ancora qualche caramella gommosa per rimuovere il salato dalla bocca
• un bicchiere di tè rosso al limone e fiori di loto (molto new-age)
• una granita alla menta
• qualche cubetto di formaggio grana
• ancora tè
• ancora Pringles
• un gelato simil-Magnum alla fragola ricoperto da cioccolato bianco pralinato del discount (buonissimo, tra l'altro!).
Tutto questo, fatto in maniera semi-automatica mentre si legge “Preludio e… Mirmecofuga” da “L'io della mente” di Dennett e Hofstadter.
Una sorta di azione autopunitiva, come insegnano i redattori di FilmBrutti.com.
Comunque, sono ancora vivo ed il mio organismo è più forte di prima! :)
Bisogna partire già ben carburati, con circa 70gr di caramelle gommose acidule nello stomaco, dopodiché si cena a base di peperonata. Non contenti di questo, è necessario far fuori, in sequenza (ma credo che vada bene anche in ordine sparso):
• 1/3 di tubetto Pringles al gusto pomodoro e mozzarella (nuova varietà: dovevo provarla!)
• ancora qualche caramella gommosa per rimuovere il salato dalla bocca
• un bicchiere di tè rosso al limone e fiori di loto (molto new-age)
• una granita alla menta
• qualche cubetto di formaggio grana
• ancora tè
• ancora Pringles
• un gelato simil-Magnum alla fragola ricoperto da cioccolato bianco pralinato del discount (buonissimo, tra l'altro!).
Tutto questo, fatto in maniera semi-automatica mentre si legge “Preludio e… Mirmecofuga” da “L'io della mente” di Dennett e Hofstadter.
Una sorta di azione autopunitiva, come insegnano i redattori di FilmBrutti.com.
Comunque, sono ancora vivo ed il mio organismo è più forte di prima! :)
San Martino di Castrozza, Suoni delle Dolomiti
26 lug 2007 – 11:50

Arrivati a destinazione, prese due funivie per arrivare in quota al rifugio Rosetta, abbiamo assistito all'esibizione per circa 15 minuti. C'era troppo vento per sentire qualcosa e faceva un freddo cane!
Bellissima la strada del ritorno: tutta curve veloci per la val di Cembra. Roberto correva come un disperato (una cosa da chiarire: lui andava sempre entro i limiti di velocità, però se la strada era deserta, non rallentava praticamente mai), ed io all'inseguimento, che mi vedevo la morte dietro ogni curva. :-D La cosa è stata decisamente istruttiva: un po' come la tecnica “o nuoti o affoghi”. :-) Ma sono arrivato sano e salvo, con un cm in più di battistrada ripulito e gambe e chiappe indolenzite. Ho messo alcune foto nella sezione apposita.
Motoraduno a Castel Drena
22 lug 2007 – 15:11

Al giro, si aggiungono anche Diego e Fiorenza, in macchina (lo vuoi tirare fuori ogni tanto quello scassone di Guzzi, Diego?).
La temperatura a Rovereto non è delle migliori, meglio quindi fare rifornimento al volo e scappare subito. In movimento, il caldo si sente molto meno. Ci diamo come ritrovo il luogo di destinazione: sappiamo tutti che facilmente resteranno incolonnati nel traffico. Il viaggio per me procede tranquillo, supero macchine incolonnate a Nago e trovo al volo la zona del raduno. Nota: la strada che da Dro va a Drena è bellissima! Davvero divertente da fare, con belle curve, tornanti e molta visibilità, che mi permettono ti tenere un'andatura un po' allegra. A Drena c'è anche una bella temperatura: si sta decisamente molto meglio che in città. Entro nel parcheggio per sole moto e smonto. Mentre aspetto gli amici, faccio due chiacchiere con uno degli organizzatori ed inizio a fare foto. Dopo circa venti minuti vedo arrivare la Clio di Diego: avevano sbagliato strada. Approfitto della loro macchina per depositare il mio armamentario pesante: casco, giacca della tuta e paraschiena.
L'atmosfera è molto bella e rilassata. La gente amichevole (tranne io, che sono un orso e me ne sto in disparte a far foto). Carini i balli country, ma la scena migliore è stata quella in cui quattro bambini si sono messi a ballare sotto il palco mentre un gruppo (di cui non so il nome) suonava cover di Motörhead e hard rock assortito. Riguardo la cena, ero partito già rassegnato al fatto che non avrei mangiato, o avrei mangiato molto poco. Infatti, le pietanze principali consistevano in panini luridi & unti con pasta di moradella o bisteccazza. Mi sono rifatto in qualche modo con i contorni: patatine e una specie di broda che dovevano essere fagioli e cipolle. Peccato che fossero praticamente annegati nel condimento fino a sembrare una specie di minestra fredda (emblematico il commento del tizio che serviva le persone in fila, rivolto al cuoco: “sa ela 'sta roba??” :-D). Leggi il resto…
La stanza Thermaltake
20 lug 2007 – 21:53
Avete presente quei cabinet per pc?
Quelli da smanettoni, tutti pieni di ventole e
lucine? La mia stanza (curiosamente, è quella più calda di
tutto l'appartamento), per combattere il caldo, è dovuta diventare
qualcosa di simile. Ventilatore da soffitto più ventilatore a
stelo, entrambi alla massima velocità per forzare il ricambio
d'aria. E ancora non basta! Qua dovrò progettarmi un impianto a
liquido! (Intanto, inizio a cercare una muta da sub e delle
bombole… )

Leggi il resto…

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Menzione d'onore
19 lug 2007 – 13:12

A proposito di lavori… Andando avanti di questo passo, a Rovereto rimarrà integra una sola unica strada dalla quale dovrà passare tutto il traffico cittadino ed extraurbano e la città diventerà un enorme ibrido fra un labirinto ed un gioco dell'oca. Sì perché, non contenti di aver deviato il traffico dalla statale alle strade cittadine (con grande felicità di chi viene svegliato la mattina da carovane di camion e deve mettere la maschera antigas subito dopo essersi lavato i denti), hanno iniziato a bucare quasi ogni strada della città al grido di “ne resterà solamente una”. Da una parte sostituiscono i tombini, in almeno quattro strade ci sono degli scavi che arrivano alle tubature di gas e acqua e buona parte della statale 12 che attraversa la periferia della città, ha perso una corsia per via della ri-asfaltatura (e appena finito, toccherà all'altra). E mentre Connor McLeod si chiede “ma che cazzou stai dicendou?”, gli utenti della strada devono fare improbabili percorsi anche solo per superare la città, ed i residenti delle zone dei lavori si godono l'eccezionale caldo estivo di questo giorni, con la simpatica aggiunta dell'asfalto bollente e dei mezzi da lavoro.
E adesso scusatemi: prendo katana e completino giallo e vado a dire due parole a quelli dell'ufficio urbanistica…
L'uomo che cadde nella maria
09 lug 2007 – 19:12

Giovedì scorso mi sono guardato “L'uomo che cadde sulla Terra”: film di fantascienza con David Bowie come protagonista. Il giorno dopo, in preda al cazzeggio estremo, ho rovistato nuovamente fra i miei film e ho ripescato “L'erba di Grace”, che avevo già visto tempo fa trovandolo molto spassoso. Ebbene, il primo dialogo del film riguarda proprio “L'uomo che cadde sulla Terra”, con due dei personaggi che discutono se David Bowie nella realtà sia davvero un alieno come nel film, oppure no! :-) Ovviamente, non mi ricordavo di quel dialogo, anche perché non è assolutamente rilevante per la storia.
Primo giorno di allenamento curve strette & tornanti
24 giu 2007 – 18:17
Che dddolore!!
23 giu 2007 – 22:39
Fare i tornanti in moto non è
decisamente il mio forte… Specialmente quelli strettissimi che ci
sono sull'ultimo tatto di strada che da Riva del Garda porta a
Storo. Male… Malissimo alle chiappe, spalle, schiena e polsi.
:-!
Sui tornanti non mi sento ancora sicuro. Rallento tantissimo e in quelli a destra, talvolta, finisco contromano. So che dovrei piegare normalmente come in tutte le curve, ma l'istinto di conservazione (delle carene… con quel che costano… ), mi impedisce di buttarmi col corpo all'interno.
C'è solo una soluzione: farne tantissimi finché non imparo! (Intervallati da qualche tiratina su strade veloci, per non far crollare troppo la mia autostima. :-) )
Sui tornanti non mi sento ancora sicuro. Rallento tantissimo e in quelli a destra, talvolta, finisco contromano. So che dovrei piegare normalmente come in tutte le curve, ma l'istinto di conservazione (delle carene… con quel che costano… ), mi impedisce di buttarmi col corpo all'interno.
C'è solo una soluzione: farne tantissimi finché non imparo! (Intervallati da qualche tiratina su strade veloci, per non far crollare troppo la mia autostima. :-) )
Cambi di prospettiva
15 giu 2007 – 14:26

Secondo alcune teorie, la percezione degli oggetti non è basata unicamente sugli stimoli che ci giungono da essi, ma anche su quello che noi sappiano essere la loro funzione ed il loro rapporto con noi. È una cosa chiamata percezione guidata dall'azione. La percezione dipende da quello che sappiamo di poter fare con quell'oggetto e da quello che abbiamo già fatto con esso. Una percezione che coinvolge anche il corpo ed il movimento: incarnata. “Per un bambino con in mano un martello, ogni oggetto diventa un chiodo.” Leggi il resto…

