Motori
Guardrail… qualcosa di muove
17 giu 2008 – 18:00
Riporto da motoblog.it
Il 13 giugno scorso i membri del CEN - Comitato Europeo per la Normalizzazione - hanno approvato un documento che impone l’aggiornamento degli standard di sicurezza delle barriere (guardrail), che dovranno quindi tenere conto dei motociclisti, riducendo i rischi di lesioni e di morte.
Venerdì scorso, a Milano, i componenti della Commissione Tecnica sulle Infrastrutture Stradali (TC226) hanno adottato la risoluzione 319 inserendo un nuovo elemento nel loro “programma per lo sviluppo di uno Standard Europeo che riduca la gravità dell’impatto nelle collisioni di motociclisti con le barriere di sicurezza, considerando gli standard nazionali esistenti e le attuali tecnologie”.
In sostanza, una nuova parte (8ª) dovrà essere aggiunta all’attuale norma EN1317. Essa conterrà disposizioni per la valutazione delle prestazioni delle barriere di sicurezza in caso di impatto di un motociclista che scivola sul fondo stradale”.
LA FEMA – ed in Italia il Coordinamento Motociclisti – ha combattuto per quasi 20 anni perché il problema dei motociclisti che, scivolando sul suolo in seguito ad una caduta, urtano contro le “barriere di sicurezza” o guardrail rimanendo gravemente menomati o uccisi, venisse preso in considerazione. Numerose dimostrazioni e campagne di sensibilizzazione sono state organizzate nel corso degli anni a livello nazionale ed europeo, provocando vari gradi di reazione da parte delle autorità competenti.
Molte di esse – tra cui quelle italiane - hanno rifiutato di installare qualunque dispositivo che non fosse strettamente conforme alla norma EN1317, concepita e messa a punto per proteggere ogni categoria di veicoli eccetto le motociclette. Alcuni Paesi, come la Spagna, si sono impegnati nello sviluppo di uno standard proprio,mentre il Portogallo ha reso obbligatoria per legge l’installazione di dispositivi per la protezione dei motociclisti su tutta la rete stradale nazionale.
Il 13 giugno scorso i membri del CEN - Comitato Europeo per la Normalizzazione - hanno approvato un documento che impone l’aggiornamento degli standard di sicurezza delle barriere (guardrail), che dovranno quindi tenere conto dei motociclisti, riducendo i rischi di lesioni e di morte.
Venerdì scorso, a Milano, i componenti della Commissione Tecnica sulle Infrastrutture Stradali (TC226) hanno adottato la risoluzione 319 inserendo un nuovo elemento nel loro “programma per lo sviluppo di uno Standard Europeo che riduca la gravità dell’impatto nelle collisioni di motociclisti con le barriere di sicurezza, considerando gli standard nazionali esistenti e le attuali tecnologie”.
In sostanza, una nuova parte (8ª) dovrà essere aggiunta all’attuale norma EN1317. Essa conterrà disposizioni per la valutazione delle prestazioni delle barriere di sicurezza in caso di impatto di un motociclista che scivola sul fondo stradale”.
LA FEMA – ed in Italia il Coordinamento Motociclisti – ha combattuto per quasi 20 anni perché il problema dei motociclisti che, scivolando sul suolo in seguito ad una caduta, urtano contro le “barriere di sicurezza” o guardrail rimanendo gravemente menomati o uccisi, venisse preso in considerazione. Numerose dimostrazioni e campagne di sensibilizzazione sono state organizzate nel corso degli anni a livello nazionale ed europeo, provocando vari gradi di reazione da parte delle autorità competenti.
Molte di esse – tra cui quelle italiane - hanno rifiutato di installare qualunque dispositivo che non fosse strettamente conforme alla norma EN1317, concepita e messa a punto per proteggere ogni categoria di veicoli eccetto le motociclette. Alcuni Paesi, come la Spagna, si sono impegnati nello sviluppo di uno standard proprio,mentre il Portogallo ha reso obbligatoria per legge l’installazione di dispositivi per la protezione dei motociclisti su tutta la rete stradale nazionale.
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Tanti auguri a lei
26 mag 2008 – 07:55
Scusa, non ti ho visto…
05 mag 2008 – 19:14
Benedizione delle moto
07 apr 2008 – 15:16
Dopo un po' di resistenza, sono stato
convinto (mi era stata assicurata la presenza di moto&gnocca) a
partecipare alla benedizione annuale delle moto, svoltasi in piazza
del duomo a Trento.
Tutto sommato è stato un bel raduno, a cui ho partecipato assieme agli amici del Motoclub Tingavert ed Oskar (che ho convinto ad iscriversi).
Ovviamente, due adoratori del demonio come noi, stonano un po' in quella circostanza, ma tutto è stato fatto con uno scopo. Qualcuno avrà notato che il vescovo non si è presentato (come d'altronde hanno annunciato al microfono). Il motivo è presto detto: entrambi abbiamo avuto la stessa malvagia idea. Io ho messo del guttalax nel suo cappuccino, mentre Oskar mi ha confessato di averlo messo nel chierichetto… O_O
Aggiungo un paio di foto della moto di Oskar ed una panoramica della piazza.
In totale si stima che ci fossero circa quattromila motociclette.
Un report un po' più dettagliato ed altre foto sul sito del Motoclub Tingavert.


Tutto sommato è stato un bel raduno, a cui ho partecipato assieme agli amici del Motoclub Tingavert ed Oskar (che ho convinto ad iscriversi).
Ovviamente, due adoratori del demonio come noi, stonano un po' in quella circostanza, ma tutto è stato fatto con uno scopo. Qualcuno avrà notato che il vescovo non si è presentato (come d'altronde hanno annunciato al microfono). Il motivo è presto detto: entrambi abbiamo avuto la stessa malvagia idea. Io ho messo del guttalax nel suo cappuccino, mentre Oskar mi ha confessato di averlo messo nel chierichetto… O_O
Aggiungo un paio di foto della moto di Oskar ed una panoramica della piazza.
In totale si stima che ci fossero circa quattromila motociclette.
Un report un po' più dettagliato ed altre foto sul sito del Motoclub Tingavert.


KTM RC8
06 mar 2008 – 20:30
La nuova Bimi
01 feb 2008 – 20:05
Finalmente ho trovato in rete un po'
di belle foto della nuova Bimota DB7. Che moto meravigliosa!!
C'è qualcuno disposto a regalarmene una? :-)

Altre foto su Motoblog.

Altre foto su Motoblog.
A pascolare il cane…
09 gen 2008 – 13:07
Ice RoadRacing
20 dic 2007 – 12:05
Ecco cosa si sono inventati in Svezia
per non perdere l'abitudine di andare in moto anche quando è
inverno. L'ideatore di questa trovata, ha costruito delle speciali
gomme chiodate da supersport e con queste, è possibile utilizzare
la superficie di un lago ghiacciato come fosse una pista!
Addirittura, in poco tempo, ed avendo le corrette misure, è
possibile riprodurre qualsiasi tracciato esistente (ovviamente
senza i dislivelli).
La tenuta di strada viene decisa scegliendo il tipo di gomme. In questo modo ci si può allenare simulando le più varie condizioni stradali. Inoltre, le condizioni ambientali sono ancora più sicure di quelle di una normale pista: ghiaccio al posto dell'asfalto abrasivo, e morbidi cumuli di neve a fermare le lunghe scivolate. Spiegazioni e foto sul suo sito. Attualmente il progetto è sospeso in attesa di partner o investitori. Sembra che abbia attirato talmente tanta gente ed attenzione dei media, da non riuscire più a soddisfare tutte le richieste da solo.
La tenuta di strada viene decisa scegliendo il tipo di gomme. In questo modo ci si può allenare simulando le più varie condizioni stradali. Inoltre, le condizioni ambientali sono ancora più sicure di quelle di una normale pista: ghiaccio al posto dell'asfalto abrasivo, e morbidi cumuli di neve a fermare le lunghe scivolate. Spiegazioni e foto sul suo sito. Attualmente il progetto è sospeso in attesa di partner o investitori. Sembra che abbia attirato talmente tanta gente ed attenzione dei media, da non riuscire più a soddisfare tutte le richieste da solo.
Britannica rivelazione
08 dic 2007 – 14:33

Esteticamente, sembra prendere la parte frontale della Kawasaki 636 del 2005 e la coda dell'ultima Honda CBR600-RR. Ma messe assieme queste due parti, fatta qualche modifica e ridotte al minimo le grafiche e le decalcomanie, ne esce una sportiva di un eleganza strepitosa. Vedere le foto per credere.


Nuove GSX-R all'Eicma
10 nov 2007 – 12:03

Ho messo tutto nella sezione Fotografie. Che ve ne pare?
Auto-limitati
06 nov 2007 – 11:31

"Non è una cosa facile da far passare - ha spiegato Bianchi - ma molte auto hanno già la programmazione del limite di velocità. Perchè produrre macchine che vanno a 250 all'ora, se poi c'è un limite di velocità inferiore?"
Autolimitare la velocità
Il ministro dà il primo ok
Qualcosa si muove: il ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi è il primo ad uscire allo scoperto e a dichiararsi favorevole a limitare elettronicamente la velocità massima delle auto.
Continua su Repubblica.it
Immagine: Crash Speed di Kaeltyk
Idea ingenua e superficiale, ma molto diffusa, lo ammetto. Analizziamola con calma.
Essi, sono convinti che limitare un automobile a 160-170km/h possa far diminuire in modo generalizzato gli incidenti mortali… una leggera riflessione, avrebbe fatto capire loro che la maggior parte delle automobili che circolano, per lo più utilitarie e medie berline, raramente raggiungono quella velocità (o la superano di poco: un 1400 solitamente raggiunge i 180 circa e ci impiega un per po' per arrivarci) e non mi pare che la stragrande maggioranza degli incidenti avvenga a causa di automobili di grossa cilindrata, ma sia invece equidistribuita fra le varie classi. Leggi il resto…
Un missile su quattro ruote
14 ott 2007 – 14:30

L'auto più pazzesca con la quale si può circolare in strada. 0-100 in meno di tre secondi ed incollata all'asfalto in ogni curva.
È la Ariel Atom! Costruita in Gran Bretagna, a mano, in una ditta composta da solo sette dipendenti. Costo: “solo” 35.000£
Non è bella come una Lotus, ma la voglio comunque!
La moto elettrica più veloce del mondo
14 set 2007 – 21:02
La Killacycle è la moto
elettrica che detiene il primato di accelerazione. Da zero a cento
in un secondo.
Come si può vedere da un altro filmato, è in grado di fare anche da cento a zero in meno di un secondo. :D
Commento a caldo del tester dopo l'incidente: “Yes, I am an idiot. :-/”
Come si può vedere da un altro filmato, è in grado di fare anche da cento a zero in meno di un secondo. :D
Commento a caldo del tester dopo l'incidente: “Yes, I am an idiot. :-/”
Sgroppata e soddisfazioni
13 ago 2007 – 01:31
Partenza subito dopo pranzo (che poi
sarebbe colazione, dato che mi sono svegliato alle 11:00), mi
in-tuto e monto in groppa alla moto. Scopo dichiarato: macinare
chilometri su un paio di percorsi che avevo già fatto singolarmente
e mi erano piaciuti (un po' per la strada divertente, un po' per il
panorama) e vendicarmi di una coppia di tornanti che ieri mi
avevano messo in crisi. :-)
Quindi, partenza alle 13:30 alla volta di Lavis poi in Val di Cembra verso Cavalese. Giusto all'inizio della salita ci sono i due tornanti a tradimento (il terzo ed il quarto), che ieri mi avevano colto impreparato mentre facevo la stessa strada, però nell'altra direzione. Li faccio con molta cautela, perché sono parecchio strettini, ma in tranquillità e senza finire contromano. Proseguo per la strada che, per inciso, è spettacolare! Pochissimo traffico e la maggior parte dei veicoli che si vedono sono moto sportive!
Evidentemente la strada è molto conosciuta e tanti si divertono a farla proprio perché piena di curvoni veloci. Incredibilmente, riesco a non farmi sverniciare da tutti quelli che vanno nella mia stessa direzione. Per un tratto di strada, finisco pure col fare da capofila dando il ritmo. Poi perdo la fila. Strano, perché di solito è la fila a perdere me. :-)
Passo la metà del tempo in piega (non roba da ginocchio a terra, in fondo sono ancora un pivello! però alla fine del viaggio mi sono accorto di aver ripulito un altro bel centimetro di battistrada :-) ) e l'altra a salutare altri motociclisti.
Ho visto i saluti più fantasiosi, oltre al classico con le due dita. Gente che si sbraccia (pilota e passeggero), inchini, baci (che mi avesse scambiato per una ragazza?), saluti coi piedi, un tizio piegato che sembrava voler grattare anche i gomiti, che alza il braccio quasi a volermi dare il cinque! Robe da pazzi! Leggi il resto…
Quindi, partenza alle 13:30 alla volta di Lavis poi in Val di Cembra verso Cavalese. Giusto all'inizio della salita ci sono i due tornanti a tradimento (il terzo ed il quarto), che ieri mi avevano colto impreparato mentre facevo la stessa strada, però nell'altra direzione. Li faccio con molta cautela, perché sono parecchio strettini, ma in tranquillità e senza finire contromano. Proseguo per la strada che, per inciso, è spettacolare! Pochissimo traffico e la maggior parte dei veicoli che si vedono sono moto sportive!
Evidentemente la strada è molto conosciuta e tanti si divertono a farla proprio perché piena di curvoni veloci. Incredibilmente, riesco a non farmi sverniciare da tutti quelli che vanno nella mia stessa direzione. Per un tratto di strada, finisco pure col fare da capofila dando il ritmo. Poi perdo la fila. Strano, perché di solito è la fila a perdere me. :-)
Passo la metà del tempo in piega (non roba da ginocchio a terra, in fondo sono ancora un pivello! però alla fine del viaggio mi sono accorto di aver ripulito un altro bel centimetro di battistrada :-) ) e l'altra a salutare altri motociclisti.
Ho visto i saluti più fantasiosi, oltre al classico con le due dita. Gente che si sbraccia (pilota e passeggero), inchini, baci (che mi avesse scambiato per una ragazza?), saluti coi piedi, un tizio piegato che sembrava voler grattare anche i gomiti, che alza il braccio quasi a volermi dare il cinque! Robe da pazzi! Leggi il resto…
Motoraduno a Castel Drena
22 lug 2007 – 15:11

Al giro, si aggiungono anche Diego e Fiorenza, in macchina (lo vuoi tirare fuori ogni tanto quello scassone di Guzzi, Diego?).
La temperatura a Rovereto non è delle migliori, meglio quindi fare rifornimento al volo e scappare subito. In movimento, il caldo si sente molto meno. Ci diamo come ritrovo il luogo di destinazione: sappiamo tutti che facilmente resteranno incolonnati nel traffico. Il viaggio per me procede tranquillo, supero macchine incolonnate a Nago e trovo al volo la zona del raduno. Nota: la strada che da Dro va a Drena è bellissima! Davvero divertente da fare, con belle curve, tornanti e molta visibilità, che mi permettono ti tenere un'andatura un po' allegra. A Drena c'è anche una bella temperatura: si sta decisamente molto meglio che in città. Entro nel parcheggio per sole moto e smonto. Mentre aspetto gli amici, faccio due chiacchiere con uno degli organizzatori ed inizio a fare foto. Dopo circa venti minuti vedo arrivare la Clio di Diego: avevano sbagliato strada. Approfitto della loro macchina per depositare il mio armamentario pesante: casco, giacca della tuta e paraschiena.
L'atmosfera è molto bella e rilassata. La gente amichevole (tranne io, che sono un orso e me ne sto in disparte a far foto). Carini i balli country, ma la scena migliore è stata quella in cui quattro bambini si sono messi a ballare sotto il palco mentre un gruppo (di cui non so il nome) suonava cover di Motörhead e hard rock assortito. Riguardo la cena, ero partito già rassegnato al fatto che non avrei mangiato, o avrei mangiato molto poco. Infatti, le pietanze principali consistevano in panini luridi & unti con pasta di moradella o bisteccazza. Mi sono rifatto in qualche modo con i contorni: patatine e una specie di broda che dovevano essere fagioli e cipolle. Peccato che fossero praticamente annegati nel condimento fino a sembrare una specie di minestra fredda (emblematico il commento del tizio che serviva le persone in fila, rivolto al cuoco: “sa ela 'sta roba??” :-D). Leggi il resto…
Tutta colpa dei cavalli?
10 lug 2007 – 00:58

Quelli che hanno scritto questo articolo di repubblica.it sembrano pensarla diversamente. Con una interpretazione decisamente ingenua e parziale delle statistiche sugli incidenti in moto.
A quanto sembra, hanno scoperto un buco in questo decreto che permetterebbe ad un motociclista neo patentato (non specificano di quale categoria della A), di guidare qualsiasi motocicletta egli voglia, in contrasto con il filo conduttore di tutto quel decreto.
Il tono è quello di chi vuole sollevare uno scandalo, ma lo fa in modo parziale e senza ragionare.
Immagine: Steam Horse di Vermin Star
Avviso: articolo molto lungo! Leggi il resto…
Altro che CHIPS!
02 lug 2007 – 19:38
Il poliziotto in moto, ovviamente non
è un vero poliziotto. Si tratta di un pilota svedese
professionista, soprannominato Ghost Rider. La sua
identità è rimasta segreta per qualche anno, mentre circolavano i
filmati delle sue pericolose imprese e record. È famoso per guidare
nel traffico delle autostrade svedesi a velocità folli, con la sua
Hayabusa elaborata (un
mostro da quasi 500CV), facendo impennate ai trecento all'ora e per
aver fatto il tragitto da Uppsala a Stoccolma in quindici
minuti (prima parte,
seconda parte) che
equivale ad una media di 276Km/h. Tutto questo in mezzo al normale
traffico. Nessuna pattuglia è mai riuscita a fermarlo e lui si fa
beffe di loro ad ogni occasione giocando al gatto e al topo. Delle
voci ricorrenti sostengono che sia morto in un incidente. In realtà
si è ritirato dalle folli attività quando è nato suo figlio.
In questo video lo si vede su una improbabile GSX-R 1000 della polizia ad inseguire un altro pilota in BMW Z3 M Coupé (Detta anche Z3 Van o Lumachina col guscio… da me, che come potete ben immaginare, sono un grande estimatore del design BMW. Ma non sono l'unico: altri soprannomi famosi sono pantofola e scarpa da pagliaccio :-D).
Ovviamente, nessuna pattuglia della polizia gira con moto simili, né guida in quel modo, né ti insegue stile “mastino inferocito” come lui… In caso contrario, credo che non si vedrebbero così tanti “furbi” in giro. :-)
In questo video lo si vede su una improbabile GSX-R 1000 della polizia ad inseguire un altro pilota in BMW Z3 M Coupé (Detta anche Z3 Van o Lumachina col guscio… da me, che come potete ben immaginare, sono un grande estimatore del design BMW. Ma non sono l'unico: altri soprannomi famosi sono pantofola e scarpa da pagliaccio :-D).
Ovviamente, nessuna pattuglia della polizia gira con moto simili, né guida in quel modo, né ti insegue stile “mastino inferocito” come lui… In caso contrario, credo che non si vedrebbero così tanti “furbi” in giro. :-)
Cambi di prospettiva
15 giu 2007 – 14:26

Secondo alcune teorie, la percezione degli oggetti non è basata unicamente sugli stimoli che ci giungono da essi, ma anche su quello che noi sappiano essere la loro funzione ed il loro rapporto con noi. È una cosa chiamata percezione guidata dall'azione. La percezione dipende da quello che sappiamo di poter fare con quell'oggetto e da quello che abbiamo già fatto con esso. Una percezione che coinvolge anche il corpo ed il movimento: incarnata. “Per un bambino con in mano un martello, ogni oggetto diventa un chiodo.” Leggi il resto…
A mali estremi
07 giu 2007 – 20:22
Riassumendo: piove quasi
quotidianamente da circa tre settimane. Esattamente da quando ho
comprato la moto. Per questo motivo, oggi mi sono detto “Fanculo!
Vado a lavoro con la moto e non c'è brutto tempo che tenga!”.
In effetti, per le prime due ore c'è stato bel tempo. Arrivo a lavoro e ascolto i messaggi in segreteria: il pc della sede di Riva del Garda a cui ieri ho fatto l'espansione di memoria, non parte più. BWAHAHAHA!! Non aspettavo altro che una scusa per macinare un po' di chilometri! Nella sede di Riva non c'è nessuno e quello con la chiave sta lavorando nella sede di Arco. Percorso mentale: Trento – Arco – Riva – sistemo il pc – Arco (gli riporto le chiavi) – Casa. Ottimo!
Sistemo le ultime cose nella sede di Trento, infilo la tuta, zaino in spalla e parto. Dopo cinque chilometri inizia a gocciolare… Dopo venti sta piovendo fastidiosamente! Implacabile, svolgo tutte le mie mansioni. Circa settanta chilometri sotto la pioggia battente. L'esperienza è stata istruttiva: il percorso è molto vario (rettilinei, curve veloci, tornanti, tratti urbani) mi ha permesso di guadagnare molto in scioltezza dei movimenti. Me lo sento: non manca molto che mi possa impadronire della sacra tecnica della piegazza assassina! Ovviamente, appena tornato a casa, ha smesso di piovere. Non ho mai avuto dubbi su questo. Ora la moto sembra uscita da una Parigi-Dakar e se guardi da vicino, puoi leggere chiaramente delle onomatopee che dicono “Zozz! Zozz!”. Fino a qualche ora fa, osservandola anche da lontano, era ancora tutta bella lucida lucida che guardando i riflessi, sentivi i campanellini fare “Brill! Brill!”. :-D
In effetti, per le prime due ore c'è stato bel tempo. Arrivo a lavoro e ascolto i messaggi in segreteria: il pc della sede di Riva del Garda a cui ieri ho fatto l'espansione di memoria, non parte più. BWAHAHAHA!! Non aspettavo altro che una scusa per macinare un po' di chilometri! Nella sede di Riva non c'è nessuno e quello con la chiave sta lavorando nella sede di Arco. Percorso mentale: Trento – Arco – Riva – sistemo il pc – Arco (gli riporto le chiavi) – Casa. Ottimo!
Sistemo le ultime cose nella sede di Trento, infilo la tuta, zaino in spalla e parto. Dopo cinque chilometri inizia a gocciolare… Dopo venti sta piovendo fastidiosamente! Implacabile, svolgo tutte le mie mansioni. Circa settanta chilometri sotto la pioggia battente. L'esperienza è stata istruttiva: il percorso è molto vario (rettilinei, curve veloci, tornanti, tratti urbani) mi ha permesso di guadagnare molto in scioltezza dei movimenti. Me lo sento: non manca molto che mi possa impadronire della sacra tecnica della piegazza assassina! Ovviamente, appena tornato a casa, ha smesso di piovere. Non ho mai avuto dubbi su questo. Ora la moto sembra uscita da una Parigi-Dakar e se guardi da vicino, puoi leggere chiaramente delle onomatopee che dicono “Zozz! Zozz!”. Fino a qualche ora fa, osservandola anche da lontano, era ancora tutta bella lucida lucida che guardando i riflessi, sentivi i campanellini fare “Brill! Brill!”. :-D
L'automobile più brutta nell'area di 500 parsec
07 giu 2007 – 10:41
L'avevo notata qualche mese fa fuori
dal concessionario. La tipica automobile da non parcheggiare con i
finestrini abbassati vicino a dei cassonetti, perché al ritorno la
troveresti piena di immondizia. Ed è così aerodinamica che
nell'extraurbano consuma più di una Alfa! Complimenti Daihatsu, bel
lavoro! :-D


Die Sonne!
30 mag 2007 – 19:29

Che dire se non che è una figata stratosferica? La piccolina appena apri un po', tira in maniera spaventosa. Non pensavo che installassero il dispositivo dell'iperspazio sulle moto! :-D E pensare che è solo una seicento e sono rimasto entro i limiti del rodaggio (8000 giri).
Il tragitto è stato quello casa-lavoro-casa, ma vabbeh… sono sempre una cinquantina di chilometri in totale. Unica pecca, il dovermi portare lo zainetto con iBook ed accessori vari per il mio lavoro, che faceva un bel po' di resistenza all'aria. Ma l'entrata trionfale in tuta completa è stata impagabile! :-D
ps. Tutti mi chiedono se ho dato un nome alla moto… ma sembro davvero così maniaco? Suggerimenti? Trogdor, the Burninator? :-D
pps. Sì, lo so che sono una sega con sta moto! Fra un po' mi passa, eh! ;-)
ppps. Astenersi commenti stile raccomandazioni paterne e simili! :-!
Vroooooom Vroooooooom
26 mag 2007 – 13:18

Grazie a Oskar, che mi ha dato uno strappo in concessionaria evitandomi di doverci andare con la corriera in mezzo agli sguardi della gente che si sarebbe chiesta da dove cavolo sbuca quel tizio vestito da astronauta. :-)
Durante il viaggio verso casa però, ho subito un'umiliazione ed ho fatto un errore… Nella serie di curve ad esse al confine della città, un tizio con la vespa mi ha praticamente bruciato. …Eppure non è che andassi così piano! :-( Maledetto! In centro città invece, incrocio un tizio con la mia stessa moto, che mi saluta col classico lampeggio-più-manina… e io mi dimentico di rispondere. Argh! Scommetto che non dormirà la notte e verrà a cercarmi per vendicarsi della mia mancanza di cortesia. Tizio con la gsx-r rossa, se mi leggi, capiscimi: sono un niubbo! :-D
Ora ovviamente, si metterà a piovere per tutta l'estate!
Tecniche
29 mar 2007 – 20:27
Quando vi trovare il classico lumacone
piantato in corsia di sorpasso, assicuratevi di avere
sull'autoradio una canzone bella tosta, che vi stimoli
all'interpretazione sia come canto che come mimica. Avvicinatevi
minacciosamente al lumacone davanti e, mentre lo fate, cantate e
gesticolate visibilmente, come ad interpretare in maniera molto
accalorata ciò che state cantando. Prendete come esempio il
classico stereotipo del cantante da opera lirica. Nella stragrande
maggioranza dei casi, quando il lumacone davanti guarderà nel
proprio specchietto retrovisore, verrà talmente colpito dalla
vostra sfolgorante passione che non potrà fare a meno di tirarsi in
disparte e lasciarvi passare. Forse temendo di farvi arrivare in
ritardo al vostro grande concerto al Teatro della Scala! :)
Questa tecnica ha avuto l'ennesima dimostrazione pratica oggi, mentre mi stavo recando a fare un intervento per lavoro.
La canzone era Sentient 6 dei Nevermore. Famosi per i loro testi “cyborg, droga & religione”. In questo però manca la droga… Pazienza…
Leggi il resto…
Questa tecnica ha avuto l'ennesima dimostrazione pratica oggi, mentre mi stavo recando a fare un intervento per lavoro.
La canzone era Sentient 6 dei Nevermore. Famosi per i loro testi “cyborg, droga & religione”. In questo però manca la droga… Pazienza…
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…dei parcheggi
20 feb 2007 – 19:28

Donne al volante
24 gen 2007 – 19:06
Immagino quei tizi, tutti fichi &
fieri che vanno col la loro bella moto a fare due corsette al
circuito di Nürburgring e si
vedono superare da questa ragazza… su un furgone!!!
Questo è un filmato che va visto!
Leggi il resto…
Questo è un filmato che va visto!
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Il ritorno del pilota stratega
11 gen 2007 – 20:54

Comportamento tipico del SSAI è il continuare a variare fra l'aggressivo ed il vorrei-superare-ma-ho-paura. Si manifesta in poderose accelerate quando c'è la strada libera, salvo poi switchare alla guida-digitale/binaria stile scaldabagno, quando si trova qualcuno davanti: un continuo accelerare e frenare nel culo di chi gli sta davanti, poi spostarsi a sinistra per vedere (cazzo ti sposti poi… che da quell'altezza riesci anche a vedere il mare?) se può superare per poi tornare in carreggiata per mancanza di iniziativa. Ti sembra quasi di leggere i pensieri di questa obesa automobile quando cerca di sorpassare per poi tornare in corsia: “Oh, caffo! Non ci paffo mica di lì!!” L'effetto ottenuto è di far innervosire quello davanti, che si vede un coso furgoniforme enorme avvicinarsi ed allontanarsi da proprio posteriore, e far diventare isterico quello che ha dietro (io), continuamente messo in allarme dal continuo accendersi delle sue luci dei freni, frustrato inoltre dal non poter superare un attrezzo che continua a spostarsi verso il centro della strada e la cui altezza da terra, toglie ogni possibilità di visuale.
Ma alla fine, l'occasione si è presentata, ed è stata la migliore possibile. Leggi il resto…
La sottile soddisfazione dell'alfista arrogante
29 ago 2006 – 23:41

La macchina è una Ford Puma. Automobile molto carina già così com'esce dalla fabbrica… fino a quando, la cronica mancanza di buongusto ed il sotto-dimensionato senso del ridicolo di alcune persone, non finisce per sfigurarla con tutta una serie di orpelli brutti ed inutili (minigonne, scarichi grandi come il tubo della caldaia, assetto ribassato, fori in improbabili punti della carrozzeria, alettone stile Boeing 747, palpebre sui fari che finiscono col dare un aspetto "assonnato" alla macchina, invece dell'"aggressivo" che l'illuso tamarro vorrebbe), che io considero allo stesso modo in cui solitamente si vede il trucco eccessivo sul viso di una bella donna.
Insomma, mi trovo davanti questo aggeggio orridamente sfigurato, guidato dal solito tizio che utilizza la propria vettura come fosse un estensione del proprio pene. Il tipo si comporta nel solito barboso e prevedibile modo: parte sgommando e sfreccia fino al più vicino rallentatore. Arrivato lì, l'istinto di protezione verso le sue orride e costosissime modifiche della vettura, ha la meglio sull'istinto che gli direbbe "Fai vedere al mondo quanto ce l'hai lungo", quindi, prevedibilmente, rallenta… a velocità lumach. La felicità dei distributori di benzina, praticamente…
Io gli sto dietro… non proprio attaccato, dato che piove, ma abbastanza vicino. Lo scopo della mia mossa è di trasmettere il messaggio: "Guardati: tanta foga per cosa?". Il nostro uomo di cro-magnon dalla lucente armatura viola metallizzata, deve avere una spiccata propensione allo scherzo, dato che decide di accendere i fendinebbia posteriori, per la gioia delle mie sensibili retine. Penso: "Forse li ha accesi per errore." Sfanalo un attimo… Lui non capisce - il che non mi sorprenderebbe - o forse fa lo gnorri. Fatto sta, che rimangono accesi. Non mi scompongo… Conosco il campo di battaglia e posso prevedere le sue mosse. So che più avanti riuscirò a dargli lo smacco morale che si merita. Ed infatti, dopo circa 300 metri di fendinebbia rossi negli occhi e curve stile AutoMan, ecco sopraggiungere un'altra coppia di rallentatori. Mi sembra quasi di percepire i suoi pensieri "Oddio!!! LAmascherinaDAVANTI, NONpossoGRATTARLA! ODDIOgliAMMORTIZZATORInuoviLOscaricoCROMATO!" in contrasto con l'istinto tamarro "Non posso rallentare! NON devo fargli vedere che rallento!". Mentre il suo processore dual-neurone va in crisi ed il sistema nervoso autonomo fa partire (tutto da solo eh! notevole! non credete?) la manovra standard di approccio al rallentatore, io metto belbello la mia freccia a sinistra e lo supero, con tanta flemma british, passando sul rallentatore anch'io, ma a velocità lumach+3 (non dovendomi preoccupare di cotanta paccottiglia costosa, mi posso permettere di passare senza dover, praticamente, spingere la macchina a mano). A quel punto, percepisco chiaramente i pensieri in conflitto del suo sistema bi-neurone… Una parte che lo costringe a salvaguardare i propri risparmi (purtroppo, già spesi nel peggiore dei modi) e l'altra che lo sprona ad accelerare, ad opporsi a questo umiliante affronto. Lo lascio lì…
So che non potrà mai inseguirmi: ha ancora un altro rallentatore da superare! …e prima che finisca, sarò già a casa. :-)
Ps. quella della foto, ovviamente non è la stessa che ho visto io, ma credo che mostri bene il genere di truzzate a cui mi riferisco.

