Segnalazioni
“NonCredo”: una nuova rivista illuminista
26 set 2009 – 16:34
È in uscita una
nuova rivista, che si propone di promuovere il pensiero laico,
illuminista e noncredente.
Si chiama NonCredo, è prodotta dalla fondazione “Religions Free”, ed è già possibile ricevere la propria prima copia gratuitamente.

Negli ultimi mesi sono diventato collaboratore di questa nuova rivista, ed i miei articoli inizieranno ad apparire dal secondo numero. Alcuni di quelli che ho consegnato, sono rielaborazioni di articoli che avevo già scritto per questo blog, altri invece saranno inediti.
Ho accettato la proposta perché volevo provare l’esperienza di scrivere per una rivista, quindi con particolari regole e dovendo rispettare certi standard di qualità.
Vedere le mie parole scribacchiate, apparire a fianco degli articoli di persone molto più autorevoli ed acculturate di me, mi emoziona parecchio ed un po’ m’intimorisce, ma cercherò di fare del mio meglio per produrre dei begli articoli. :-)
Questo non significa che abbandonerò questo blog, ma è probabile che gli aggiornamenti saranno un po’ più incostanti. …beh, come in questi ultimi mesi, d’altronde. ;-)
Per far capire meglio di cosa si tratta, riporto l’introduzione del primo numero, scritto dall’editore Paolo Bancale.
“Il cielo stellato sopra di me e la legge morale dentro di me”
- Immanuel Kant -
PER I LETTORI
Con questo fascicolo vede la luce la rivista NONCREDO che offriamo alla valutazione dei lettori quale prima pubblicazione, nello scenario editoriale italiano, totalmente dedicata alle esigenze culturali, di documentazione e di informazione di quel 18 per cento della popolazione italiana, pari ad 11 milioni di cittadini, che nel totale rispetto delle leggi, dell’etica condivisa e della più rispettosa tolleranza per le idee altrui, non si riconosce in alcuna delle tante religioni istituzionalizzate, dogmatiche e gerarchiche esistenti: parliamo dei noncredenti, e tali a qualsiasi titolo e per qualsiasi motivazione interiore, culturale o politico-sociale essi lo siano.
È bene che si sappia che noi noncredenti siamo un quinto della popolazione nazionale, sparsi trasversalmente sui due sessi, in tutto l’arco politico, in tutte le attività e professioni, presenti ovunque sul territorio nazionale, dalle città alle campagne, ed in tutte le gamme di età. Siamo una forza che crede negli ideali di laicità, aconfessionalità, autonomia della coscienza e libertà di pensiero, senza l’intermediazione di cleri di qualsiasi denominazione, o di metafisiche o di mitologie. Siamo una forza che, potenzialmente, se trova un valido polo aggregante, può contribuire a realizzare nella legislazione e nei costumi italiani quei traguardi etico-culturali che ci motivano.
Questo vuole essere il traguardo di NONCREDO, che si rivolge parimenti anche ai tiepidi, ai non convinti, ai dubbiosi.
Essi troveranno in queste pagine molto rispetto sia per i loro dubbi che per le loro fedi in crisi. Noi li inviteremo soltanto a riflettere, a pensare razionalmente, eticamente e soprattutto autonomamente, a coniugare nel proprio intimo coscienza, conoscenza e libertà. Essi troveranno nelle nostre pagine più domande che risposte, e tanti dubbi su cui meditare piuttosto che pseudocertezze o comodi placebi in cui credere.
Lettore, in questo nostro difficile momento iniziale, se ci condividi, o anche se soltanto ritieni che sia culturalmente utile ed informativo leggerci, dimostraci consenso, diffondici, dacci sostegno e fiducia col tuo abbonamento, aiuta NONCREDO a divenire presto mensile ed essere presente nelle edicole nazionali, come un autorevole e rappresentativo veicolo per i noncredenti in Italia.
Si chiama NonCredo, è prodotta dalla fondazione “Religions Free”, ed è già possibile ricevere la propria prima copia gratuitamente.

Negli ultimi mesi sono diventato collaboratore di questa nuova rivista, ed i miei articoli inizieranno ad apparire dal secondo numero. Alcuni di quelli che ho consegnato, sono rielaborazioni di articoli che avevo già scritto per questo blog, altri invece saranno inediti.
Ho accettato la proposta perché volevo provare l’esperienza di scrivere per una rivista, quindi con particolari regole e dovendo rispettare certi standard di qualità.
Vedere le mie parole scribacchiate, apparire a fianco degli articoli di persone molto più autorevoli ed acculturate di me, mi emoziona parecchio ed un po’ m’intimorisce, ma cercherò di fare del mio meglio per produrre dei begli articoli. :-)
Questo non significa che abbandonerò questo blog, ma è probabile che gli aggiornamenti saranno un po’ più incostanti. …beh, come in questi ultimi mesi, d’altronde. ;-)
Per far capire meglio di cosa si tratta, riporto l’introduzione del primo numero, scritto dall’editore Paolo Bancale.
“Il cielo stellato sopra di me e la legge morale dentro di me”
- Immanuel Kant -
PER I LETTORI
Con questo fascicolo vede la luce la rivista NONCREDO che offriamo alla valutazione dei lettori quale prima pubblicazione, nello scenario editoriale italiano, totalmente dedicata alle esigenze culturali, di documentazione e di informazione di quel 18 per cento della popolazione italiana, pari ad 11 milioni di cittadini, che nel totale rispetto delle leggi, dell’etica condivisa e della più rispettosa tolleranza per le idee altrui, non si riconosce in alcuna delle tante religioni istituzionalizzate, dogmatiche e gerarchiche esistenti: parliamo dei noncredenti, e tali a qualsiasi titolo e per qualsiasi motivazione interiore, culturale o politico-sociale essi lo siano.
È bene che si sappia che noi noncredenti siamo un quinto della popolazione nazionale, sparsi trasversalmente sui due sessi, in tutto l’arco politico, in tutte le attività e professioni, presenti ovunque sul territorio nazionale, dalle città alle campagne, ed in tutte le gamme di età. Siamo una forza che crede negli ideali di laicità, aconfessionalità, autonomia della coscienza e libertà di pensiero, senza l’intermediazione di cleri di qualsiasi denominazione, o di metafisiche o di mitologie. Siamo una forza che, potenzialmente, se trova un valido polo aggregante, può contribuire a realizzare nella legislazione e nei costumi italiani quei traguardi etico-culturali che ci motivano.
Questo vuole essere il traguardo di NONCREDO, che si rivolge parimenti anche ai tiepidi, ai non convinti, ai dubbiosi.
Essi troveranno in queste pagine molto rispetto sia per i loro dubbi che per le loro fedi in crisi. Noi li inviteremo soltanto a riflettere, a pensare razionalmente, eticamente e soprattutto autonomamente, a coniugare nel proprio intimo coscienza, conoscenza e libertà. Essi troveranno nelle nostre pagine più domande che risposte, e tanti dubbi su cui meditare piuttosto che pseudocertezze o comodi placebi in cui credere.
Lettore, in questo nostro difficile momento iniziale, se ci condividi, o anche se soltanto ritieni che sia culturalmente utile ed informativo leggerci, dimostraci consenso, diffondici, dacci sostegno e fiducia col tuo abbonamento, aiuta NONCREDO a divenire presto mensile ed essere presente nelle edicole nazionali, come un autorevole e rappresentativo veicolo per i noncredenti in Italia.
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Syd Mead
22 ago 2009 – 17:34

L’intervista è curata da un sito croato di utenti Mac. La prima parte dell’intervista infatti, parlerà di questo.
È dalla seconda parte però, che le cose si faranno molto più interessanti, ovvero quando Mead inizierà a parlare di futuro e, soprattutto, di intelligenza artificiale. :-)
Syd Mead: It is going to be a swell ride, folks!
Back in the renaissance Leonardo da Vinci was considered to be at least a century ahead of his time. Today, such visionary is Syd Mead. Syd's influential work forged the modern idea of the future. He is a living legend amongst designers, an artist, a futurist, conceptual and industrial designer extraordinaire. True science fiction movie fans need no introduction to this man. Syd Mead's talent is behind such Sci Fi classics as Blade Runner, Tron, Aliens, Short Circuit, Time Cop, Strange Days, Mission to Mars, 2010 Odyssey and many others. He has set the standards for modern futuristic design. His fruitful creations influenced generations of concept artists and designers. He has been called a 'visual futurist' and his work is among the best of the best. Of course, you've guessed it - Syd Mead is a Mac user too! :-)
In this interview we've covered both - the small talk about simple things like software and hardware he uses to create, but also the most fundamental questions like human consciousness, artificial intelligence and where we are heading as a civilization...
Continua sul sito originale…
Percezione della criminalità
09 ago 2009 – 11:25
Guardando i dati veri, la criminalità
in Italia è in costante calo da anni. Tuttavia, la gente, a seconda
del periodo, o la ritiene un emergenza, oppure non se ne interessa
per nulla. Perché?
«Terza corsa. Diedi una guardata al bollettino. Quel giorno volevano proprio massacrarlo, il pubblico. Il 6 aveva distanziato il mucchio alla partenza e aveva vinto, così adesso il pubblico teneva d’occhio i cavalli che scattavano alla partenza e snobbava gli assi della dirittura.
La memoria del pubblico non va mai oltre l’ultima corsa. In parte per via dei 25 minuti di intervallo tra una corsa e l’altra. Riescono a pensare solo a quello che è appena successo»
Bukowski, “Post Office”, p. 96
Euristica della disponibilità
Riporto da Repubblica.it
La paura a telecomando
di ILVO DIAMANTI
Ora che il decreto sulla sicurezza è entrato in vigore siamo sicuramente più sicuri. Le ronde sono state, finalmente, istituzionalizzate. La clandestinità è reato. Tuttavia, la sicurezza si è affermata anche senza decreti.
Lo confermano i dati del Ministero dell'Interno. Nel 2008 il numero dei reati è sceso di otto punti percentuali rispetto all'anno prima. La riduzione riguarda tutti i tipi di delitti. Dalle rapine agli scippi ai furti. Resta il problema della percezione, che tanto preoccupa il centrodestra. Oggi che governa. Assai meno ieri, quand'era all'opposizione. Negli anni del governo guidato da Prodi, quando al Viminale c'era Amato, era legittimo avere paura. Anche se il calo dei reati è cominciato nella seconda metà del 2007. Ed è proseguito nel semestre successivo.
Andare troppo a fondo nell'analisi dell'evoluzione dei reati, però,
potrebbe sollevare qualche dubbio. Sul fatto che la sicurezza in
Italia costituisca un'emergenza. O almeno: un problema emergente.
Nuovo. In fondo, risalendo al 1991, quasi vent'anni fa, si scopre
che il peso dei reati è superiore a quello attuale: 4666 per
100mila abitanti, allora; 4520 oggi. In termini percentuali: lo 0,1
in più. Non molto, si dirà. Anche se, quando si tratta di reati,
ogni frazione è rilevante. Tuttavia, la verità è che la variazione
percentuale dei reati (negli ultimi dieci anni, almeno) ha un
andamento ondivago. Ma segna una sostanziale continuità. Dal 4,2%
sulla popolazione, nel 1999, si passa al 4,5% di oggi. Una
variazione minima. Che, peraltro, conferma l'Italia come uno dei
paesi più sicuri - o meno insicuri - d'Europa.
I cambiamenti più rilevanti, nello stesso periodo, riguardano, invece, la sfera delle percezioni. A fine anni novanta l'Italia era attanagliata dall'angoscia. Poi, nella prima metà del nuovo millennio si è rassicurata. Per cadere preda del terrore nei due anni seguenti. Fino a intraprendere di nuovo una strada più sicura, a partire dall'autunno del 2008. Come ha mostrato il II Rapporto Demos-Unipolis, presentato lo scorso novembre.
Un dato recente suggerisce, peraltro, che la tendenza non sia cambiata. Anzi. In occasione delle elezioni del 2008, infatti, il 21% degli elettori aveva indicato nella "lotta alla criminalità" il tema più importante ai fini della scelta di voto. Ma alle elezioni europee del 2009 questa componente si riduce sensibilmente: 12%. (Indagini post-elettorali condotte da LaPolis, Università di Urbino). Difficile vedere nel cambiamento del clima d'opinione solo - o principalmente - il riflesso della "realtà", come alcuni pretenderebbero. In fondo, l'aumento dei reati che, per quanto limitato, si verifica nel biennio 2004-2005, non accentua l'inquietudine sociale. Mentre negli anni seguenti la paura dilaga.
Un osservatore malizioso potrebbe, semmai, cogliere una costante politica, dietro ai mutamenti dell'opinione pubblica. Visto che, incidentalmente, l'insicurezza cresce quando governa il centrosinistra. E viceversa. Tuttavia, la relazione più significativa riguarda senza dubbio l'attenzione dedicata dai media. In particolare, dalla televisione. Anzi, sotto questo profilo, assistiamo davvero a una realtà - o forse a una fiction - profondamente nuova e diversa rispetto al passato.
Basta scorrere i dati del recentissimo report dell'Osservatorio di Pavia su "Sicurezza e media"
(curato da Antonio Nizzoli) per rilevare la rapida eclissi
(scomparsa?) della criminalità in tivù. Infatti, i telegiornali di
prima serata delle 6 reti maggiori (Rai e Mediaset) dedicano agli
episodi criminali ben 3500 servizi nel secondo semestre del 2007,
poco più di 2500 nel secondo semestre del 2008 e meno di 2000 nel
primo semestre di quest'anno. In altri termini: se i fatti
criminali sono calati di 8 punti percentuali in un anno, le notizie
su di essi, nello stesso periodo, sono diminuite di 20. Ma di 50
(cioè: si dimezzano) se si confronta il secondo semestre del 2007
con il primo del 2009. Più che un calo: un crollo. In gran parte
determinato da due fonti. Tg1 e Tg5, che da soli raccolgono e
concentrano oltre il 60% del pubblico. Le notizie relative ai reati
proposte dal Tg1 in prima serata, dal secondo semestre del 2007 al
primo semestre del 2009, si riducono: da oltre 600 a meno di 300.
Cioè: si dimezzano. Insomma, per riprendere i propositi del nuovo
direttore del Tg1 (poco responsabile di questo trend, visto che è
in carica solo da giugno): niente gossip; ma neppure nera. Solo
bianca. Tuttavia, è nel Tg5 che il calo di attenzione in tal senso
assume proporzioni spettacolari. Il numero di servizi dedicato a
episodi criminali, infatti, era di 900 nel secondo semestre del
2007. Nel primo semestre del 2009 scende a 400. Insomma, la
criminalità si riduce un po' nella percezione sociale e
sensibilmente nell'opinione pubblica. Ma nella piattaforma
televisiva unica di Raiset - o Mediarai - quasi svanisce. E chi non
si rassegna (come Canale 3 - pardon: Tg3) viene redarguito
apertamente dal premier. Il quale, tuttavia, non ha motivo di avere
paura. Se - come ha recitato tempo addietro - l'unica cosa di cui
dobbiamo avere paura è la paura. E la paura erompe soprattutto
dalla televisione. In questo paese dove il confine tra realtà reale
e mediale è sempre più sottile. Allora il premier non ha nulla da
temere. Ronda o non ronda. Ronda su ronda. La paura scompare
insieme alla criminalità. Oppure riappare. A (tele) comando.
«Terza corsa. Diedi una guardata al bollettino. Quel giorno volevano proprio massacrarlo, il pubblico. Il 6 aveva distanziato il mucchio alla partenza e aveva vinto, così adesso il pubblico teneva d’occhio i cavalli che scattavano alla partenza e snobbava gli assi della dirittura.
La memoria del pubblico non va mai oltre l’ultima corsa. In parte per via dei 25 minuti di intervallo tra una corsa e l’altra. Riescono a pensare solo a quello che è appena successo»
Bukowski, “Post Office”, p. 96
Euristica della disponibilità
- L’euristica della disponibilità valuta la probabilità che si verifichi un determinato evento sulla base della facilità con cui ricordiamo o siamo in grado di pensare ad esempi relativi. Generalmente elementi che appartengono a un’ampia classe sono ricordati meglio e più velocemente di elementi che appartengono, invece, a classi più ristrette; così come eventi ritenuti molto probabili sono ricordati meglio di eventi ritenuti poco probabili.
- Tuttavia, normalmente, l’immediata disponibilità alla mente di fatti o eventi costituisce un buon indizio per stimarne la frequenza, proprio perché i casi più frequenti sono più facili da ricordare o immaginare rispetto a quelli meno frequenti. Bisogna in ogni caso tener presente che la disponibilità di casi o eventi è influenzata anche da altri fattori oltre alla frequenza o alla probabilità effettive di occorrenza. Quindi, affidarsi a tale strategia per esprimere giudizi può condurre a errori prevedibili in quanto sistematici
Riporto da Repubblica.it
La paura a telecomando
di ILVO DIAMANTI
Ora che il decreto sulla sicurezza è entrato in vigore siamo sicuramente più sicuri. Le ronde sono state, finalmente, istituzionalizzate. La clandestinità è reato. Tuttavia, la sicurezza si è affermata anche senza decreti.
Lo confermano i dati del Ministero dell'Interno. Nel 2008 il numero dei reati è sceso di otto punti percentuali rispetto all'anno prima. La riduzione riguarda tutti i tipi di delitti. Dalle rapine agli scippi ai furti. Resta il problema della percezione, che tanto preoccupa il centrodestra. Oggi che governa. Assai meno ieri, quand'era all'opposizione. Negli anni del governo guidato da Prodi, quando al Viminale c'era Amato, era legittimo avere paura. Anche se il calo dei reati è cominciato nella seconda metà del 2007. Ed è proseguito nel semestre successivo.

I cambiamenti più rilevanti, nello stesso periodo, riguardano, invece, la sfera delle percezioni. A fine anni novanta l'Italia era attanagliata dall'angoscia. Poi, nella prima metà del nuovo millennio si è rassicurata. Per cadere preda del terrore nei due anni seguenti. Fino a intraprendere di nuovo una strada più sicura, a partire dall'autunno del 2008. Come ha mostrato il II Rapporto Demos-Unipolis, presentato lo scorso novembre.
Un dato recente suggerisce, peraltro, che la tendenza non sia cambiata. Anzi. In occasione delle elezioni del 2008, infatti, il 21% degli elettori aveva indicato nella "lotta alla criminalità" il tema più importante ai fini della scelta di voto. Ma alle elezioni europee del 2009 questa componente si riduce sensibilmente: 12%. (Indagini post-elettorali condotte da LaPolis, Università di Urbino). Difficile vedere nel cambiamento del clima d'opinione solo - o principalmente - il riflesso della "realtà", come alcuni pretenderebbero. In fondo, l'aumento dei reati che, per quanto limitato, si verifica nel biennio 2004-2005, non accentua l'inquietudine sociale. Mentre negli anni seguenti la paura dilaga.
Un osservatore malizioso potrebbe, semmai, cogliere una costante politica, dietro ai mutamenti dell'opinione pubblica. Visto che, incidentalmente, l'insicurezza cresce quando governa il centrosinistra. E viceversa. Tuttavia, la relazione più significativa riguarda senza dubbio l'attenzione dedicata dai media. In particolare, dalla televisione. Anzi, sotto questo profilo, assistiamo davvero a una realtà - o forse a una fiction - profondamente nuova e diversa rispetto al passato.

Zeitgeist
28 mag 2009 – 20:14
Aggiornamento
(28/05/2009): Pubblico in fondo all’articolo il link
(grazie a Niccolò per la segnalazione) ad un sito che, esaminando
i due film in oggetto, ne confuta buona parte delle
affermazioni.
È da un po’ di tempo che ho sentito parlare di questo film. Ora l’ho visto, e sono spaventato… molto!
Temi: Religioni teistiche; Terrorismo e 11/9; Guerra; Il sistema bancario mondiale, I media.
Zeitgeist, The movie
The Zeitgeist Movement
Il file .torrent per scaricare il film: Official Zeitgeist, The movie torrent
Il file .srt dei sottotitoli italiani: Zeitgeist, The movie italian subs
Il file .torrent per scaricare l’addendum: Official Zeitgeist Addendum torrent
Il file .srt dei sottotitoli italiani: Zeitgeist Addendum italian subs
I file .srt vanno rinominati con lo stesso nome del filmato e messi nella stessa cartella che li contiene.
Per chi ha già visto il film, sono convinto che sia molto importante leggere ciò che è scritto nelle pagine al link che seguirà. Se quello che ci interessa è la verità, dobbiamo valutare ed essere critici su ogni ipotesi che ci giunge, comprese quelle che “ci piacciono”. Perché anche la loro confutazione, ci fornisce importanti informazioni. Zeitgeist, the movie Debunked – Conspiracy Science
È da un po’ di tempo che ho sentito parlare di questo film. Ora l’ho visto, e sono spaventato… molto!
Temi: Religioni teistiche; Terrorismo e 11/9; Guerra; Il sistema bancario mondiale, I media.
Zeitgeist, The movie
The Zeitgeist Movement
Il file .torrent per scaricare il film: Official Zeitgeist, The movie torrent
Il file .srt dei sottotitoli italiani: Zeitgeist, The movie italian subs
Il file .torrent per scaricare l’addendum: Official Zeitgeist Addendum torrent
Il file .srt dei sottotitoli italiani: Zeitgeist Addendum italian subs
I file .srt vanno rinominati con lo stesso nome del filmato e messi nella stessa cartella che li contiene.
Per chi ha già visto il film, sono convinto che sia molto importante leggere ciò che è scritto nelle pagine al link che seguirà. Se quello che ci interessa è la verità, dobbiamo valutare ed essere critici su ogni ipotesi che ci giunge, comprese quelle che “ci piacciono”. Perché anche la loro confutazione, ci fornisce importanti informazioni. Zeitgeist, the movie Debunked – Conspiracy Science
Anobii
26 apr 2009 – 16:22

Il database dei libri è sconfinato ed include anche pubblicazioni rare o prive di codice ISBN.
Uno strumento collaborativo grazie al quale si possono trovare letture di interesse e persone con le quali scambiarsi opinioni su di esse.
Ha il pregio di essere un social network che va dritto al sodo, senza orpelli inutili ed altri scopi che non siano la collaborazione fra gli utenti e la condivisione delle proprie conoscenze.
Questo è il link alla mia libreria: Masque – Anobii
Non credo, dunque, esisto
05 apr 2009 – 12:05
Riporto l’inizio di un ottimo articolo
apparso oggi su Fantascienza.com che, partendo dal caso dello slogan
della UAAR la cui pubblicazione è stata impedita dalla
concessionaria di pubblicità genovese, sotto forti pressioni
esterne, fa una panoramica del rapporto fra fantascienza e fede,
nelle opere più significative.
«Non c’è nulla di male nel nutrire un sentimento religioso, ma se la libertà di culto è un diritto, questo non può comunque tradursi in una limitazione del diritto altrui di non credere ad altri se non in sé stessi e nel prossimo, poiché anche l’ideale ateo risponde al bisogno di dare un senso al vivere che vada oltre la semplice sopravvivenza. Se il pensiero razionale ha però una freccia in più, questa freccia la scaglia nella direzione della maggior inclusione possibile; infatti, solitamente, chi è ateo non impedisce a chi è religioso di esprimersi. Raramente invece accade il contrario, almeno nel nostro paese.»
Non credo, dunque, esisto
di Maurizio Del Santo
Una riflessione sull'esistenza di Dio e l'essere laici o credenti, a partire da una campagna pubblicitaria. Fantascienza? Forse, ma non troppo.
Dio non esiste. Anzi sì. Beh, insomma, dipende dalla concessionaria
di pubblicità. Si potrebbe provocatoriamente raccontare così la
vicenda accaduta a Genova nelle scorse settimane. La UAAR
- Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti —
decide di affittare uno spazio pubblicitario su due autobus
dell’Azienda Municipalizzata Trasporti genovese per far circolare
uno slogan: “La cattiva notizia è che Dio non esiste. Quella buona
è che non ne hai bisogno.” L’iniziativa segue quelle analoghe già
sperimentate con successo a Londra e Barcellona, anche se lì gli
slogan erano leggermente più edulcorati.
La reazione è più che scontata, in uno Stato come quello italiano la cui compenetrazione con quello Vaticano somiglia sempre di più a una vera e propria simbiosi. Dopo un primo ok della IGP Decaux, la società concessionaria, le gigantesche polemiche — che hanno visto scendere in campo tutti, addirittura a livello nazionale - hanno costretto la suddetta società a un rapido dietrofront. Alla fine si è arrivati a un accordo sul messaggio che poi è stato effettivamente pubblicato, e cioè: “La buona notizia è che in Italia ci sono milioni di atei. L’ottima è che credono nella libertà d’espressione.”
Lo slogan iniziale, oggettivamente provocatorio in una realtà come quella italiana e genovese, ha comunque centrato in pieno l'obiettivo di attirare l’attenzione, visto che l’UAAR ha raggiunto in pochi giorni notorietà nazionale e un cospicuo aumento delle donazioni. Proprio in questi giorni, inoltre, tale slogan è riapparso su dieci grandi cartelloni affissi per le strade del capoluogo ligure. Resta desolante il fatto che si sia costretti, nell’anno 2009, a fare scandalo per parlare di un tema, certamente sensibile, ma serenamente affrontabile in un qualsiasi paese civile.
Mentre la realtà italiana è rimasta indietro anche su questo punto, la realtà fantascientifica ha già da decenni sviscerato l’argomento con passione e intelligenza. In effetti il confronto con il trascendente è uno dei temi più elevati della letteratura, soprattutto di quella di fantascienza, la cui base positivista non può che porsi, prima o poi, il dilemma su dove (e se) termina la razionalità e dove invece inizia l’irrazionale. Non a caso due tra le opere sci-fi più importanti della storia, 2001: Odissea nello spazio (1968) e Solaris (1961), affrontano proprio questo tema. Sempre non per caso i due artefici di queste opere, Stanley Kubrick e Stanislaw Lem, sono due personalità complesse e articolate, certamente per nulla inclini al fideismo ma che non si sono sottratti al confronto, e neanche si sognavano di farlo.
Continua su Fantascienza.com
«Non c’è nulla di male nel nutrire un sentimento religioso, ma se la libertà di culto è un diritto, questo non può comunque tradursi in una limitazione del diritto altrui di non credere ad altri se non in sé stessi e nel prossimo, poiché anche l’ideale ateo risponde al bisogno di dare un senso al vivere che vada oltre la semplice sopravvivenza. Se il pensiero razionale ha però una freccia in più, questa freccia la scaglia nella direzione della maggior inclusione possibile; infatti, solitamente, chi è ateo non impedisce a chi è religioso di esprimersi. Raramente invece accade il contrario, almeno nel nostro paese.»
Non credo, dunque, esisto
di Maurizio Del Santo
Una riflessione sull'esistenza di Dio e l'essere laici o credenti, a partire da una campagna pubblicitaria. Fantascienza? Forse, ma non troppo.

La reazione è più che scontata, in uno Stato come quello italiano la cui compenetrazione con quello Vaticano somiglia sempre di più a una vera e propria simbiosi. Dopo un primo ok della IGP Decaux, la società concessionaria, le gigantesche polemiche — che hanno visto scendere in campo tutti, addirittura a livello nazionale - hanno costretto la suddetta società a un rapido dietrofront. Alla fine si è arrivati a un accordo sul messaggio che poi è stato effettivamente pubblicato, e cioè: “La buona notizia è che in Italia ci sono milioni di atei. L’ottima è che credono nella libertà d’espressione.”
Lo slogan iniziale, oggettivamente provocatorio in una realtà come quella italiana e genovese, ha comunque centrato in pieno l'obiettivo di attirare l’attenzione, visto che l’UAAR ha raggiunto in pochi giorni notorietà nazionale e un cospicuo aumento delle donazioni. Proprio in questi giorni, inoltre, tale slogan è riapparso su dieci grandi cartelloni affissi per le strade del capoluogo ligure. Resta desolante il fatto che si sia costretti, nell’anno 2009, a fare scandalo per parlare di un tema, certamente sensibile, ma serenamente affrontabile in un qualsiasi paese civile.
Mentre la realtà italiana è rimasta indietro anche su questo punto, la realtà fantascientifica ha già da decenni sviscerato l’argomento con passione e intelligenza. In effetti il confronto con il trascendente è uno dei temi più elevati della letteratura, soprattutto di quella di fantascienza, la cui base positivista non può che porsi, prima o poi, il dilemma su dove (e se) termina la razionalità e dove invece inizia l’irrazionale. Non a caso due tra le opere sci-fi più importanti della storia, 2001: Odissea nello spazio (1968) e Solaris (1961), affrontano proprio questo tema. Sempre non per caso i due artefici di queste opere, Stanley Kubrick e Stanislaw Lem, sono due personalità complesse e articolate, certamente per nulla inclini al fideismo ma che non si sono sottratti al confronto, e neanche si sognavano di farlo.
Continua su Fantascienza.com
Il grande videogame della liberazione naturale attraverso la comprensione nello stadio intermedio… circa.
14 feb 2009 – 20:44
Mi sono sempre dimenticato di
segnalare questo particolarissimo videogioco, che mi era stato
segnalato a sua volta, da Diego.
Non è un videogioco nel senso classico del termine, perché non c’è una vera e propria sfida di abilità ed il suo scopo non è di arrivare alla fine o di vincere… In questo gioco, alla fine ci si arriva sempre, e la vincita sta nel comprendere cosa significhi ogni dettaglio di ciò che ci viene presentato, ed il significato del suo complesso.

Questo videogioco si chiama Passage, ed è disponibile gratuitamente per lo scaricamento, per i sistemi Windows, MacOS X e Linux (solo in formato sorgente, quest’ultimo) sul sito dell’autore.
Sullo stesso sito è presente anche una pagina con tutte le spiegazioni, ma vi consiglio di leggerla solo dopo averlo giocato un po’ di volte.
Ovviamente sono consapevole del fatto che quei pochi che capiranno il titolo di questo articolo, avranno la sorpresa un po’ rovinata, ma mi piaceva troppo la citazione. :-)
I controlli per giocare sono:
• Qualsiasi pulsante per iniziare.
• Joystick o tasti freccia (su, giù, sx, dx) per muovere il personaggio.
• F (sulla tastiera) per cambiare fra visualizzazione in finestra e a schermo pieno.
• B (sulla tastiera) per modificare l’ingrandimento.
• Q e ESC (sulla tastiera) per uscire.
Non è un videogioco nel senso classico del termine, perché non c’è una vera e propria sfida di abilità ed il suo scopo non è di arrivare alla fine o di vincere… In questo gioco, alla fine ci si arriva sempre, e la vincita sta nel comprendere cosa significhi ogni dettaglio di ciò che ci viene presentato, ed il significato del suo complesso.

Questo videogioco si chiama Passage, ed è disponibile gratuitamente per lo scaricamento, per i sistemi Windows, MacOS X e Linux (solo in formato sorgente, quest’ultimo) sul sito dell’autore.
Sullo stesso sito è presente anche una pagina con tutte le spiegazioni, ma vi consiglio di leggerla solo dopo averlo giocato un po’ di volte.
Ovviamente sono consapevole del fatto che quei pochi che capiranno il titolo di questo articolo, avranno la sorpresa un po’ rovinata, ma mi piaceva troppo la citazione. :-)
I controlli per giocare sono:
• Qualsiasi pulsante per iniziare.
• Joystick o tasti freccia (su, giù, sx, dx) per muovere il personaggio.
• F (sulla tastiera) per cambiare fra visualizzazione in finestra e a schermo pieno.
• B (sulla tastiera) per modificare l’ingrandimento.
• Q e ESC (sulla tastiera) per uscire.
David O'Reilly
24 gen 2009 – 14:11
David
O’Reilly, animatore surreale e geniale. Per certe
atmosfere, ricorda i lavori più criptici di David Lynch. La serie Please Say
Something, ad esempio, che ho associato alla serie Rabbits
di Lynch.
Questo è un collage di vari video suoi.
Per altri video… Leggi il resto…
Questo è un collage di vari video suoi.
Per altri video… Leggi il resto…
Cyriak
11 gen 2009 – 20:39
Appena scoperto il sito di questo
folle animatore che si fa chiamare Cyriak. Dategli un’occhiata,
specialmente se già apprezzate quelle animazioni surreali che
costruiva Terry Gilliam per i
Monty Python.
Questo video è un mix di varie animazioni sue.
Questo video è un mix di varie animazioni sue.
Amanita Design
04 gen 2009 – 17:00

Consiglio a tutti di dare un occhiata al loro sito e “giocare” un po’ con tutto quello che trovate, in particolare ai giochi Samorost e Samorost 2.
Fidatevi di un appassionato di avventure grafiche e giochi di enigmi. :-)
Questo invece è il trailer di Machinarium
Machinarium Preview from Amanita Design on Vimeo.
I peluche dei microbi
03 gen 2009 – 19:00
Quale modo più carino per dire “ti ho
passato la sifilide”, che regalare questo tenero peluche?

…e che dire della Mucca Pazza , la Salmonella, la Malaria o la tenerissima Malattia-del-bacio?




Tutti questi simpatici virus, microbi e batteri peluche si possono comprare dal sito: GIANTmicrobes.
Averlo saputo prima delle feste… Sai che figurone?!
“Ehi!! Per natale mi hai portato la Peste Nera!! Graaaaaazie!!! SMAK!”… (e ti becchi un Herpes vero!) :-D
Segnalazione trovata sul blog Di fronte allo specchio.

…e che dire della Mucca Pazza , la Salmonella, la Malaria o la tenerissima Malattia-del-bacio?




Tutti questi simpatici virus, microbi e batteri peluche si possono comprare dal sito: GIANTmicrobes.
Averlo saputo prima delle feste… Sai che figurone?!
“Ehi!! Per natale mi hai portato la Peste Nera!! Graaaaaazie!!! SMAK!”… (e ti becchi un Herpes vero!) :-D
Segnalazione trovata sul blog Di fronte allo specchio.
La Vita, l'Universo e Tutte Quelle Persone Scomparse nei Propri Personaggi – Roberto Quaglia
02 gen 2009 – 13:46

I suoi articoli sono sempre molto intelligenti ed ironici e sono stati di grandissima influenza per me, quando li lessi tempo fa, al momento della loro pubblicazione.
Solo alcuni degli articoli sono stati riportati in Fantascienza.com, dopo la trasformazione della versione on-line di Delos, tuttavia, l'intera serie è ancora reperibile presso il vecchio indirizzo, scaricando da fantascienza.com i singoli numeri di Delos Magazine in formato compresso, oppure acquistando il suo libro Pensiero Stocastico.
Questa volta, l’articolo, molto pirandelliano come contenuti, si intitola La Vita, l'Universo e Tutte Quelle Persone Scomparse nei Propri Personaggi e lo riporto per intero.
Roberto Quaglia, ovvero il rappresentante della fantascienza del nostro Paese più famoso all'estero e più sconosciuto in Italia, continua a fare tante domande e a rifiutare tutte le risposte. Leggete quanto segue a vostro rischio. Delos non si riterrà responsabile della vostra incolumità mentale.
Sicuro è, volendo fare finta di sì, che alcune cose esistono. Si tratta delle cose che crediamo che esistano, le quali esistono - volendo fare finta che esistano, proprio perché crediamo che esistano.
Poi ci sono le cose che sono vive, volendo fare finta che ci siano. Un'antica usanza umana ci rende tal compito facile e spontaneo, e noi non lo smentiremo. Ci sono quindi delle cose che sono vive, e ci sono perché noi crediamo che siano vive.
Infine ci sono delle cose che oltre ad esistere e ad essere vive, sanno di esistere e di essere vive, e soprattutto sanno di sapere di esistere e di essere vive. Naturalmente, anche questa terza categoria esiste a causa del nostro far finta che esista, mediante il trucco di crederci. Tutto ciò è alquanto mistificante, ma risulta intensamente pratico.
In realtà - e per eccesso di praticità facciamo finta che esista pure la realtà - non c'è alcuna separazione reale fra queste tre categorie immaginarie. Tuttavia, nella nostra esperienza l'immaginazione spicca laddove altrimenti ci sarebbe soltanto un denso nulla macchiato di bestia, ovvero la mente di un essere umano.
E l'immaginazione ci trascina attraverso l'esistenza, e attraverso la vita, e attraverso il fiume dei pensieri autocoscienti dispensandoci in primo luogo l'illusione dell'esistenza, della vita e dell'autocoscienza. E' da esse che quindi partiamo, per le nostre odierne divagazioni stocastiche, in virtù dell'evidenza che altra origine di noi stessi non ha dignità di essere da noi e fra noi ora intesa e menzionata.
Quante sono le cose che esistono! Praticamente tutte. Nulla si para ai nostri sensi sfuggendo alla nostra illusione che esista. Ovunque ci volgiamo, vediamo Qualcosa perentoriamente esistere, ci piaccia o non ci piaccia. Così inflazionata è questa umile categoria, che in verità ci interessa ben poco, anche se coviamo l'hobby che non sia così.
Più interessante si prospetta l'analisi della nostra seconda categoria immaginaria, la categoria delle cose che sono vive.Taluni sciocchi pensano davvero che ciò che pare vivo lo sia veramente, ed in tale credenza si perde ogni dignità e speranza di intuire pur vagamente ciò che realmente nel cosmo si verifica. Ma noi abbiamo smesso il costume di sciocco rifilatoci durante i biechi saldi della nostra nascita, e sapendo di non sapere non ignoriamo che la categoria delle cose vive sia soltanto un convenzione. Nondimeno, è utile e pratico fingere che ciò che ci pare vivo lo sia davvero. Chi non capisse nulla di quanto andasse or ora leggendo, la smetta una buona volta di preoccuparsi: egli o ella finalmente ha deviato una spanna dal solco delle false certezze, ed un bagno di confusione è il minimo che ci si possa aspettare. Ma come insegna l'igiene, ogni tanto un bagno conviene. Anche se la saggezza ci ammonisce: troppi bagni possono annegare uno sprovveduto.Le cose che sono vive, e che tali sono in virtù delle proprie apparenze, presentano un superiore grado di complessità rispetto alle cose che più semplicemente esistono, le quali esistono in virtù delle proprie apparenze. Ogni reale differenza fra queste due categorie immaginarie è rappresentata proprio e soltanto da tale differente grado di complessità. La complessità non è né bene né male, ma è in genere più complessa della semplicità.Taluni ingenui sono infine convinti che i componenti della nostra terza categoria immaginaria, le cose che oltre ad esistere e ad essere vive sanno di esistere e di essere vive, ed eventualmente sappiano di sapere di esistere e di essere vive (è così che ci immaginiamo certi esseri umani), realmente sappiano di esistere e di essere vive e addirittura sappiano di sapere di esistere e di essere vive. In realtà, il più superficiale degli approfondimenti confuta senza esitazione tale palesemente ingenua ipotesi. E' innegabile che un evento che assomigli alla comprensione di esistere e di essere vivi e forse anche del fatto di sapere di esistere e di essere vivi si compia saltuariamente all'interno di varie menti umane, ma confondere una rappresentazione con ciò che essa rappresenta è l'errore vergognoso di qualsiasi sedicente pensante, un atto che iscrive chi lo compie nel capiente novero dei poveri ingenui.
Ciò che ha più senso (o minor non-senso) dire è che i componenti della nostra terza categoria immaginaria sono contraddistinti da un grado di complessità superiore a quelli delle altre due categorie. Essendo da queste parti la complessità maggiore, c'è molto di più da dire, da notare, da distinguere. In effetti, una vita umana non basta a notare, distinguere e parlare di tutto ciò che rientra nella nostra prima categoria immaginaria, le cose che esistono, né tantomeno di tutto ciò che compone la seconda categoria, le cose che sono vive. A maggior ragione, notare, distiguere e parlare di tutto ciò che compone la terza categoria è un compito ciclopico che atterrisce, oltre a tutto perché tale terza categoria si amplia e si complica incessantemente ad una velocità incredibilmente maggiore di quella necessaria alla nostra attenzione per seguirne l'evoluzione.In tale tumultuoso caos di insorgenti nozioni destinate a sfuggirci in misura sempre maggiore, ubriacarsi o deprimersi sono due scelte ugualmente lecite. La prima è più divertente della seconda, e per questo motivo, e soltanto per questo, è ragionevole e consigliabile preferirla alla seconda.L'ubriacatura di sapere è un tuffo giù per le rapide di un impetuoso rivolo dal quale si dipartono incessantemente in mille e mille bivi una sconfinata quantità di altri rivoli che non potranno essere esplorati. Procedere fieramente a casaccio in tale frattale realtà usando ciò che ci pare l'arbitrio, per preferire, secondo criteri estetici, ad ogni bivio o trivio o polivio, una direzione rispetto alle altre è l'atteggiamento più interessante e rispondente a quelle caratteristiche che farebbero di noi, in misura maggiore o minore, titolati elementi di quella terza categoria immaginaria della quale abbiamo vaneggiato sinora, la categoria delle cose che sanno di esistere e di essere vive e che eventualmente sanno anche di sapere di esistere e di essere vive.
Venendo un po' più sul concreto, almeno apparentemente (e le apparenze sono tutto, come la scienza ci insegna, involontariamente, pretendendo talvolta di argomentare che sarebbe vero il contrario) e comunque a casaccio, come si conviene, sfoggiamo il nostro accorgimento che ogni umano possa venir scisso in due parti: ciò che egli o ella personalmente (essenzialmente) è, ed il ruolo o i ruoli nei quali egli o ella si cala per esigenze di società. I ruoli sono prefissati e ben definiti: l'Avvocato, l'Operaio, il Notaio, il Politico, il Presidente di Qualcosa, il Ladro, il Giudice e sono completamente impersonali. Come in teatro, e in particolare nella Commedia dell'Arte, i copioni, pur lasciando un margine all'improvvisazione e all'interpretazione, hanno un'indirizzo prefissato. Pur potendo addobbare le proprie gesta di qualche fronzolo personale, si deve seguire il canovaccio, poiché così esige il copione della società, senza di quale la società non sarebbe come è. Questa colossale recita teatrale che si chiama "la Società" è innanzitutto utile a se stessa, e secondariamente può essere utile a chi ne fa parte, ed in genere lo è, in misura variabile. Visto che esiste, è indubbiamente necessaria, e gli sciocchi che vorrebbero infantilmente abolirla farneticando di anarchia o di altri vocaboli magici senza sapere cosa stanno dicendo sono appunto sciocchi bambinoni, alcuni dei quali fieri e splendidi nella loro vitale ma immatura posizione, altri - come al solito la maggioranza - decisamente fastidiosi in un ruolo come tanti altri interpretato senza personale fantasia.Triste, noioso, fastidioso o tragico - soprattutto noioso e fastidioso - è il fatto che la maggior parte degli individui, i quali, facendo come tutti parte di una società, ne interpretano un ruolo, smarriscano il senso autentico della loro identità nella confusione fra sé ed il ruolo che interpretano. E allora troviamo avvocati che sono davvero convinti di essere innanzitutto avvocati, politici davvero convinti delle posizioni che assumono per esigenze di scena, medici davvero convinti di essere soprattutto medici, ladri convinti di essere davvero dei ladri, prostitute convinte di essere davvero delle prostitute, e potrei continuare così fino ad esaurimento di tutti i ruoli interpretabili in società. In tale confusione fra persona e personaggio, non di rado la persona scompare, ed avanza il personaggio, un vuoto involucro condannato alla coatta replicazione dei propri copioni finché la consunzione del proprio organismo non ne decreti la definitiva uscita di scena. Quanto più bello ed interessante sarebbe il mondo e la società se coloro che ne fanno parte fossero consapevoli della distinzione fra la propria persona ed il ruolo che rivestono in società. Avremmo così individui che fanno l'avvocato, invece di esserlo, donne che fanno la puttana, invece che esserlo, uomini che fanno i giudici, invece che esserlo, uomini che fanno i ladri, anziché essere tali. Che differenza farebbe? dirà qualcuno...
Pensateci. Io lo so che differenza ci sarebbe. E spero di avere fornito a chi legge l'input per meditarci in proprio, qualsiasi cosa ciò significhi.Ma cosa c'entra con questo la fantascienza? Da queste parti - c'è scritto sulla confezione! - si parlerebbe di fantascienza. Cosa c'entra allora la fantascienza con tutto quanto detto sinora quest'oggi (qualsiasi sia l'"oggi" che noi si intenda)? E io che ne so? Anzi! Cosa me ne importa?! Ma sono pronto a dare soddisfazione ai maniaci, convinto come sono che la fantascienza ragionevolmente c'entri con qualsiasi cosa, come tutto abbia sempre a che fare con se stesso, d'altronde, qualsiasi cosa ciò significhi in chi stia leggendo.Ecco allora sorgere la suprema tristezza e soprattutto noia quando anche nel campo della science fiction, della fantascienza, il panorama si orna qua e là di personaggi di cartapesta che hanno dimenticato di non essere i personaggi che interpretano. Cosa intendo dire? E che ne so!? L'importante è che lo sappia chi sta leggendo questa roba. Prendete il mio testo come un testo di Rorschach: ognuno vi colga i significati che preferisce. La cosiddetta comunicazione umana funziona così comunque.Continuiamo allora con questo testo di Rorschach.Essendo la science fiction, idealmente, in prima linea per ciò che attiene all'immaginario dell'umanità, ma soprattutto essendo lo scrittore... anzi, il "pensatore" di science fiction per natura un creatore di se stesso (ognuno è ciò che pensa, ed un pensatore di science fiction è tale se pensa sempre cose diverse), risulta palesemente assurdo assistere a "pensatori" di science fiction cessare di essere tali cristallizandosi in un ruolo, sia esso quello di scrittore, o di critico, o di esperto o di fan veterano, pretendendo tuttavia di essere ancora ciò che la loro stasi teatrale non gli consente più di essere. Il fatto è che l'entropia o qualcosa che ci assomiglia incalza alle spalle di noi tutti, e che per qualsiasi sistema dinamico instabile (come una mente fertile) è prevista da qualche parte uno stato di quiete.Mi sembra che per oggi ciò possa bastare.Chiunque, a questo punto, non si sia ancora slogato il cervello, clicchi da queste parti per precipitarsi laddove io persevero con tal genere di verbosissimo andazzo, oppure clicchi da queste altre parti per infilzare i propri neuroni con un testo del sottoscritto che è idealmente l'assoluto contrario di quanto contenuto in questa pagina, ovvero un rigido esempio di stringente linearità: si tratta di una mia mozione e relativo discorso per impegnare il sindaco di Genova ad organizzare un congresso internazionale di fantascienza o qualcosa del genere...Chi vivrà, vedrà, oppure no.
Nuovi video di Jeff Dunham
24 dic 2008 – 14:54
Mi sono appena accorto che sono usciti
dei nuovi video di spettacoli del ventriloquo Jeff Dunham sottotitolati in
italiano.
Eccoli qua raccolti in una playlist.
Se volete vedere anche gli altri che avevo precedentemente segnalato:
• Peanut
• Walter
• Achmed
Eccoli qua raccolti in una playlist.
Se volete vedere anche gli altri che avevo precedentemente segnalato:
• Peanut
• Walter
• Achmed
Obama, il jazz, il porno
26 nov 2008 – 18:25
Trascrivo la prima parte di questo
interessantissimo articolo preso dal blog “fastidio”.
Sito a tema erotico e pornografico, scritto in modo esemplare,
approfondito ed intelligente.
Da diverso tempo avevo in mente alcune considerazioni circa il colonialismo, i neri, il razzismo; per forza di cose sono osservazioni del tutto soggettive. Nel tempo si sono sommati diversi elementi, cocci di un vaso in frantumi, che credo possano formare la traccia per un percorso di confusa riflessione. Non intendo tralasciare la provocazione pura e il gusto dell'iperbole, dell'esagerazione quasi gratuita, per provare a ridefinire un concetto abusato e mal interpretato quale il binomio razzismo-antirazzismo. Questo bizzarro percorso di degustazione della razza inizia dalla storia del jazz passa attraverso il neocolonialismo, intridendosi di storia della fotografia, fino ad arrivare senza grossi sforzi al porno, il tutto sotto il segno dell'opinione personale, orrendo vizio condannato da Platone. Mi scuso solo per la lunghezza della dissertazione che non è certo una mia caratteristica.
A a bronzatissimo
Come sempre arrivo tardi, ma arrivo. Mi risuona in testa, da giorni, la frase "Giovane, bello, abbronzato". Per Berlusconi Obama è questo. Rifletto su questa battuta, chiamiamola così, che puzza di razzismo; so che l'ha sparata grossa, ma qualcosa mi sfugge. Voglio credere alla buona fede del primo ministro (e credo che la provocazione inizi già qui), ma mi spiego.
Berlusconi è un uomo vittima della sua stessa proiezione catodica. Lui non si guarda in uno specchio, si guarda nella televisione, e la televisione è l'accesso all'immagine mentale che ogni cittadino ha di lui. Lui vede ciò che è nella testa dell'italico popolo bue. E' una semplice questione di propaganda e vittime della propaganda. Berlusconi è pelato e nano. Vuole essere alto e capellone e in qualche modo (l'inganno estetico è qualche modo) ce la fa. Questo mi rende certo del fatto che Berlusconi invidi il colore della pelle di Obama. E lo invidia in quanto gli appare abbronzato. Esattamente come invidia il fatto che è più piacente di lui ed è pure alto e coi capelli, e lo invidio pure io! In definitiva: Obama non deve mettersi il cerone che si deve mettere il cavaliere. Allora dove sta lo sgomento rispetto alla battuta infelice uscita dal nano di Arcore? Forse che dire "abbronzato" in realtà è un non-riconoscere l'identità altrui, l'essere mezzo keniota di Obama, la sua negritudine, le radici, le radici su cui insisteva il Black Panther Party; è un'attitudine riduzionista e in quanto tale razzista, cioé non ne marca riconosce la differenza, la riduce a bizzarria estetica.
Avevo scritto "marca", ma credo che anche il marcare ad ogni costo sia elemento di razzismo. Sono cresciuto a pane e film di Spike Lee e non ho mai concepito il fatto che solo un afroamericano potesse chiamare "negro" un suo compare dalla pelle scura. C'è una divertente scena di questo tipo in Clerks 2. Cioé se un bianco dice negro, o parla di culo nero (Clerks 2), allora è razzista, se lo dice un tizio con geni africani invece è "yo, cool, brother". Non ci siamo, proprio. Il moralista non dice mai "negro", si sente sporco e colonialista, fino a fine anni '80 lo dicevamo tutti, poi magari quando vede la famiglia di senegalesi agghindati per la festa li guarda come fenomeni di esotismo altermondialista... e "come ci si diverte alla Festa dei Popoli". Se un tedesco mi taglia la strada, lo appello mangiacrauti di merda, o crucco. Se un africano mi taglia la strada in auto a cosa penso? Prendo la prima differenza tra me e lui, il colore, lo amplifico, e ci aggiungo "di merda". Non mi sento razzista per questo, mi sento razzista se penso "negro di merda" e me lo rimangio perché sono di sinistra. Poi scendo e ci faccio a pugni, come se fosse un tedesco abbronzato...
Il razzismo nasce quando marco una diversità fisico-culturale o quando la annichilisco del tutto e a tutti i costi. Vizi rispettivamente di destra e di sinistra. Il meccanismo è molto più sottile di quanto si immagini. Il povero Gramsci, e l'ho già scritto da qualche parte, diceva che la cultura non è borghese, è l'uso che ne fa la borghesia a renderlo tale.
Continua su fastidio.noblogs.org
Da diverso tempo avevo in mente alcune considerazioni circa il colonialismo, i neri, il razzismo; per forza di cose sono osservazioni del tutto soggettive. Nel tempo si sono sommati diversi elementi, cocci di un vaso in frantumi, che credo possano formare la traccia per un percorso di confusa riflessione. Non intendo tralasciare la provocazione pura e il gusto dell'iperbole, dell'esagerazione quasi gratuita, per provare a ridefinire un concetto abusato e mal interpretato quale il binomio razzismo-antirazzismo. Questo bizzarro percorso di degustazione della razza inizia dalla storia del jazz passa attraverso il neocolonialismo, intridendosi di storia della fotografia, fino ad arrivare senza grossi sforzi al porno, il tutto sotto il segno dell'opinione personale, orrendo vizio condannato da Platone. Mi scuso solo per la lunghezza della dissertazione che non è certo una mia caratteristica.

A a bronzatissimo
Come sempre arrivo tardi, ma arrivo. Mi risuona in testa, da giorni, la frase "Giovane, bello, abbronzato". Per Berlusconi Obama è questo. Rifletto su questa battuta, chiamiamola così, che puzza di razzismo; so che l'ha sparata grossa, ma qualcosa mi sfugge. Voglio credere alla buona fede del primo ministro (e credo che la provocazione inizi già qui), ma mi spiego.
Berlusconi è un uomo vittima della sua stessa proiezione catodica. Lui non si guarda in uno specchio, si guarda nella televisione, e la televisione è l'accesso all'immagine mentale che ogni cittadino ha di lui. Lui vede ciò che è nella testa dell'italico popolo bue. E' una semplice questione di propaganda e vittime della propaganda. Berlusconi è pelato e nano. Vuole essere alto e capellone e in qualche modo (l'inganno estetico è qualche modo) ce la fa. Questo mi rende certo del fatto che Berlusconi invidi il colore della pelle di Obama. E lo invidia in quanto gli appare abbronzato. Esattamente come invidia il fatto che è più piacente di lui ed è pure alto e coi capelli, e lo invidio pure io! In definitiva: Obama non deve mettersi il cerone che si deve mettere il cavaliere. Allora dove sta lo sgomento rispetto alla battuta infelice uscita dal nano di Arcore? Forse che dire "abbronzato" in realtà è un non-riconoscere l'identità altrui, l'essere mezzo keniota di Obama, la sua negritudine, le radici, le radici su cui insisteva il Black Panther Party; è un'attitudine riduzionista e in quanto tale razzista, cioé non ne marca riconosce la differenza, la riduce a bizzarria estetica.
Avevo scritto "marca", ma credo che anche il marcare ad ogni costo sia elemento di razzismo. Sono cresciuto a pane e film di Spike Lee e non ho mai concepito il fatto che solo un afroamericano potesse chiamare "negro" un suo compare dalla pelle scura. C'è una divertente scena di questo tipo in Clerks 2. Cioé se un bianco dice negro, o parla di culo nero (Clerks 2), allora è razzista, se lo dice un tizio con geni africani invece è "yo, cool, brother". Non ci siamo, proprio. Il moralista non dice mai "negro", si sente sporco e colonialista, fino a fine anni '80 lo dicevamo tutti, poi magari quando vede la famiglia di senegalesi agghindati per la festa li guarda come fenomeni di esotismo altermondialista... e "come ci si diverte alla Festa dei Popoli". Se un tedesco mi taglia la strada, lo appello mangiacrauti di merda, o crucco. Se un africano mi taglia la strada in auto a cosa penso? Prendo la prima differenza tra me e lui, il colore, lo amplifico, e ci aggiungo "di merda". Non mi sento razzista per questo, mi sento razzista se penso "negro di merda" e me lo rimangio perché sono di sinistra. Poi scendo e ci faccio a pugni, come se fosse un tedesco abbronzato...
Il razzismo nasce quando marco una diversità fisico-culturale o quando la annichilisco del tutto e a tutti i costi. Vizi rispettivamente di destra e di sinistra. Il meccanismo è molto più sottile di quanto si immagini. Il povero Gramsci, e l'ho già scritto da qualche parte, diceva che la cultura non è borghese, è l'uso che ne fa la borghesia a renderlo tale.
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Dog of Man
09 nov 2008 – 12:22
David Firth, l'autore di Salad Fingers e
Spoilsbury Toast Boy,
ne ha fatta un altra delle sue…
Ecco il suo nuovo cortometraggio animato.
La versione in alta qualità, sul suo sito: Fat-Pie :: Dog of Man (2008)
Ecco il suo nuovo cortometraggio animato.
La versione in alta qualità, sul suo sito: Fat-Pie :: Dog of Man (2008)
Una scomunica per Albo
01 giu 2008 – 09:57
Mondo Disco, il telefilm!
25 mag 2008 – 10:11

È in arrivo il telefilm basato sulla serie fantasy di culto Mondo Disco (Discworld) di Terry Pratchett, una delle miglior serie fantasy ironiche mai realizzate.
«La storia narra delle peripezie del cinico e buffissimo Rincewind (Scuotivento), il mago più incompetente del disco che dopo oltre 40 anni di tirocinio viene defenestrato dalla Unseen University, l'Università Invisibile per i maghi della città di Ankh-Morpork, per non essere riuscito a sostenere neanche un esame in tutti quegli anni.»
La notizia completa su Fantascienza.com
Ce l'ho… ce l'ho… mi manca…
17 mag 2008 – 12:12
Proviamo un po' a fare questo
giochino…
(E non mancate di spulciare la sempre interessante lista degli appartenenti a Propaganda 2)
Il cosiddetto piano di rinascita democratica, parte essenziale del programma piduista, consisteva in un assorbimento degli apparati democratici della società italiana dentro le spire di un autoritarismo legale che avrebbe avuto al suo centro l'informazione.
I suoi obiettivi essenziali consistevano in una serie di riforme e modifiche costituzionali onde
« …rivitalizzare il sistema attraverso la sollecitazione di tutti gli istituti che la Costituzione prevede e disciplina, dagli organi dello Stato ai partiti politici, alla stampa, ai sindacati, ai cittadini elettori »
In particolare andavano programmate azioni di Governo, di comportamento politico ed economico, nonché di atti legislativi, per ottenere ad esempio nel settore scuola di
« …chiudere il rubinetto del preteso automatismo: titolo di studio - posto di lavoro… »
Attuazione
Sebbene la P2 sia stata scoperta e fermata, alcuni punti del piano sono stati effettivamente applicati sia a livello istituzionale che di assetto economico nel mondo imprenditoriale. Ciò dà certamente adito a dubbi circa la persistenza di interessi corporativi dietro propositi riformatori, ma non si può negare che oggi alcuni punti del Piano (come ad esempio per le riforme costituzionali per la riduzione del numero dei parlamentari, per la divisione dei ruoli di Camera e Senato e riguardo la riforma della magistratura) accomunino trasversalmente alcuni tra i principali schieramenti politici.
Dettagli
Il piano prevedeva modifiche urgenti, e a medio e lungo termine.
Modifiche urgenti
• la responsabilità civile (per colpa) dei magistrati;
• la normativa per l'accesso in carriera (esami psico-attitudinali preliminari).
Modifiche riguardo il Governo
• la “legge sulla Presidenza del Consiglio e sui Ministeri" (Cost.art.95) per determinare competenze e numero (ridotto) dei ministri, con eliminazione o quasi dei Sottosegretari;
• riforma dell'amministrazione (relativa agli artt. 28, 97 e 98 Cost.) fondata sulla teoria dell'atto pubblico non amministrativo, sulla netta separazione della responsabilità politica da quella amministrativa (che diviene personale, attraverso l'istituzione dei Segretari Generali di Ministero) e sulla sostituzione del principio del silenzio-rifiuto con quello del silenzio-consenso;
Provvedimenti economico-sociali
• eliminazione delle festività infrasettimanali e dei relativi ponti (eccettuato il 2 giugno, il Natale, il Capodanno e Ferragosto) da riconcedere in un forfait di 7 giorni aggiuntivi alle ferie annuali di diritto;
• alleggerimento delle aliquote sui fondi aziendali destinati a riserve, ammortamenti, investimenti e garanzie, per sollecitare l'autofinanziamento premiando il reinvestimento del profitto;
• concessione di forti sgravi fiscali ai capitali stranieri per agevolare il ritorno dei capitali dall'estero;
TV e stampa
• immediata costituzione di una agenzia per il coordinamento della stampa locale (da acquisire con operazioni successive nel tempo) e della TV via cavo da impiantare a catena in modo da controllare la pubblica opinione media nel vivo del Paese.
Provvedimenti a medio e lungo termine
• Ordinamento giudiziario:
• unità del Pubblico Ministero con gli altri magistrati (nell'ordinamento vigente, invece, il P.M. è distinto dai Giudici, a norma della Costituzione - articoli 107 e 112);
• riforma del Consiglio Superiore della Magistratura che deve essere responsabile verso il Parlamento (modifica costituzionale);
• riforma dell'ordinamento giudiziario per ristabilire criteri di selezione per merito delle promozioni dei magistrati, imporre limiti di età per le funzioni di accusa, separare le carriere requirente e giudicante, ridurre a giudicante la funzione pretorile.
• Ordinamento del Governo:
• modifica della Costituzione per stabilire che il Presidente del Consiglio è eletto dalla Camera all'inizio di ogni legislatura e può essere rovesciato soltanto attraverso le elezioni del successore;
• Ordinamento del Parlamento:
• nuove leggi elettorali, per la Camera, di tipo misto (uninominale e proporzionale secondo il modello tedesco) riducendo il numero dei deputati a 450 e, per il Senato, di rappresentanza di 2° grado, regionale, degli interessi economici, sociali e culturali, diminuendo a 250 il numero dei senatori ed elevando da 5 a 25 quello dei senatori a vita di nomina presidenziale, con aumento delle categorie relative (ex parlamentari - ex magistrati - ex funzionari e imprenditori pubblici - ex militari ecc.);
• Ordinamento di altri organi istituzionali:
• Corte Costituzionale: sancire l'incompatibilità successiva dei giudici a cariche elettive ed in enti pubblici; sancire il divieto di sentenze cosiddette attive (che trasformano la Corte in organo legislativo di fatto);
• Abolire tutte le provvidenze agevolative dirette a sanare i bilanci deficitari con onere del pubblico erario ed abolire il monopolio RAI **TV.
Il ruolo della stampa:
« che va sollecitata al livello di giornalisti attraverso una selezione che tocchi soprattutto: Corriere della Sera, Il Giorno, Il Giornale, La Stampa, Il Resto del Carlino, Il Messaggero, Il Tempo, Roma, Il Mattino, La Gazzetta del Mezzogiorno, Il Giornale di Sicilia per i quotidiani; e per i periodici: L'Europeo, L'Espresso, Panorama, Epoca, Oggi, Gente, Famiglia Cristiana. La RAI-TV non va dimenticata. »
Infine era previsto il ridimensionamento del ruolo del Presidente della Repubblica con il passaggio, tra l'altro del comando delle Forze Armate nelle mani del Ministero dell'Interno.
Fonte: Wikipedia
(E non mancate di spulciare la sempre interessante lista degli appartenenti a Propaganda 2)
Il cosiddetto piano di rinascita democratica, parte essenziale del programma piduista, consisteva in un assorbimento degli apparati democratici della società italiana dentro le spire di un autoritarismo legale che avrebbe avuto al suo centro l'informazione.
I suoi obiettivi essenziali consistevano in una serie di riforme e modifiche costituzionali onde
« …rivitalizzare il sistema attraverso la sollecitazione di tutti gli istituti che la Costituzione prevede e disciplina, dagli organi dello Stato ai partiti politici, alla stampa, ai sindacati, ai cittadini elettori »
In particolare andavano programmate azioni di Governo, di comportamento politico ed economico, nonché di atti legislativi, per ottenere ad esempio nel settore scuola di
« …chiudere il rubinetto del preteso automatismo: titolo di studio - posto di lavoro… »
Attuazione
Sebbene la P2 sia stata scoperta e fermata, alcuni punti del piano sono stati effettivamente applicati sia a livello istituzionale che di assetto economico nel mondo imprenditoriale. Ciò dà certamente adito a dubbi circa la persistenza di interessi corporativi dietro propositi riformatori, ma non si può negare che oggi alcuni punti del Piano (come ad esempio per le riforme costituzionali per la riduzione del numero dei parlamentari, per la divisione dei ruoli di Camera e Senato e riguardo la riforma della magistratura) accomunino trasversalmente alcuni tra i principali schieramenti politici.
Dettagli
Il piano prevedeva modifiche urgenti, e a medio e lungo termine.
Modifiche urgenti
• la responsabilità civile (per colpa) dei magistrati;
• la normativa per l'accesso in carriera (esami psico-attitudinali preliminari).
Modifiche riguardo il Governo
• la “legge sulla Presidenza del Consiglio e sui Ministeri" (Cost.art.95) per determinare competenze e numero (ridotto) dei ministri, con eliminazione o quasi dei Sottosegretari;
• riforma dell'amministrazione (relativa agli artt. 28, 97 e 98 Cost.) fondata sulla teoria dell'atto pubblico non amministrativo, sulla netta separazione della responsabilità politica da quella amministrativa (che diviene personale, attraverso l'istituzione dei Segretari Generali di Ministero) e sulla sostituzione del principio del silenzio-rifiuto con quello del silenzio-consenso;
Provvedimenti economico-sociali
• eliminazione delle festività infrasettimanali e dei relativi ponti (eccettuato il 2 giugno, il Natale, il Capodanno e Ferragosto) da riconcedere in un forfait di 7 giorni aggiuntivi alle ferie annuali di diritto;
• alleggerimento delle aliquote sui fondi aziendali destinati a riserve, ammortamenti, investimenti e garanzie, per sollecitare l'autofinanziamento premiando il reinvestimento del profitto;
• concessione di forti sgravi fiscali ai capitali stranieri per agevolare il ritorno dei capitali dall'estero;
TV e stampa
• immediata costituzione di una agenzia per il coordinamento della stampa locale (da acquisire con operazioni successive nel tempo) e della TV via cavo da impiantare a catena in modo da controllare la pubblica opinione media nel vivo del Paese.
Provvedimenti a medio e lungo termine
• Ordinamento giudiziario:
• unità del Pubblico Ministero con gli altri magistrati (nell'ordinamento vigente, invece, il P.M. è distinto dai Giudici, a norma della Costituzione - articoli 107 e 112);
• riforma del Consiglio Superiore della Magistratura che deve essere responsabile verso il Parlamento (modifica costituzionale);
• riforma dell'ordinamento giudiziario per ristabilire criteri di selezione per merito delle promozioni dei magistrati, imporre limiti di età per le funzioni di accusa, separare le carriere requirente e giudicante, ridurre a giudicante la funzione pretorile.
• Ordinamento del Governo:
• modifica della Costituzione per stabilire che il Presidente del Consiglio è eletto dalla Camera all'inizio di ogni legislatura e può essere rovesciato soltanto attraverso le elezioni del successore;
• Ordinamento del Parlamento:
• nuove leggi elettorali, per la Camera, di tipo misto (uninominale e proporzionale secondo il modello tedesco) riducendo il numero dei deputati a 450 e, per il Senato, di rappresentanza di 2° grado, regionale, degli interessi economici, sociali e culturali, diminuendo a 250 il numero dei senatori ed elevando da 5 a 25 quello dei senatori a vita di nomina presidenziale, con aumento delle categorie relative (ex parlamentari - ex magistrati - ex funzionari e imprenditori pubblici - ex militari ecc.);
• Ordinamento di altri organi istituzionali:
• Corte Costituzionale: sancire l'incompatibilità successiva dei giudici a cariche elettive ed in enti pubblici; sancire il divieto di sentenze cosiddette attive (che trasformano la Corte in organo legislativo di fatto);
• Abolire tutte le provvidenze agevolative dirette a sanare i bilanci deficitari con onere del pubblico erario ed abolire il monopolio RAI **TV.
Il ruolo della stampa:
« che va sollecitata al livello di giornalisti attraverso una selezione che tocchi soprattutto: Corriere della Sera, Il Giorno, Il Giornale, La Stampa, Il Resto del Carlino, Il Messaggero, Il Tempo, Roma, Il Mattino, La Gazzetta del Mezzogiorno, Il Giornale di Sicilia per i quotidiani; e per i periodici: L'Europeo, L'Espresso, Panorama, Epoca, Oggi, Gente, Famiglia Cristiana. La RAI-TV non va dimenticata. »
Infine era previsto il ridimensionamento del ruolo del Presidente della Repubblica con il passaggio, tra l'altro del comando delle Forze Armate nelle mani del Ministero dell'Interno.
Fonte: Wikipedia
La chick-pedia!
08 mag 2008 – 20:15
Ecco a voi, l'enciclopedia definitiva
per voi maschietti allupati che seguite il mio blog. È da un po'
che vi trascuro, e la carenza di foto fetish & glamour si sarà
fatta notare.
Spero di farmi perdonare con questo: Chickpedia
Spero di farmi perdonare con questo: Chickpedia
Otto per mille
02 mag 2008 – 12:30
Anche quest'anno è partita la campagna
fiscale per la dichiarazione dei redditi e, puntualmente, abbiamo
iniziato ad essere bombardati dagli spot pubblicitari che ci
suggeriscono, ingannevolmente, di destinare l'otto per mille alla
chiesa cattolica, nella vana promessa che questo denaro venga
utilizzato come aiuto per i poveri, gli ex tossicodipendenti ed in
generale le persone in difficoltà. Sarebbe un intento molto nobile,
se solo non fosse una grossissima (e costosa) bugia (o semplice
“peccato di omissione”?).
In realtà, solo una piccolissima percentuale di quel denaro viene utilizzato a quello scopo, mentre la maggior parte di esso finisce nella costruzione di nuove chiese, ed a stipendiare i sacerdoti. Bizzarro che in una nazione, nella quale la chiesa cattolica non più religione di stato dal (appena ) 1984, la chiesa venga così mantenuta a spese dello stato.
Bizzarro anche il meccanismo per l'assegnazione del denaro, ed il fatto che lo stato non spenda una lira per informare i cittadini sul suo funzionamento.
Se volete saperne di più, guardate questo video.
Per maggior informazioni: Otto per mille informati
Se siete rimasti colpiti, perché non ne avevate mai sentito parlare, vi consiglio di fare passaparola ed informare anche le altre persone di vostra conoscenza. Vi assicuro che sono davvero in pochi ad esserne informati.
In realtà, solo una piccolissima percentuale di quel denaro viene utilizzato a quello scopo, mentre la maggior parte di esso finisce nella costruzione di nuove chiese, ed a stipendiare i sacerdoti. Bizzarro che in una nazione, nella quale la chiesa cattolica non più religione di stato dal (appena ) 1984, la chiesa venga così mantenuta a spese dello stato.
Bizzarro anche il meccanismo per l'assegnazione del denaro, ed il fatto che lo stato non spenda una lira per informare i cittadini sul suo funzionamento.
Se volete saperne di più, guardate questo video.
Per maggior informazioni: Otto per mille informati
Se siete rimasti colpiti, perché non ne avevate mai sentito parlare, vi consiglio di fare passaparola ed informare anche le altre persone di vostra conoscenza. Vi assicuro che sono davvero in pochi ad esserne informati.
Outside looking in
15 apr 2008 – 20:10
“Only in Italy could Silvio
Berlusconi, the country's richest and occasionally most outlandish
man, be elected Prime Minister. Three times! Spry and combative as
ever, the 71-year-old media mogul on Monday rolled to a clear-cut
election victory just two years after Romano Prodi had ousted him
from the job by a whisker's margin.”
fonte: Time
“Few among the political class can escape blame for this. But the five wasted years of 2001-06 under Mr Berlusconi, a vainglorious populist who came into politics seemingly to dodge the courts and protect his business interests, stand out - especially now it looks as though they are about to be repeated.”
fonte: Financial Times (nota testata comunista)
fonte: Time
“Few among the political class can escape blame for this. But the five wasted years of 2001-06 under Mr Berlusconi, a vainglorious populist who came into politics seemingly to dodge the courts and protect his business interests, stand out - especially now it looks as though they are about to be repeated.”
fonte: Financial Times (nota testata comunista)
La burocrazia, il fondamentalismo religioso e il campionato di calcio salveranno il mondo – Roberto Quaglia
15 apr 2008 – 20:07

Riporto l'inizio di un brillante articolo ad opera di Roberto Quaglia, geniale autore della rubrica Pensiero Stocastico sulla rivista di fantascienza on-line Delos, ora inglobata da Fantascienza.com.
I suoi articoli sono sempre molto intelligenti ed ironici e sono stati di grandissima influenza per me, quando li lessi tempo fa, al momento della loro pubblicazione.
Solo alcuni degli articoli sono stati riportati in Fantascienza.com, dopo la trasformazione della versione on-line di Delos, tuttavia, l'intera serie è ancora reperibile presso il vecchio indirizzo, scaricando da fantascienza.com i singoli numeri di Delos Magazine in formato compresso, oppure acquistando il suo libro Pensiero Stocastico.
Ed ora l'articolo, che cerca di rispondere alle domande “Se la stupidità fosse così nociva per la società umana, perché mai esisterebbe ancora? E se l'intelligenza fosse così utile, perché in giro non ce n'è di più?”.
Non tutti ci crederanno, ma nell'arco della mia vita mi è capitato di conoscere svariate persone intelligenti. Alcune di esse (poche), addirittura decisamente geniali. Tuttavia, tanta intelligenza era in quasi tutti questi individui sempre venata da un curioso elemento di intensa e paradossale stupidità: l'incapacità assoluta di analizzare criticamente ed oggettivamente per quello che sono e l'importanza che hanno le categorie dell'intelligenza e della stupidità umana.
C'è un senso di orgoglio tribale di appartenenza, per il quale le persone intelligenti sono quasi sempre fiere ed orgogliose della loro intelligenza, proprio come gli italiani sono fieri di essere italiani, i tedeschi sono fieri di essere tedeschi, i russi fieri di essere russi, e così via. Ben poche persone intelligenti rinunceranno a valutare la propria intelligenza come una qualità essenzialmente positiva, né accetteranno di considerare la stupidità umana come una qualità importante come e più dell'intelligenza per gli equilibri del mondo. Al contrario, pensatori, filosofi ed intellettuali indulgono volentieri al romantico pensiero che il cammino dell'umanità sia un tormentato, ma nobile, pellegrinaggio dalle millenarie tenebre dell'ignoranza, della stupidità e dell'oscurantismo verso un radioso futuro di illuminato progresso ed intelligente ed armoniosa civiltà. Ma quando? Ma dove? Ma perché? Questo sogno (oserei dire questa allucinazione), trova scarsissimi fondamenti e ragion d'essere di fronte ad un osservazione appena più accurata della realtà.
Se la stupidità fosse così nociva per la società umana, perché mai esisterebbe ancora? Ed in tale soverchiante quantità? E se l'intelligenza fosse così utile, perché in giro non ce n'è di più? La natura non è né buona né malvagia, ma è per definizione efficiente.
Continua su Fantascienza.com
Immagine: Monkey See di ldiehl
Pocoyo 2
07 apr 2008 – 16:51
L'influenza del fumo nelle decisioni
03 mar 2008 – 18:02

Pensandoci un po', questo coinciderebbe anche con l'immagine tipica del fumatore nella fiction. Infatti, solitamente, il fumare è una caratteristica che viene data a personaggi che devono apparire sicuri di sé. E chi può essere più sicuro di sé di una persona che ha difficoltà a valutare le conseguenze di ogni scelta diversa dalla propria?
Immagine: Smoke di VIIIIZZZZ
Da La Stampa:
Studio Usa, chi fuma non calcola le possibili alternative alle sue azioni
Di fronte a una scelta i fumatori non si arrovellano sulle diverse ipotesi e conseguenze, come fa chi non ha "il vizio". E invece decidono solo in un senso. Questa la scoperta dei neurologi del Baylor College of Medicine di Houston, in Texas, pubblicata su Nature Neuroscience. Chi è fumatore da tempo, dicono i ricercatori, considera in maniera differente le scelte fatte: «E in particolare, le decisioni prese da chi fuma non sono influenzate dal calcolo delle possibili, e magari diverse conseguenze, che sarebbero derivate da una scelta differente».
Per scoprire perchè il cervello dei fumatori si arrovella di meno, gli scienziati hanno sottoposto un campione di persone, con o senza il vizio del fumo, a un test. A ciascuno veniva chiesto di giocare il loro denaro in una sorta di mercato azionario virtuale. Alla fine di ogni investimento, veniva rivelato ai “giocatori-cavie” come si era mosso il mercato e quanto avevano vinto.
Sulla base degli investimenti fatti, i ricercatori hanno scoperto di poter prevedere le mosse dei non fumatori, sulla base del rapporto tra le somme vinte e quelle che questo stesso gruppo di persone avrebbe potuto incassare se avesse puntato più denaro. Al contrario, una previsione del genere è risultata molto più ardua, se non impossibile per i fumatori, che invece puntavano senza tener conto delle altre possibili implicazioni derivanti da un investimento differente.
Sulla base di questa osservazione, e dei tracciati dell’attività cerebrale dell’intero campione registrati durante l’esperimento, gli scienziati hanno concluso che il cervello dei fumatori funziona diversamente. E precisamente, è in grado di elaborare ciò che può succedere in relazione a una decisione, ma ignora le conseguenze di altre scelte diverse.
Girl-Geek Dinner
29 feb 2008 – 19:11
Che qualcuna mi inviti! SUBITO!!!
:-D
Da Repubblica.it
Tema: "Come una donna che lavora
in settori chiave della
tecnologia può imparare a proporsi: Network. Share. Empower"
Girl Geek, a Milano da tutto il mondo
le donne hi-tech si ritrovano a cena
di PAOLA COPPOLA
LE "ragazze hi-tech" si ritrovano a cena. E quest'anno fanno le cose in grande. Così se a qualcuno fosse rimasto il dubbio che Internet e new media siano "roba da maschi", stasera sera può appostarsi fuori dall'Osteria dei Vecchi Sapori a Milano per vederle sfilare. Cibo e tecnologia, proprio lì, nel locale di via Carmagnola, che ospita la seconda edizione italiana delle Girl geek dinners.
La cena-evento è "sold out". E' tutto pieno da giorni, c'è scritto sul sito di girlgeekdinnersitalia.com punto di riferimento per l'organizzazione della serata. I ritardatari affollano la lista d'attesa. 20 gli uomini invitati a questo evento che, dopo un timido battesimo l'anno scorso, stavolta sembra essere decollato: il passaparola ha portato anche in Italia la rete delle donne appassionate di tecnologia, realtà consolidata a San Francisco, Nottingham, Londra, Bruxelles, fino a Nuova Zelanda e Canada.
Tema della serata: "Come una donna può imparare a proporsi: Network. Share. Empower". In pratica: come rendere visibile la presenza delle donne che lavorano in settori chiave delle società hitech. Professioniste del web marketing, del web management, analisti, programmatrici, creatici di software, blogger, content manager ne discuteranno intorno allo stesso tavolo. E forse da domani si sentiranno un po' meno mosche bianche.
Tra le speaker della serata Barbara Bellini, responsabile Content & Community Dada.net, Sarah Blow ingegnere del software, Maz Hardey esperta di Web 2.0, Maria Sebregondi consulente di marchio per Moleskine e Diana Saraceni partner di 360° Capital Partners. Tra gli sponsor dell'iniziativa Dadanet, Cisco, Ogilvy. Consiglio per chi è rimasto fuori ma vorrebbe saperne di più: dare un'occhiata al blog.
Da Repubblica.it

tecnologia può imparare a proporsi: Network. Share. Empower"
Girl Geek, a Milano da tutto il mondo
le donne hi-tech si ritrovano a cena
di PAOLA COPPOLA
LE "ragazze hi-tech" si ritrovano a cena. E quest'anno fanno le cose in grande. Così se a qualcuno fosse rimasto il dubbio che Internet e new media siano "roba da maschi", stasera sera può appostarsi fuori dall'Osteria dei Vecchi Sapori a Milano per vederle sfilare. Cibo e tecnologia, proprio lì, nel locale di via Carmagnola, che ospita la seconda edizione italiana delle Girl geek dinners.
La cena-evento è "sold out". E' tutto pieno da giorni, c'è scritto sul sito di girlgeekdinnersitalia.com punto di riferimento per l'organizzazione della serata. I ritardatari affollano la lista d'attesa. 20 gli uomini invitati a questo evento che, dopo un timido battesimo l'anno scorso, stavolta sembra essere decollato: il passaparola ha portato anche in Italia la rete delle donne appassionate di tecnologia, realtà consolidata a San Francisco, Nottingham, Londra, Bruxelles, fino a Nuova Zelanda e Canada.
Tema della serata: "Come una donna può imparare a proporsi: Network. Share. Empower". In pratica: come rendere visibile la presenza delle donne che lavorano in settori chiave delle società hitech. Professioniste del web marketing, del web management, analisti, programmatrici, creatici di software, blogger, content manager ne discuteranno intorno allo stesso tavolo. E forse da domani si sentiranno un po' meno mosche bianche.
Tra le speaker della serata Barbara Bellini, responsabile Content & Community Dada.net, Sarah Blow ingegnere del software, Maz Hardey esperta di Web 2.0, Maria Sebregondi consulente di marchio per Moleskine e Diana Saraceni partner di 360° Capital Partners. Tra gli sponsor dell'iniziativa Dadanet, Cisco, Ogilvy. Consiglio per chi è rimasto fuori ma vorrebbe saperne di più: dare un'occhiata al blog.
Peanut
28 feb 2008 – 19:45
Ed ecco il terzo pupazzo di Jeff Dunham: Peanut, assieme a
José Jalapeño. Seguito dal supereroe Melvin.
Nastro per bondage
13 gen 2008 – 07:41

BONDAGE TAPE
Prezzo per Unità (pezzi): €25,00
Nastro per il bondage, lungo 20 metri, colore nero. E' forse la cosa più fetish uscita negli ultimi anni, può essere usato per infiniti usi, come la mummificazione, per bendare, per immobilizzare, è facile da rimuovere, persino dai capelli.
Si può usare anche per costruirsi il propprio abbigliamento fetish come abiti, gonne, reggiseni,... e con un pò di pazienza dopo l'uso si può districare e riutilizzare!!!
Osk: Guarda questo: -Link alla pagina-
Io: Ingegnoso!
Osk: Quando posso legarti?
Io: Quando vuoi ed ogni volta che vuoi, caro!
Osk: Poi ti fotografo, e ti metto su Deviantart
Quel ragazzaccio mi da sempre un sacco di soddisfazioni! :-D
A che celebrità somigli?
06 gen 2008 – 00:35
Sul sito MyHeritage è
possibile, inviando la propria foto, trovare a quale celebrità si
somigli di più. In breve, tramite un algoritmo di riconoscimento
volti, è in grado di stimare una percentuale di somiglianza dei
propri lineamenti rispetto a quelle delle foto memorizzate nel
proprio database.
Scopro che, con la barba, somiglio a Jeremy Northam per il 67%. Senza, a Hugh Grant per un invidiabile 78%.
Fra le altre possibilità, curiosamente, figuravo come un 76% di Monica Bellucci, al pari con un altro 76% di Richard Gere.
Bizzarro. Piuttosto e anzichenò.
Ecco due animazioni in cui mi trasformo negli attori più somiglianti.
Scopro che, con la barba, somiglio a Jeremy Northam per il 67%. Senza, a Hugh Grant per un invidiabile 78%.
Fra le altre possibilità, curiosamente, figuravo come un 76% di Monica Bellucci, al pari con un altro 76% di Richard Gere.
Bizzarro. Piuttosto e anzichenò.
Ecco due animazioni in cui mi trasformo negli attori più somiglianti.
Pocoyo!
04 gen 2008 – 11:37
Ho scoperto questo cartone animato
grazie ad un post sul blog di ricciele.
È una serie spagnola, fatta evidentemente per un pubblico di
bambini. Intrippante come pochi!! È come una droga, giuro! Meglio
dei Teletubbies! :-D
Personaggi preferiti: Pokoyo, Pato e Pulpo!
Personaggi preferiti: Pokoyo, Pato e Pulpo!
Crayon Physics Deluxe
01 dic 2007 – 12:30
Ciao bel micione!
03 nov 2007 – 14:13

Non sarà molto piacevole quando si attacca alle tende o ti salta sui mobili, però, cavoli se è bello!!
…e costa una valanga di soldi!
Nell'attesa che mi creino un draghetto domestico o una donna-gatta come quelle dei manga, questo mi pare già un buon passo avanti. :-D
Articolo su Corriere.it
Combo de la muerte
12 ott 2007 – 19:30

Fate un salto sulla loro pagina di myspace per ascoltare qualche pezzo.
Salad fingers. Ottavo episodio.
22 set 2007 – 20:35

Onestamente, non è fra i migliori. Ci sono stati episodi molto più intensi e che osavano parecchio di più. È comunque un bene che abbia ripreso in mano questa serie. Spero che si ricordi anche di Toast Boy, adesso. :-)
PS. Mi sono accorto che il nuovo tema del blog non si vede correttamente con Internet Exploder 6, credo a causa dei suoi noti problemi con i fogli di stile. Consiglio quindi di passare ad un browser serio (Firefox o qualsiasi cosa che non sia quel cimelio di Internet Explorer), o almeno di aggiornarlo alla versione sette.
Star Wars muto
07 set 2007 – 19:15
Star Trek muto
04 set 2007 – 11:34
Parelio
06 ago 2007 – 13:11
Il parelio è un particolare fenomeno di
rifrazione luminosa.
Una delle sue varianti si è manifestata recentemente in Malaysia.

Immagine presa da repubblica.it.
In passato, fenomeni simili sono stati la fonte ispiratrice di tante profezie e presagi che possiamo leggere in molti testi religiosi.
Sul blog: Ho quasi finito di convertire tutte le gallerie delle foto al nuovo template. Miniere, Innsbrück, ArteSella, Ritorno alla Zona, Parco Avventura, Arcobaleno, Towel Day, Nuvole, Motoraduno e S. Martino.
Una delle sue varianti si è manifestata recentemente in Malaysia.

Immagine presa da repubblica.it.
In passato, fenomeni simili sono stati la fonte ispiratrice di tante profezie e presagi che possiamo leggere in molti testi religiosi.
Sul blog: Ho quasi finito di convertire tutte le gallerie delle foto al nuovo template. Miniere, Innsbrück, ArteSella, Ritorno alla Zona, Parco Avventura, Arcobaleno, Towel Day, Nuvole, Motoraduno e S. Martino.
Io, Simpson
28 lug 2007 – 13:03

Andando sul sito Simpsonize Me, è possibile inviare una propria fotografia e vedersi trasformare in un personaggio dei Simpsons.
Questo sono io, versione The Simpsons.
I coniglietti suicida
27 lug 2007 – 11:41

Sono davvero astuti e determinati nel conseguire il loro scopo. Potere vederli su questa pagina: Bunny suicides.
Sghizo botoni!
17 lug 2007 – 11:02
Operazione: Pretofilia
03 lug 2007 – 13:12
C'è un giochino in flash molto
simpatico, fatto dalla mitica Molleindustria. In questo gioco voi
interpretate un vescovo che, forte del Crimen Solicitation di Papa
Nazinger, ha il compito di intimidire testimoni e sviare le
indagini della polizia mentre i vostri sacerdoti si
“divertono alle spalle” dei bambini. Insomma, un vero e proprio
Bishop Simulator. Questo gioco, in un paese normale,
sarebbe stato considerato come satira e lasciato in pace.
In Italia, nota anche come “periferia del Vaticano”,
invece è intervenuto nientemeno che il governo. Secondo loro, il
gioco è un “attacco alle istituzioni religiose e alla fede
cristiana” (eh già… come è noto, la fede cristiana dice
esplicitamente che non bisogna dubitare sul comportamento morale
dei suoi rappresentanti… ). Che legge hanno sfruttato per poter
operare la rimozione? Ironia della sorte, quella che vieta la
divulgazione di oscenità. La stessa usata per far rimuovere
immagini, filmati e siti riguardanti la pedofilia.
Quando mi dicono che una cosa è proibita mi viene ancora più voglia di farla (specie se il motivo per cui è stata proibita è così stupido ed ipocrita), quindi, se volete giocare a fare il vescovo silenziatore, il Man in Black (Red) della situazione, potete farlo su questa pagina, oppure scaricare il file SWF nella mia sezione Downloads.
L'interpellanza urgente di Luca Volonté (UDC)
La reazione di Molleindustria
Per giocare… Leggi il resto…
Quando mi dicono che una cosa è proibita mi viene ancora più voglia di farla (specie se il motivo per cui è stata proibita è così stupido ed ipocrita), quindi, se volete giocare a fare il vescovo silenziatore, il Man in Black (Red) della situazione, potete farlo su questa pagina, oppure scaricare il file SWF nella mia sezione Downloads.
L'interpellanza urgente di Luca Volonté (UDC)
La reazione di Molleindustria
Per giocare… Leggi il resto…
Banyan tree
18 giu 2007 – 10:12
Non conosco il nome italiano, dato che
non sono un esperto di botanica. Quello che voglio segnalare è la
foto a 360° di
questo imponente albero della famiglia dei fichi. Anche se
sembrano più alberi diversi, guardando con attenzione si può notare
che è un unico albero con radici aeree. Davvero
impressionante.

Per vedere il panorama a 360°, è necessario avere QuickTime.

Per vedere il panorama a 360°, è necessario avere QuickTime.
Oggi cazzeggio…
13 mag 2007 – 14:44
Si it.comp.macintosh mi hanno appena
fatto scoprire la striscia Applegeeks. Rovisto un po' e che
ti trovo?

Terza vignetta: ma allora non l'avevo notato solo io!! :-D

Terza vignetta: ma allora non l'avevo notato solo io!! :-D
Habel, parte due
13 mag 2007 – 13:37
The Habel Team
25 mar 2007 – 21:46
È appena iniziata la pubblicazione di
un nuovo webcomic italiano di fantascienza. Si chiama The Habel Team e promette di essere una
buona lettura per gli appassionati di Star Trek …e dei telefilm
ospedalieri. :-)

Un altro webcomic molto interessante è Florian dell'impero, tratto dal romanzo L'impero di Sandro Battisti (alias: Cybergoth) del movimento connettivista di NeXT, dei quali avevo già parlato in uno dei primi post di questo blog.

Un altro webcomic molto interessante è Florian dell'impero, tratto dal romanzo L'impero di Sandro Battisti (alias: Cybergoth) del movimento connettivista di NeXT, dei quali avevo già parlato in uno dei primi post di questo blog.
In moto. A Chernobyl.
23 feb 2007 – 21:09

Globally recognized avatar
17 feb 2007 – 23:48

Dopo la registrazione, potrebbe passare qualche giorno prima che appaia l'immagine. Questo perché viene verificata e valutata secondo una scala di idoneità, che da la possibilità ai manutentori dei vari siti di filtrare, se desiderano, le immagini dal contenuto esplicito. Personalmente, ho impostato di far passare tutto. È la vostra faccia: fateci quello che vi pare. ;)
We are good beetles…
15 feb 2007 – 12:30

Sul sito originale, sono presenti altre serie molto belle, come Sock, basata sui sogni dell'autore.
“io, ce e la lapide”
05 feb 2007 – 11:28
Questo è uno dei tanti racconti a
puntate che vengono pubblicati (a)periodicamente su lame
rotanti e fa parte della serie io e cecilia. Vi
consiglio di seguire quel blog: è pieno di racconti divertenti e
completamente fuori di testa, come la serie di fantascienza
grossi
razzi spaziali (pieni d'amore).
In auto guardo fuori dal finestrino e leggo le scritte NO ALLA TAR e dalla radio david bowie dice qualcosa riguardo a un uomo di stelle, david bowie è giovane. Mio figlio niccolò -dietro- guarda fuori del finestrino senza vedere niente, è notte, niccolò ha imparato a fare i labirinti sui fogli, anche per questo lo amo, si mette a disegnare complicatissimi simboli intricati che lui dice essere dei labirinti da cui dovrei uscire, mio figlio ha i capelli corti come sting, secondo me somiglia un po’ a sting e un po’ a cecilia, ma cecilia mi ha assicurato che sting non c’entra.
In auto c’è anche odore di piscio, cecilia ha deciso che il mio secondogenito simone deve stare senza pannolino, il problema è che simone non lo ha deciso e quindi continua a pisciarsi addosso. La mia amabile consorte dice comunque che -anche se simone si piscia addosso- non lo cambia così il pargoletto sentirà il fastidio della piscia e non si piscerà più addosso. Purtroppo anche in questo caso il lungimirante disegno materno e l’asfittico disegno filiale collimano assai parzialmente e pare che simone non disdegni affatto il proprio acido afrore interno, mio figlio simone assomiglia un po’ a david bowie e un po’ a quello che in arancia meccanica gli fanno sentire la nona sinfonia di beethoven. Anche come carattere. Uno dei giochi preferiti di simone è fare giro giro tondo da solo.
Cecilia sta guidando, ha una sciarpa bianca, i capelli impazziti elettrici, ogni tanto fa degli scatti con la testa.
Quando siamo a circa metà strada da dietro niccolò chiede ma cosa succede dopo che siamo morti.
Silenzio. Leggi il resto…
In auto guardo fuori dal finestrino e leggo le scritte NO ALLA TAR e dalla radio david bowie dice qualcosa riguardo a un uomo di stelle, david bowie è giovane. Mio figlio niccolò -dietro- guarda fuori del finestrino senza vedere niente, è notte, niccolò ha imparato a fare i labirinti sui fogli, anche per questo lo amo, si mette a disegnare complicatissimi simboli intricati che lui dice essere dei labirinti da cui dovrei uscire, mio figlio ha i capelli corti come sting, secondo me somiglia un po’ a sting e un po’ a cecilia, ma cecilia mi ha assicurato che sting non c’entra.
In auto c’è anche odore di piscio, cecilia ha deciso che il mio secondogenito simone deve stare senza pannolino, il problema è che simone non lo ha deciso e quindi continua a pisciarsi addosso. La mia amabile consorte dice comunque che -anche se simone si piscia addosso- non lo cambia così il pargoletto sentirà il fastidio della piscia e non si piscerà più addosso. Purtroppo anche in questo caso il lungimirante disegno materno e l’asfittico disegno filiale collimano assai parzialmente e pare che simone non disdegni affatto il proprio acido afrore interno, mio figlio simone assomiglia un po’ a david bowie e un po’ a quello che in arancia meccanica gli fanno sentire la nona sinfonia di beethoven. Anche come carattere. Uno dei giochi preferiti di simone è fare giro giro tondo da solo.
Cecilia sta guidando, ha una sciarpa bianca, i capelli impazziti elettrici, ogni tanto fa degli scatti con la testa.
Quando siamo a circa metà strada da dietro niccolò chiede ma cosa succede dopo che siamo morti.
Silenzio. Leggi il resto…
UUuuuuuhhhhh… rusty spoons
31 gen 2007 – 12:31

Io lo trovo stupendo, divertente ed inquietante. Migliora di puntata in puntata.
Per maggior informazioni, c'è una pagina sulla wikipedia. Per chi non si accontenta delle 7 puntate ufficiali, su NewGrounds ci sono dei seguiti e delle parodie non ufficiali.
Lighthouses might house the key…
29 gen 2007 – 12:26

Blaaaaaah!
19 gen 2007 – 11:28
Guardate la galleria di questo tizio,
è piena di fotomontaggi buffissimi di animali.
say "aaaah" by *HumanDescent on deviantART
say "aaaah" by *HumanDescent on deviantART
Video anti-DRM
04 dic 2006 – 19:28
Sono stati annunciati i video
vincitori del concorso di freeculture.org. Il tema era
creare un videoclip contro il DRM. Per maggiori informazioni
riguardo alle controversie legate al Trusted
Computing ed al DRM, seguite i
link.
Questi sono i video che peferisco. Inizio con un classico:
Trusted Computing by Benjamn Stephan and Lutz Vogel
Per gli altri video… Leggi il resto…
Questi sono i video che peferisco. Inizio con un classico:
Trusted Computing by Benjamn Stephan and Lutz Vogel
Per gli altri video… Leggi il resto…
Scusi, si può dire “cazzo” in televisione?
23 nov 2006 – 19:05

Da Repubblica.it (taglio le parti che riguardano le infrazioni sul regolamento delle pubblicità )
Oltretutto, I Griffin sono già stati abbondantemente censurati. …Come anche il Dr. House, tra l'altro…
L'Autorità ha rilevato ripetute violazioni sulle “interruzioni
pubblicitarie nei film”. Stangata anche per il cartone "I Griffin"
Multa da 650mila euro a Italia 1 e Rete 4
“Violate norme sugli spot e turpiloquio”
Diffidata la Rai: pubblicità con gli stessi personaggi dei cartoon della programmazione adiacente
Respinta la proposta di autoregolamentazione degli spot proposta da Mediaset e La7
ROMA – Violazione delle norme riguardanti le interruzioni pubblicitarie e cartoon con “espressioni volgari e turpiloquio”. Con queste motivazioni l'Agcom, la commissione Servizi e prodotti dell'autorità per le garanzie nelle comunicazioni, ha approvato oggi multe per complessivi 625.000 euro a carico di Retequattro e Italia 1. […]
Inoltre, “per la violazione delle norme in materia di tutela dei minori, è stata approvata una sanzione di 25.000 euro per la messa in onda su Italia 1 del cartone animato ‘I Griffin’, caratterizzato dall'uso di espressioni volgari e di turpiloquio”. Sempre in materia di tutela dei minori – spiega ancora l'Autorità – è stata altresì diffidata la Rai per la diffusione di pubblicità con gli stessi personaggi dei cartoni animati della programmazione adiacente.
Il plettro del destino
08 nov 2006 – 20:21
Che spettacolo! Non vedo l'ora che
arrivi in Italia. RrrrrooOOOOOOoooooOOOOOOOOooooooooooooooock!!
:-)
Aggiornato. Sostituito il filmato originale, che era stato rimosso, con un filmato differente ed il trailer ufficiale.
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Aggiornato. Sostituito il filmato originale, che era stato rimosso, con un filmato differente ed il trailer ufficiale.
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La chiesa dei non-credenti (The New Atheists)
26 ott 2006 – 14:29

Nell'articolo, che consiglio di leggere per intero (se avete già letto l'articolo sul sito del corriere, vi avverto che, oltre ad essere stato praticamente preso da quello di Wired, senza nemmeno citare la fonte, è stato anche riassunto con superficialità… dato che ne sintetizza solo le prime due pagine.), compaiono tre esponenti del movimento e scienziati molto famosi e rinomati: Richard Dawkins, Sam Harris e Daniel Dennett.
NB: Compariranno vari termini come: evoluzionismo, creazionismo, meme, Flying Spaghetti Monster :), eccetera… Per comprendere meglio il tutto, consiglio di non tralasciarli, ma di capirne il significato. In particolare riguardo alla famosa polemica a proposito delle proposte di legge (!!) sull'insegnamento del creazionismo (tramite la teoria del disegno intelligente) nelle scuole, nell'ora di scienze (!!!), assieme alla teoria dell'evoluzione di Darwin.
Riporto dei passi significativi dell'articolo e l'intero capitolo riguardante Dennett: filosofo di cui ho grande stima e che ho trovato sempre molto brillante ed equilibrato, oltre che spiritoso. :)
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Grid Wars
05 ott 2006 – 22:54

Si tratta di Grid Wars 2, un clone di Geometry Wars, ma con delle sostanziali differenze. La meccanica è molto semplice: sei un una sezione chiusa di spazio, con la tua navicella devi difenderti dalle orde di nemici, il più a lungo possibile. Quello che rende geniale questo gioco è che, partendo da delle semplici piccole regole, come sono i comportamenti peculiari dei vari tipi di nemici, sono riusciti a sviluppare qualcosa di molto complesso (un altro sistema dinamico? ;-)).
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David Lanham
23 set 2006 – 20:14

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Meglio dei Gorillaz!
15 set 2006 – 22:19
Una specie di versione metallara dei
Gorillaz, ma da morire dal ridere! (Sempre ammesso che vi piaccia
l'umorismo macabro e la violenza ridicolmente gratuita. ;-))
Ecco la prima puntata, divisa in due parti. Leggi il resto…
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Fashion!
15 set 2006 – 12:36
Appena beccata su deviantART. Che foto glam! :-)
Se piace lo stile e gli abiti un po' particolari, è una fotografa da tenere sott'occhio.
Pinar Eris Collection-Dreamer4 by *hakanphotography on deviantART
Se piace lo stile e gli abiti un po' particolari, è una fotografa da tenere sott'occhio.
Pinar Eris Collection-Dreamer4 by *hakanphotography on deviantART
“Le cose che possiedi, alla fine ti possiedono”
05 set 2006 – 12:48
“Invece di essere limitati a
canoni culturali decisi, i giovani di oggi hanno accesso a musica,
teatro e immagini del mondo intero. È qualcosa che dovremmo
abbracciare, e non tentare di ostacolare”
Questa è una citazione dal manifesto del PiratPartiet (altro link: italiano), il "partito dei pirati" svedese, che si propone, in maniera molto intelligente, di affrontare le tematiche che riguardano la rete ed il diritto d'autore, portandole fuori dalla sfera degli “addetti ai lavori”, per farle conoscere anche a chi non è avvezzo all'argomento, trasformandolo in qualcosa di commestibile alla maggior parte delle persone: un partito politico.
Ne parla quest'oggi Punto Informatico. In passato, aveva già pubblicato un'intervista al suo fondatore: Rickard Falkvinge.
Questa è una citazione dal manifesto del PiratPartiet (altro link: italiano), il "partito dei pirati" svedese, che si propone, in maniera molto intelligente, di affrontare le tematiche che riguardano la rete ed il diritto d'autore, portandole fuori dalla sfera degli “addetti ai lavori”, per farle conoscere anche a chi non è avvezzo all'argomento, trasformandolo in qualcosa di commestibile alla maggior parte delle persone: un partito politico.
Ne parla quest'oggi Punto Informatico. In passato, aveva già pubblicato un'intervista al suo fondatore: Rickard Falkvinge.
Quanto mi rimane?
12 ago 2006 – 17:41

Chi non ha un Mac, può calcolarsi la propria data di morte da questo sito: The Death Clock
(ancora) Il capriolo di Schrodinger
08 ago 2006 – 20:07
Sono troppi, meglio farli fuori… non
vorrei mai che si organizzassero per conquistare il mondo! O fare
roba tipo ordigni distruzione di mondo o rimpiazzare il genere
umano con una nuova razza di superuomini atomici dai corpi
ottagonali!!
Da Corriere.it
Sono 50 mila i caprioli da abbattere in Italia
I piani delle regioni. Il record a Bolzano: via 10 mila Bambi
MILANO — Ci fosse un interruttore a stabilire se la vita è accesa o spenta si potrebbe dire che nel loro caso la corrente è alternata. I 600 caprioli piemontesi che dovrebbero essere abbattuti perché in sovrannumero, sono passati da una sentenza di morte a una «quasi grazia». Quasi, appunto. Perché l'interruttore non è ancora sulla modalità «accesa»: la loro vita resterà in sospeso fino a quando non si studierà a fondo se e, soprattutto, come salvarla. Eppure i 600 «bambi» sono fortunati. Di loro almeno si parla. Ambientalisti, regione Piemonte, assessori, perfino il ministero dell'Ambiente: tutti a cercare una soluzione.
Potessero capirlo, chissà cosa ne direbbero gli altri 49.400 «condannati»: anche a loro tocca la sorte del «prelievo selettivo», termine sinistro che significa abbattimento per eccesso di numero. (continua)
Da Corriere.it
Sono 50 mila i caprioli da abbattere in Italia
I piani delle regioni. Il record a Bolzano: via 10 mila Bambi
MILANO — Ci fosse un interruttore a stabilire se la vita è accesa o spenta si potrebbe dire che nel loro caso la corrente è alternata. I 600 caprioli piemontesi che dovrebbero essere abbattuti perché in sovrannumero, sono passati da una sentenza di morte a una «quasi grazia». Quasi, appunto. Perché l'interruttore non è ancora sulla modalità «accesa»: la loro vita resterà in sospeso fino a quando non si studierà a fondo se e, soprattutto, come salvarla. Eppure i 600 «bambi» sono fortunati. Di loro almeno si parla. Ambientalisti, regione Piemonte, assessori, perfino il ministero dell'Ambiente: tutti a cercare una soluzione.
Potessero capirlo, chissà cosa ne direbbero gli altri 49.400 «condannati»: anche a loro tocca la sorte del «prelievo selettivo», termine sinistro che significa abbattimento per eccesso di numero. (continua)
Come giocare a machiavelli…
04 ago 2006 – 02:08

Perché scrivo tutto questo? Presto detto!
Dal blog di Beppe Grillo:
Uccidere un cerbiatto costa 40 euro
Era ora, una buona notizia. L’Italia è piena di caprioli. L’ultima volta che ne ho visto uno è stato nel film Bambi, ma adesso, però, le cose sono cambiate. I caprioli e le loro mamme sono ovunque. Sono così tanti che rappresentano un problema per l’ordine pubblico. E allora, seppure a malincuore, non si può che approvare la decisione della Regione Piemonte della tavista Mercedes Bresso di ucciderne seicento in provincia di Alessandria. I cacciatori si sono prenotati, mentre i Verdi piemontesi hanno fatto sentire forti e chiari i loro belati di disapprovazione. I cacciatori pagheranno 40 euro per un cucciolo, 110 per un adulto. Una cifra tutto sommato modica per sparare a un cerbiatto. Non capita tutti i giorni, è meglio di un discount. Il governatore Loiero si è offerto di ospitarne una parte in Calabria, Sgarbi si è opposto pubblicamente alla mattanza. Persino il mite Franco Frattini, vice presidente Ue, si è pronunciato esortando “le associazioni ambientaliste a ribellarsi a questa sconsiderata decisione”. Ma Pecoraro Scanio direte voi? Lui mi risulta non pervenuto. Troppo occupato a smaltire i postumi del voto all’indulto. Spero che altri governatori seguano l’esempio di Loiero e adottino i caprioli e che questa mattanza non abbia inizio. Spero ancora, la speranza è l’ultima a morire, che i Verdi inizino a fare i Verdi e operino in favore dell’ambiente, della salute e della fauna, un patrimonio di tutti gli italiani e non solo di una parte. Pecoraro!!!!!
Una casa per i connettivisti
25 lug 2006 – 13:47
Da ieri è finalmente on-line il sito
ufficiale del movimento connettivista.
T H E : N e X T : S T A T I O N
Sul sito sono già presenti dei racconti e delle poesie, oltre ad una nuova versione del manifesto.
T H E : N e X T : S T A T I O N
Sul sito sono già presenti dei racconti e delle poesie, oltre ad una nuova versione del manifesto.
Bill the Demon
22 lug 2006 – 14:42
Carinissimo giochino in flash. A
quanto pare, è il remake di un vecchio gioco per Mac. Si tratta di
un platform, nel quale si impersona un demone, Bill appunto, che
dovrà scendere i vari gironi dell'inferno mangiando le anime degli
uomini che trova strada facendo, evitando di venire colpito dagli
altri demoni. La sua unica arma è l'urlo, con il quale può
spaventare anime e demoni inferiori. Scopo della sua missione?
Farsi fare un autografo dal suo idolo: Satana! :-)
Clic qui per giocarci on-line e qui per scaricarlo.
Clic qui per giocarci on-line e qui per scaricarlo.
Il salto: orario sbagliato!
20 lug 2006 – 12:28
Per salvare il mondo
18 lug 2006 – 15:10

Giovedì 20 alle 10:39 e 13 secondi. Sincronizzate gli orologi.
Su questo sito potete vedere l'ora esatta dall'orologio atomico dell'università di Torino:
http://toi.iriti.cnr.it/it/rightime.shtml
Da “Repubblica”
La bizzarra teoria è nata su internet e ora dilaga in Rete.
L'ora x è il 20 luglio 2006: su un sito già milioni di iscrizioni
Seicento milioni di salti “Così salveremo la terra”
“Se tutti salteranno nello stesso momento cambierà l'orbita e la temperatura del pianeta si ridurrà di due gradi”
di MARCELLA MIRIELLO
IN un mondo soffocato dall'inquinamento atmosferico e surriscaldato dall'effetto serra c'è chi si affanna a ratificare il protocollo di Kyoto e chi ritiene che per salvare il pianeta sia sufficiente saltare. Si sceglie una superficie dura, si prende una lunga rincorsa, e via, si spicca un bel salto. E al momento dell'atterraggio si modifica l'orbita terrestre, cambiando il corso della storia. Perché la stravagante teoria funzioni però, è necessario che a compiere il balzo siano almeno 600 milioni di persone, tutte residenti nell'emisfero occidentale. Ma soprattutto è fondamentale che l'esercito dei saltatori spicchi il balzo nello stesso istante. […]




