Tecnologia
The Googling
19 ago 2008 – 14:29
Serie di quattro (su cinque)
cortometraggi assurdi e paranoici incentrati sui servizi di
Google.
Geniali!!
Geniali!!
|
Ed ora, ripartiamo da quarant'anni fa…
13 ago 2008 – 11:33

L'immagine è un tributo ad Albert Hofmann, da parte del pittore Alex Grey.
Da Repubblica.it
Studiosi svizzeri riaprono la sperimentazione sull'uso terapeutico per i malati terminali
Agisce positivamente sul mediatore cerebrale dell'umore. E non dà dipendenza
La riabilitazione scientifica dell'Lsd
"Può curare cefalee e depressioni"
L'iniziativa a pochi mesi dalla morte di Albert Hofmann, lo scopritore dell'acido
"Sull'effetto allucinogeno molta leggenda: il 'trip' colpiva persone già malate di mente"
di CRISTINA NADOTTI
La rivalutazione scientifica dell'Lsd è cominciata. L'acido lisergico, il più famoso tra tutti gli allucinogeni, ritorna nei laboratori di ricerca dopo oltre trent'anni e dopo la morte, lo scorso maggio, del suo scopritore, il chimico svizzero Albert Hofmann. E sarà proprio un centro svizzero a portare avanti la prima sperimentazione scientifica sulla psicoterapia psichedelica da quando, negli anni '70, l'Lsd e sostanze quali la psilocibina (quella estratta dai funghi allucinogeni) furono relegate al solo ruolo di droghe della controcultura e le ricerche sulle loro potenzialità terapeutiche osteggiate e abbandonate. I ricercatori svizzeri stanno conducendo test con Lsd e psilocibina per trattare depressione, cefalea a grappolo, disturbi ossessivi compulsivi e disturbi post-traumatici da stress. Sperimenteranno inoltre l'uso della psicoterapia psichedelica per il trattamento dei malatti terminali.
L'avanguardia svizzera. Che sia proprio la Svizzera a riprendere uno studio sull'Lsd non dipende solo dal fatto che Hoffmann, morto lo scorso maggio a Basilea a 102 anni, ha fatto scuola nel suo Paese. La Svizzera, oltre ad essere rinomata per la ricerca chimica, ha una tradizione di sperimentazione libera da pregiudizi. In Svizzera si portano avanti con buoni risultati piani di accompagnamento dei malati terminali alla morte si usano da tempo le "sale del buco", luoghi per il consumo igienico di sostanze stupefacenti sotto la supervisione di uno staff appositamente formato: si offrono accesso a siringhe sterili e altro materiale sanitario, assicurando il rapido intervento del personale nei casi di emergenza.
Il riferimento alle tossicodipendenze, tuttavia, non deve far pensare a un uso ricreativo delle sostanze allucinogene: il punto di partenza dei ricercatori è che la crociata contro queste droghe, portata avanti negli anni '70, impedì di fare chiarezza sul modo in cui, per dirla con il presidente dell'americana Associazione per gli studi psichedelici, queste sostanze possano essere di grande aiuto "non per il mistico che vuole sedere sulla cima della montagna a meditare, ma per tutti".
I primi esperimenti. La ricerca svizzera è cominciata a giugno e i primi risultati, non ancora ufficiali, secondo i sostenitori della psicoterapia psichedelica, sono molto promettenti. La psilocibina si è già dimostrata efficace nel trattamento dei sintomi dei malati terminali di cancro e i ricercatori hanno usato con successo l'ecstasy per il trattamento dei disturbi post traumatici da stress. Ora però quello che si vuole fare è capire meglio in che modo Lsd e affini agiscono sul cervello. All'inizio della sperimentazione, negli anni '70, si era all'esordio nelle ricerche delle neuroscienze, una branca per la quale le sostanze allucinogene furono fondamentali. Si sa che Lsd, psilocibina e mescalina agiscono sul cervello perché le droghe si attaccano ai recettori chimici delle cellule nervose che fissano la serotonina. Questo neurotrasmettitore è responsabile di un gran numero di attività del cervello, ma il modo in cui la sinergia tra allucinogeni e serotonina avviene e perché porti a stati alterati di coscienza, percezione e umore non è ancora chiaro. Nell'esperimento svizzero saranno verificati e osservati tutti i comportamenti, gli stati di alterazione appunto, che accompagnano il "trip" da allucinogeno.
Una droga rivoluzionaria. La morte di Hoffmann ha riacceso la discussione sulla valenza storica della scoperta dell'Lsd. Molti tra gli articoli che hanno ripercorso la vita del suo scopritore si sono soffermati sulla connessione tra Lsd e la cultura psichedelica, il suo carattere sovversivo e i suoi potenziali di leva per scardinare la visione conformista del mondo. Sono state di nuovo sottolineate anche le tante leggende sugli effetti dannosi degli allucinogeni, ritenuti responsabili di comportamenti distruttivi e della morte di centinaia di ragazzi. Alla ripresa della sperimentazione scientifica, i ricercatori contraddicono tutta la letteratura contraria a queste sostanze. Gran parte delle storie su gente che si è lanciata dalla finestra durante un trip o ha avuto comportamenti autodistruttivi o aggressivi, ribadiscono i ricercatori, è falsa e se il "trip" si è rivelato mortale sono sempre state accertate situazioni pregresse di malattie mentali gravi.
La verità è che, per quanto tali sostanze non possano essere considerate sicure proprio perché alterano lo stato mentale, sono quasi del tutto atossiche, non portano alla dipendenza e solo in caso di malattie pregresse si sono registrati comportamenti psicotici. "Gli allucinogeni hanno un effetto potente sulla percezione e la coscienza e aiutano ad avere esperienze di grande valore personale e spirituale - sottolinea Roland Griffiths della Scuola generale di medicina di Baltimora, citato dal Guardian - ed è per questo che riteniamo possano aiutare i malati terminali ad affrontare la morte in modo diverso, liberandoli dall'angoscia esistenziale che spesso accompagna queste malattie".
Yellow Drum Machine
16 giu 2008 – 20:02
Un video bizzarro fatto col Mac
20 mag 2008 – 20:13
Stelarc
18 gen 2008 – 09:46
Aggiornamento:
Quando avevo scritto questo post,
circa un anno fa, ero riuscito a recuperare un solo video delle
performance di Stelarc. Ieri, verificando nuovamente, ne ho
recuperati molti altri. Per questo, lo riporto a galla. Tutti i
video sono in una playlist.
Stelarc è un artista ed uno sperimentatore molto particolare. Utilizza il proprio corpo come oggetto per le sue performance. Una sorta di body-art cibernetica. Esso infatti, tramite protesi, interfacce, computer e collegamenti alla rete, esplora l'essere cyborg, l'estendere il proprio corpo sulla macchina ed il sentire il proprio corpo mosso indipendentemente dalla propria volontà. Oppure, in altre parole, studia cosa significa essere un corpo. Alcune sue “invenzioni” famose sono il terzo braccio, pilotato tramite il movimento dei muscoli addominali e delle onde elettriche che li percorrono, il braccio ed il corpo virtuali che vengono pilotati tramite gesti, suoni e respiro, lo stimbod, che permette ad un utente di scegliere su di uno schermo quali muscoli dell'artista far muovere tramite delle stimolazioni elettriche, la sua evoluzione, il ping-body, che permette questa interazione a degli utenti collegati al suo sito, vari esperimenti di sospensione del corpo tramite ganci e contrappesi, ed il corpo esteso che include oltre a varie protesi meccaniche anche impianti di luci ed audio.
Stelarc viene spesso associato alle idee del filosofo Andy Clark, principale promotore della teoria della mente estesa.
Stelarc è un artista ed uno sperimentatore molto particolare. Utilizza il proprio corpo come oggetto per le sue performance. Una sorta di body-art cibernetica. Esso infatti, tramite protesi, interfacce, computer e collegamenti alla rete, esplora l'essere cyborg, l'estendere il proprio corpo sulla macchina ed il sentire il proprio corpo mosso indipendentemente dalla propria volontà. Oppure, in altre parole, studia cosa significa essere un corpo. Alcune sue “invenzioni” famose sono il terzo braccio, pilotato tramite il movimento dei muscoli addominali e delle onde elettriche che li percorrono, il braccio ed il corpo virtuali che vengono pilotati tramite gesti, suoni e respiro, lo stimbod, che permette ad un utente di scegliere su di uno schermo quali muscoli dell'artista far muovere tramite delle stimolazioni elettriche, la sua evoluzione, il ping-body, che permette questa interazione a degli utenti collegati al suo sito, vari esperimenti di sospensione del corpo tramite ganci e contrappesi, ed il corpo esteso che include oltre a varie protesi meccaniche anche impianti di luci ed audio.
Stelarc viene spesso associato alle idee del filosofo Andy Clark, principale promotore della teoria della mente estesa.
Macworld 2008 – There's something in the air
15 gen 2008 – 20:25

Guru: There something in the air - C'è qualcosa nell'aria. Secondo me Steve Jobs farà una puzzetta durante il Keynote! :-D
Masque: One more thing! Schiller, pull my finger!! Quickly!PPRRRRROAAAAT!!
iRick: ...and BOOM!
iFabio2: 2x times faster!!! :)
Comunque, il MacBook Air è una figata astronomica e sono sicuro che se vi metterete d'impegno, una bella colletta per regalarmelo dovreste riuscire ad organizzarla. :-D
Mario sadico
26 dic 2007 – 14:16
Non so se dire che quelli che hanno
inventato questo clone di Super Mario Bros
meriterebbero una medaglia, oppure di venire torturati in eterno.
:-D
Ci sono due video in sequenza. Guardateli entrambi per gustarvi tutte le bastarde genialate.
Ci sono due video in sequenza. Guardateli entrambi per gustarvi tutte le bastarde genialate.
Myst a scuola
18 nov 2007 – 01:33
Mentre cercavo su YouTube il video
della sequenza di gioco di Myst IV con la canzone
inedita di Peter Gabriel,
intitolata Curtains, sono incappato in questo interessante
filmato.
Si può vedere un professore in una classe di ragazzini, utilizzare il videogioco Myst III Exile per insegnare loro l'uso di metafore e similitudini. La cosa sembra funzionare bene ed i ragazzi paiono molto coinvolti.
Myst, ricordo, è il nome di una meravigliosa serie di avventure grafiche di esplorazione e risoluzione enigmi. In questi giochi si impersona un uomo del quale non si sa nulla, chiamato “straniero”, che viene scaraventato all'interno di mondi sempre diversi, solitamente disabitati, dei quali dovrà imparare le regole – talvolta anche la lingua ed il sistema numerico – per poter procedere. Leggi il resto…
Si può vedere un professore in una classe di ragazzini, utilizzare il videogioco Myst III Exile per insegnare loro l'uso di metafore e similitudini. La cosa sembra funzionare bene ed i ragazzi paiono molto coinvolti.
Myst, ricordo, è il nome di una meravigliosa serie di avventure grafiche di esplorazione e risoluzione enigmi. In questi giochi si impersona un uomo del quale non si sa nulla, chiamato “straniero”, che viene scaraventato all'interno di mondi sempre diversi, solitamente disabitati, dei quali dovrà imparare le regole – talvolta anche la lingua ed il sistema numerico – per poter procedere. Leggi il resto…
Aggiornamenti Blog e consierazioni su Vista
09 nov 2007 – 10:02

• La barra laterale ora e in PHP. Questo mi permette di aggiornare il sito più velocemente ed avere il conto degli articoli per le varie categorie.
• La pagina dei contatti ora permette di mandarmi direttamente una email compilando la form.
• Ripuliti i tag da elementi inutili e ridondanze.
• Abilitata la tag cloud, visibile nella barra laterale.
• Aggiunto un Feed RSS per i commenti.
• Inserite le foto scattate da Cris durante la sparatina in moto al Passo della Mendola, un paio di settimane fa.
Vista
Ieri mi è finalmente arrivato il portatile che avevo ordinato per lavoro, che userò personalmente e che sarà la mia cavia per testare Windows Vista di persona prima di doverlo somministrare ai miei utenti. La versione che ho caricato è la Business, la più piccola delle 6473216761578465 versioni che permette di inserire la macchina in un dominio. Proprio su questo punto, avevo sentito molte storie dell'orrore, specialmente di tentativi falliti nell'inserire qualsiasi versione di Vista sotto Samba+Ldap. Certe fonti parlano dell'impossibilità di fargli caricare gli script di logon, altri di aggiungere la macchina al dominio, altri addirittura lamentano l'incapacità di farsi assegnare un indirizzo tramite DHCP. Con mia sorpresa invece, la macchina è entrata al primo tentativo e carica perfettamente gli script di logon. Alcune considerazioni dopo un ora di smanettamenti:
• I problemi di compatibilità con Samba, sembra che, al contrario di quello che si legge in giro, non esistano (almeno, per la mia configurazione).
• Su un Core 2 Duo 7300 con 1GB di RAM è piuttosto lento. Notevolmente meno reattivo del mio iBook G4 1,2GHz con Mac OS X Tiger quando aveva 768MB di RAM. Se comprate una nuova macchina e volete farci girare Vista, assicuratevi che sia decisamente potente e fate montare almeno 2GB di RAM. In caso contrario, vi troverete fra le mani un sistema che vi sembrerà addirittura più lento di quello che avevate prima.
• Ti chiede conferma anche per grattarti il culo. Cerchi di eseguire l'installazione di un programma dalla rete (LAN)? Conferma. Vuoi modificare un impostazione qualsiasi di sistema? Conferma. Un programma qualunque vuole accedere alla rete? Conferma. Una strategia, questa adottata da Microsoft, secondo me semplicemente idiota. La gente userà la solita tecnica collaudata del premere sul pulsante OK il più presto possibile, senza nemmeno leggere il messaggio.
• Ad un primo tentativo, VNC (lato server) pare non funzionare.
• La nuova funzione di switch in 3D fra una applicazione e l'altra, oltre che brutta, è decisamente inutile ed aggiunge veramente poco al classico ALT-TAB. Come praticità, non si avvicina minimamente a quella di Exposé.
• L'interfaccia è piuttosto disorientante. Ma questo lo dovrò rivalutare dopo averci fatto l'abitudine.
• Ma comunque è abbastanza piacevole alla vista, seppur leggermente più pacchiana di quanto averi voluto.
In conclusione, non è il disastro che mi aspettavo, ma molti dei difetti di cui ho sentito parlare hanno trovato riscontro.
La moto elettrica più veloce del mondo
14 set 2007 – 21:02
La Killacycle è la moto
elettrica che detiene il primato di accelerazione. Da zero a cento
in un secondo.
Come si può vedere da un altro filmato, è in grado di fare anche da cento a zero in meno di un secondo. :D
Commento a caldo del tester dopo l'incidente: “Yes, I am an idiot. :-/”
Come si può vedere da un altro filmato, è in grado di fare anche da cento a zero in meno di un secondo. :D
Commento a caldo del tester dopo l'incidente: “Yes, I am an idiot. :-/”
Obsolescenza
30 ago 2007 – 19:26
Mi sono appena reso conto di
considerare il guardare la televisione ed in particolare ciò che
propongono i canali televisivi, una cosa primitiva e che non ha più
senso di essere.
Perché mai dovrei decidere di dare in mano a qualcun altro la scelta di cosa vorrei guardare? Seguire trasmissioni, film e programmi decisi da terzi, quando in altri modi potrei guardare ciò che più mi aggrada, quando voglio, per tutte le volte che voglio e senza petulanti pubblicità sparate al doppio del volume?
Perché le persone anziane e di mezza età sembrano essere per la maggior parte così dipendenti da questa stupida televisione?
Per la miseria! La TV di mia madre sta totalizzando un uptime maggiore di quello dei miei server a lavoro!! Per non parlare del videoregistratore…
Perché mai dovrei decidere di dare in mano a qualcun altro la scelta di cosa vorrei guardare? Seguire trasmissioni, film e programmi decisi da terzi, quando in altri modi potrei guardare ciò che più mi aggrada, quando voglio, per tutte le volte che voglio e senza petulanti pubblicità sparate al doppio del volume?
Perché le persone anziane e di mezza età sembrano essere per la maggior parte così dipendenti da questa stupida televisione?
Per la miseria! La TV di mia madre sta totalizzando un uptime maggiore di quello dei miei server a lavoro!! Per non parlare del videoregistratore…
Elton John Cyberpunk
01 ago 2007 – 19:20

– BWAHAA! Internet mi ha rubbato i cidiiiììì. Brutti cattivi! Adesso vi faccio chiudere tutti! Vi chiudo internet ecco! :'(
– Su su, Johnny non fare così… Adesso vado e prendo a pugni quel cattivo Internet che non ti ha fatto vendere bene l'ultimo CD ok? Poi andiamo tutti a fare le polpettine di fango. Ok? Ti piacciono le polpettine di fango, eh?
– S… sììì :'(
– Chi è il mio bambino grande eh? Su… chi è il mio bambino grande?
– S… s… sono iooooo il tuo bambino grandeee BWAHAAAA!
(Dialogo liberamente scopiazzato da Scrubs)
Non piangere piccolino, vedrai che alla prossima principessa ammazzata, qualche soldino riuscirai a racimolarlo.
Da repubblica.it
L'artista pop britannico noto per la sua avversione alla tecnologia lancia la crociata contro la Rete
"Stiamo in casa e non socializziamo più, colpa del web. Buona musica e arte scompaiono"
La proposta shock di Elton John
"Internet ci rovina, chiudiamolo"
LONDRA - Non si esce più, non si socializza più e per colpa sua l'arte e la buona musica stanno scomparendo. A demonizzare Internet e a chiederne addirittura la chiusura è la popstar inglese Elton John in un'intervsita a The Sun.
La popstar ha inoltre auspicato una sollevazione popolare per rivoluzionare il mondo dell'arte e della musica: "Io dico alla gente: uscite, comunicate - ha detto l'artista -. Spero che il prossimo movimento musicale demolisca definitivamente Internet". E invoca un ritorno alle origini: "Dobbiamo scendere in strada e protestare, anziché stare a casa sui blog". Leggi il resto…
Toh! Chi si vede?
13 giu 2007 – 13:05

Tutti conosciamo astalavista.box.sk. È un famosissimo motore di ricerca per crack, seriali ed exploit. Il tipico sito (come tutti quelli che appaiono nei risultati delle sue ricerche) che se vi accedi con Windows ed Internet Explorer, puoi stare certo di trovarti pieno di spyware e trojan nel giro di trenta secondi. Ma tutto mi sarei aspettato tranne che aprirlo e trovarmi un bannerone in flash di Tele2 ed il desiderio di www.tele2.it di rifilarmi un cookie!
La stessa cosa mi capitò qualche tempo fa con Alice, al posto di Tele2. In qualche modo, sembra che ad Astalavista arrivino spiccioli da Tele2 e da Alice, grazie al circuito dei banner.
Ironico? La dimostrazione che i soldi non hanno occhi? Ipocrita perché, almeno Tele2 utilizza un software di Cisco chiamato Service Control Engine che permette di individuare il traffico p2p (notoriamente generato da pirati/terroristi/pedofili/ladri di borsette) ed abbatterlo? In sostanza: i soldi che paghi a Tele2 per l'acceso ad internet, in parte vanno nella gestione del servizio, in parte in pubblicità (non importa dove, ma sono sicuro che quella su astalavista sia decisamente visibile da molte persone) ed in parte in sistemi che ti limitano l'utilizzo del servizio, perché sei un pirata stronzo e ladro e non mi fai neppure pubblicità. Chiaro no?
FutuRush e Geek-ricordi
03 giu 2007 – 10:16
Futurama + videogiochi + Rush. Cosa può chiedere di più un
geek? :-)
Il video che segue mi fa ricordare di un libretto che avevo all'età di quattro o cinque anni. Era un libretto pieno di illustrazioni che spiegava ai bambini cosa fosse l'elettronica e l'informatica. L'avevo letto un sacco di volte e spesso mi divertivo a smontare calcolatrici ed apparecchi rotti per vedere cosa c'è dentro. Trovare le schede stampate, i chip, i transistor, era come trovare un tesoro. Tenerli in mano ti faceva sentire di avere “il futuro” a portata di dita, possibilità infinite di espansione. I computer erano davvero intelligenti, sapevano tutto e rispondevano alla velocità della luce. Per fare un robot, bastava attaccare assieme un computer, due telecamere, un paio di microfoni, un altoparlante e qualche motorino per farlo muovere. Poi, per una qualche sorta di meraviglia tecnologica, tutte queste cose slegate avrebbero iniziato a funzionare all'unisono dando così vista ad un robot intelligente ovviamente affamato di “input”! Se fossi diventato un programmatore, i miei programmi sarebbero potuti diventare vivi e chiamarmi “creatore”, oppure uscire dal computer ed inseguirmi nella realtà cercando di mangiarmi come Pac-Man con le pilloline. Le strade di una città viste dall'alto sembravano circuiti stampati e per creare un'astronave aliena di sola energia, bastava un Vic-20. Lo stesso computer, se fornito di modem sul quale appoggiare la cornetta del telefono, ti permetteva di entrare di nascosto nei computer del pentagono o addirittura in qualsiasi apparecchio collegato alla rete elettrica. Con un proiettore olografico, potevi creare qualunque cosa o persona. Costruire una super sventola robotica era un gioco da ragazzi… I videogiochi costavano cento lire, erano in tutti i bar e se diventavi un asso, potevi venire assoldato dalla Lega Stellare per difendere la frontiera contro le armate di Xur e Ko-Dan. :-)
Rush – Subdivisions
Il video che segue mi fa ricordare di un libretto che avevo all'età di quattro o cinque anni. Era un libretto pieno di illustrazioni che spiegava ai bambini cosa fosse l'elettronica e l'informatica. L'avevo letto un sacco di volte e spesso mi divertivo a smontare calcolatrici ed apparecchi rotti per vedere cosa c'è dentro. Trovare le schede stampate, i chip, i transistor, era come trovare un tesoro. Tenerli in mano ti faceva sentire di avere “il futuro” a portata di dita, possibilità infinite di espansione. I computer erano davvero intelligenti, sapevano tutto e rispondevano alla velocità della luce. Per fare un robot, bastava attaccare assieme un computer, due telecamere, un paio di microfoni, un altoparlante e qualche motorino per farlo muovere. Poi, per una qualche sorta di meraviglia tecnologica, tutte queste cose slegate avrebbero iniziato a funzionare all'unisono dando così vista ad un robot intelligente ovviamente affamato di “input”! Se fossi diventato un programmatore, i miei programmi sarebbero potuti diventare vivi e chiamarmi “creatore”, oppure uscire dal computer ed inseguirmi nella realtà cercando di mangiarmi come Pac-Man con le pilloline. Le strade di una città viste dall'alto sembravano circuiti stampati e per creare un'astronave aliena di sola energia, bastava un Vic-20. Lo stesso computer, se fornito di modem sul quale appoggiare la cornetta del telefono, ti permetteva di entrare di nascosto nei computer del pentagono o addirittura in qualsiasi apparecchio collegato alla rete elettrica. Con un proiettore olografico, potevi creare qualunque cosa o persona. Costruire una super sventola robotica era un gioco da ragazzi… I videogiochi costavano cento lire, erano in tutti i bar e se diventavi un asso, potevi venire assoldato dalla Lega Stellare per difendere la frontiera contro le armate di Xur e Ko-Dan. :-)
Rush – Subdivisions
Vista
02 giu 2007 – 08:54

Fate particolarmente attenzione alla prima colonna, cioè quella riguardo al sistema minimo richiesto.
No Aero, significa che non vengono caricate le animazioni e gli effetti grafici figosi. In buona sostanza, quelle cose che una distribuzione Linux con Beryl oppure Mac OS X fanno sullo stesso tipo di macchine senza scomporsi più di tanto. Non entro nel merito dell'utilità o meno di certe animazioni ed effetti. Dico solo che se fatti bene, aiutano a portare l'attenzione dell'utente nei punti giusti (al contrario, diventano distrazioni).
Ma la cosa migliore è quell'ultima riga, dove ti dice che questa configurazione è ottima per far partire il sistema operativo senza lanciare applicazioni o giochi! In altre parole: non ci fai una fava! Accendi il pc e lo lasci lì a farti compagnia con il suo ronzio, a scaldare un po', generare entropia portando alla morte termica prematura l'universo. Una persona solitamente compra un computer per questo, no?
Fatto sta che vi dovrete tutti rassegnare, cari miei utenti Windows, perché se già da ora è un impresa quasi folle riuscire a trovare un portatile o un desktop di marca che non monti Windows VIsta (in sostanza, te lo infilano con l'imbuto direttamente in gola), l'anno prossimo, la vendita di Windows XP cesserà definitivamente.
La protezione che non dura
03 mag 2007 – 11:41

Rassumo la logica balzana di questa continua ricerca di protezioni sempre più restrittive.
• L'industria del cinema (in questo caso, ma lo stesso discorso si può fare anche per musica e software), investe soldi e risorse per lo sviluppo di sistemi di protezione.
• I soldi spesi, devono essere in qualche modo recuperati con la vendita del prodotto.
• La realtà ha dimostrato che qualunque protezione viene scavalcata. Su questo non vi è alcun dubbio, l'unica variabile è quanto tempo ci si impieghi a farlo.
• Chi non vuole pagare per i film che guarda, continua a non pagare ed ottiene sempre un prodotto privo di protezioni con il quale può fare tecnicamente tutto ciò che vuole.
• Quelli che acquistano, si ritrovano a pagare un prodotto che contiene una protezione, pagata da loro, che non hanno richiesto e di cui non hanno alcun bisogno. Perché la protezione dei contenuti, che paga il cliente finale, non serve a lui, ma all'industria.
In pratica paghi qualcuno perché, per il suo tornaconto, ti impedisca di fare qualcosa. Che sia la copia, la riproduzione su lettori non certificati (come nel caso di lettori software sviluppati da appassionati e distribuiti gratuitamente) o di una zona geografica diversa (già, perché qualcuno, dall'alto, ha deciso che non mi posso comprare un film negli Stati Uniti e guardarlo sul mio lettore europeo, in barba al tanto sbandierato libero mercato).
Solitamente, si pensa che qualcosa la si paghi per avere di più, un valore aggiunto. In questo caso, invece, è l'esatto contrario: paghi per avere un valore sottratto.
Personalmente, acquisto regolarmente tutto ciò che ritengo meritevole e continuerò a farlo, sia nella vana speranza di sostenere gli autori, sia per una personale “mania” di avere un oggetto fisico per le mani, con la sua bella confezione ed il libretto. Ma lo faccio tappandomi il naso con una molletta da cento newton, perché so che i soldi con cui pago il mio bel film o album, per la maggior parte, finiranno nelle tasche di mentecatti.
Ah, il codice: 09f911029d74e35bd84156c5635688c0
Findeeeeer!!
02 mag 2007 – 21:09
Errore imprevisto
24 apr 2007 – 11:33

Dovrebbero sapere quanto il loro lavoro sia importante, data la mole di errori che sono soliti generare i programmi della loro ditta… Ed invece no! Se ne escono con capolavori di letteratura moderna come “La memoria non può essere written”, oppure esclamazioni di stupore come quella del messaggio in figura, capitato oggi ad un mio utente. “Errore imprevisto”…
«Cioè… non so che dire – esclamò Word – giuro che non me l'aspettavo nemmeno io!»
Usi alternativi del ponte ologrammi
14 apr 2007 – 18:33

L'avversario ha le sembianze di Moriarty, storico nemico di Sherlock Holmes, ed un'intelligenza straordinaria. Questa sua intelligenza, gli permette di prendere coscienza della propria natura di ologramma e di trovare il modo per interagire con l'Enterprise. Riesce così a trasferire il controllo del timone in sala ologrammi e, con quello che sembra un rudimentale apparato meccanico, provocare bruschi spostamenti dell'astronave.
Al di là dell'ennesima falla nella sicurezza dell'astronave (ma chi è il sysadmin, da quelle parti?), tutto questo mi ha fatto venire un'idea. Sul ponte di comando, ci sono sempre almeno tre persone a governare l'astronave, costantemente impegnate a premere pulsanti su dei touch-screen che fanno da interfaccia per il controllo della nave. Dato però, che sembra possibile trasferire il controllo del vascello in sala ologrammi, perché non usare le capacità della sala ologrammi per creare un interfaccia migliore? Leggi il resto…
Ho finito Myst IV
09 apr 2007 – 02:59

Consiglio a chi sta giocando o ha intenzione di giocare Myst IV, di non guardare oltre per non rovinarsi l'esperienza. A tutti gli altri, buona sbirciata… per quanto si possa leggere dalle piccole immagini che sto pubblicando. ;-) Leggi il resto…
Un mondo virtuale solo mio
18 mar 2007 – 20:17

Immaginate che molti oggetti contengano un circuito integrato che abbia principalmente tre funzioni: rilevare la posizione e la direzione rispetto ad esso di uno o più apparecchi ricevitori, comunicare con questi apparecchi ricevendo comandi ed inviando dati che verrebbero tradotti in immagini, rilevare la presenza di altri circuiti simili ad esso con i quali comunicare in una rete di tipo peer to peer.
Gli apparecchi ricevitori sarebbero degli occhiali speciali con la possibilità di visualizzare immagini 3D in sovrimpressione, comunicare con i chip degli oggetti e rilevare la posizione delle mani di colui che li indossa. Il controllo dell'apparecchio stesso potrebbe avvenire tramite delle gestures.
Questi chip verrebbero inseriti in oggetti di vario tipo ed invierebbero informazioni aggiuntive all'osservatore dell'oggetto, oppure modificherebbro ai suoi occhi la forma od il disegno dell'oggetto, oppure ancora aggiungerebbero elementi decorativi. Tutto questo apparirebbe tridimensionalmente, come fossero delle sorta di ologrammi, ma non sarebbero dei veri e propri ologrammi, perché tutte queste cose verrebbero visualizzate solo tramite gli occhiali speciali.
Come ho scritto, riferendomi ad una rete peer to peer, non ci sarebbe nessun server centrale a gestire le informazioni che vengono trasmesse dai chip: ognuno di essi sarebbe autonomo. Potrebbero però comunicare fra di loro: innanzitutto per fare in modo che le immagini proiettate da essi non interferiscano le une con le altre, ma si adattino in modo che siano facilmente fruibili dall'osservatore e diano una visione coerente ed accettabile al tutto.
La rilevazione della posizione dell'osservatore sarebbe fondamentale per poter generare delle immagini 3D con una prospettiva coerente con la realtà circostante ed il punto di vista dell'osservatore. Grazie a questo si potrebbero avere… (continua… )
Immagine: Recall di wirestyle Leggi il resto…
Quando la gente ha una calcolatrice al posto del cervello…
13 mar 2007 – 15:52
Da Repubblica.it:
Il colosso dei media fa causa per un risarcimento record al celebre motore di ricerca, che ha acquistato il sito di video
"Trasmessi oltre 160mila filmati non autorizzati. Un modello di business chiaramente illegale"
Viacom chiede a Google un miliardo di dollari
"Su YouTube violati i diritti d'autore"
NEW YORK - Il colosso americano dell'intrattenimento Viacom ha fatto causa a Google per la presunta violazione del copyright da parte di YouTube, il sito di video acquistato dal celebre motore di ricerca lo scorso autunno. La richiesta di danni da parte di Viacom è di oltre 1 miliardo di dollari. Secondo Viacom, YouTube avrebbe trasmesso tramite il sito web oltre 160 mila filmati non autorizzati, visti oltre un miliardo e mezzo di volte. La decisione d intentare causa al colosso di Mountain View, spiega Viacom, è arrivata dopo una serie di "trattative improduttive".
Secondo Viacom, YouTube ha "costruito un redditizio business sfruttando la devozione dei fan nei confronti del lavoro creativo di altri allo scopo di arrichire sè stesso e la sua casa madre Google. Il loro modello di business è chiaramente illegale e in chiaro conflitto con la legge sul copyright", si legge in un comunicato del colosso dei media americano.
Viacom aveva già iniziato una battaglia contro Google e YouTube, esigendo il ritiro di oltre 100 mila videoclip "pirati" scaricati illegalmente da suoi programmi televisivi. Ora i due gruppi vengono accusati formalmente di "violazione massiccia e intenzionale dei diritti d'autore sui contenuti di intrattenimento di Viacom".
Il colosso dei media fa causa per un risarcimento record al celebre motore di ricerca, che ha acquistato il sito di video
"Trasmessi oltre 160mila filmati non autorizzati. Un modello di business chiaramente illegale"
Viacom chiede a Google un miliardo di dollari
"Su YouTube violati i diritti d'autore"
NEW YORK - Il colosso americano dell'intrattenimento Viacom ha fatto causa a Google per la presunta violazione del copyright da parte di YouTube, il sito di video acquistato dal celebre motore di ricerca lo scorso autunno. La richiesta di danni da parte di Viacom è di oltre 1 miliardo di dollari. Secondo Viacom, YouTube avrebbe trasmesso tramite il sito web oltre 160 mila filmati non autorizzati, visti oltre un miliardo e mezzo di volte. La decisione d intentare causa al colosso di Mountain View, spiega Viacom, è arrivata dopo una serie di "trattative improduttive".
Secondo Viacom, YouTube ha "costruito un redditizio business sfruttando la devozione dei fan nei confronti del lavoro creativo di altri allo scopo di arrichire sè stesso e la sua casa madre Google. Il loro modello di business è chiaramente illegale e in chiaro conflitto con la legge sul copyright", si legge in un comunicato del colosso dei media americano.
Viacom aveva già iniziato una battaglia contro Google e YouTube, esigendo il ritiro di oltre 100 mila videoclip "pirati" scaricati illegalmente da suoi programmi televisivi. Ora i due gruppi vengono accusati formalmente di "violazione massiccia e intenzionale dei diritti d'autore sui contenuti di intrattenimento di Viacom".
Correre senza piedi
13 mar 2007 – 11:51

L'importanza del saper leggere
28 feb 2007 – 20:45
Alcune mail che mi sono arrivate
questa mattina, mentre cercavo invano di farmi i cavoli miei…
Premessa: dopo il cambio di server e dominio, ogni utente è stato forzato a cambiare la propria password. Due giorni fa mi sono reso conto che UtenteX, dal fatidico giorno, non ha mai impostato la propria password (ma che cavolo ha fatto per due mesi, senza accesso al pc? i castelli di sabbia?) e che il pc che usa di solito era ancora configurato col vecchio dominio. Metto il pc nel dominio e avverto utente1, referente di utenteX. Nota bene che la procedura di primo login è stata spiegata molteplici volte, anche con disegnini nel caso di utenti “diversamente intelligenti”.
Da: utente1
Data: 27 febbraio 2007 14:09:38 GMT+01:00
A: /me
Oggetto: richiesta intervento
/me,
cerca di trovare 1, 2 minuti per sistemare il computer di UTENTEx (piano terra) perchè non va.
L'ultima password utilizzata da UtenteX è: ANGELO.
Opzioni possibili per eventuale risposta:
[ ] Che cacchio vuoi, che il pc te l'ho sistemato ieri?
[ ] Non faccio nulla se non sento la parolina magica: “per… perfa… su forza! dilla!”
[ ] C'è un po' di differenza fra “non accetta la password” e “il computer non va”, cerchiamo di impararla. Oppure quando cerchi di aprire la portiera della macchina con le chiavi della bussola delle lettere, non riuscendoci, telefoni al meccanico dicendo che “la macchina non va”?
[ ] Va bene… Viaaaa! Scriviamo password in chiaro nelle mail. Ho già detto milioni di volte che le password sono personali e non vanno comunicate a nessuno, nemmeno a me, dato che posso tranquillamente fare tutta la manutenzione che voglio senza conoscere le password degli utenti.
[ ] …e che password poi!! La prossima volta metti, chessò, pippo, pluto, paperino, il tuo nome, la tua data di nascita… Proprio quelle che una persona non prova mai per prime, se vuole accedere ai tuoi dati… Che poi non sono nemmeno tuoi, ma della ditta… Ma questa so già che è una cosa che non capirete mai. Leggi il resto…
Premessa: dopo il cambio di server e dominio, ogni utente è stato forzato a cambiare la propria password. Due giorni fa mi sono reso conto che UtenteX, dal fatidico giorno, non ha mai impostato la propria password (ma che cavolo ha fatto per due mesi, senza accesso al pc? i castelli di sabbia?) e che il pc che usa di solito era ancora configurato col vecchio dominio. Metto il pc nel dominio e avverto utente1, referente di utenteX. Nota bene che la procedura di primo login è stata spiegata molteplici volte, anche con disegnini nel caso di utenti “diversamente intelligenti”.
Da: utente1
Data: 27 febbraio 2007 14:09:38 GMT+01:00
A: /me
Oggetto: richiesta intervento
/me,
cerca di trovare 1, 2 minuti per sistemare il computer di UTENTEx (piano terra) perchè non va.
L'ultima password utilizzata da UtenteX è: ANGELO.
Opzioni possibili per eventuale risposta:
[ ] Che cacchio vuoi, che il pc te l'ho sistemato ieri?
[ ] Non faccio nulla se non sento la parolina magica: “per… perfa… su forza! dilla!”
[ ] C'è un po' di differenza fra “non accetta la password” e “il computer non va”, cerchiamo di impararla. Oppure quando cerchi di aprire la portiera della macchina con le chiavi della bussola delle lettere, non riuscendoci, telefoni al meccanico dicendo che “la macchina non va”?
[ ] Va bene… Viaaaa! Scriviamo password in chiaro nelle mail. Ho già detto milioni di volte che le password sono personali e non vanno comunicate a nessuno, nemmeno a me, dato che posso tranquillamente fare tutta la manutenzione che voglio senza conoscere le password degli utenti.
[ ] …e che password poi!! La prossima volta metti, chessò, pippo, pluto, paperino, il tuo nome, la tua data di nascita… Proprio quelle che una persona non prova mai per prime, se vuole accedere ai tuoi dati… Che poi non sono nemmeno tuoi, ma della ditta… Ma questa so già che è una cosa che non capirete mai. Leggi il resto…
Da leggere ed incorniciare
13 feb 2007 – 02:03
Da Punto Informatico… a proposito di
coincidenze…
Il P2P non incide affatto sulle vendite di musica
Un nuovo studio controbatte le tesi sventolate da anni dall'industria di settore: analizzando nel dettaglio l'uso delle piattaforme di sharing e le uscite di centinaia di album, i ricercatori sono arrivati a nuovi sorprendenti risultati
Roma - Quello che dicono da anni numerosi appassionati di musica e che sostengono i più incalliti utenti dei sistemi peer-to-peer è ora confortato da un autorevole studio in via di pubblicazione sul prestigioso Journal of Political Economy americano: il P2P non ha alcun effetto sulle vendite di musica o, almeno, nessun effetto che sia misurabile.
Due studiosi, Felix Oberholzer-Gee e Koleman Strumpf, per la prima volta hanno analizzato il comportamento degli utenti peer-to-peer mettendolo in relazione con un campione di 680 album che nel periodo preso in esame, l'ultimo quadrimestre del 2002, sono arrivati sul mercato. Come riferisce Ars Technica, non si sono limitati a studiare l'andamento del mercato e del P2P negli States ma hanno anche analizzato l'influenza che può aver avuto l'utenza P2P più vasta dopo quella americana, quella in Germania. Leggi il resto…
Il P2P non incide affatto sulle vendite di musica
Un nuovo studio controbatte le tesi sventolate da anni dall'industria di settore: analizzando nel dettaglio l'uso delle piattaforme di sharing e le uscite di centinaia di album, i ricercatori sono arrivati a nuovi sorprendenti risultati
Roma - Quello che dicono da anni numerosi appassionati di musica e che sostengono i più incalliti utenti dei sistemi peer-to-peer è ora confortato da un autorevole studio in via di pubblicazione sul prestigioso Journal of Political Economy americano: il P2P non ha alcun effetto sulle vendite di musica o, almeno, nessun effetto che sia misurabile.
Due studiosi, Felix Oberholzer-Gee e Koleman Strumpf, per la prima volta hanno analizzato il comportamento degli utenti peer-to-peer mettendolo in relazione con un campione di 680 album che nel periodo preso in esame, l'ultimo quadrimestre del 2002, sono arrivati sul mercato. Come riferisce Ars Technica, non si sono limitati a studiare l'andamento del mercato e del P2P negli States ma hanno anche analizzato l'influenza che può aver avuto l'utenza P2P più vasta dopo quella americana, quella in Germania. Leggi il resto…
(Africa) e libertà
12 feb 2007 – 02:02

Dubito fortemente che la cosa danneggi i Toto. Al contrario, credo che dia loro ulteriore risalto. Sempre che ne abbiano bisogno, visti i 6 Grammy vinti dal solo album Toto IV, un totale di circa 30 milioni di album venduti in tutto il mondo, varie compilation e la famosa colonna sonora del film Dune di David Lynch. Per non parlare del giro d'affari che ha la Viacom, con le sue numerose reti televisive. Con queste cifre, mi sento ridicolo al solo pensiero di associare la parola “danni” all'azione di pubblicare un loro video-clip fruibile gratuitamente da tutti. Tuttavia, non credo di potermela prendere con i Toto. Con buone probabilità, non sono neppure a conoscenza di ciò che le etichette ed i distributori fanno della loro musica.
Come ti chiami, aggeggio?
10 feb 2007 – 21:26

I nomi dei miei, in ordine cronologico…
iBook:
• H2G2: abreviazione di HitchHiker's Guide to the Galaxy.
• Microbo: perché è piccolo…
• Enki: divinità sumera. L'idea mi venne durante la lettura del romanzo Snow Crash, che riprende, in chiave fantascientifica, molti miti mesopotamici e dell'antico testamento.
• Selene: non è quella che pensate… È la sorella, pirata spaziale, della regina dei mille anni che ha avuto in custodia la Terra dall'anno 1000 al 2000.
iMac:
• Voyager: l'astronave dispersa nel Quadrante Delta, protagonista dell'omonima serie di Star Trek.
• Infocalisse: parte del nome di un enorme database di conoscenza e ricerca nel romanzo Snow Crash. Il nome completo è Babele/Infocalisse.
• Belfagor: divinità conosciuta anche come Baal e nome del misterioso protagonista della omonima serie televisiva.
• Promethium: il nome con cui è conosciuta la regina del mille anni sul suo pianeta natale, La Maetel.
Dei molteplici nomi dati alle macchine precedenti, non ho molti ricordi…
Immagine: A modern day awakening di Jeffery Scott
L'inferno sulla terra
11 gen 2007 – 19:56

Certo, non hanno aiutato gli utenti che ti assalgono alle 8:30 del lunedì mattina, dopo che hai passato (assieme agli altri tecnici esterni: Stefano e Matteo) tutta la notte sveglio a fare un mega join-fest dei vari client al nuovo dominio. Utenti che ovviamente si lamentano che non funziona niente e che devo sistemarglielo, perché hanno documenti importanti a cui devono accedere subito (per ognuno, le proprie cose sono le più importanti, ovviamente), salvo poi richiamarti ogni 10 minuti, per domandarti come mai non ricevono più posta, e poi chiederti ancora della posta e come si abilita l'antispam sulla nuova casella IMAP. Ma allora, che cazzo fai tutto il giorno? Scarichi posta??? E i tuoi documenti importanti?? Ah, per essere precisi, la persona in questione ha tre directory sulla propria home del server: IMMAGINI, VIDEO e SPORT. Ovviamente scritte in maiuscolo perché la gente qua, il caps-lock lo fissa col silicone. Leggi il resto…
Pecore elettriche
02 gen 2007 – 20:04

Tornando allo salvaschermo, si tratta di trasformazioni di figure astratte basate su frattali.

Uomo, 1.01beta
27 dic 2006 – 22:37

Per le didascalie collegate all'immagine, è necessario andare direttamente sulla pagina originale dell'articolo.
Da appassionato di tecnologia, tutto questo mi ha ovviamente esaltato (oltre a farmi venire in mente la trama di Galaxy Express 999). :-)
Diventeremo quindi cyborg? Piloti dei nostri corpi, come fossimo piloti di navi? C'è chi sostiene che ormai nasciamo già e cresciamo cyborg, e che non siano necessari impianti all'interno del corpo per renderci tali…
Riporto per esteso e tradotte le didascalie dell'immagine: Leggi il resto…
Prevedo dipendenza
22 dic 2006 – 21:17

Ci sono dei libri di collegamento che ti permettono di vagare da un mondo all'altro (i mondi vengono chiamati Ere). Tu sei lo “straniero” ed in ogni gioco della saga, hai il compito di aiutare Atrus, ovvero lo scrittore della maggior parte di questi libri. Lui e la sua famiglia, hanno il potere di creare mondi semplicemente scrivendoli. Nelle varie puntate della saga, accade sempre qualcosa che mette in pericolo gli abitanti di qualcuna delle ere (come nel caso di Riven: un'era morente destinata al collasso), oppure qualcuno dei membri della famiglia (che, tra l'altro, sembra abbiano la tendenza ad impazzire)… Tutte queste ere hanno meccanismi e regole proprie di cui non sai nulla. Sei obbligato quindi ad entrare in questi mondi, solitamente disabitati, ed esplorare e cercare di capire come funzionano le cose, improvvisando e ricostruendo la logica che sta dietro ad ogni meccanismo. Talvolta è necessario imparare anche la lingua del posto o il sistema dei numeri. Nulla è lasciato al caso ed i mondi sembrano sempre incredibilmente veri. Leggi il resto…
In miniera…!
20 dic 2006 – 21:47
Una persona normale, come manderebbe
un banalissimo questionario alle persone che lo devono compilare? E
in che formato?
Dalla sede nazionale, hanno un modo tutto loro… Non potevano trovare nulla di più scomodo, fastidioso ed incompatibile col resto del mondo.
Mandano al responsabile una mail con specificato l'indirizzo da dove scaricarlo. …e fin qua…
Il responsabile va all'indirizzo e scopre che il file è un eseguibile di Windows. Prima pecca! I nostri proxy bloccano lo scaricamento di qualsiasi eseguibile, per ovvi motivi di sicurezza. Soprattutto per tutelarsi dalle manie cliccatorie degli utenti col dito più veloce del pensiero (circa il 99,9%).
Il responsabile mi contatta dicendomi che lo scaricamento di questo importantissimo file viene bloccato. “Girami la mail e te lo scarico io”, dico a lui.
Scarico il file e, come sospettavo, si trattava di uno zippone autoestraente. Lo scompatto, senza farci troppo caso lo ricomprimo in .zip (tra l'altro, occupa circa la metà ) e glielo rispedisco.
Richiama: “Serve Access per aprirlo.” Coooosa??? Ora, per compilare un fottuto questionario, devo avere Micros~1 Access prezzoduecentosettantaeuroivainclusa, installato? Ma mettere sul sito una form da compilare, pareva brutto? Anche un maledetto PDF compilabile o un .doc sarebbero stati più sensati!! No… troppo sbattimento per il loro sviluppatore della domenica che, evidentemente, conosce solo Access e neppure tanto bene, perché… Ho provato per curiosità ad aprirlo, lanciandolo dal desktop. Ma no!! Lui vuole per forza aprire delle tabelle messe in “c:\censimento\Tabelle\”. Impostare percorsi relativi invece di assoluti, sembrava brutto? (Tra l'altro, ho già avuto a che fare con questa gente tempo fa… Un bellissimo database per la catalogazione dei documenti, in Access ovviamente, che ogni due per tre si sputtanava da solo. Bastava dargli in pasto un documento con caratteri a lui non graditi, oppure semplicemente aprirlo con una versione di Access superiore alla 2000. Se me ne fregasse qualcosa, avrei ancora gli incubi!) Domani andrò a cercare qualche macchina che abbia Access installato, oppure farò un'installazione al volo da togliere subito dopo, solo per far compilare sto benedetto questionario… IDIOTI…
Ed ora, per sfogarsi un po'… Leggi il resto…
Dalla sede nazionale, hanno un modo tutto loro… Non potevano trovare nulla di più scomodo, fastidioso ed incompatibile col resto del mondo.
Mandano al responsabile una mail con specificato l'indirizzo da dove scaricarlo. …e fin qua…
Il responsabile va all'indirizzo e scopre che il file è un eseguibile di Windows. Prima pecca! I nostri proxy bloccano lo scaricamento di qualsiasi eseguibile, per ovvi motivi di sicurezza. Soprattutto per tutelarsi dalle manie cliccatorie degli utenti col dito più veloce del pensiero (circa il 99,9%).
Il responsabile mi contatta dicendomi che lo scaricamento di questo importantissimo file viene bloccato. “Girami la mail e te lo scarico io”, dico a lui.
Scarico il file e, come sospettavo, si trattava di uno zippone autoestraente. Lo scompatto, senza farci troppo caso lo ricomprimo in .zip (tra l'altro, occupa circa la metà ) e glielo rispedisco.
Richiama: “Serve Access per aprirlo.” Coooosa??? Ora, per compilare un fottuto questionario, devo avere Micros~1 Access prezzoduecentosettantaeuroivainclusa, installato? Ma mettere sul sito una form da compilare, pareva brutto? Anche un maledetto PDF compilabile o un .doc sarebbero stati più sensati!! No… troppo sbattimento per il loro sviluppatore della domenica che, evidentemente, conosce solo Access e neppure tanto bene, perché… Ho provato per curiosità ad aprirlo, lanciandolo dal desktop. Ma no!! Lui vuole per forza aprire delle tabelle messe in “c:\censimento\Tabelle\”. Impostare percorsi relativi invece di assoluti, sembrava brutto? (Tra l'altro, ho già avuto a che fare con questa gente tempo fa… Un bellissimo database per la catalogazione dei documenti, in Access ovviamente, che ogni due per tre si sputtanava da solo. Bastava dargli in pasto un documento con caratteri a lui non graditi, oppure semplicemente aprirlo con una versione di Access superiore alla 2000. Se me ne fregasse qualcosa, avrei ancora gli incubi!) Domani andrò a cercare qualche macchina che abbia Access installato, oppure farò un'installazione al volo da togliere subito dopo, solo per far compilare sto benedetto questionario… IDIOTI…
Ed ora, per sfogarsi un po'… Leggi il resto…
I figli del CEO della Warner
04 dic 2006 – 21:29

“I explained to them what I believe is right, that the principle is that stealing music is stealing music. Frankly, right is right and wrong is wrong, particularly when a parent is talking to a child. A bright line around moral responsibility is very important. I can assure you they no longer do that.”
L'articolo completo è su Wired.
La conclusione del giornalista:
So, the children of major label CEOs get a verbal explanation for infringing Warner's sacred copyrights, while everyone else has to worry about getting sued. I totally get it. It's like how if you're a Bush niece who has a rock of crack cocaine fall out of her shoe while in court-ordered rehab for faking a prescription for anxiety medication, you only have to spend a few days in jail.
Video anti-DRM
04 dic 2006 – 19:28
Sono stati annunciati i video
vincitori del concorso di freeculture.org. Il tema era
creare un videoclip contro il DRM. Per maggiori informazioni
riguardo alle controversie legate al Trusted
Computing ed al DRM, seguite i
link.
Questi sono i video che peferisco. Inizio con un classico:
Trusted Computing by Benjamn Stephan and Lutz Vogel
Per gli altri video… Leggi il resto…
Questi sono i video che peferisco. Inizio con un classico:
Trusted Computing by Benjamn Stephan and Lutz Vogel
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