feb 2008

Shade

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Girl-Geek Dinner

Che qualcuna mi inviti! SUBITO!!! :-D

Da Repubblica.it

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Tema: "Come una donna che lavora in settori chiave della
tecnologia può imparare a proporsi: Network. Share. Empower"
Girl Geek, a Milano da tutto il mondo
le donne hi-tech si ritrovano a cena
di PAOLA COPPOLA

LE "ragazze hi-tech" si ritrovano a cena. E quest'anno fanno le cose in grande. Così se a qualcuno fosse rimasto il dubbio che Internet e new media siano "roba da maschi", stasera sera può appostarsi fuori dall'Osteria dei Vecchi Sapori a Milano per vederle sfilare. Cibo e tecnologia, proprio lì, nel locale di via Carmagnola, che ospita la seconda edizione italiana delle Girl geek dinners.

La cena-evento è "sold out". E' tutto pieno da giorni, c'è scritto sul sito di
girlgeekdinnersitalia.com punto di riferimento per l'organizzazione della serata. I ritardatari affollano la lista d'attesa. 20 gli uomini invitati a questo evento che, dopo un timido battesimo l'anno scorso, stavolta sembra essere decollato: il passaparola ha portato anche in Italia la rete delle donne appassionate di tecnologia, realtà consolidata a San Francisco, Nottingham, Londra, Bruxelles, fino a Nuova Zelanda e Canada.

Tema della serata: "Come una donna può imparare a proporsi: Network. Share. Empower". In pratica: come rendere visibile la presenza delle donne che lavorano in settori chiave delle società hitech. Professioniste del web marketing, del web management, analisti, programmatrici, creatici di software, blogger, content manager ne discuteranno intorno allo stesso tavolo. E forse da domani si sentiranno un po' meno mosche bianche.

Tra le speaker della serata Barbara Bellini, responsabile Content & Community Dada.net, Sarah Blow ingegnere del software, Maz Hardey esperta di Web 2.0, Maria Sebregondi consulente di marchio per Moleskine e Diana Saraceni partner di 360° Capital Partners. Tra gli sponsor dell'iniziativa Dadanet, Cisco, Ogilvy. Consiglio per chi è rimasto fuori ma vorrebbe saperne di più: dare un'occhiata al
blog.
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Peanut

Ed ecco il terzo pupazzo di Jeff Dunham: Peanut, assieme a José Jalapeño. Seguito dal supereroe Melvin.
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Ridondanza

Alla Binetti si rivolge lo stesso Veltroni. «Bisogna fare una sintesi delle diverse culture - spiega il segretario del Pd - la politica è esattamente il luogo della mediazione e della sintesi. I partiti moderni sono così».

Da Corriere.it

Ma che ti passa per la testa? Vuoi inventare la politica frattale? Fondare il partito di Mandelbrot? Il parlamento dovrebbe essere il luogo della sintesi di idee diverse rappresentate da partiti diversi. Che senso ha replicare questa idea all'interno di un partito? Nessuno! Si ottiene solamente un partito confusionario, pieno di contraddizioni interne e liti, che cerca di accontentare tutti, ma ottiene questo effetto solo se questi “tutti” si tappano il naso, esattamente come nel tuo partito democratico.
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I due pesi

Naturalmente, se Ratzy non viene ben accolto quando incautamente è invitato a fare il discorso di apertura dell'anno accademico all'università La Sapienza, tutto il clero si alza protestando ed accusando di censura, mentre qualche giorno dopo, il fido (o burattinaio?) Ruini organizza un rave-party a TG riuniti per consolare il povero Benny 16… Mentre invece se…

«La Curia Vescovile di Pisa ha chiesto la cancellazione, questa mattina, dell’incontro prefissato da tempo “I diritti di tutti” a cui avrebbe partecipato l’onorevole Franco Grillini, candidato sindaco per i socialisti a Roma.L’incontro si sarebbe dovuto tenere alle 21 nella sale del Teatro lux, di proprietà della curua, che ha minacciato la rescissione del contratto agli attuali gestori del teatro nel caso si fosse tenuta la conferenza.»

…allora va tutto bene!

«L’onorevole Grillini parlerà comunque a Pisa nella sala dell’Hotel Duomo, sempre alle 21, in via Santa Maria.
“L’increscioso episodio di censura - spiega Pietro Finelli, coordinatore costituente socialista Pisa - mostra bene sia il modo in cui la Chiesa pensa al pluralismo e al dibattito, sia il corso ruiniano inaugurato dal nuovo vescovo di Pisa”.
L’on. Grillini commenta: “La censura alla mia presenza a Pisa in un dibattito sui diritti da parte della Curia locale oltre a rivelare un brutale sottofondo di razzismo, è quanto mai esemplare, di ciò che la Chiesa di Ratzinger e Ruini intende per libertà di pensiero e di dialogo. Quando si giunge a negare l’uso di un teatro dato in affitto, per il solo fatto che si svolge una discussione sgradita agli ambienti ecclesiastici significa che siamo di fronte ad una prepotenza tipica delle dittature clericali. Fa ancora più rabbia pensare che queste strutture sono finanziate con l’8 per mille e con denaro pubblico, denaro di cui si fa un vergognoso uso di parte , nonchè brutalmente discriminatorio.
Questo episodio dimostra la necessarietà di una riscossa laica e democratico e che è urgente una azione a difesa della libertà di parola, della democrazia e della laicità per tutti”.»

da UAAR news
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I disegnini sconci

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Il Vero Saluto del Motociclista

Le dita a V?? Tzè! :-D
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Mymosh il Figlio di Se Stesso (ultima parte) – Stanislaw Lem

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Questo è il seguito della sfortunata vita accidentale di Mymosh, la cui esistenza prova che, dato un lasso di tempo infinito, anche la spazzatura può generare autonomamente la vita. :-)

         Di conseguenza Mymosh non poteva vedere la pozzanghera che era sua madre né il fango che era suo padre, e neppure il vasto, ampio mondo né il cielo che tutto sovrasta, e non aveva alcun ricordo di quel che gli era successo in precedenza, e in generale non era in grado di fare altro che pensare. Poteva fare soltanto quello, e perciò vi si dedicò con convinzione.
         “Per prima cosa” disse a se stesso “devo riempire il vuoto che c'è in me, e così allontanare questa insopportabile monotonia. Perciò, pensiamo a qualcosa, perché, quando pensiamo – oh, meraviglia! – il pensiero esiste, e nient'altro che il nostro pensiero ha esistenza”.
         Da questa affermazione si può notare come fosse già divenuto alquanto presuntuoso, perché si riferiva a se stesso con la prima persona plurale.
         “Ma, aspetta” si disse poi “non potrebbe esistere qualcosa anche al di fuori di me? Dobbiamo prendere in considerazione la possibilità, anche solo per un momento, e anche se è una considerazione che suona assurda e addirittura offensiva e folle. Chiamiamo, ipoteticamente, questa esteriorità il Gozmos. Se dunque esistesse un Gozmos, io dovrei essere una sua parte ed esservi contenuto”.
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Ematomi

slittino
Sono tornato ormai da qualche ora dalla mia uscita domenicale sulla pista per slittini di Vipinteno. Figata assurda! Cinque chilometri di strada che si snoda nel bosco fra curvette, salti e tornanti, da fare sparati con gli slittini. Se ne sono viste di tutti i colori, anche perché ero assieme ad amici che, pure loro, tiravano come dei dannati. Non ci si facevano tanti problemi a dare spallate, far capottare i propri “avversari” o sollevargli in faccia la neve quando erano alle spalle. Quei cinque chilometri li avremo rifatti circa una decina di volte e, man mano che passava la giornata, la neve della pista diventava sempre più compressa e di conseguenza veloce, ma anche piena di buche! In tutto ho rimediato un dito schiacciato (nonostante indossassi i guanti con le protezioni che metto per andare in moto), un bernoccolo in testa, due lividi sulle chiappe ed un ematoma sul fianco (la prossima volta mi porterò anche il paraschiena). Alcune prodezze memorabili della serata. Io che volo fuori da un tornante rompendo un pezzo del recinto di legno di protezione e finendo giù per il bosco (procurandomi l'ematoma sul fianco di cui sopra). Tallonato da Oscar, esco da una curva toccando il recinto e, per qualche ragione mi trovo lui e la sua slitta capovolta attaccati alla mia spalla. Mi giro trovandomi la sua faccia che ride non si sa bene perché. Dopodiché ci ribaltiamo entrambi. Subito dopo, mentre ancora cercavamo di capire come diavolo fosse successa una cosa del genere e ci piegavamo dalle risate, ci sono rovinati addosso altri tizi di un gruppo di scalmanati come noi. Dopo esserci nuovamente raddrizzati, aspettiamo che loro partano. Qualche curva più tardi li ritroviamo, impantanati su un tornante. E qui accade l'atto di terrorismo involontario. Io avevo stretto la curva riuscendo ad evitarli, mentre Oscar finisce addosso allo slittino di un tizio, appena raddrizzato e lasciato incustodito, facendolo così partire da solo. Io sto ancora prendendo velocità quando mi sento dire “Fermaloooooo!”, al che mi giro e vedo questo slittino che mi affianca tutto solo soletto. Lo acchiappo e cerco di girarlo capovolto per farlo fermare, solo che mi scappa di mano e finisce giù nel bosco… Oooops! :-D Altre scene notevoli, sono quelle che vedono Oscar schiantarsi contro una catasta di legna, dopo essere stato spinto da Alessio e lo stesso Alessio volare fuori da un recinto di bambù e rete arancio alla fine della discesa. Comunque, modestamente, grazie alla mia tecnica pulita ed alle traiettorie azzeccate, ero l'essere vivente più veloce della pista. :-D
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Il Bah…

Oh! Sono un paio di giorni che talvolta mi viene in mente qualcosa da scrivere nel blog, poi mi fermo un attimo, e alla fine penso “Bah…”. :-D
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Walter

Dallo stesso ventriloquo che anima Achmed il terrorista morto.
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Mymosh il Figlio di Se Stesso (prima parte) – Stanislaw Lem

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Questa è la trascrizione di un frammento del racconto La terza macchina, contenuto nella mini trilogia Le tre macchine narratrici di Re Genius, contenuta nel libro Cyberiade di Stanislaw Lem.
Essa descrive la creazione accidentale della vita di un esemplare di robot. Descrizione che si carica d'ironia, in quanto il lettore non può fare a meno di notare un parallelo con le idee sulla creazione/nascia della vita intelligente sulla Terra.

Immagine: Mymosh di Daniel Mroz

         Nella costellazione del Cacciavite c'era una galassia a spirale, e in quella galassia c'era una nebulosa nera, e nella nebulosa nera c'erano cinque ammassi del sesto ordine, nel quinto e ultimo dei quali c'era un sole color lillà, molto vecchio e pallido, e attorno a quel sole orbitavano sette pianeti, e il terzo aveva due lune, e in tutti quei soli e stelle e pianeti e lune aveva luogo una varietà di eventi svariati e variabili, che tuttavia ricadeva entro distribuzioni statistiche perfettamente normali, e sulla seconda luna del terzo pianeta del sole lillà del quinto ammasso della Nebulosa Nera della galassia a spirale della Costellazione del Cacciavite c'era una discarica di rifiuti, il tipo di discarica che si può incontrare su ogni luna e ogni pianeta, assolutamente nella media – ossia piena di rottami e spazzatura – venuta in esistenza perché un temp gli aberrazionisti globerici avevano mosso guerra – una guerra del tipo a fissione e a fusione – contro i geni albumenidi, con la naturale conseguenza che i loro ponti, strade, case e palazzi, e naturalmente essi stessi, si erano ridotti in polvere e rottami, che poi i venti solari avevano sospinto nel luogo di cui parliamo.
         Ora, per molti e moltissimi secoli non avvenne altro, nella discarica, che l'arrivo di nuovi rifiuti, anche se una volta si verificò un terremoto che portò in cima i rifiuti che erano in fondo, e in fondo quelli che erano in cima, cosa che in se stessa non rivestiva alcun particolare significato simbolico, ma che preparò la strada ad un fenomeno assai inconsueto.
         Infatti accadde che Trurl, il Favoloso Costruttore, mentre volava nei pressi, venne abbagliato da una cometa con la coda particolarmente splendente. Si allontanò subito dalla sua traiettoria, gettando freneticamente dall'oblò, come zavorra, tutto quello che gli capitava sotto mano; pezzi degli scacchi – del tipo cavo, che lui aveva riempito di liquore per il viaggio – certi fusti metallici usati dagli Ubidubbi di Clorelai per costringere gli avversari a capitolare, una manciata di utensili assortiti e una vecchia brocca di terracotta, con una crepa in mezzo e il manico staccato.
         La brocca, accelerando in accordo con le leggi di gravità e sottoposta all'attrazione della coda della cometa, si schiantò sul fianco di una montagna sovrastante la discarica, ricadde, rotolò lungo una montagnola di rottami verso una pozzanghera, scivolò su un breve tratto di fango e alla fine urtò contro un vecchio barattolo di lamiera; l'urto piegò il metallo attorno a un filo di rame, e nello stesso tempo serrò tra la lamiera e il filo qualche pezzetto di mica: così si generò un condensatore, mentre il filo, piegato dal barattolo costituì l'inizio di un'induttanza.
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La nuova Bimi

Finalmente ho trovato in rete un po' di belle foto della nuova Bimota DB7. Che moto meravigliosa!! C'è qualcuno disposto a regalarmene una? :-)
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Altre foto su Motoblog.
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