gen 2007

Jean-Sébastien Monzani

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Ho scovato la galleria di questo bravissimo fotografo. Merita di essere vista. Le foto sono stupende per l'atmosfera, per i soggetti e per le pose.
Si possono vedere altre foto, illustrazioni e filmati, sul sito principale: www.simplemoment.com
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UUuuuuuhhhhh… rusty spoons

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Credo che sia piuttosto famoso, ma lo voglio segnalare comunque… Salad Fingers, un cartone animato, estremamente malato, di sette puntate (per ora). Ottima colonna sonora di Boards of Canada, Aphex Twin, Brian Eno e dell'autore stesso, che disegna le scene basandosi sulla musica. Le atmosfere sono molto simili a quelle che si respirano nei film di David Lynch, specialmente in Eraserhead.
Io lo trovo stupendo, divertente ed inquietante. Migliora di puntata in puntata.
Per maggior informazioni, c'è una pagina sulla wikipedia. Per chi non si accontenta delle 7 puntate ufficiali, su NewGrounds ci sono dei seguiti e delle parodie non ufficiali.
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…questo è meglio se non lo racconto… :-D
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Lighthouses might house the key…

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Era da tanto che cercavo una bella foto di un faro, da mettere sullo sfondo del desktop. Finalmente ne ho trovata una, su InterfaceLIFT. L'avrei preferita notturna, ma anche così è molto bella.
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L'arte del sogno

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Un film decisamente fantasioso e divertente, quello che ho appena finito di vedere al cinema, assieme a Hubert Cumberdale, Marjory Stewart-Baxter, Jeremy Fisher e Hobbes. La regia è di Michel Gondry, famoso direttore di videoclip e del film Eternal sunshine of the spotless mind.
Il protagonista, Stephane, è un artista grafico (disegnatore e “inventore” di oggetti bizzarri) con una fervida immaginazione. Talmente fervida che spesso confonde la propria fantasia ed i propri sogni con la realtà. La storia inizia quando si trasferisce in Francia, tornando ad abitare nell'appartamento dove aveva vissuto da bambino. Stephane trova lavoro come impaginatore in una ditta che produce calendari su commissione. Un lavoro noioso e frustrante, per lui che vorrebbe un incarico creativo. Lo stesso giorno, nell'appartamento a fianco, si trasferisce una ragazza, Stephanie. Inizialmente, viene colpito dalla sua amica, Zoe, che l'ha aiutata nel trasloco ma, poco alla volta, finisce con l'innamorarsi di Stephanie, alla quale, lui sembra piacere. La conclusione, che appare semplice, tuttavia risulta non esserlo, perché l'inconscio di Stephane, che noi possiamo vedere tramite le sue fantasie ed i sogni, sembra fare di tutto per sabotare i suoi stessi desideri. Il film prosegue in un continuo scambio surreale, nel quale è possibile individuare, tramite dei simboli, quello che passa per la mente del protagonista. Ci sono continue trovate simpatiche e geniali: il mondo dei sogni, nel quale le costruzioni sono di cartone e gli oggetti di peluche sgangherati, come quelli che Stephanie ama collezionare, o la mente del protagonista, che appare come uno studio televisivo di cartone nel quale, il protagonista stesso ed altri personaggi, interpretano i suoi pensieri e discutono sul da farsi. In più di una occasione, mi è sembrato quasi di assistere ad una versione cinematografica delle strisce di Eriadan, con il suo Co.Ce.Ma (Concilio Cerebrale Massimo). Alla fine della proiezione, è successa una cosa strana: non si è alzato nessuno spettatore. Sembrava quasi che la gente in sala non avesse il coraggio di alzarsi per uscire, quasi come se quel gesto avrebbe spezzato il sogno e riportato tutti nuovamente alla realtà. :-)

ps. Piccola nota: in una sequenza, il protagonista riesce a far camminare un pony di peluche, ed il meccanismo che crea, lo spiega lui stesso, è un sistema dinamico. Ogni zampa si muove autonomamente, regolandosi in base al movimento delle altre zampe, senza l'ausilio di un meccanismo "centrale".
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Cinque anni per girarlo

Cinque anni per filmarlo… quanti per poterlo vedere in Italia? Sto parlando di The Fountain, il nuovo film di Darren Aronofsky. Negli stati uniti è uscito il 22 novembre, in Italia era previsto per il 26 gennaio.
E dal 26 gennaio infatti, io ho iniziato a cercare una sala che lo proiettasse… Nessun risultato. Poi, sono capitato sul sito di cinema.castlerock.it e ho scoperto quello che già sospettavo. La data è stata spostata, a quanto sembra, al 16 marzo.
Se è così che viene trattato il pubblico pagante, non c'è da sorprendersi che poi la gente, i film, se li scarichi…
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Ce l'hai!

Da Sinfest
2007-01-28-snip Leggi il resto…
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Disegni

Ho scoperto che Nogi, frequentatrice di questo blog, oltre ad avere ottimi gusti musicali, è anche una bravissima disegnatrice! :-)
Eccone un esempio, preso dal suo account su deviantART.

dev1 by ~artwolke on deviantART
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Riassunto della settimana lavorativa

Su, avanti… chiedetemelo…


Seconda parte di: Una risposta semplice
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Donne al volante

Immagino quei tizi, tutti fichi & fieri che vanno col la loro bella moto a fare due corsette al circuito di Nürburgring e si vedono superare da questa ragazza… su un furgone!!!
Questo è un filmato che va visto!


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Sono pazzi questi giapponesi

Da una segnalazione su it.arti.musica.metal, ecco a voi i Merry!!

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Giochino sui disturbi della personalità

Un piccolo test per scoprire i propri disturbi della personalità.

Disorder Rating
Paranoid Disorder: Moderate
Schizoid Disorder: Moderate
Schizotypal Disorder: Moderate
Antisocial Disorder: Low
Borderline Disorder: Moderate
Histrionic Disorder: Very High
Narcissistic Disorder: High
Avoidant Disorder: Moderate
Dependent Disorder: Moderate
Obsessive-Compulsive Disorder: Moderate

-- Personality Disorder Test - Take It! --
-- Personality Disorders --



Istrionico e narcisista. Niente di nuovo. :D
Peccato per l'antisociale… avrei potuto fare di meglio…
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Blaaaaaah!

Guardate la galleria di questo tizio, è piena di fotomontaggi buffissimi di animali.

say "aaaah" by *HumanDescent on deviantART
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Lezione

Quando qualcosa funziona, mai metterci mano. MAI!
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M

Peter_Lorre_as_Hans_Beckert_in_M
Capolavoro di Fritz Lang del 1931, il primo di Lang ad avere l'audio. M è il mostro di Dusseldorf, un assassino di bambine che per mesi ha tenuto in pugno e spaventato una città di più di un milione di abitanti. Imprendibile. Colpiva apparentemente senza alcuno schema, non lasciva indizi e non aveva segni visibili di squilibrio. Una persona assolutamente normale, fino a quando in lui non scattava il meccanismo che lo rendeva una bestia assassina di bambini. In questo film, dalle atmosfere fortemente noir, il mostro, Hans Beckert, è interpretato in modo divino dal grande Peter Lorre. Talmente perfetto da mettere i brividi con un semplice sguardo o una smorfia. Non ha nulla da invidiare ad altri noti uomini spaventosi del cinema, come Jack Torrance, anzi! Fa paura quando fischietta sommessamente per le strade, fa paura quando lo si vede cercare di controllarsi dopo aver scorto una bambina, fa paura quando le si avvicina, quando si sente braccato e agisce come un animale feroce in trappola. Raramente ho visto interpretazioni così intense. Ogni sua inquadratura ti fa percepire la sua ferocia ed imprevedibilità, ed i suoi sforzi per trattenerla. Il suo monologo finale, nel quale spiega la propria situazione e la propria pazzia, è qualcosa che lascia senza parole. Mi sono ripromesso di seguire la filmografia di Lorre che, fino a questo momento, conoscevo solo per i lavori in coppia con Vincent Price.
Ed il film, considerato un capolavoro dell'espressionismo tedesco, assieme ad altri come “Il gabinetto del Dottor Caligari” (del quale, prima o poi, scriverò qualche riga), non lascia nulla al caso. Leggi il resto…
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Ti ho fraggato, amore mio!

Behind the Lines by *terryt68
Mi trovo in un luogo chiuso e buio che sembra una fabbrica futuristica abbandonata. Tipico scenario da videogioco stile Quake 2. Il colore prevalente è il marrone della ruggine. La tensione è molto alta e ho la sensazione di essere braccato.
C'è un'altra persona con me. È una ragazza con abbigliamento militare ed armata di tutto punto. Il suo aspetto fisico è simile a quello di Karyn Crisis, ma io la identifico con una ragazza di cui mi ero preso una cotta tempo fa. Io voglio avvicinarmi a lei e dirle ciò che provo nei suoi confronti. Desidero molto avere un contatto fisico. Appena provo solo a pensare di avvicinarmi però, lei inizia ad attaccarmi lanciandomi dei coltelli. Penso che se riuscissi a dimostrarle di essere anch'io un bravo combattente, forse mi accetterebbe. Inizio a combattere lanciandole a mia volta i coltelli che lei mi aveva scagliato. Il mio tentativo di dichiarazione e la manifestazione di affetto che volevo darle, è così diventato un combattimento. Non ottengo alcun risultato. Entrambi ci attacchiamo senza riuscire a mettere a segno alcunché.
Ho la sensazione che le sue reazioni non siano volute, ma una sorta di riflesso, come per autodifesa. Quando non penso più ai miei sentimenti verso di lei, invece, riesco ad avvicinarmi, ed anche lei mi si avvicina senza alcuna intenzione ostile…
(Immagine: Behind the lines di terryt68)
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L'uomo nascosto

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Ci torno sempre. Lui, Peter Hammill… Ho da poco scoperto una nuova serie di video, suoi e dei Van der Graaf Generator, su YouTube. Caricati da qualche volenteroso che non ho potuto non ringraziare. Sfortunatamente, alcune chicche non sono incorporabili nella pagina, come la bellissima versione di Still Life ed il filmato di Hammill che, chitarra in spalla, si reca sulle Dolomiti Italiane (Rifugio Pradidali, Pale di San Martino) per il festival “I suoni delle Dolomiti” del 1996. Nel filmato si può ascoltare una versione acustica del brano “The comet, the course, the tail” dall'album solista In camera. Mi è piaciuto uno del commenti al filmato: “dei bambini che chiedono l'autografo a Peter? Sembra un universo parallelo… migliore… dove Peter è famoso!”

Ecco una bellissima versione live di The Undercover Man, tratta dal concerto della reunion del 2005.

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Over

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Ed ecco qua l'album probabilmente più intimista e personale di Peter Hammill: Over. I temi principali sono: l'abbandono, la separazione, l'illusione e la delusione. Trattati, come sempre, con estrema arguzia, ed in modo quasi cinicamente introspettivo. Ogni traccia è degna di nota, riporto quelle che più di tutte mi hanno colpito: Time Heals per come tratta il tema dell'illusione/delusione/abbandono/rimpianto sia a livello emotivo, che di fredda introspezione “Sooner or later the whole thing will be blown: you will leave him or I'll be left here, alone. Either way someone loses someone but I won't mind that, I just would quite like to know who we love the most - I guess that's ourselves.”; la solitudine di This side of the looking glass, interpretata divinamente, e la rabbia di Betrayed. Come sempre, la cosa migliore da fare, è ascoltare. Dato che le mie parole non possono descriverla come meriterebbe.

Ecco il testo ed una rappresentazione dal vivo di This side of the looking glass.

(aggiornato: video di qualità migliore) Leggi il resto…
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Pillole blu

Le passeggiate in montagna stimolano, si sa… Questa volta, la béstia se n'è uscito con alcune delle sue: “Se dai il Viagra ai bambini, li uccidi. Ad uno ho dato il Viagra. In un attimo gli è cresciuta la barba, ha tirato due porchi, poi si è scolato la birra… ed è morto.” :)
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Vanità

Da Sinfest:
2007-01-14-clip Leggi il resto…
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1, 123, 5, 3

Book_by_pre_en_bulle
Il libro più vicino fisicamente, a pagina 123, saltare le prime 5 frasi e riportare le 3 successive.
Annarella mi ha coinvolto in questa catena. Dato che mi sembra simpatica, la continuo.

«I dati sperimentali più robusti che sostengono tale ipotesi sono tratti dai cosiddetti esperimenti di rotazione (come Shepard e Metzler 1971) e di scansione (come Kosslyn, Ball e Reiser 1978). Nei primi viene presentata su uno schermo una coppia di oggetti (cfr. Fig. 6.1) collocati in una prospettiva diversa rispetto all'osservatore, e i soggetti devono decidere se i due oggetti hanno o meno la stessa forma. Il compito veniva risolto in un tempo direttamente proporzionale a quello necessario per ruotare mentalmente l'immagine di uno dei due oggetti in modo da cercare di sovrapporlo con l'altro, suggerendo così l'idea che l'immagine dell'oggetto venga ruotata come faremmo con l'oggetto reale.»

Vi abbiamo trasmesso un frammento di “Introduzione alla filosofia della mente” di Alfredo Paternoster, pag 123, saltando le prime 5 frasi, riportando le successive 3.

Avrei voluto barare, prendendo qualcosa di più simpatico, ma se la regola dev'essere quella…

Passo il testimone a Alessandra, Nogi e Oskar. (gli altri, so già cosa leggono :))

Immagine:
Book di pre-en-bulle
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Gli intoccabili

M__K__Gandhi_by_sawaka
Pensavate ci fossero solo Maometto? Il Papa? Ebbene, no. Anche Gandhi ora si aggiunge alla lista delle figure religiose su cui non si può scherzare.

Il governo censura la parodia del comico indiano Gautham Prasad e minaccia la chiusura del sito. E nel Paese scatta la protesta: "Giù le mani dal padre della nazione"
Gandhi tra lap dance e cazzotti
sotto accusa il video su YouTube


La misura è colma. E questa volta il comico rischia davvero. Soprattutto se il protagonista della parodia è Gandhi. Un improbabile 'Mahatma' che imbraccia la mitragliatrice, mostra i muscoli, volteggia al ritmo infernale della musica e si dà alla lap dance. E' un'aggressiva satira comparsa su 'YouTube', il popolare sito internet per la condivisione di filmati, che ha mandato su tutte le furie il governo indiano.

L'accusa dell'esecutivo è quella di "vilipendio al Padre della Nazione", mentre sono stati organizzati sit-in di protesta nel Gurajat, lo stato che ha dato i natali a Gandhi. A Varanasi, nel Nord del Paese, un gruppo di studenti universitari hanno addirittura fermato un treno, occupando i binari.

Il ministero dell'Informazione, secondo quanto riportano i quotidiani indiani, ha consultato il ministero della Tecnologia per valutare possibili "azioni legali" contro 'YouTube', giudicando il video "molto offensivo". Nuova Delhi non esclude di ordinare la chiusura del sito, nel caso in cui non sarà rimosso il fimato.
Continua…

Immagine:
M. K. Gandhi di sawaka
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La spaventosa Mary Poppins!

Segnalato sul blog di driope.



“Badate! Badaaaaate! Badate all'immenso drago verde che vi attende fuori dalla vostra magione... Ingoia bambini, poveri cuccioli di cane e lumachine belle grosse… Badateee… state attentiii… badateee… Muovo io i suoi fili!! Muovo io i suoi fili!!!!” Non c'entra una mazza, ma ci stava bene! …un amichevole morso sul collo a chi indovina la (facilissima) citazione. ;)
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Il ritorno del pilota stratega

elemaufus
La conoscenza del territorio di battaglia, conta. Ecco una nuova puntata delle avventure del flemmatico alfista arrogante alle prese con un'altra classe di guidatori. Dopo il truzzo moddatore, ho affrontato il SUV-ista semi arrogante-incerto. Quel genere di persona, probabilmente di mezza età, con troppi soldi in tasca ed ovviamente zero classe e stile. L'incarnazione che ho affrontato, seppure non sia quella prototipale del possessore di BMW X5, si difende egregiamente: Porsche Cayenne Turbo, detta anche… non lo so… Comunque è un coso grosso e orrendo che sembra nato da un dolorosissimo coito fra un furgone ed un bigfoot. Chissà cosa è passato per la testa ai progettisti della Porsche (Nota altrimenti per fare delle automobili decisamente sexy. Non a caso, la protagonista femminile di Cars, è una Carrera.), quando l'hanno disegnata.
Comportamento tipico del SSAI è il continuare a variare fra l'aggressivo ed il vorrei-superare-ma-ho-paura. Si manifesta in poderose accelerate quando c'è la strada libera, salvo poi switchare alla guida-digitale/binaria stile scaldabagno, quando si trova qualcuno davanti: un continuo accelerare e frenare nel culo di chi gli sta davanti, poi spostarsi a sinistra per vedere (cazzo ti sposti poi… che da quell'altezza riesci anche a vedere il mare?) se può superare per poi tornare in carreggiata per mancanza di iniziativa. Ti sembra quasi di leggere i pensieri di questa obesa automobile quando cerca di sorpassare per poi tornare in corsia: “Oh, caffo! Non ci paffo mica di lì!!” L'effetto ottenuto è di far innervosire quello davanti, che si vede un coso furgoniforme enorme avvicinarsi ed allontanarsi da proprio posteriore, e far diventare isterico quello che ha dietro (io), continuamente messo in allarme dal continuo accendersi delle sue luci dei freni, frustrato inoltre dal non poter superare un attrezzo che continua a spostarsi verso il centro della strada e la cui altezza da terra, toglie ogni possibilità di visuale.
Ma alla fine, l'occasione si è presentata, ed è stata la migliore possibile. Leggi il resto…
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L'inferno sulla terra

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Sono mancato per un po'. La sostituzione dei server della ditta, il cambio di dominio e della rete e tutti i casini successivi, mi hanno provocato una grave forma di "straordinari da circa 15 ore al giorno". Ora, il grosso del lavoro è fatto.
Certo, non hanno aiutato gli utenti che ti assalgono alle 8:30 del lunedì mattina, dopo che hai passato (assieme agli altri tecnici esterni: Stefano e Matteo) tutta la notte sveglio a fare un mega join-fest dei vari client al nuovo dominio. Utenti che ovviamente si lamentano che non funziona niente e che devo sistemarglielo, perché hanno documenti importanti a cui devono accedere subito (per ognuno, le proprie cose sono le più importanti, ovviamente), salvo poi richiamarti ogni 10 minuti, per domandarti come mai non ricevono più posta, e poi chiederti ancora della posta e come si abilita l'antispam sulla nuova casella IMAP. Ma allora, che cazzo fai tutto il giorno? Scarichi posta??? E i tuoi documenti importanti?? Ah, per essere precisi, la persona in questione ha tre directory sulla propria home del server: IMMAGINI, VIDEO e SPORT. Ovviamente scritte in maiuscolo perché la gente qua, il caps-lock lo fissa col silicone. Leggi il resto…
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Pecore elettriche

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Cosa sognano i nostri computer? Niente. :) Però, si può far finta che lo facciano e farli partecipare ad una sorta di sogno collettivo. Questo è lo scopo di electric sheep, uno screensaver per Mac, Windows e Linux, chiaramente ispirato dal bellissimo romanzo di Philip Dick Do androids dream of electric sheep?, attualmente disponibile in Italia col titolo Ma gli androidi sognano pecore elettriche?. La sua incarnazione più famosa è nel film Blade Runner, ottimo adattamento del romanzo. Ottimo soprattutto perché non lo ricalca fedelmente, ma ne da un'altra visione.
Tornando allo salvaschermo, si tratta di trasformazioni di figure astratte basate su frattali.
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Quando la propria macchina attiverà il salvaschermo, ovvero si metterà a “dormire”, inizierà a comunicare con tutte le altre macchine che in quel momento stanno facendo girare electric sheep, scambiando con loro le informazioni necessarie per generare le animazioni. L'utente potrà votare, tramite la pressione di un tasto, quale animazione preferisce. Le animazioni più votate, avranno vita più lunga, evolveranno di più e potranno incrociarsi con altre animazioni. Tutto questo viene gestito da un algoritmo genetico. È anche possibile progettare una propria animazione ed inserirla nel pool genetico che viene elaborato dalle macchine. Sostanzialmente, hanno vita più lunga le animazioni che riescono a gratificare maggiormente la vista dei propri utenti. :)
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