set 2007

Emigrate

Emigrate è l'album solista di Richard Kruspe, chitarrista dei Rammstein. Ad un primo ascolto appare gradevole, ma niente di cui strapparsi i capelli. Musicalmente si avvicina tantissimo a ciò che fa nel suo gruppo principale, con una punta di A perfect circle. C'è qualche assolino in più, ma si sente la mancanza del vocione di Till Lindemann. Testi in inglese anziché in crucchese.
Buono per passare il tempo in attesa del prossimo Rammstein.



Ps. Perché questo post è in rosso?
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Tanto input per le Jessica Fletcher improvvisate

videodrome
L'altra sera, mentre cenavo, mi è capitato di vedere un mega servizio di Studio Aperto sull'omicidio di Chiara Poggi…
È stata l'ennesima prova di quanto sia decadente il giornalismo italiano, ma non solo.
Quando già loro ne parlano usando le parole “giallo”, “mistero”, tutta la terminologia da serial giallo televisivo e montando il tutto con un sottofondo musicale da film di Dario Argento, rispettando ritmi e tempo in modo da confezionare quello che sembra una puntata del tenente colombo, si capisce quanto siano caduti in basso.
Peccato che non l'abbiano ammazzata per finta la tizia, anche se loro presentano il tutto “come se…”.

Evidentemente, dato che l'infanticidio di Cogne ormai non tira più, c'è bisogno di qualcos'altro, quindi prendono uno degli omicidi che vengono commessi in giro per l'Italia, o meglio, pescano da ciò che l'Ansa mette loro nel piatto, e lo ricamano ben bene. Vince il telegiornale che rende la notizia più avvincente. In questo modo, i minchioni e le casalinghe annoiate hanno di che chiacchierare, fare ipotesi, svelare misteri, scommettere su questo o quel sospettato, mentre non si fanno mancare la puntualità nel piazzarsi davanti alla tv per gli ultimi aggiornamenti del telegiornale, perché “è importante essere informati su quello che succede nel mondo!”. …e per vedere “come finisce”. L'emittente televisiva e gli sponsor ringraziano.

La cosa poi è anche contagiosa. Fateci caso. Pure chi pensa di essere estraneo o superiore a questi comportamenti, finisce per usare istintivamente gli stessi termini che si usano quando si parla di qualche film poliziesco, ed anche gli schemi mentali che si usano sono gli stessi. Ma ogni cosa influenza l'altra, la quale influenza nuovamente quella iniziale ed altre ancora. Il giornalismo è così perché è questo che la gente vuole vedere, lo vuole vedere così perché è abituata da cinquant'anni di fiction costruita in questo modo, sparata in ogni casa ad ogni ora e questo piace. La televisione è sempre accesa e totalizza un uptime invidiato anche dai miei server di lavoro. Perché sennò la gente si annoia, perché si sente sola e quindi la realtà virtuale si scioglie e mescola in quella reale, che poi torna ad essere assorbita da quella virtuale in un circolo che si autoalimenta distillandosi di continuo per ottenere sempre ciò che noi ci aspettiamo e vogliamo.

L'unico modo per non farsi venire gli attacchi di bile, è buttarsi sul determinismo spinto.
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Non serviam (ultima parte) – Stanislaw Lem

Dopo aver pubblicato il racconto breve “Non serviam”, di Stanislaw Lem, pubblicato da Adelphi nel libro “L'io della mente”, riporto le riflessioni dei filosofi Daniel Dennett e Douglas Hofstadter.

Indice delle parti:
Prima parte
Seconda parte
Terza parte
Quarta parte
Quinta parte

Riflessioni

“Non serviam” non solo utilizza in maniera straordinariamente raffinata e precisa temi dell'informatica, della filosofia e della teoria dell'evoluzione, ma potrebbe quasi essere un resoconto vero di certi aspetti delle attuali ricerche sull'intelligenza artificiale. Per fare un esempio, il famoso SHRDLU di Terry Winograd dà l'impressione di essere un robot che sposta qua e là blocchi colorati sul piano di un tavolo con un braccio meccanico, ma in realtà il suo mondo è stato totalmente allestito o simulato all'interno del calcolatore: “In effetti, la macchina si trova proprio nella situazione paventata da Descartes: è un semplice calcolatore che sogna di essere un robot”. La descrizione fatta da Lem di mondi simulati al calcolatore e di esseri pensanti simulati contenuti in essi (mondi fatti di matematica, in realtà ) è tanto poetica quanto precisa, con una sola netta falsità, parente di altre falsità incontrate a più riprese in questi racconti. Stando a Lem, grazie alla velocità fulminea dei calcolatori, il “tempo biologico” di questi mondi simulati può essere molto più veloce del nostro tempo reale e viene rallentato mettendolo al passo col nostro solo quando vogliamo compiere osservazioni ed esami: “… un secondo di tempo macchina corrisponde a un anno di vita umana”.

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Che eroe dei film sei?

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You scored as Batman, the Dark Knight, As the Dark Knight of Gotham, Batman is a vigilante who deals out his own brand of justice to the criminals and corrupt of the city. He follows his own code and is often misunderstood. He has few friends or allies, but finds comfort in his cause.

Batman, the Dark Knight

83%

James Bond, Agent 007

71%

Neo, the "One"

71%

Lara Croft

67%

The Amazing Spider-Man

67%

El Zorro

54%

The Terminator

46%

Captain Jack Sparrow

46%

Maximus

42%

Indiana Jones

38%

William Wallace

21%

Which Action Hero Would You Be? v. 2.0
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Salad fingers. Ottavo episodio.

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Finalmente, dopo più di un anno, David Firth ha ripreso in mano la serie di Salad Fingers, con questo nuovo episodio.
Onestamente, non è fra i migliori. Ci sono stati episodi molto più intensi e che osavano parecchio di più. È comunque un bene che abbia ripreso in mano questa serie. Spero che si ricordi anche di Toast Boy, adesso. :-)

PS. Mi sono accorto che il nuovo tema del blog non si vede correttamente con Internet Exploder 6, credo a causa dei suoi noti problemi con i fogli di stile. Consiglio quindi di passare ad un browser serio (Firefox o qualsiasi cosa che non sia quel cimelio di Internet Explorer), o almeno di aggiornarlo alla versione sette.
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Questa sì che è una tuta!

ARF!! :D

motors
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Sono il tristo mietitore

Candid camera meravigliosa! Alcune vittime sono talmente spaventate da tremare! :D


Death - Just For Laughs - Funny blooper videos are here
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I guastafeste

Da Sinfest (featuring: Cicciolina :-P)

2007-09-16-clip Leggi il resto…
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La moto elettrica più veloce del mondo

La Killacycle è la moto elettrica che detiene il primato di accelerazione. Da zero a cento in un secondo.



Come si può vedere da un altro filmato, è in grado di fare anche da cento a zero in meno di un secondo. :D
Commento a caldo del tester dopo l'incidente: “Yes, I am an idiot. :-/”
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Non serviam (quinta parte) – Stanislaw Lem

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Questa è la parte conclusiva di questo racconto di Stanislaw Lem, quella che racchiude il nocciolo del discorso oltre che la spiegazione del titolo. Ci sarà anche una sesta parte, contenente il commento di Daniel Dennett e Douglas Hofstadter.
In questo brano tornano gli argomenti di alcune vecchie lunghe discussioni su questo blog e su quello di chiaroscuro.

Prima parte
Seconda parte
Terza parte
Quarta parte

ADAN 300 risponde: Tutto ciò che accade qui è assolutamente certo; tutto ciò che accade “là” – cioè oltre i confini del mondo, nell'eternità, presso Dio – è incerto, poiché viene solo inferito sulla base delle ipotesi. Qui non si dovrebbe commettere il male, anche se il principio di evitare il male non è dimostrabile logicamente. Ma allo stesso titolo neppure l'esistenza del mondo può essere dimostrata logicamente. Il mondo esiste, anche se potrebbe non esistere. Il male può essere commesso, anche se sarebbe bene non commetterlo e questo, credo, a causa del nostro accordo basato sulla regola di reciprocità: comportati con me come io mi comporto con te. Ciò non ha nulla a che vedere con l'esistenza o la non esistenza di Dio. Se dovessi astenermi dal commettere il male nel timore che, a causa di ciò, “là” sarei punito, oppure se dovessi compiere il bene contando su una ricompensa “là”, fonderei la mia condotta su basi incerte. Qui, invece, non può esservi base più solida del nostro reciproco accordo in questa faccenda. Se “là” vi sono altre basi, io non ho di esse conoscenza altrettanto precisa di quella che ho, qui, delle nostre. Vivendo giochiamo il gioco della vita, e in esso siamo tutti alleati. Quindi la partita fra noi è perfettamente simmetrica. Col postulare Dio, postuliamo che la partita abbia un prolungamento oltre il mondo. Io credo che sia lecito postulare questo prolungamento, purché esso non influenzi in alcun modo lo svolgimento della partita qui. Altrimenti, in nome di qualcuno che forse non esiste potremmo sacrificare ciò che esiste qui ed esiste di sicuro.
         NAAD osserva che l'atteggiamento di ADAN 300 verso Dio non gli è chiaro. ADAN ha ammesso, la possibilità che il creatore esista: che cosa segue da ciò? Leggi il resto…
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Animali fatti di tubi

Questo filmato è preso da una sorta di convegno di inventori chiamato TED. L'inventore in questione, l'olandese Theo Jansen, ha ideato queste macchine alimentate dal vento, in grado di camminare sulla sabbia. Vengono progettati utilizzando degli algoritmi genetici e tutta la loro struttura, è un intreccio di tubi e, talvolta, bottiglie di plastica. Le più complesse, possiedono una sorta di cervello (sempre meccanico, costruito con tubi e bottiglie) che permettono loro di avere delle sorta di “stati mentali”, comunemente per comprendere la loro posizione rispetto al vento e al mare ed operare azioni atte alla loro sopravvivenza (ancorarsi al terreno in caso di bufera, oppure evitare di venire travolti dall'acqua). Ho usato il termine “stati mentali” istintivamente, attribuendo una sorta di mente agli oggetti in questione che, altro non sono che semplici macchine. Tuttavia, non si può negare che nella loro semplicità, abbiano degli stati interni che ne determinano le azioni in base ad essi ed alla percezione dell'esterno. Sono degli stupendi sistemi dinamici complessi.



È possibile iscriversi al podcast del TED direttamente da iTunes. Oppure seguire il feed RSS del blog.
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Nuvole

Aggiunte alcune foto nella sezione Nuvole.

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Star Wars muto

Ed ecco qua, su segnalazione di Leolo, la versione muta di Star Wars!!

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Non serviam (quarta parte) – Stanislaw Lem

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Prima parte
Seconda parte
Terza parte

Non passò molto tempo prima che gli sperimentatori giunsero alla conclusione che i contatti tra i personoidi e gli uomini effettuati attraverso gli ingressi e le uscite del calcolatore non solo erano di scarso valore scientifico, ma in più generavano certi dilemmi morali i quali contribuirono a far sì che la personetica venisse qualificata come la più crudele delle scienze. Vi è qualcosa di meschino nell'informare i personoidi del fatto che li abbiamo creati in universi chiusi che simulano soltanto l'infinito, che essi sono microscopiche “psicocisti” o capsule in seno al nostro mondo. Certo, essi posseggono una loro infinità; perciò Sharker e altri psiconetici (Falk, Wiegeland) sostengono che la situazione è del tutto simmetrica: i personoidi non hanno bisogno del nostro mondo, del nostro “spazio vitale”, proprio come noi non sappiamo che farcene della loro “terra matematica”. Per Dobb questi ragionamenti sono sofistici, poiché non può esservi dubbio su quali siano i creatori e quali le creature e su chi sia stato confinato esistenzialmente. Dobb appartiene a quel gruppo che sostiene il principio del non intervento assoluto – il “non contatto” – nei confronti dei personoidi. Si tratta dei comportamentisti della personetica: il loro desiderio è quello di osservare esseri intelligenti sintetici, di spiare i loro discorsi e i loro pensieri, di registrare le loro azioni e occupazioni, senza tuttavia mai interferire con essi. Questo metodo è già sviluppato e possiede una propria tecnica basata su un insieme di strumenti la cui messa a punto ha presentato difficoltà che ancora pochi anni fa parevano quasi insormontabili. L'idea è di ascoltare, di comprendere – in breve, di origliare incessantemente – impedendo però nel contempo che questo “ascolto” disturbi in qualsiasi modo il mondo dei personoidi. Esistono presso il MIT programmi ancora allo stadio di progetto (l'APHERON II e l'EROT), che permettevano ai personoidi, i quali per il momento non hanno sesso, di avere “contatti erotici”, rendendo possibile ciò che corrisponde alla fecondazione e dando loro modo di moltiplicarsi “per via sessuale”. Dobb dichiara apertamente di non essere entusiasta dei progetti americani. In suo lavoro, così com'è descritto in Non serviam, punta in una direzione completamente diversa: non per nulla la scuola inglese di personetica è stata chiamata “poligono filosofico” e “laboratorio di teodicea”. Con queste descrizioni giungiamo a quella che è probabilmente la parte più significativa, e certamente la più affascinante del libro in oggetto: l'ultima parte, che ne giustifica e ne spiega lo strano titolo. Leggi il resto…
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Il re degli idioti

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Non credevo che sarei mai riuscito a vederne uno… Invece l'ho visto e ne ho avuto a che fare proprio oggi, appena uscito da lavoro.

Parto da Trento. Questa volta, decido di percorrere la sinistra Adige per tornare a casa. Sono sul tratto di tangenziale che passa a fianco di Mattarello ad andatura sostenuta (sopra al limite di velocità, ma non poi tantissimo) nella corsia di sorpasso quando, davanti a me, trovo un tizio in Audi A4 station wagon grigia metallizzata. Gli rimango dietro tranquillo aspettando che rientri in corsia. Non sfanalo, non suono… Semplicemente gli rimango dietro ed aspetto. Ad un tratto, il tizio deve essersi accorto di me ed invece di rientrare in corsia, per qualche ragione decide di andare a tavoletta… Anche se in quel momento, dato che non stavo guardando la velocità, ma solo lui, non avevo ancora capito che stava cercando di andare a tavoletta.
A questo punto, penso che stia cercando di dimostrare qualcosa, probabilmente a se stesso. Lui crede che, avendo una A4-checavolonesò-turbodiesel, sia legittimato a tirare come un dannato, che basti questo a renderlo una sorta di Schumacher e, come se non bastasse, che sia scontato che un tizio in motocicletta voglia gareggiare con lui (mah?!). Con queste ipotesi, il tizio finisce già con un piede nel mio cassetto mentale delle persone veramente stupide, ma vi anticipo che non ci rimarrà per molto: la promozione è a portata di mano. Insomma, siamo rimasti che questo tizio vedendo una persona su di una moto sportiva dietro di sé, invece di rientrare in corsia, come avrebbe fatto per qualsiasi altro mezzo, decide di schiacciare a tavoletta. Anche se la sua classificazione cerebrale era quasi certa, un po' di beneficio del dubbio glielo stavo ancora dando. Continuo perciò ad andargli dietro, credendo che, una volta trovato lo spazio per rientrare, si sarebbe rimesso nella corsia di scorrimento.
Beata ingenuità! Prima che finissero le due corsie, butto l'occhio al tachimetro, che non stavo guardando per fare invece attenzione al tizio davanti e mi accorgo che entrambi si sta viaggiando a velocità di molto superiori al limite! Questa scoperta, unita al fatto che stavo andando tranquillamente in quinta ed alla consapevolezza che mi sarebbe bastato pochissimo per lasciarlo lì, consapevolezza che evidentemente lui non aveva, convinto di avere sotto il culo una Ferrari, lo inserisce con entrambi i piedi nell'apposito cassetto di cui sopra.
Dato che non avevo intenzione di tirare così tanto, rallento e mi rimetto nella corsia, mentre lui continua a superare qualche altra macchina facendo il pelo al guard-rail, dato che ormai le corsie sono diventate una, fino a quando non è costretto ad inchiodare dietro ad un'altra macchina che stava facendo tipo 100km/h meno di lui. Leggi il resto…
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Star Trek muto

Dei pazzoidi hanno girato un cortometraggio muto e in bianco e nero di Star Trek, per farci vedere come sarebbe stato, se l'avessero creato cent'anni fa. :)
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Dov'ero oggi?

A fare questa cosa: Tingagiro della Lessinia, addì 2 settembre 2007.

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Questo era il punto di partenza, in piazza Brà a Verona.
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Alla lettera

Per chi dice che non ho ancora “bagnato” la patente… :D

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Emblematico

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