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Professionalità

Giovedì scorso ricevetti una telefonata da un referente della Telecom: finalmente è disponibile un tecnico per portare una seconda linea dati tramite la quale il nostro attuale provider può fornirci la connettività tramite HDSL a 4Mb che attendiamo ormai da mesi. La disponibilità sarebbe per giovedì 16 alle 8:00 oppure alle 10:00.
Sfortuna vuole che la settimana di ferragosto, i miei uffici chiudano. Non c'è problema – dico io – vengo apposta e rimango ad aspettare il tecnico per farlo entrare: deve solo chiamarmi sul cellulare quando arriva, in modo che io possa scendere ad aprirgli il portone (abbiamo i portoni a chiusura temporizzata con allarme). Lascio il numero al referente, avvertendolo di darlo al tecnico che verrà. Come orario, decido per le 10:00, così almeno non devo svegliarmi troppo presto.

Sul godermi la settimana di chiusura, ci avevo già messo sopra una bella pietra. Già lunedì tredici e martedì quattordici dovevo essere in sede per aspettare un collega di Bologna, incaricato di installarci un modulo del programma per la gestione delle anagrafi sviluppato da loro e fare l'integrazione con i nostri dati.

Avanti veloce di una settimana… Sveglia alle nove e accendo subito il cellulare del lavoro per vedere se il tecnico Telecom mi ha chiamato per una eventuale conferma. Nulla. Mi chiama invece la ragazza del nostro call-center temporaneo, incaricata di fissare gli appuntamenti col pubblico. Dice che è davanti alla sede e se scendo ad aprire. “Uhm… sì ok. C'è solo un problema: sono ancora a casa. Tempo venti minuti e sono lì.” Sapendo che oggi sarei stato in sede, mi aveva chiesto se poteva venire per portarsi avanti col lavoro. Stakanovista! Avevo detto che sarei arrivato in sede fra le 9:30 e le dieci e mi chiama alle 9:30 meno qualche secondo!

Mi vesto in fretta (per quanto in fretta si possa indossare paraschiena-tuta-stivali e chiudere tutte le zip), prendo tutte le mie cose: zaino col portatile, portafogli, chiavi di casa, cellulari. Pare ci sia tutto. Salgo in moto, faccio il pieno al distributore sotto casa e parto.
Alle 10 e zero zero sono davanti al portone. Frugo nelle tasche e… “Ma porc!! ho lasciato le chiavi del lavoro a casa! Sono un pirla!”. Dico alla ragazza “C'è un piccolo problema, mi sono appena accorto di aver dimenticato le chiavi… Torno di corsa a casa per prenderle. Ti lascio qua lo zaino ed il cellulare. Se si fa vivo il tecnico Telecom, gli potresti dire di aspettare che torni? In mezz'ora, massimo quaranta minuti dovrei essere di ritorno.” Ri-salgo in moto e parto verso casa a velocità da ergastolo, prendo le chiavi e torno. Non c'è nessun tecnico e al cellulare non ha chiamato nessuno. A questo punto, avrete già capito come finirà la storia…

Passano i minuti e io me ne sto lì, ad aspettare che questo tecnico fantasma si faccia vivo. Nulla. Telefono al referente con cui avevo preso appuntamento: cellulare spento e segreteria della Tim. Inizio a cazzeggiare per passare il tempo. Riprovo a telefonare al referente: cellulare spento e segreteria della Tim. Mi vado a prendere da bere al distributore automatico, inizio un lavoro palloso che devo sbrigare prima di settembre. Sono le 12:30, provo ancora a telefonare al referente. Cellulare spento e lasciare un messaggio: “Salve sono il responsabile tecnico della [ditta_dove_lavoro], ci eravamo sentiti la settimana scorsa per fissare un appuntamento con un vostro tecnico per una nuova linea dati. Eravamo d'accordo per le dieci di questa mattina, ma a tuttora non s'è ancora visto nessuno. Mi richiami al più presto per fissare un nuovo appuntamento, grazie.”

Alle 13:30 mi sono rotto le palle di aspettare e me ne sono tornato a casa.

Adesso sono le 19:40 e nessuno mi ha ancora richiamato.

Evviva la professionalità di chi prende appuntamento, ti fa alzare la mattina di un giorno di (presunte) ferie per poi sparire nel nulla il giorno accordato.
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Toh! Chi si vede?

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Tutti conosciamo astalavista.box.sk. È un famosissimo motore di ricerca per crack, seriali ed exploit. Il tipico sito (come tutti quelli che appaiono nei risultati delle sue ricerche) che se vi accedi con Windows ed Internet Explorer, puoi stare certo di trovarti pieno di spyware e trojan nel giro di trenta secondi. Ma tutto mi sarei aspettato tranne che aprirlo e trovarmi un bannerone in flash di Tele2 ed il desiderio di www.tele2.it di rifilarmi un cookie!
La stessa cosa mi capitò qualche tempo fa con Alice, al posto di Tele2. In qualche modo, sembra che ad Astalavista arrivino spiccioli da Tele2 e da Alice, grazie al circuito dei banner.
Ironico? La dimostrazione che i soldi non hanno occhi? Ipocrita perché, almeno Tele2 utilizza un software di Cisco chiamato Service Control Engine che permette di individuare il traffico p2p (notoriamente generato da pirati/terroristi/pedofili/ladri di borsette) ed abbatterlo? In sostanza: i soldi che paghi a Tele2 per l'acceso ad internet, in parte vanno nella gestione del servizio, in parte in pubblicità (non importa dove, ma sono sicuro che quella su astalavista sia decisamente visibile da molte persone) ed in parte in sistemi che ti limitano l'utilizzo del servizio, perché sei un pirata stronzo e ladro e non mi fai neppure pubblicità. Chiaro no?
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