deliri

La miglior chef

“Oh! Ecco il mio panino al rigurgito!”

“L'esorciccia lì, è la miglior chef… la miglior chef dei panini”

Il panino in questione era stato servito, tra l'altro, da un cameriere Emo… Ovviamente, l'alimento è stato poi ispezionato per accertarci dell'assenza di lamette o simili…
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La vera verità sui Rush ed i Dream Theater

2112___Oracle__The_Dream_by_mystic_rush
Scritta di getto su it.arti.musica.metal per perculare i classici fan accecati dei Dream Theater e qualche noto revisionista storico dalla logica fallace. Ad alcuni è piaciuta, quindi la ripropongo anche qua.

I Rush non esistono. O almeno, nella prima linea temporale non esistevano.
Maik Portmeirion fra qualche anno prenderà una copia di When dream and day unite e tramite la macchina del tempo (che ovviamente ha inventato
lui. infatti è dispari), andrà nel passato e farà ascoltare questa demo a Nil Pertini, che prima di allora, dalla vita non chiedeva altro che birra, tette e romanzi di fantascienza. Lo convince così ad imparare a suonare la batteria e gli da le prime lezioni. Poi, come tutti sappiamo, nascono i Rush. Questa modifica nella linea del tempo, produce pero` un circolo singolare, infatti i Rush diventeranno una delle principali influenze dei Dream Theater (epperforza - penserà Potmeirion - i Rush li ho inventati io, mi pare ovvio che mi piacciano).
La versione della seconda iterazione di When day and dream unite, quindi avrà all'interno i semi dei Rush, che altro non sono che quelli dei Dream Theater stessi della prima iterazione temporale. Fra qualche anno, Maik verrà a conoscenza di questo fenomeno e costruirà la macchina del tempo di cui sopra, per tornare ad influenzare Nil ed iniziare così un circolo temporale molto vizioso. Questo finalmente metterà a tacere tutti coloro che insistevano con la assurda tesi che i Dream Theater non sarebbero stati nulla se non fossero esistiti i Rush e che Portnoy è una brutta copia pestona di Neal Peart. Infatti, in questo circolo temporale chiuso, Portnoy sara` sempre di un'iterazione davanti a Peart, anche se purtroppo, noi che seguiamo la nostra normale linea temporale non lo possiamo vedere, a meno di non continuare a seguire le varie iterazioni di Portnoy, che proseguono costantemente rendendo i Dream Theater (e i Rush, che pero` rimangono in ritardo di un ciclo) il gruppo più tecnico dell'universo, nonché il più influente (infatti, influenzano all'infinito i Rush e sé stessi). Attualmente, noi viviamo nella quarta iterazione.

Ora, se qualcuno di coloro che mi stanno leggendo è un pilota di Jumbo Jet, oppure conosce qualcuno che faccia questo lavoro, potrebbe per favore far precipitare un motore del proprio aeroplano sul soffice.bin lettino di Portnoy mentre sta dormendo? Grazie.

PS. Pare che anche Fetucci, una volta scoperto il giochino di Portmeirion, abbia deciso di ripeterlo uguale, prendendo di mira il signor Girmi.

Immagine: 2112 - Oracle: The dream by mystic-rush
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Le pattumie

Gutter_Flower_by_Nadialy
Varietà di fiori inesistente il cui nome mi era venuto in mente in non mi ricordo più quale occasione. Probabilmente durante una sessione di frasi, dato che vengono citate più volte.
Come si può intuire dal nome, non hanno un profumo gradevole. Immaginate uno sfortunello/a che ha appena ricevuto una delusione e che, con amarezza, getta il mazzolino che voleva dare alla sua/suo bella/o nella spazzatura. Dal marcire di quel mazzolino, nasceranno le pattumie: i fiori del pattume. Non è una storia zen, anche se qualcuno potrebbe trovarci dei significati profondiprofondissimi. Tempo impiegato per pensarci: circa 0,3 secondi.

Immagine: Gutter Flower di Nadialy
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Imminente

Ci sono due pensieri che mi tornano ricorrenti quando penso al mio futuro. Uno è che non sono mai riuscito ad immaginarmi dopo i 30, 35 anni. L'altro è la sensazione che in un futuro prossimo accadrà qualcosa di stravolgente. Una catastrofe, un trauma, forse la morte… Boh! Sicuramente qualcosa che distruggerà la mia realtà. Che metterà la parola “fine” su tante cose. Dovrebbe essere una cosa spaventosa o triste, ma quando ci penso ho solo una sensazione di sollievo, perché sarebbe comunque un cambiamento. Sarebbe qualcosa di diverso da ciò che è adesso.

…o forse è meglio se smetto di ascoltare i Joy Division… ;)
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Bellezza nella morte

butterfly_tear_by_sigpras
Racconto un episodio che mi era successo circa tre anni fa e che mi è sempre rimasto in mente. Al tempo, lavoravo in un negozio di pc. Quel giorno ci fu un breve acquazzone. Appena finito di piovere uscii dal negozio, armato di carrellino montacarichi per recuperare del materiale dal magazzino situato dall'altra parte della strada, a circa cinquanta metri. Nel viaggio di ritorno, mi accorsi che una pozzanghera adiacente al marciapiede era increspata da tante piccole onde concentriche, troppo uniformi per essere causate dallo sgocciolio dell'albero soprastante. Salii il gradino del marciapiede ed osservai meglio. In quel momento, mi resi conto che quelle onde, così perfette e regolari, erano frutto dallo sbattere delle ali di una farfalla caduta in acqua. Osservai per un po', poi sorrisi e ripartii.
Sono stato criticato da quelli a cui ho raccontato questa storia. Secondo loro, avrei dovuto cercare di tirare fuori la farfalla dalla pozzanghera. Onestamente, non mi era nemmeno passata per la testa quest'idea. Forse ero troppo preso dalla strana perfezione di quelle onde e dalla successiva scoperta della loro origine. Sarò sadico, cinico o tutto quello che volete, ma quella è stata una delle cose più romantiche che avessi mai visto. Oltre ad una dimostrazione di quanto possa essere bella la natura, anche nella morte.

Immagine: butterfly tear di sigpras
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È grave, dottore?

Trash_II_by_DaffodilLament
Ultimamente mi stanno sulle palle tutte le cose e tutti gli esseri viventi. Quello che non mi sta sulle palle, mi annoia. Tutto questo, ad intermittenza. Quando non sono distratto da qualcosa o qualcuno. Quando non sono impegnato a mostrare un'interfaccia user-friendly.

Immagine:
Trash II di DaffodilLament
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Spaccato verticale

desertomiraggidesolazioneormesenzapadroneamorenegatoisolamento{desiderioinvidiavuotorabbiarifiutomorte}solitudineoceanopiattorelittospettroinvisibileosservatoreimpotenteperché?perché?perché?perché?
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Una morte divertente?

Talvolta mi passano per la testa dei flash di pensieri, molto brevi, più immagini che altro. Per pochi secondi sembrano avere una coerenza ed un senso.
Uno di questi: “Dovrei portare sempre con me dei trucchi o un naso rosso da pagliaccio. Vorrei che, nel caso dovessi morire, chi rinvenirà il mio corpo, mi trovi buffo. E rida.”
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Pazzia

camicia
Talvolta, capita di pensare alla pazzia come ad una sorta di benedizione, un evento salvifico. …ma una pazzia “bella” però: come quella dei racconti. Come Don Chisciotte, come Enrico IV… Oppure, la pazzia come un “toccare il fondo”, ma con la ricompensa di venire internati ed essere finalmente in pace e liberi. La pazzia come salvezza per l'uomo, come in un racconto di Lovecraft

So che se fossi pazzo e dopo internato
approfitterei di un momento di lucidità
Lasciate il mio delirio
mio unico martirio
che faccia fuori meglio un dottore, sì un dottore.
Credo che ci guadagnerei
come gli agitati
in cella finalmente, lasciato in pace
tutto tace.

(Area - Hommage à Violette Nozières)
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Basta poco

Delle volte, basta poco per farmi scodinzolare felice. Il che, non sarebbe male se poi, ripensandoci, non rimanesse dell'amaro.

2006-08-21
SinFest
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Il sarto

…ci si fa un vestito, lavorandoci anni. il bello è che nemmeno ci si rende conto. lo si perfeziona, tendendo conto del proprio gusto e dei giudizi dell'altro. per piacersi e piacere, oppure per allontanare chi non ci è gradito o, ancora, per autodifesa. alcuni la chiamano corazza, altri, maschera. quando comincia a prendere forma, lo si inizia ad indossare. si nota che ci sta bene, che ha una certa coerenza e, dove non ne ha, lo si corregge, in modo da tendere alla perfetta coerenza. alla fine, diventa talmente plausibile, credibile e coerente che, quando ci si entra, sembra quasi di non indossarlo neppure. sei lì nel tuo abito e provi a ripensare a com'eri senza di esso, ma non ti ci riconosci. tu ora sei l'abito, il tuo abito pubblico, quello da indossare per i rapporti sociali. la cosa curiosa è che quando lo togli, allo stesso modo, provi a ripensare a com'eri quando avevi l'abito, ma anche in questo caso, non ti ci riconosci. “quello? non sono io… non capisco perché mi sia comportato così…” un principio di pazzia? personalità multiple? ma quanti abiti hai costruito, ed indossi, finora? è difficile contarli, perché quasi tutti sembrano avere delle parti comuni. si sovrappongono e compenetrano l'un l'altro. dopo tutto questo cambiare d'aspetto, diventa difficile trovare come si è da nudi. quand'è che sono nudo? quando sono da solo a meditare fra me e me? non è detto: quello potrebbe essere semplicemente l'abito che ho scelto perché più adatto per l'occasione, così come negli altri casi. l'introspezione la si fa semplicemente cercando di uscire da se stessi ed osservandosi con gli stessi parametri con cui si osservano gli altri. (curiosamente, quando si osserva l'altro, si pensa di usare gli stessi parametri che si usano quando si osserva se stessi) se non ci fossero altri da osservare, sarebbe impossibile riconoscere il sé ed osservarlo, perché l'osservazione si basa sul confronto, e non è possibile confrontare una cosa con se stessa. allora, dov'è il sé? quello che comunemente identifichiamo come sé, esiste, oppure è anch'esso un abito, a nostra insaputa? oppure non esiste. magari, lo si può ricondurre a ciò che di comune c'è fra i vari abiti in cui ci caliamo ma, le cui caratteristiche unite, lo rendono diverso o superiore alla caratteristiche stesse, se prese singolarmente ed unite? intangibile, seppur identificabile. un'altra emergenza. ho la tendenza a ricondurre sempre tutto ad un sistema dinamico ed osservare le cose in maniera olistica… mi rendo conto che, con un solo post, ho motivato la scelta dei nomi di chi collabora a questo blog, anche se non l'ho fatto volontariamente. ma adesso che ho aperto tutti questi quesiti, cosa faccio?
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Alienazione del sistemista

..o.no parte del sistema, della macchina. cosa sono al di fuori di essa? sono? emergenza della sopravvivenza del sistema. riparo ergo sum. mente estesa, estremizzazione dell'approccio incarnato e situato, andy clark, ma al contrario. non, non poter definire i confini della mente. non, superare il livello dell'epidermide come limite per l'estensione della cognizione. non, ambiente, oggetti, macchine, persone, tutto ciò con cui si interagisce come parte della propria mente, ma vice-versa. focus, centro: la macchina. il tecnico, sistemista, amministratore, talvolta rincuorato nel pensarsi un novello bastard operator from hell, favola che nutre il proprio ego, lui… un estensione carnosa delle utility di diagnostica e riparazione della macchina. la macchina si estende al di fuori dell'involucro di ferro, talvolta alluminio, titanio, o policarbonato bianco o nero. il flusso dell'estensione della mente incarnata e situata riceve un impulso di feedback che ne inverte la direzione. daemon o servizio che risponde alle chiamate del sistema. tutto ciò di cui il sistema ha bisogno. il sistema serve gli utenti, l'amministratore serve il sistema. siamo borg, verrete assimilati, ogni resistenza è inutile. fatti una vita! sembra fico! dove si scarica? non necessaria umanità, creatività quel poco che basta per il debug, di emozioni basta la preoccupazione per la salute del sistema, sentimenti non necessari. concentrarsi sul piano della metrica. esistono solo gli stimoli. elaborazione degli stimoli. un pixel è un pixel è un pixel. un albero è irrilevante e comunque sarebbe una griglia di pixel. mera somma degli stimoli. non superiore o diversa dalla somma, ma matematicamente uguale alla somma. qualità irrilevanti. l'arte non ci interessa. debug. riparo ergo sum. dove sono nella macchina? cosa sono al di fuori di essa? son.o.?
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Frammenti

Special_Collectors_Edition_by_DivineError
%£$&%upo perde il pelo ma non il vi%"%£$%rinasc"£&gatt£$%"%$£"%lmen&/£!*&tar//&&$£ino))/£$%$£&chi dice che non ho poesia?#[$&%$beh, ne sono pieno! solo che non la esprimo. mi rim!$%&$sempre tutta dentro e si marcisce… così poi quando la tiro fuori è ormai tutta putrefatta! ;-)

Immagine di DivineError
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