deliri
La miglior chef
14 giu 2008 – 11:35 Archiviato in:
Diario
“Oh! Ecco il mio panino al
rigurgito!”
“L'esorciccia lì, è la miglior chef… la miglior chef dei panini”
Il panino in questione era stato servito, tra l'altro, da un cameriere Emo… Ovviamente, l'alimento è stato poi ispezionato per accertarci dell'assenza di lamette o simili…
“L'esorciccia lì, è la miglior chef… la miglior chef dei panini”
Il panino in questione era stato servito, tra l'altro, da un cameriere Emo… Ovviamente, l'alimento è stato poi ispezionato per accertarci dell'assenza di lamette o simili…
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La vera verità sui Rush ed i Dream Theater
25 ott 2007 – 23:28 Archiviato in:
Musica

I Rush non esistono. O almeno, nella prima linea temporale non esistevano.
Maik Portmeirion fra qualche anno prenderà una copia di When dream and day unite e tramite la macchina del tempo (che ovviamente ha inventato
lui. infatti è dispari), andrà nel passato e farà ascoltare questa demo a Nil Pertini, che prima di allora, dalla vita non chiedeva altro che birra, tette e romanzi di fantascienza. Lo convince così ad imparare a suonare la batteria e gli da le prime lezioni. Poi, come tutti sappiamo, nascono i Rush. Questa modifica nella linea del tempo, produce pero` un circolo singolare, infatti i Rush diventeranno una delle principali influenze dei Dream Theater (epperforza - penserà Potmeirion - i Rush li ho inventati io, mi pare ovvio che mi piacciano).
La versione della seconda iterazione di When day and dream unite, quindi avrà all'interno i semi dei Rush, che altro non sono che quelli dei Dream Theater stessi della prima iterazione temporale. Fra qualche anno, Maik verrà a conoscenza di questo fenomeno e costruirà la macchina del tempo di cui sopra, per tornare ad influenzare Nil ed iniziare così un circolo temporale molto vizioso. Questo finalmente metterà a tacere tutti coloro che insistevano con la assurda tesi che i Dream Theater non sarebbero stati nulla se non fossero esistiti i Rush e che Portnoy è una brutta copia pestona di Neal Peart. Infatti, in questo circolo temporale chiuso, Portnoy sara` sempre di un'iterazione davanti a Peart, anche se purtroppo, noi che seguiamo la nostra normale linea temporale non lo possiamo vedere, a meno di non continuare a seguire le varie iterazioni di Portnoy, che proseguono costantemente rendendo i Dream Theater (e i Rush, che pero` rimangono in ritardo di un ciclo) il gruppo più tecnico dell'universo, nonché il più influente (infatti, influenzano all'infinito i Rush e sé stessi). Attualmente, noi viviamo nella quarta iterazione.
Ora, se qualcuno di coloro che mi stanno leggendo è un pilota di Jumbo Jet, oppure conosce qualcuno che faccia questo lavoro, potrebbe per favore far precipitare un motore del proprio aeroplano sul soffice.bin lettino di Portnoy mentre sta dormendo? Grazie.
PS. Pare che anche Fetucci, una volta scoperto il giochino di Portmeirion, abbia deciso di ripeterlo uguale, prendendo di mira il signor Girmi.
Immagine: 2112 - Oracle: The dream by mystic-rush
Le pattumie
30 apr 2007 – 19:05 Archiviato in:
Random

Come si può intuire dal nome, non hanno un profumo gradevole. Immaginate uno sfortunello/a che ha appena ricevuto una delusione e che, con amarezza, getta il mazzolino che voleva dare alla sua/suo bella/o nella spazzatura. Dal marcire di quel mazzolino, nasceranno le pattumie: i fiori del pattume. Non è una storia zen, anche se qualcuno potrebbe trovarci dei significati profondiprofondissimi. Tempo impiegato per pensarci: circa 0,3 secondi.
Immagine: Gutter Flower di Nadialy
Imminente
26 mar 2007 – 19:41 Archiviato in:
Diario
Ci sono due pensieri che mi tornano
ricorrenti quando penso al mio futuro. Uno è che non sono mai
riuscito ad immaginarmi dopo i 30, 35 anni. L'altro è la sensazione
che in un futuro prossimo accadrà qualcosa di stravolgente. Una
catastrofe, un trauma, forse la morte… Boh! Sicuramente qualcosa
che distruggerà la mia realtà. Che metterà la parola “fine” su
tante cose. Dovrebbe essere una cosa spaventosa o triste, ma quando
ci penso ho solo una sensazione di sollievo, perché sarebbe
comunque un cambiamento. Sarebbe qualcosa di diverso da ciò che è
adesso.
…o forse è meglio se smetto di ascoltare i Joy Division… ;)
…o forse è meglio se smetto di ascoltare i Joy Division… ;)
Bellezza nella morte
27 feb 2007 – 20:22 Archiviato in:
Diario

Sono stato criticato da quelli a cui ho raccontato questa storia. Secondo loro, avrei dovuto cercare di tirare fuori la farfalla dalla pozzanghera. Onestamente, non mi era nemmeno passata per la testa quest'idea. Forse ero troppo preso dalla strana perfezione di quelle onde e dalla successiva scoperta della loro origine. Sarò sadico, cinico o tutto quello che volete, ma quella è stata una delle cose più romantiche che avessi mai visto. Oltre ad una dimostrazione di quanto possa essere bella la natura, anche nella morte.
Immagine: butterfly tear di sigpras
È grave, dottore?
17 feb 2007 – 17:11 Archiviato in:
Diario

Immagine: Trash II di DaffodilLament
Spaccato verticale
13 feb 2007 – 01:55 Archiviato in:
Diario
Una morte divertente?
03 dic 2006 – 18:57 Archiviato in:
Diario
Talvolta mi passano per la testa dei
flash di pensieri, molto brevi, più immagini che altro. Per pochi
secondi sembrano avere una coerenza ed un senso.
Uno di questi: “Dovrei portare sempre con me dei trucchi o un naso rosso da pagliaccio. Vorrei che, nel caso dovessi morire, chi rinvenirà il mio corpo, mi trovi buffo. E rida.”
Uno di questi: “Dovrei portare sempre con me dei trucchi o un naso rosso da pagliaccio. Vorrei che, nel caso dovessi morire, chi rinvenirà il mio corpo, mi trovi buffo. E rida.”
Pazzia
27 set 2006 – 19:30 Archiviato in:
Diario

So che se fossi pazzo e dopo internato
approfitterei di un momento di lucidità
Lasciate il mio delirio
mio unico martirio
che faccia fuori meglio un dottore, sì un dottore.
Credo che ci guadagnerei
come gli agitati
in cella finalmente, lasciato in pace
tutto tace.
(Area - Hommage à Violette Nozières)
Basta poco
21 set 2006 – 01:02 Archiviato in:
Diario
Delle volte, basta poco per farmi
scodinzolare felice. Il che, non sarebbe male se poi, ripensandoci,
non rimanesse dell'amaro.

SinFest

SinFest
Il sarto
30 lug 2006 – 14:50 Archiviato in:
Idee
…ci si fa un vestito, lavorandoci
anni. il bello è che nemmeno ci si rende conto. lo si perfeziona,
tendendo conto del proprio gusto e dei giudizi dell'altro. per
piacersi e piacere, oppure per allontanare chi non ci è gradito o,
ancora, per autodifesa. alcuni la chiamano corazza, altri,
maschera. quando comincia a prendere forma, lo si inizia ad
indossare. si nota che ci sta bene, che ha una certa coerenza e,
dove non ne ha, lo si corregge, in modo da tendere alla perfetta
coerenza. alla fine, diventa talmente plausibile, credibile e
coerente che, quando ci si entra, sembra quasi di non indossarlo
neppure. sei lì nel tuo abito e provi a ripensare a com'eri senza
di esso, ma non ti ci riconosci. tu ora sei l'abito, il tuo abito
pubblico, quello da indossare per i rapporti sociali. la cosa
curiosa è che quando lo togli, allo stesso modo, provi a ripensare
a com'eri quando avevi l'abito, ma anche in questo caso, non ti ci
riconosci. “quello? non sono io… non capisco perché mi sia
comportato così…” un principio di pazzia? personalità multiple? ma
quanti abiti hai costruito, ed indossi, finora? è difficile
contarli, perché quasi tutti sembrano avere delle parti comuni. si
sovrappongono e compenetrano l'un l'altro. dopo tutto questo
cambiare d'aspetto, diventa difficile trovare come si è da nudi.
quand'è che sono nudo? quando sono da solo a meditare fra me e me?
non è detto: quello potrebbe essere semplicemente l'abito che ho
scelto perché più adatto per l'occasione, così come negli altri
casi. l'introspezione la si fa semplicemente cercando di uscire da
se stessi ed osservandosi con gli stessi parametri con cui si
osservano gli altri. (curiosamente, quando si osserva l'altro, si
pensa di usare gli stessi parametri che si usano quando si osserva
se stessi) se non ci fossero altri da osservare, sarebbe
impossibile riconoscere il sé ed osservarlo, perché l'osservazione
si basa sul confronto, e non è possibile confrontare una cosa con
se stessa. allora, dov'è il sé? quello che comunemente
identifichiamo come sé, esiste, oppure è anch'esso un abito, a
nostra insaputa? oppure non esiste. magari, lo si può ricondurre a
ciò che di comune c'è fra i vari abiti in cui ci caliamo ma, le cui
caratteristiche unite, lo rendono diverso o superiore alla
caratteristiche stesse, se prese singolarmente ed unite?
intangibile, seppur identificabile. un'altra emergenza. ho la tendenza a ricondurre sempre tutto
ad un sistema dinamico ed osservare le cose in maniera
olistica… mi rendo conto che, con un solo post, ho
motivato la scelta dei nomi di chi collabora a questo blog, anche
se non l'ho fatto volontariamente. ma adesso che ho aperto tutti
questi quesiti, cosa faccio?
Alienazione del sistemista
24 lug 2006 – 23:26 Archiviato in:
Diario
..o.no parte del sistema, della
macchina. cosa sono al di fuori di essa? sono? emergenza della sopravvivenza del sistema. riparo ergo sum. mente
estesa, estremizzazione dell'approccio incarnato e situato, andy
clark, ma al contrario. non, non poter definire i confini della
mente. non, superare il livello dell'epidermide come
limite per l'estensione della cognizione. non, ambiente, oggetti,
macchine, persone, tutto ciò con cui si interagisce
come parte della propria mente, ma vice-versa. focus,
centro: la macchina. il tecnico, sistemista, amministratore,
talvolta rincuorato nel pensarsi un novello bastard operator from hell, favola che nutre il
proprio ego, lui… un estensione carnosa delle utility di diagnostica e riparazione
della macchina. la macchina si estende al di fuori dell'involucro
di ferro, talvolta alluminio, titanio, o policarbonato bianco o
nero. il flusso dell'estensione della mente incarnata e situata
riceve un impulso di feedback che ne inverte la direzione. daemon o servizio che risponde alle chiamate del
sistema. tutto ciò di cui il sistema ha bisogno. il sistema serve
gli utenti, l'amministratore serve il sistema. siamo borg, verrete assimilati, ogni resistenza è inutile.
fatti una vita! sembra fico! dove si scarica? non necessaria
umanità, creatività quel poco che basta per il debug, di
emozioni basta la preoccupazione per la salute del
sistema, sentimenti non necessari. concentrarsi sul piano della
metrica. esistono solo gli stimoli. elaborazione degli stimoli. un pixel è un
pixel è un pixel. un albero è irrilevante e comunque sarebbe una
griglia di pixel. mera somma degli stimoli. non superiore o
diversa dalla somma, ma matematicamente uguale alla
somma. qualità irrilevanti. l'arte non ci interessa.
debug. riparo ergo sum. dove sono nella macchina? cosa sono al di
fuori di essa? son.o.?
Frammenti
24 lug 2006 – 21:00 Archiviato in:
Diario

Immagine di DivineError
