Penso che la vita la regalano proprio a tutti.
23 ago 2008 – 09:26 Archiviato in:
Cadaveri
- Mi capita di avere visioni celestiali
guardando nelle tue narici…
- Deve essere la somma flatulenza.
- Io penso che sia amore non corrisposto dal basso verso l'alto
- Dovresti comprare dei francobolli intestinali
- Che figata! Così avrei dei villi collezionisti!
Dai! Non fare il neurone che se ne sta lì per conto suo e soffre delle sue pene mentre la vita attorno a lui scorre caoticamente divertita!
- Posso farti la cacca sulla schiena? Di?
- Solo se poi la passi con cura tra vertebra e vertebra
- Ho portato apposta il compressore!
- ??? …ma tu sai che cos'è la cacca?
- No…
- Vuoi che te la faccio vedere?
- Ho sentito i fenicotteri giocare a morra!
- Ma tu esisti o sei un'entità?
- Io Fosfo
- Io Andrea
- La fanghiglia putrido-violetta mi dice che se sta facendo presto, credo che andrò alle terme meno un quarto a farmi un quanto di struzzo in autobus.
- Penso che la vita la regalano proprio a tutti.
- Scusa Gianpipetto, ma mi chiamano sull'altra via maestra e non.
- Bene Sveltobraccio... sono contento che ti sono venuti i tortellini di manzo di mare… Quando me li farai assaggiare?
- Quando saranno cresciuti abbastanza da attraversare la strada da soli.
- Di a Tarzan che l'amo!
- Deve essere la somma flatulenza.
- Io penso che sia amore non corrisposto dal basso verso l'alto
- Dovresti comprare dei francobolli intestinali
- Che figata! Così avrei dei villi collezionisti!
Dai! Non fare il neurone che se ne sta lì per conto suo e soffre delle sue pene mentre la vita attorno a lui scorre caoticamente divertita!
- Posso farti la cacca sulla schiena? Di?
- Solo se poi la passi con cura tra vertebra e vertebra
- Ho portato apposta il compressore!
- ??? …ma tu sai che cos'è la cacca?
- No…
- Vuoi che te la faccio vedere?
- Ho sentito i fenicotteri giocare a morra!
- Ma tu esisti o sei un'entità?
- Io Fosfo
- Io Andrea
- La fanghiglia putrido-violetta mi dice che se sta facendo presto, credo che andrò alle terme meno un quarto a farmi un quanto di struzzo in autobus.
- Penso che la vita la regalano proprio a tutti.
- Scusa Gianpipetto, ma mi chiamano sull'altra via maestra e non.
- Bene Sveltobraccio... sono contento che ti sono venuti i tortellini di manzo di mare… Quando me li farai assaggiare?
- Quando saranno cresciuti abbastanza da attraversare la strada da soli.
- Di a Tarzan che l'amo!
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Che cosa si prova a essere un pipistrello? (terza parte) – Thomas Nagel
20 ago 2008 – 19:29 Archiviato in:
Idee

Se quindi per farsi un'idea di che cosa si provi a essere un pipistrello ci si basa su un'estrapolazione della nostra situazione, questa estrapolazione è destinata a restare incompleta. Possiamo costruirci tuttalpiù una concezione schematica di che cosa si prova; per esempio, possiamo ascrivere tipi generali di esperienza soggettiva sulla base della struttura e del comportamento animale. Descriviamo così il sonar dei pipistrelli come una forma di percezione tridimensionale in avanti; crediamo che i pipistrelli sentano una qualche forma di dolore, paura, fame e concupiscenza e che, oltre al sonar, posseggano altri tipi di percezione a noi più familiari. Tuttavia siamo anche convinti che queste esperienze hanno in ciascun caso un carattere soggettivo specifico e che concepirlo supera le nostre capacità. E se altrove nell'universo esiste vita cosciente, è probabile che in certi casi essa non sia descrivibile neppure nei più generali termini esperenziali a nostra disposizione.1 (Il problema, tuttavia, non è limitato ai casi estremi: esso esiste anche fra una persona e l'altra: il carattere soggettivo dell'esperienza di una persona sorda e cieca dalla nascita, per esempio, non mi è accessibile, così come presumibilmente a lei non è accessibile il carattere soggettivo della mia esperienza. Questo non impedisce a ciascuno di noi di credere che l'esperienza dell'altro possegga questo carattere soggettivo).
Chi fosse incline a negare che si possa credere nell'esistenza di fatto come questo, la cui natura esatta non abbiamo modo di concepire, rifletta che nell'osservare i pipistrelli noi ci troviamo in una posizione quasi identica a quella in cui si troverebbero un pipistrello intelligente o un marziano2 che tentassero di farsi un'idea di che cosa si provi a essere noi. La struttura della loro mente potrebbe impedir loro di riuscirci, ma noi sappiamo che avrebbero torto a concludere che non si prova nulla di preciso ad essere noi, che a noi possono essere ascritti solo certi tipi generali di stati mentali (forse la percezione e l'appetito sarebbero concetti comuni a noi e a loro; o forse no). Sappiamo che avrebbero torto a trarre una conclusione così scettica, perché noi sappiamo che cosa si prova a essere noi. E sappiamo che, per quanto ciò comprenda una varietà e una complessità grandissime e per quanto noi non possediamo la terminologia capace di darne una descrizione sufficiente, il suo carattere soggettivo è altamente specifico e, sotto certi aspetti, è descrivibile in termini che possono essere capiti solo da creature come noi. Il fatto che non possiamo sperare di riuscire mai a fornire col nostro linguaggio una descrizione particolareggiata della fenomenologia dei marziani o dei pipistrelli non dovrebbe indurci a considerare priva di sensi l'ipotesi che i pipistrelli e i marziani abbiano esperienze affatto paragonabili alle nostre per ricchezza di particolari. Sarebbe bello se qualcuno riuscisse a elaborare un insieme di concetti e una teoria che ci consentissero di riflettere su queste cose; ma i limiti della nostra natura ci impediscono, forse per sempre, una tale comprensione. E negare la realtà o la portata logica di ciò che non potremmo mai descrivere o comprendere è la forma più rozza di dissonanza cognitiva.
Questo ci porta a sfiorare un argomento che richiede una discussione molto più ampia di quella che mi è consentita qui: cioè il rapporto tra i fatti da una parte e gli schemi concettuali o i sistemi di rappresentazione dall'altra. La mia posizione realistica nei confronti del dominio della soggettività in tutte le sue forme implica che io credo nell'esistenza di fatti che travalicano la portata dei concetti umani. È certamente possibile per un essere umano credere che vi siano dei fatti per rappresentare o comprendere i quali gli uomini non possederanno mai i concetti necessari. Sarebbe anzi assurdo dubitarne, vista la finitezza delle aspettazioni umane. In fin dei conti, i numeri transfiniti sarebbero esistiti lo stesso anche se tutti gli uomini fossero stati tolti di mezzo dalla peste bubbonica prima della scoperta di Cantor. Ma si può anche credere che vi siano dei fatti che non potrebbero mai essere rappresentati o compresi dagli esseri umani, anche se la nostra specie durasse per sempre, semplicemente perché la nostra struttura non ci permette di operare con i concetti del tipo necessario. Questa impossibilità potrebbe essere addirittura osservata da altri esseri, ma non è detto che l'esistenza di tali esseri, o la possibilità della loro esistenza, sia una condizione affinché l'ipotesi che vi siano fatti inaccessibili agli uomini abbia senso. (Dopotutto, la natura di esseri aventi accesso a fatti inaccessibili agli uomini è presumibilmente anch'essa un fatto inaccessibile agli uomini). Riflettendo su ciò che si prova a essere un pipistrello si arriva dunque, a quanto pare, alla conclusione che esistono fatti che non consistono nella verità di preposizioni esprimibili con linguaggio umano. Possiamo essere costretti a riconoscere l'esistenza di tali fatti senza essere in grado di enunciarli o di comprenderli.
Tuttavia interromperò qui la discussione di questo argomento. La sua rilevanza per il problema che ci sta di fronte (cioè per il problema mente-corpo) sta nel fatto che esso ci consente di fare un'osservazione generale sul carattere soggettivo dell'esperienza. Qualunque sia la natura dei fatti relativi a ciò che si prova a essere un uomo o un pipistrello o un marziano, questi fatti esprimono, a quanto pare, uno specifico punto di vista.
(Continua…)
1. Quindi la forma analogica dell'espressione inglese “what is like” [qui e altrove tradotta “che cosa si prova”, ma alla lettera: “a che cosa è simile”] è fuorviante, perché ciò che ci chiediamo non è: “a che cosa somiglia (nella nostra esperienza)”, bensì “com'è per il soggetto stesso”.
2. Qualunque extraterrestre intelligente del tutto diverso da noi.
The Googling
19 ago 2008 – 14:29 Archiviato in:
Tecnologia | Film
Ed ora, ripartiamo da quarant'anni fa…
13 ago 2008 – 11:33 Archiviato in:
Random | Tecnologia

L'immagine è un tributo ad Albert Hofmann, da parte del pittore Alex Grey.
Da Repubblica.it
Studiosi svizzeri riaprono la sperimentazione sull'uso terapeutico per i malati terminali
Agisce positivamente sul mediatore cerebrale dell'umore. E non dà dipendenza
La riabilitazione scientifica dell'Lsd
"Può curare cefalee e depressioni"
L'iniziativa a pochi mesi dalla morte di Albert Hofmann, lo scopritore dell'acido
"Sull'effetto allucinogeno molta leggenda: il 'trip' colpiva persone già malate di mente"
di CRISTINA NADOTTI
La rivalutazione scientifica dell'Lsd è cominciata. L'acido lisergico, il più famoso tra tutti gli allucinogeni, ritorna nei laboratori di ricerca dopo oltre trent'anni e dopo la morte, lo scorso maggio, del suo scopritore, il chimico svizzero Albert Hofmann. E sarà proprio un centro svizzero a portare avanti la prima sperimentazione scientifica sulla psicoterapia psichedelica da quando, negli anni '70, l'Lsd e sostanze quali la psilocibina (quella estratta dai funghi allucinogeni) furono relegate al solo ruolo di droghe della controcultura e le ricerche sulle loro potenzialità terapeutiche osteggiate e abbandonate. I ricercatori svizzeri stanno conducendo test con Lsd e psilocibina per trattare depressione, cefalea a grappolo, disturbi ossessivi compulsivi e disturbi post-traumatici da stress. Sperimenteranno inoltre l'uso della psicoterapia psichedelica per il trattamento dei malatti terminali.
L'avanguardia svizzera. Che sia proprio la Svizzera a riprendere uno studio sull'Lsd non dipende solo dal fatto che Hoffmann, morto lo scorso maggio a Basilea a 102 anni, ha fatto scuola nel suo Paese. La Svizzera, oltre ad essere rinomata per la ricerca chimica, ha una tradizione di sperimentazione libera da pregiudizi. In Svizzera si portano avanti con buoni risultati piani di accompagnamento dei malati terminali alla morte si usano da tempo le "sale del buco", luoghi per il consumo igienico di sostanze stupefacenti sotto la supervisione di uno staff appositamente formato: si offrono accesso a siringhe sterili e altro materiale sanitario, assicurando il rapido intervento del personale nei casi di emergenza.
Il riferimento alle tossicodipendenze, tuttavia, non deve far pensare a un uso ricreativo delle sostanze allucinogene: il punto di partenza dei ricercatori è che la crociata contro queste droghe, portata avanti negli anni '70, impedì di fare chiarezza sul modo in cui, per dirla con il presidente dell'americana Associazione per gli studi psichedelici, queste sostanze possano essere di grande aiuto "non per il mistico che vuole sedere sulla cima della montagna a meditare, ma per tutti".
I primi esperimenti. La ricerca svizzera è cominciata a giugno e i primi risultati, non ancora ufficiali, secondo i sostenitori della psicoterapia psichedelica, sono molto promettenti. La psilocibina si è già dimostrata efficace nel trattamento dei sintomi dei malati terminali di cancro e i ricercatori hanno usato con successo l'ecstasy per il trattamento dei disturbi post traumatici da stress. Ora però quello che si vuole fare è capire meglio in che modo Lsd e affini agiscono sul cervello. All'inizio della sperimentazione, negli anni '70, si era all'esordio nelle ricerche delle neuroscienze, una branca per la quale le sostanze allucinogene furono fondamentali. Si sa che Lsd, psilocibina e mescalina agiscono sul cervello perché le droghe si attaccano ai recettori chimici delle cellule nervose che fissano la serotonina. Questo neurotrasmettitore è responsabile di un gran numero di attività del cervello, ma il modo in cui la sinergia tra allucinogeni e serotonina avviene e perché porti a stati alterati di coscienza, percezione e umore non è ancora chiaro. Nell'esperimento svizzero saranno verificati e osservati tutti i comportamenti, gli stati di alterazione appunto, che accompagnano il "trip" da allucinogeno.
Una droga rivoluzionaria. La morte di Hoffmann ha riacceso la discussione sulla valenza storica della scoperta dell'Lsd. Molti tra gli articoli che hanno ripercorso la vita del suo scopritore si sono soffermati sulla connessione tra Lsd e la cultura psichedelica, il suo carattere sovversivo e i suoi potenziali di leva per scardinare la visione conformista del mondo. Sono state di nuovo sottolineate anche le tante leggende sugli effetti dannosi degli allucinogeni, ritenuti responsabili di comportamenti distruttivi e della morte di centinaia di ragazzi. Alla ripresa della sperimentazione scientifica, i ricercatori contraddicono tutta la letteratura contraria a queste sostanze. Gran parte delle storie su gente che si è lanciata dalla finestra durante un trip o ha avuto comportamenti autodistruttivi o aggressivi, ribadiscono i ricercatori, è falsa e se il "trip" si è rivelato mortale sono sempre state accertate situazioni pregresse di malattie mentali gravi.
La verità è che, per quanto tali sostanze non possano essere considerate sicure proprio perché alterano lo stato mentale, sono quasi del tutto atossiche, non portano alla dipendenza e solo in caso di malattie pregresse si sono registrati comportamenti psicotici. "Gli allucinogeni hanno un effetto potente sulla percezione e la coscienza e aiutano ad avere esperienze di grande valore personale e spirituale - sottolinea Roland Griffiths della Scuola generale di medicina di Baltimora, citato dal Guardian - ed è per questo che riteniamo possano aiutare i malati terminali ad affrontare la morte in modo diverso, liberandoli dall'angoscia esistenziale che spesso accompagna queste malattie".
La indovino alla prima!
11 ago 2008 – 01:18 Archiviato in:
Fumetti
Font conference
28 lug 2008 – 11:47 Archiviato in:
Random
Crooked rot
28 lug 2008 – 10:48 Archiviato in:
Arte
Segui la strada di mattoni gialli, Dorothy
22 lug 2008 – 18:47 Archiviato in:
Random

Termini come Olocausto, Santa Inquisizione, Guerra Santa, non gli dicono nulla?
Un suggerimento: quel “Santa” non si riferisce a Babbo Natale.
Cinquecento anni di Santa Inquisizione, al grido di “ammazza l'infedele”, le crociate, le invasioni spagnole ai danni delle popolazioni dei nativi d'America e tutte le attuali guerre in medio oriente non sono sufficienti a capire che le religioni istituzionalizzate possono essere veicoli di conflitti, invece? Esattamente come qualsiasi altro mezzo di controllo delle masse? Perché i cosiddetti cristiani, si ricordano più facilmente e con più partecipazione i dieci comandamenti, che non gli insegnamenti di quel buon uomo frichettone protagonista del nuovo testamento? Perché si ricordano più frequentemente “Non avrai altro dio al di fuori di me”, che non “Beati i miti, perché erediteranno la terra. Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia. Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio.”?
Benedetto XVI ai leader delle altre confessioni presenti in Australia
La spiritualità "stimola le nazioni a sanare i conflitti, i singoli a tutelare l'ambiente"
Papa: "Religioni veicolo di pace
Sesso e potere sono falsi dei"
In 200mila per seguire le 13 stazioni della Via Crucis
SYDNEY - "In un mondo minacciato da sinistre e indiscriminate forme di violenza" le religioni stimolano "le nazioni e le comunità a risolvere i conflitti con strumenti pacifici nel pieno rispetto della dignità umana". Lo ha detto il Papa nell'incontro interreligioso nella Sala capitolare della St. Mary's Cathedral di Sydney, ai leader delle diverse chiese e confessioni cristiane presenti in Australia.
E' mettendo in luce la "innata aspirazione a vivere con magnanimità, intessendo legami di amicizia" che le fedi aiutano la pace, ricordando che "le relazioni umane non si possono definire in termini di potere, dominio e interesse personale".
Continua su Repubblica.it
Tanto per gradire… Leggi il resto…
Sgraaaaaat!
21 lug 2008 – 20:43 Archiviato in:
Diario

Eccomi reduce dalla mia prima esperienza in pista, nel circuito di Franciacorta. Giornata spettacolare! Credo di aver imparato un sacco in quelle due ore di giri… E… finalmente ho grattato quelle benedette saponette! E che grattate! :-D
Il primo turno è stato abbastanza tranquillo. Ho inizialmente sorpassato tutti per mettermi in coda all'istruttore. Faccio un po' di giri con lui davanti, che mi mostra le posizioni e le traiettorie da seguire (e qua già faccio la prima grattatina a sinistra), poi si fa sorpassare. Tre giri senza il riferimento dell'istruttore: un casino! Ci sono due esse (una stretta a metà circuito ed una finale che riporta sul rettilineo del traguardo), che sbaglio sempre. Finito il turno, esco, mi riposo un po' e dopo 15 minuti si rientra. Il secondo turno va che è una meraviglia. Seguendo uno del mio gruppo, sorpassiamo quasi subito l'istruttore, ed inizio a cercarmi dei punti di riferimento per le traiettorie. Miglioro istantaneamente e tocco le saponette in continuazione. Vado come un disperato! Purtroppo, il mio amico, davanti, scivola dopo pochi giri. Io proseguo assieme agli altri e ci troviamo nel paddock alla fine del turno. Niente di grave per lui.

Non vedo l'ora di tornare in pista!! :-D
Le mail enigmatiche
17 lug 2008 – 19:37 Archiviato in:
Diario
A fare il sistemista, talvolta ti
capitano certe email dagli utenti, che sono delle chicche.
Questo mi dice (sottolineo: per email).
Oggetto: quesito
ho alcuni problemi con la posta e ci sei ?
Cosa diavolo gli puoi rispondere?? True? False?
Io so di sicuro di esserci (sono qui, percepisco chiaramente di essere me e di essere qui), ma non so se lui ha problemi con la posta, quindi come posso trovare la verità di quell'enunciato?
Allora penso: gli faccio la tabellina di verita della AND…
problemi AND ci sono = esito
V AND V = V
V AND F = F
F AND F = F
F AND V = F
…e gli dico che c'è una possibilità su quattro che sia vero.
Alla fine gli ho risposto sul poetico:
"se hai problemi con la posta, non dovresti poter leggere questa mia risposta."
Per poi scoprire da lui, quando è venuto di persona a chiedere, che il problema era che, in seguito ad una sua email mandata in massa ad un miliardo e mezzo di indirizzi, qualcuno gli aveva risposto consigliandogli di mettere i destinatari in CCN, la prossima volta, perché non aveva (giustamente) piacere che mezzo mondo vedesse il suo indirizzo. Il mio utente però, non sapeva come fare per cliccare sulla ben visibile voce A: e poi scegliere la ben visibile voce CCN: in Thunderbird…
Questo mi dice (sottolineo: per email).
Oggetto: quesito
ho alcuni problemi con la posta e ci sei ?
Cosa diavolo gli puoi rispondere?? True? False?
Io so di sicuro di esserci (sono qui, percepisco chiaramente di essere me e di essere qui), ma non so se lui ha problemi con la posta, quindi come posso trovare la verità di quell'enunciato?
Allora penso: gli faccio la tabellina di verita della AND…
problemi AND ci sono = esito
V AND V = V
V AND F = F
F AND F = F
F AND V = F
…e gli dico che c'è una possibilità su quattro che sia vero.
Alla fine gli ho risposto sul poetico:
"se hai problemi con la posta, non dovresti poter leggere questa mia risposta."
Per poi scoprire da lui, quando è venuto di persona a chiedere, che il problema era che, in seguito ad una sua email mandata in massa ad un miliardo e mezzo di indirizzi, qualcuno gli aveva risposto consigliandogli di mettere i destinatari in CCN, la prossima volta, perché non aveva (giustamente) piacere che mezzo mondo vedesse il suo indirizzo. Il mio utente però, non sapeva come fare per cliccare sulla ben visibile voce A: e poi scegliere la ben visibile voce CCN: in Thunderbird…

